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venerdì 1 gennaio 2016

I vecchi calendari


Difficile, quest'anno, riciclare vecchi calendari e agende.
Dato che il 2016 è un anno bisestile, il primo calendario riutilizzabile è quello del 1988 (per non andare più indietro, a quello del 1960...)
Per la matematica che ci sta dietro, e per un foglio Excel di compatibilità, vedi QUESTO post.


La pagina di Febbraio di un calendario Olivetti del 1988, con opere del Veronese.

martedì 7 aprile 2015

La Riforma di Excel


Una ventina di anni fa mi trovai per caso testimone di una faccenda curiosa: in un ufficio del personale di una sede periferica di un ministero, un impiegato si era attirato le ire di tutti i colleghi perché a nessuno tornavano i conteggi degli straordinari che gli erano stati da poco affidati come mansione.
Carta e penna alla mano, molti, protestando, gli facevano vedere che sbagliava i suoi conti, immancabilmente a svantaggio dei dipendenti.

Non era mio compito mettere il naso nella vicenda ma, perdurando la mia collaborazione in un ufficio vicino, alla fine scoprii che il poveretto non sapeva che Excel, che usava da analfabeta informatico autodidatta, è dotato della funzionalità di sommare le ore. Il brav'uomo dovendo, che so, registrare uno straordinario di 1:40 (un'ora e quaranta minuti) scriveva le ore in una colonna e i minuti in quella accanto. Alla fine del mese, faceva il totale nella colonna delle ore e poi in quella dei minuti. Dovendo fornire i dati per il calcolo della busta paga in ORE, divideva il totale dei minuti per 100 (e non per 60!) e la parte intera che risultava la sommava al numero delle ore, creando ogni mese un errore madornale a tutti quelli che avevano fatto delle ore di straordinario.
Naturalmente, si difendeva trincerandosi dietro al fatto che i suoi calcoli erano corretti perché li aveva fatti col computer.
La cosa alla fine era stata chiarita perché i colleghi si erano inferociti e qualcuno dell'Amministrazione aveva controllato i semplici calcoli che andavano effettuati.

La vicenda sarebbe poco più di un aneddoto da raccontare a veglia, se non fosse che in questi giorni di festa, andandomene in giro, mi sono imbattuto nella persona nel cui ufficio svolgevo la mia consulenza venti anni fa. Dopo qualche convenevolo e due chiacchiere di circostanza, gli ho chiesto del tale, se fosse ancora in servizio.
"Sì - mi ha risposto - ora è in un altro ufficio ma... a te lo posso dire ... da alcuni mesi abbiamo di nuovo problemi con gli straordinari. C'è una collega che viene da un'altra sede ad occuparsene, sai, le riforme, gli accorpamenti, la mobilità,  ...e da quando è arrivata lei i conti non tornano più a nessuno!"
"E usa anche lei Excel?" gli ho chiesto sorridendo.
Mi ha risposto, ridendo: "Come hai fatto a indovinare?"

mercoledì 25 febbraio 2015

Cara Acqua, ... (La riunione di condominio)

La riunione di condominio

Dopo la rapidissima elencazione delle voci del Bilancio Consuntivo per lo scorso anno, il Presidente, senza neppure fare una pausa, è passato dal chiedere se c'erano domande al richiedere di votare per approvarlo.
Sono riuscito a bloccarlo tempestivamente (mi ero piazzato in prima fila) quando una selva di mani si era già alzata, come se in sala ci fosse un sol uomo.

La sera prima, nell'immediato dopo cena, avevo buttato un'occhiata svogliata e non molto attenta al foglione, in formato A3, della ripartizione delle spese per i consumi dell'acqua.
Un'aggiunta a mano di uno zero, in una casella che evidentemente era rimasta vuota, ha attirato la mia attenzione; una breve scorsa a occhio con qualche semplice calcolo fatto a mente mi ha allarmato; l'uso di una calcolatrice e di un lapis per prendere note mi ha convinto: i dati, per una parte dei condòmini, erano matematicamente errati, causando come conseguenza una suddivisione sbagliata per ciascuno di noi.
L'esperienza mi ha detto che quello era una tabella di Excel (ne ho avuto poi conferma) dove un inabile aveva effettuato dei copia-incolla senza neppure rendersi conto di cosa stesse facendo. Morale: il tabulato era completamente sbagliato.

La mia interruzione, in corso di assemblea, è servita a evidenziare a tutti (in primis al noto studio di Servizi Contabili che ci onora della sua preziosa opera) che era stata fatta una castroneria; riconosciuto l'errore, si prodigheranno nel correggerlo; nessun altro dei quasi cinquanta destinatari ci aveva fatto caso. (È per questo che le riunioni di condominio si tengono nel tardo dopo cena del venerdì?)

