L' Olivetti M280 è un gran bel computer: grosso, solido, veloce e, soprattutto, affidabile.E' l'unico desktop che ho mai comprato, ho sempre lavorato su PC di clienti o con PC portatili; ero giovane e feci l'errore di investirci dei bei milioni.
Il modello era appena stato presentato dalla Olivetti, un veloce 286 a 12 MHz con una scheda grafica EGA, (mica la vecchia e orribile Hercules!) e addirittura un altoparlante incorporato con il controllo esterno del volume. Chiesi al concessionario Olivetti per cui facevo il consulente di ordinarmelo subito; un venerdì mattina T., uno dei titolari, mi disse che era arrivato il corriere con molta merce in consegna per i clienti. "C'è anche il suo computer, quando ha voglia vada a prenderlo, tanto le chiavi ce l'ha."
Avevo le chiavi del negozio, apprezzavo che mi ritenessero 'di casa' ma non le avevo mai usate; quel pomeriggio non mi preoccupai della 'forma' e, subito dopo pranzo, fuori quindi dall'orario di apertura, andai in concessionaria e mi misi a girare per il magazzino. Il 'mio' PC era lì, il video anche; faticai non poco, da solo, per recuperarlo tra i materiali arrivati, ma poi lo caricai in macchina e lo portai a casa. Il tragitto fu breve, abitavo a non più di trecento metri di distanza!
Su quel PC ho lavorato qualche anno, c'era molto meno obsolescenza dell'hardware e, a ben pensare, è stato un buon investimento.
Il fatto è, però, che, nonostante vari traslochi, non riesco a liberarmi mai delle mie cose, non
butto nulla, per quanto vecchio ed inutile, o almeno ci metto anni a disfarmi di oggetti di cui chiunque si sarebbe sbarazzato senza starci a pensare troppo. Finita l'era del DOS, l'M280 finì in cantina.Una decina di anni dopo mio cognato decise che era ora di imparare qualcosa sui computer; così, poco prima dell'uscita di Windows 95, il mio M280 uscì di cantina per diventare una macchina pronta a tutto.
Dotata di DOS 6.22, HD da 20 MB (sì, Mega Byte) ma con un software, lo Stacker, che ne raddoppiava la capacità, un floppy da 3 e 1/4 e uno da 5 e 1/2, 1 MB di Ram, un video EGA a fosfori verdi, Word 5.0 per DOS, PCTools, PKZIP,... insomma, tutto il corredo di software per il mondo pre-Windows, era l'ideale per fare pratica.
Passati sei o sette mesi, l'oggetto ingombrante mi fu restituito e riprese il suo posto in cantina (di buttarlo, neppure a parlarne!)
Lì è rimasto fino a quando, cinque o sei anni dopo, il figlio di nostri amici, assolutamente inesperto di informatica, è arrivato alla stesura della tesi di laurea. Che fare? Per risparmiare un po' (e imparare qualcosa) ha pensato di usare l'M280 con Word 5.0 come programma di scrittura: per la sua tesi di letteratura era più che sufficiente.
Ancora qualche mese fuori casa, poi il PC è ritornato, accompagnato, stavolta, da una scatola di sei bottiglie di Montepulciano d'Abruzzo, proprio di Miglianico, con un paio di bottiglie di Cerasuolo veramente beverino. Il dono era sicuramente molto, molto più del valore intrinseco dell'oggetto. Ora il PC è di nuovo in cantina ma ho pensato di riutilizzarne la tastiera, che ha un 'tocco' che mi è sempre piaciuto molto, un tocco morbido, senza quel feedback cliccante e rumoroso che avevano le tastiere IBM e che per qualcuno costituiva una caratteristica irrinunciabile. Sperando nella compatibilità dei livelli di segnale, con un plug convertitore il tutto potrebbe funzionare.Una cosa si può dire di macchine del genere: fatte per durare! Sono almeno 25 anni che funziona splendidamente. A proposito, a qualcuno interessa, in prestito s'intende, un bel 286 seminuovo ma perfettamente funzionante?