Ci si ostina, ahimè, a utilizzare un foglio elettronico come se fosse una banale calcolatrice, senza neppure avere presenti i fondamenti del suo uso; aneddoti ne potrei raccontare molti ma, purtroppo, l'uso erroneo dello strumento si estende anche a GRANDI aziende, dove una leggerezza o una catena di incompetenze può causare (ha causato e causa!) errori madornali.
Il ricontrollo dei dati, con procedure autonome e parallele, è un'operazione che sembra andare oltre la comprensione di chi con i numeri ci vive, gestisce un'azienda o ci governa.

Vedi ache: QUI
 

giovedì 1 gennaio 2015

Un calendario è per sempre

Come ho avuto modo di scrivere QUI, calendari e agende si possono riciclare; quest'anno, ad esempio, possiamo riutilizzare quelli del 1998 o del 2009 (ma anche quello del 1970, se lo avete ancora da qualche parte...).

Raffaella Carrà su un 'Lui' nel calendario Innocenti del 1970
Immagine da TrendAlert.

mercoledì 23 aprile 2014

Mi fido di Excel ma...

Sì, mi fido di Excel, però controllo ogni totale con la calcolatrice

La vignetta, pubblicata qualche giorno fa sul blog di Debra Dalgleish, che seguo da anni con attenzione, calza a pennello con un aneddoto che, di tanto in tanto, racconto ai miei allievi nei corsi di Excel.

   Passavo nel corridoio davanti al suo ufficio, ero stato lì per aggiungere alcune opzioni ad un software che avevo sviluppato su misura per la loro piccola rete, quando il ragioniere mi vide e mi chiamò, invitandomi a entrare.
   Ci conosciamo da anni e ci diamo familiarmente del "tu"; non mi succede spesso, con un 'cliente'.
   Mi fece sedere davanti alla sua scrivania e mi guardò come a sfidarmi: "Tu che usi sempre Excel e ti fidi dei suoi risultati, dovresti spiegarmi come mai con la calcolatrice ottengo dei totali diversi". Mi mostrò un paio di 'strisciate', con decine e decine di numeri rigorosamente spuntati uno per uno con il lapis. "Come vedi - e mi indicò dei totali sulle strisce di carta e dei valori simili sul foglio Excel aperto sul suo PC - Excel dà dei risultati sbagliati!"
   Era incontrovertibile, tra le varie somme c'erano addirittura alcuni euro di differenza; se sapete quanto sia pignolo un ragioniere, che continua a controllare e ricontrollare le sue cifre sino a quando non tornano alla perfezione i centesimi, capirete come la situazione gli risultasse insostenibile. Come poteva presentare una stampa di un foglio Excel del Budget di quel suo ufficio di un Ente Pubblico, quando sapeva, strisciata di calcolatrice alla mano, che i dati presentati non sarebbero stati quelli corretti?
   Excel ha dei 'bachi' e nel passato ne ha avuti anche di gravi, ma arrivare a sbagliare le somme, be', difficile da accettare.
   Spostai la mia sedia accanto alla sua e mi feci spiegare che tipo di calcoli stesse facendo; c'erano, nelle sue colonne, una gran quantità di ripartizioni di spese per centri di costo ed i controlli cartacei che aveva effettuato riguardavano, in pratica, solo l'ultima fase dei conteggi. Su Excel il ragionamento e i calcoli, semplicissimi, non facevano una piega.
"E poi ho ricalcolato i dati con la calcolatrice, per verifica. E, come vedi, i risultati sono diversi, Excel sbaglia!"
   Gli chiesi di ripetere davanti a me la sequenza dei calcoli di controllo; dopo i primi due passi sono sicuro che un sorrisetto beffardo mi increspò le labbra. Lo fermai, inutile continuare: mi era chiaro. "Stai sbagliando". Mi guardò come se lo stessi prendendo in giro o, peggio ancora, lo stessi offendendo.
  Allora gli spiegai che Excel memorizza fino a trenta decimali di precisione nei suoi calcoli ma, di default, ne visualizza solo due, che sono il risultato dell'arrotondamento della cifra che ha realmente memorizzato nella cella. Se lui ripeteva i calcoli sulla calcolatrice ricopiando solo le due cifre decimali visualizzate (e non tutte quelle di pertinenza del numero), era ovvio che, somma qui, moltiplica là, alla fine sulla calcolatrice si trovava dei risultati diversi e sbagliati.
   Mi guardò meravigliato, gli indicai come far comparire più cifre decimali nelle celle del suo foglio elettronico e lui si mise a fare di nuovo i conti. Lo aspettai con pazienza, in piedi dietro la sua scrivania, meravigliato dell'agilità con cui lavorava sulla calcolatrice che stampava furiosamente cifre su cifre. Al controllo del primo dato i risultati delle due "macchine" erano identici. Quasi quasi non poteva credere che Excel facesse i calcoli, non meglio, ma come la sua fedelissima macchinetta da scrivania.
   Nell'andarmene non potei fare a meno di dargli una 'stoccatina': "La prossima volta che avete in mente di fare un corso di formazione su Excel, vieni anche tu, ci sono un sacco di cose che ti potrei raccontare..."

Sì, è Siena.

lunedì 28 gennaio 2013

Calendario 2013

Scusate, mi ero dimenticato di aggiornarvi su un fatto importante: quest'anno potete riutilizzare i calendari (e le agende) del 1991 o del 2002 [fatte salve le date di Pasqua, ovviamente].

Il calendario del 2013, se vi interessa, è QUI.


Per la periodicità dei calendari, QUI.

venerdì 21 dicembre 2012

Excel a Natale

Con Excel si possono fare un sacco di cose impensate. 

Per esempio si può creare uno schemino semplice semplice per stampare una autarchica carta per i pacchi di Natale, in formato A4 o A3, ma anche più grande se potete usare un plotter e avete un po' di pazienza per un copia-incolla nel foglio che potete scaricare da QUI, suggeritomi da questo post su LifeHacker.

Per personalizzare tutti i fogli di lavoro di questo periodo con un albero di Natale decorato con le luci che si accendono e si spengono potete scaricare questo file di Rick Rothstein. 

Le macro devono essere attive in Excel; per accendere o spengere  le lucette basta cliccare sul foglio col tasto destro del mouse.

mercoledì 5 gennaio 2011

Calendario 2011 - 1

Non so se ripetere le cose sia più di giovamento oppure di noia.
Nel dubbio, ritorno sull'argomento del riutilizzo dei vecchi calendari e delle agende: cliccando qui potete scaricare il file PDF della griglia che consente, selezionato un anno, di vedere in corrispondenza delle X in quale anno il calendario ha la stessa sequenza dei giorni in tutti i mesi (esclusa la Pasqua, s'intende).

La poca matematica e un suggerimento di come farsi il proprio foglio Excel per la bisogna li trovate in questo vecchio post.

martedì 16 febbraio 2010

Non si butta via niente


Se siete di quelli che si eccitano al sentir parlare di riciclo, che impazziscono di gioia quando possono biasimare qualcuno, dicendogli che per fare le sue stampe "sono stati distrutti interi boschi dell'Amazzonia", che stravedono per un sano ritorno ad una vita più spartana fatta di pietre focaie, selci scheggiate come utensili e colpi di clava per impadronirsi della femmina dai fianchi più larghi del branco, beh, allora questo post è per voi.
Me ne sono ricordato in ritardo, ma non così in ritardo da annullarne l'utilità: quest'anno potete tranquillamente riutilizzare i calendari del 1999.
Sì, perché il calendario del 1999 (esclusa la Pasqua, ma potete aggiungere una correzione a mano con un pezzetto di carbone, no?) è proprio uguale a quello del 2010, come dicevo in questo post dello scorso anno.
E se prima delle feste di Natale la vostra Banca o la vostra Assicurazione vi riempiono di agendine, scendete in cantina e rispolveratene una di undici anni fa: va ancora bene!
Se poi già avevate pensato a questo tipo di riciclo, allora magari potreste tornare indietro a calendari o agende del 1965, e così darete al vostro Studio, al vostro Ufficio o alla vostra Cucina un'aria vintage tanto di moda.

Va da sé che il titolo del post si riferisce, anche, al post dello scorso anno.

E poi, segnatevelo sul calendario dello scorso anno: quello del 2009 lo potrete riutilizzare nel 2015.

lunedì 30 marzo 2009

Sorge e tramonta

Dite pure di me che sono un depravato, ma per anni l'immagine che mi ha eccitato di più è stata quella nella doppia pagina centrale, no, non di Playboy, ma del numero di Gennaio di Sky and Telescope.
Ogni anno la vecchia e autorevole rivista americana, dedicata agli astrofili di tutto il mondo, pubblicava un curioso grafico a clessidra: con un po' di pratica, e sbirciando ogni tanto le istruzioni stampate nelle stesse pagine, era possibile leggere l'ora del sorgere, del tramontare e del passaggio in meridiano del Sole, della Luna (di cui erano indicate anche le fasi) e dei pianeti. Dopo un po' di allenamento bastava un colpo d'occhio e si poteva sapere quali pianeti sarebbero stati visibili al tramonto e all'alba e se la Luna poteva dar fastidio all'osservazione.

Graphic Time Table of the Heavens for the Year 1979

Ai piaceri dell'Astronomia mi aveva introdotto un libretto della collana pocket della Longanesi,
Astronomia pratica di Wolfgang Schroeder, volume che mi è stato compagno per alcune estati, nei primi anni del liceo, e che con i suoi grafici (che addirittura sono arrivato a poter emendare dai pochi errori) e con le sue tabelle mi ha aperto al fascino del cielo, della matematica ed anche della programmazione.
Quel libricino l'ho prestato e non mi è stato mai restituito (so benissimo chi ce l'ha, e lui adesso fa davvero l'astronomo) ma qualche anno fa sono riuscito a reperirne la prima versione, cartonata, priva però, ahimè, delle mie note e correzioni, ma prezioso pro-memoria dei miei primi anni di adolescente.

La cartina di Sky & Telescope è via via migliorata graficamente ed ogni anno l'ho staccata dalla rivista per appenderla nello 'studio' in una cornice a giorno. Poi, all'improvviso, gli americani hanno deciso di cambiare l'orario di riferimento del grafico, passando dall'usuale Universal Time (l'orario di Greenwich, per capirsi) a una qualche loro zona standard, rendendo di difficile comprensione il tutto, a causa della differenza di molte ore con il nostro fuso orario.

Skygazer's Almanac 2002

Per un paio di anni ho fatto a meno del grafico, tanto più che il mio interesse per l'astronomia è stato sempre da 'scrivania' più che da telescopio; ma quella mappa, a cui ero abituato da anni, mi mancava...
Poi mi è venuta un'idea: avrei potuto cercare di farla io. Ma come?
Per le formule astronomiche, anche se non di altissima precisione, ci potevo arrivare: copiando qua e là tra le applicazioni su web, qualche foglio Excel , le formule, a cui molti fanno riferimento, dei manualetti di Duffett-Smith, qualche copia-incolla dai printout dell'USNO etc., insomma, procurarsi i dati non è un problema. Ma per il grafico?
Qui mi si è accesa la lampadina: perché non usare Excel e i suoi grafici predefiniti? Detto fatto, ho creato 18 serie diverse, che ho tracciato su un grafico unico, a rappresentare sorgere e tramontare di Sole, Luna e Pianeti (ho anche realizzato un sistema per vedere le fasi di Luna Piena e Luna Nuova...)
Il tutto è ancora in 'beta': non tutti i dati sono frutto di calcolo, ma vengono da copia-incolla di tabulati reperiti su Internet e poi sono rielaborati da me per adeguarli alla rappresentazione grafica voluta. Spero di poter dedicare un po' di tempo a rendere automatico e dinamico il tutto, ma, per ora, la qualità del grafico, che è di nuovo appeso accanto alla mia scrivania, mi soddisfa abbastanza.



P.S.
Il fascino della cartina di S&T ha colpito, e lo afferma esplicitamente, anche il curatore delle pagine di Astronomia del sito ucraino dell'Università di Kiev, che ogni anno realizza un grafico a colori, sullo stile di quello della rivista americana, calcolato però per la latitudine di Kiev (50°27'00"N).
[Inutile ricordare, credo, che dall'Ucraina, oltre al gas, vengono anche Gogol e Scerbanenco...]


Alcuni riferimenti:
Peter Duffett-Smith, Practical Astronomy with your Calculator
Peter Duffett-Smith, Astronomy with your Personal Computer
Jean Meuus, Astronomia con il computer
Jean Meuus, Mathematical Astronomy morsels
Oliver Montenbruck, Astronomy on the Personal Computer
Java Script Ephemeris
Alcune pagine di Keith Burnett, qui e anche qui.

giovedì 15 gennaio 2009

Excel e l'Astronomia

Che Excel possa essere utilizzato come strumento di calcoli astronomici è facilmente intuibile: in giro ci sono svariate applicazioni su foglio elettronico che rappresentano, in modo abbastanza preciso, sorgere e tramontare di Luna, Sole e Pianeti per qualsiasi zona della Terra, ma una applicazione che, su Excel, simula una sfera celeste, l'ho trovata una sola volta.
Il file Excel si chiama StarMap, è del 1998 e per anni non sono più riuscito a rintracciarlo in rete.
Ierisera, inaspettatamente, l'ho trovato presso il sito della School of Computing, Faculty of Engineering della University of Leeds, qui.
Il software è un bell'esempio della passione e della paziente codifica di tante righe di VBA e l'autore dovrebbe essere Kevin L. Williams, come si può leggere dalle righe di commento nell'intestazione del codice.
Usando la grafica di Excel (i grafici a bolle, per la precisione), guardate cosa è riuscito a fare:

Una volta scaricato il programma, è opportuno salvarlo in C:\.
La prima cosa da fare è poi calibrare il video, tramite l'ultima icona in basso a sinistra nella barra personalizzata (la visualizzazione riportata sopra è quella di Excel 2003; in Excel 2007 la barra è nella scelta Componenti Aggiuntive della Barra Multifunzione; in Excel 2007 si ottengono però effetti grafici 'strani' per cui direi che non c'è compatibilità con la versione).
Poi si devono inserire le coordinate del luogo di osservazione (Observer Location) e la Data e l'Ora di osservazione (Observation date and time) e successivamente si decide il punto cardinale di cui si vuole la vista della volta celeste. Si possono togliere ed aggiungere le linee delle costellazioni, avere una rappresentazione equatoriale o altazimutale, vedere stelle più o meno luminose.
La base dei dati, le coordinate di oltre 5000 stelle, è nel foglio nascosto "Star Data"

giovedì 8 gennaio 2009

Riciclare i calendari

Dopo i libri e gli orologi (vedi), i calendari sono gli altri oggetti che vantano il più alto numero di presenze in casa nostra.
Uno in ciascuno dei due bagni, uno in una camera da letto, uno in cucina, uno nello studio, uno nella veranda, uno nello stanzino delle scope, uno in cantina, per non parlare di due o tre asciughini (o canovacci, come dicono fuor di Toscana) con stampati i mesi del nuovo anno, oggetti questi ultimi sempre acquistati da qualcuna delle donne della famiglia.

Stamani, leggendo il blog di John Walkenbach, ho visto, esemplificato con un foglio Excel, una cosa che forse è nota: i calendari si ripetono, in una sequenza definita che dipende semplicemente dal fatto che i giorni della settimana sono 7 ed ogni quattro anni (all'interno di un secolo, si badi) le cose cambiano un po' a causa dei bisestili.

Dunque: armati di questo semplice strumento, è possibile scoprire quale 'vecchio' calendario è identico a quello dell'anno in corso e quindi si può fare a meno di acquistare tutti gli anni questo oggetto colorato, riutilizzandone uno di un anno precedente.

NOTA: Resta però il problema della data di Pasqua, che non si ripete negli stessi anni che hanno lo stesso calendario, perché è legata alla Luna e non ad una successione costante, anche se esistono ovviamente delle formule per calcolarla correttamente.

Un esempio di calendari 'compatibili' tra il 1987 ed il 2012.
Cliccare per ingrandire.

Walkenbach ha costruito una tabella che nelle intestazioni di righe e colonne ha il numero dell'anno e che all'interno ha una formulina che risulta vera se l'anno in esame e gli altri che esamina:
  • hanno la stessa lunghezza (sono cioè entrambi bisestili o NON bisestili)
  • hanno lo stesso giorno il primo di gennaio.
Per far questo basta appunto la formula [che va scritta nella cella B2]:

=SE(E(GIORNO.SETTIMANA(DATA(B$1;1;1))=
GIORNO.SETTIMANA(DATA($A2;1;1));

DATA(B$1;12;31)-DATA(B$1;1;1)=
DATA($A2;12;31)-DATA($A2;1;1));"X";"")


e che deve essere ricopiata verso il basso e poi verso destra fino a coprire la griglia degli anni che si è creata.

Dallo schema si vede ad esempio che quest'anno potremmo riutilizzare il calendario del 1987 o quello del 1998.

martedì 16 dicembre 2008

Salvare automaticamente i file di Word e di Excel


Navigo, da qualche anno, il sito Contexture di Debra Dalgleish; ci sono esempi ben fatti e spiegazioni chiare su molti argomenti che riguardano l'uso di Excel. Da qualche mese frequento anche il suo blog.
La Dalgleish ha pubblicato, per la APress, anche alcuni libri sulle Tabelle Pivot. Nel post di ieri riporta alcune righe di una macro semplice semplice per fare una copia di un file su cui si sta lavorando. Ciascuno di noi, credo e spero, usa una tecnica di salvataggio delle copie mentre il lavoro è in progresso. Io di solito riempio la cartella in cui faccio sviluppo di file numerati appendendo al nome il suffisso _nnn, dove nnn è un numero progressivo, che assegno a mano. Appena fatto il salvataggio, in un semplice file di testo, di solito LEGGIMI.TXT, riporto il nome del file salvato e qualche rigo esplicativo che mi ricordi le cose aggiunte, variate o tolte rispetto al salvataggio precedente. Naturalmente faccio questo in casi di progetti che mi si trascinino per un po' di tempo, il che accade assai spesso, non per la complessità delle cose che faccio, ma per la frammentazione del mio modo di lavorare.
La macro della Dalgleish, adatta sia per Excel 2003 che per Excel 2007, sfrutta una delle proprietà dell'oggetto ActiveWorkbook, cioè la SaveCopyAs che permette di fare una copia della cartella di lavoro con un nome diverso, semplicemente appendendo al nome del file di Excel un suffisso con anno, mese, giorno, ora, minuto (e secondo). Cioè il nostro file: Movimenti.xls diventa, se salvato adesso, Movimenti_20081215_211020.xls.
Il codice lo si può copiare direttamente dal post, facendo però la massima attenzione a cambiare le virgolette che racchiudono alcune stringhe del testo: sono inverted curled commas e vanno sostituite con il nostro carattere ", quello, cioè, che sulla tastiera italiana è al di sopra del tasto del 2.
Ma la funzionalità della macro mi interessa non tanto per i file di Excel, quanto per quelli di Word.
Purtroppo, però, non esiste una SaveCopyAs per l'oggetto ActiveDocument. Una rapida ricerca mi ha fatto trovare una macro, pubblicata sul sito di VBA Express, che simula, in Word il SaveCopyAs di Excel. Mettendo insieme i due blocchi di codice, si ottiene una macro unica, che riporto di seguito, che consente di fare copie di salvataggio di documenti di Word, con la stessa regola dell'accodamento di data e ora come suffisso del nome del file. Si noti che nel codice è scritto il percorso dedicato alle copie ["C:\COPIE\"], che può essere personalizzato.  
N.B.: sia nella macro di Excel che in quella di Word occorre aver salvato una prima volta il file con un nome assegnato.


Codice per la macro di Word (si noti che è necessaria anche la Function GetSaveAsPath() ). L'ho testato solo su Word 2003.

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Sub SalvaCopia()

Dim strFile As String
Dim strName As String
Dim IExt As Long
Dim strDir As String
Dim strExt As String
Const lCancelled_c As Long = 0

strName = ActiveDocument.Name
'Qui va inserito il percorso della directory delle copie:
strDir = "C:\COPIE\"

If UCase(Right(strName, 4)) = ".DOC" Then
lExt = 4
Else
lExt = 5
End If

strFile = Left(strName, Len(strName) - lExt)
strExt = Right(strName, lExt)

' Da qui, simula il SaveCopyAs di Excel

Dim sSaveAsPath As String
sSaveAsPath = GetSaveAsPath
If VBA.LenB(sSaveAsPath) = lCancelled_c Then Exit Sub
'Salva i cambiamenti nel documento originale
ActiveDocument.Save
'La riga che segue copia il documento attivo
Application.Documents.Add ActiveDocument.FullName
'La riga che segue salva la copia nella DIR predefinita e con il nome 'progressivo'
ActiveDocument.SaveAs strDir & strFile & Format(Now, "_yyyymmdd_HhMmSs") & strExt
'La riga che segue chiude la copia lasciando attivo il documento originale
ActiveDocument.Close
End Sub

Public Function GetSaveAsPath() As String
' Per SaveCopyAs
Dim fd As Office.FileDialog
Set fd = Word.Application.FileDialog(msoFileDialogSaveAs)
fd.InitialFileName = ActiveDocument.Name
If fd.Show Then GetSaveAsPath = fd.SelectedItems(1)
End Function

mercoledì 26 novembre 2008

Turno di notte

Era proprio il Novembre di 21 anni fa quando la Microsoft faceva uscire la sua prima versione di Excel per l'ambiente Windows.
Per tanti anni l'interfaccia è rimasta quasi uguale a se stessa, le versioni, piano piano, sono cresciute ed hanno aggiunto nuove caratteristiche, ma l'impianto generale del pacchetto ha preso, come si sa, il via dal Visicalc di Dan Bricklin.
La versione n. 12 di Excel fece il suo ingresso sul mercato alla fine del 2006, insieme agli altri pacchetti della suite di Office.
C'è stata una forte resistenza da parte di molti utenti, anche corporate, ad aggiornare il software all'ultima versione, specie per la nuova interfaccia grafica che, con il suo 'bottone' ed il suo nuovo menù a nastro, ha messo in difficolta molti 'vecchi' utenti.
Adesso qualcosa si sta muovendo e cominciano ad arrivare le richieste per corsi di formazione in ambiente Office 2007.
Stanotte, allora, sono qui a preparare alcuni portatili per i primi corsi su Excel 2007 che terremo nei prossimi giorni.

sabato 25 ottobre 2008

AC/DC in Excel

La prima volta che ho incontrato la ASCII Art è stato nel '75 o '76. Ero con una classe del mio liceo al CNUCE di Pisa, per una visita che doveva servire ad orientare i futuri maturandi nelle prossime scelte universitarie. Ci faceva da cicerone l'ottimo professor Andronico, che raccontò anche la storia della CEP, la Calcolatrice Elettronica Pisana, dal suggerimento di Enrico Fermi a fare investimenti nell' 'informatica' che stava cominciando a prender campo negli Stati Uniti, ai problemi di gestione e manutenzione del 'bestione' tutto valvole da accudire giorno e notte per averne un funzionamento corretto.

Ci fu, all'improvviso, un affollamento di studenti intorno alla scrivania di uno dei ricercatori, un tranquillo e maturo omone con gli occhiali, che aveva appeso alla parete vicina un poster che da lontano si capiva essere la testa di Marilyn Monroe, ma da vicino era semplicemente un comune foglio a lettura facilitata, quelli a 'fisarmonica' che si usavano per le stampanti ad aghi, ricoperto di innumerevoli caratteri che, da vicino appunto, sembravano messi semplicemente a caso.

Il tecnico tolse, per qualche minuto, la platea al prof. Andronico spiegando come, con un loro 'macchinario' riuscissero a 'leggere' una fotografia e trasformarla in una serie di segnetti che, visti da opportuna distanza, sembravano una riproduzione ingrandita della foto stessa. Era solo un giochetto, spiegò un po' imbarazzato, che si erano divertiti a fare scrivendo un 'programmino' semplice semplice.
Una delle studentesse più spigliate e carine, che per caso aveva con se una foto tessera, riuscì a strappargli la promessa di farsi mandare a scuola l'elaborato in caratteri ASCII realizzato dalla sua foto, suscitando l'invidia di compagni e compagne di classe.

Trovo, stamani, una evoluzione decisamente bizzarra: un video degli AC/DC realizzato in ASCII art interamente in un foglio Excel. Qui il link per scaricarlo.

domenica 13 luglio 2008

Excel a tutto schermo

Spesso devo visualizzare un foglio di lavoro di Excel (2003) a tutto schermo; la cosa si ottiene facilmente: basta, infatti, dal menù Visualizza scegliere la voce Schermo intero.

In questo modo, però, scompaiono tutte le barre degli strumenti ed anche la barra della formula, utilissima per visualizzare quanto scritto nelle celle; rimane, flottante, la barra Schermo intero con l'unico tasto Chiudi schermo intero che permette di ritornare alla visualizzazione normale.

Se si vuole che la Barra della formula sia visibile quando siamo 'A tutto schermo", mentre si è in visualizzazione a schermo intero si deve:
  • Dal menù Strumenti selezionare Opzioni.
  • Nella finestra che si apre attivare la scheda Visualizza.
  • Mettere il segno di spunta alla voce Barra della formula.
Confermando con OK, tutte le volte che si passa dalla visualizzazione normale a quella a tutto schermo, in quest'ultima modalità verrà sempre visualizzata la barra della formula.

Se si vogliono visualizzare altre barre degli strumenti, ad esempio quelle che abbiamo creato personalizzandole con icone di nostro uso frequente, si procede semplicemente così, sempre partendo dalla modalità di visualizzazione a tutto schermo:
  • Dal menù Visualizza si sceglie la voce Barre degli strumenti. Excel visualizzerà il sotto menù con l'elenco delle barre disponibili.
  • Si seleziona la Barra che si vorrà visualizzare in modalità A tutto schermo.
  • Si ripete il passaggio precedente per tutte le barre che si vogliono selezionare.
Terminate le selezioni, le barre prescelte saranno sempre visibili una volta che si passi dalla 'Visualizzazione Normale' a quella 'A tutto schermo'.

sabato 28 giugno 2008

Nubi di parole

L'immagine soprastante è la 'nube' di parole presenti in un paragrafo, dedicato alle Tabelle Pivot, di una mia dispensina su Excel Intermedio.
Il programma, Wordle, che si trova qui, consente di inserire un testo con un semplice copia incolla e di visualizzarne i risultati aggregati, con le parole che si presentano con frequenza maggiore visualizzate in dimensioni più grandi.
Sul sito c'è una semplice interfaccia che consente di personalizzare i colori e la disposizione della 'nube'; il risultato che si ottiene si può salvare in una galleria on-line oppure si può stampare; per avere una copia dell'immagine è però necessario uno 'screen print'.
Non so quale sia il limite del testo che si può far elaborare; il documento relativo alle Tabelle Pivot è di 1.868 parole. Per prova, ho caricato anche l'intero saggio di Virginia Woolf, A room of one's own, che è di 38.123 parole.
Il risultato è riportato di sotto.


Via: bodmas.org di Keith Peter Burnett

giovedì 8 maggio 2008

File di Excel troppo grandi

Mi succede, ogni tanto, di ricevere dei file di Excel in posta elettronica; qualche volta i file sono di dimensioni notevoli (da qualche megabyte a qualche decina di megabyte) ma contengono solo una o due tabelle di dimensioni minime e non ci sarebbe quindi motivo per occupare così tanto spazio.
Mi ero accorto della 'stranezza' anche su alcuni miei file già dalla versione 97, e non ricordo di averne trovato una spiegazione certa, credo però che il problema possa aver a che fare con la formattazione di tutto un foglio di lavoro: per qualche motivo si crea del 'garbage', come dicono gli anglofoni, e questa 'spazzatura' va buttata via.

Mi ha sottoposto lo stesso problema ieri un mio allievo, durante un corso su Excel 2003. La soluzione che consiglio è drastica:
  • si fa una copia del file originale (non ci vogliamo mica fidare, vero?)
  • ci si pone sul primo rigo vuoto del foglio di lavoro al di sotto dell'area occupata dai dati (per spostarsi sull'ultima cella utilizzata nel foglio basta premere CTRL + FINE)
  • si seleziona, cliccando sopra il numero di linea, l'intero rigo
  • si selezionano tutte le righe vuote sottostanti con la combinazione di tasti CTRL+ MAIUSC+FRECCIA GIU'
  • si eliminano le righe (clic con il tasto destro del mouse e poi selezione Elimina dal menu contestuale)
Poi si fa la stessa operazione per le colonne:
  • ci si riporta in A1 (CTRL + HOME)
  • ci si pone sulla prima colonna vuota del foglio di lavoro a destra dell'area occupata dai dati(per spostarsi sull'ultima cella utilizzata nel foglio basta premere CTRL + FINE)
  • si seleziona, cliccando sopra la lettera della colonna, tutta la colonna
  • si selezionano tutte le colonne vuote a destra con la combinazione di tasti CTRL+ MAIUSC+FRECCIA A DESTRA
  • si eliminano le colonne (clic con il tasto destro del mouse e poi selezione Elimina dal menu contestuale)
e quindi si ripete per tutti i fogli della cartella di lavoro.
La procedura va bene se c'è una tabella per foglio; se non è così, dalla 'pulizia' rimangono escluse tutte le celle vuote sparse tra le tabelle o che le tabelle non usano. In questo caso, ad esser pignoli, si può aggiungere la seguente procedura:

  • dalla barra dei menu si seleziona Modifica --> Vai...
  • si clicca sul tasto Speciale
  • si seleziona la voce Celle Vuote e si conferma con OK
  • dalla barra dei menu si seleziona Modifica --> Cancella --> Tutto

Così si perdono però tutti i formati presenti nelle celle e questo potrebbe essere un po' noioso se si dovesse ancora lavorare con la cartella.
Alla fine si salva il file che avrà subito una bella cura dimagrante.

giovedì 13 dicembre 2007

Santa Lucia

Qualcuno mi critica: parli solo di Libri, di Chinesi, di Razzi e di Santi!
Se si considera che sono un ateo praticante, può essere certamente insolito parlare di Santi; ma i Santi fanno parte della nostra cultura, no, meglio, della nostra antropologia culturale e lo studio dell'animale uomo non può né deve certamente prescinderne.
Anche oggi scrivo di una Santa, Santa Lucia, ma tralascio, per una volta, il personaggio (vero o leggendario), per concentrarmi invece sulla data, quella del 13 dicembre, e su un vecchio proverbio popolare: 'Santa Lucia, il giorno più breve che ci sia'.
In veneto dicono: 'Santa Lucia, la note più longa che ghe sia', in Inghilterra, unendo entrambi i concetti: 'Lucy Light, Lucy Light / the shortest day and the longest night'.
Se provate ad indagare su questo proverbio, interrogando qualche nonno o qualche vecchio zio, al più vi dirà che non ne sa l'origine ma che 'lo dicevano i nostri vecchi e qualcosa di vero ci deve essere'.
I 'vecchi' che a buon diritto usavano questi proverbi sono, in realtà, molto, molto vecchi, perché, se era vero che fino al XVI secolo la cosa aveva un senso, a partire dall'ottobre del 1582 non ebbe più motivo di esistere.
Il problema risiede nella durata dell'anno, il tempo cioè che impiega la Terra per tornare nello stesso punto della sua orbita intorno al Sole: questo intervallo non è un numero preciso di giorni e per questo c'è uno scostamento tra il calendario adottato in occidente e la reale situazione astronomica; se ne accorsero i romani, che aggiunsero un giorno al calendario ogni quattro anni, e questo avvenne nel 46 a.C., sotto Giulio Cesare, da cui prende nome la prima riforma del calendario; ma la cosa non era ancora sufficientemente esatta, tanto che nel 1582 lo scarto tra il calendario 'umano' e quello astronomico era ormai di dieci giorni: il solstizio d'inverno avveniva quindi intorno al 13 di Dicembre verso il 1400, periodo a cui si possono probabilmente far risalire i proverbi citati, e il solstizio di inverno è la data in cui il giorno (nel suo senso letterale di periodo in cui c'è luce solare) ha la durata minore di tutto l'anno.
Papa Gregorio XIII, con la sua riforma del calendario, abolì le date tra il 5 ed il 14 Ottobre del 1582, facendo in modo che il solstizio tornasse tra il 21 ed il 22 di Dicembre. E in Veneto dicono: 'San Tomìo, il dì più corto l’è il mio', visto che il 21 Dicembre è San Tommaso. In Inghilterra: 'St. Thomas grey,
St. Thomas grey / The longest night and the shortest day'.
Quest'anno il solstizio d'inverno sarà il 22 Dicembre, alle 07:09.
Lo spostamento in avanti di 10 giorni ha rimesso a posto le cose, ma fu modificata anche la regola dell'inserimento del giorno in più: sono bisestili tutti gli anni divisibili (senza resto, cioè!) per quattro, esclusi gli anni 'secolari' (1900, 2000, 2100,....) a meno che non siano divisibili per 400.



Nota: sembra che la Microsoft non sia al corrente di questo piccolo dettaglio: se usate ''Excel'' potrete verificare che è possibile inserire in una cella la data del 29/02/1900 ma, per quanto detto, il 1900 non è bisestile e quindi il 29 Febbraio 1900 è una data che non esiste.
 

Da ultimo, curiosamente, il giorno di Santa Lucia ha tuttavia un particolare: è la data di calendario in cui il sole tramonta 'più presto', insomma, quello in cui il pomeriggio è effettivamente il più corto dell'anno.
A Siena, ad esempio, oggi il sole tramonterà alle 16:39.