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venerdì 7 gennaio 2022

giovedì 27 agosto 2020

Aprire le finestre

Quando fu lanciato Windows 95, nell'agosto del 1995, la TV ci aveva bombardato con le immagini, provenienti dagli USA, di folle di acquirenti in fila ad attendere l'apertura dei negozi per essere i primi a mettere le mani sul software rivoluzionario.

Anche nell'azienda dove lavoravo io a Siena (un misto tra rivenditore di hardware, di soluzioni software e di registratori di cassa) assistemmo allo stesso spettacolo: quel giovedí mattina, ad aspettare che venisse tirato su il bandone per acquistare il "miracoloso" sistema operativo c'era... una sola persona.

Un cimelio di Windows 95, dalla mia raccolta: il mouse pad
 

martedì 4 agosto 2020

Salvate le infofoche




Ho vissuto, poche settimane fa, una strana mattina in un'aula di un corso di formazione dove una molto over-50 mi ha quasi commosso con le sue domande da assoluta analfabeta informatica: "Ma il clic, col destro o col sinistro?" e con la sua incapacità di tenere fermo il mouse e contemporaneamente cliccare.
L'argomento che trattavamo non era ovviamente: "Come Usare Windows" e sono stato rallentato dalla sua presenza oltre ogni ragionevolezza.

Alla fine del corso la signora si è trattenuta un po' con me, che sarei dovuto entrare in un'altra aula, mezz'ora dopo, magari riuscendo prima anche a mangiare qualcosa, per raccontarmi i problemi che ha nell'ambiente di lavoro e la difficoltà, alla sua età, a capire cose nuove, senza che qualche collega o uno dei 'ragazzi' dell'help desk interno le dia mai una mano. Quando se n'è andata aveva gli occhi lucidi.

Superata una certa età, per molti adeguarsi ai cambiamenti di questo mondo liquido è molto difficile, non c'è niente da fare; ci possiamo anche scherzare su ma per alcuni è una vera tragedia: si trovano catapultati in un vero labirinto, non si sanno orientare, non capiscono più come muoversi e naturalmente li assale la paura di smarrirsi definitivamente. Un sostegno psicologico aziendale forse potrebbe dare una mano ma credo che sia chiedere troppo. Gli over sono destinati a rimanere in trincea, e fino almeno a 67 anni, in condizioni di grave difficoltà. Non ci sono né leggi ForneroJobs Act in grado di ringiovanire le capacità di apprendimento di una persona.

Ma chi se ne frega: combatti o muori!


[Immagine: Logo di FOCA, Fingerprinting Organizations with Collected Archives, strumento opensource per la ricerca di metadati e informazioni nascoste in documenti che scansiona]

mercoledì 20 gennaio 2016

L'Italia digitale


L'Italia fisica



L'Italia digitale

E dopo gli spot per la FCA e la Ferrari, il Presidente del Consiglio adesso sponsorizza anche la CISCO!

Leggi qui.

giovedì 11 settembre 2014

Il sito che non c'è: Siena 2019.eu

Ancora un crash sul sito di Siena 2019 [particolare]

Ore 21:15:  è come sparare sulle Ambulanze della Croce Rossa: non c'è neppure il gusto di sfogliare le pagine per vedere se c'è qualche castroneria. Il sito anche adesso si apre... con una NUOVA pagina di errore!!!

Se prendete il coraggio a due mani e mi lasciate un messaggio di "Aiuto!" prometto che organizzo una squadra di soccorso che viene a darvi una mano: non potete continuare, una sera dopo l'altra, a farvi ridere dietro dai navigatori e a coprire di ridicolo la città!

Un clic per vedere la pagina a grandezza naturale.

Aggiornamento delle 23:15
Dopo due ore, il sito presenta ancora la stessa pagina di errore.

mercoledì 10 settembre 2014

Siena e i cantinari

Il sito che dovrebbe promuovere la candidatura di Siena a Capitale della Cultura italiana in Europa, 2019si.eu, è di nuovo inaccessibile (dalle ore 22:40 alle ore 23:15 in cui pubblico), causa errore, il solito già segnalato in un precedente post.
Sembra proprio che i soldi che abbiamo speso siano stati spesi bene!
E nessuno dice nulla.


Ma non è che, non sapendo come fare, ogni volta che devono aggiornare qualcosa sul sito, lo mettono fuori linea?
Mistero. Nessuno ci fa sapere o si interessa: così vanno le cose, a Siena.

Un'idea, visto il continuo ripetersi di queste situazioni, me la sono fatta. Chissà se è giusta:


Riporta la pagina del sito dell'Enciclopedia Italiana Treccani:

Alla fine degli anni '80, ... ,  approfittando del boom dell'informatica in molti si improvvisarono costruttori di pc, commissionando i pezzi in Estremo Oriente e assemblandoli, appunto, in cantina. Nacquero prodotti per lo più scadenti e marche di breve durata: ancora oggi il termine "cantinaro" etichetta chi si dedica a un'attività in modo approssimativo e poco professionale.

sabato 6 settembre 2014

Un sito divertente

Sembra una barzelletta e ci sarebbe da ridere se non ci fossero di mezzo dei soldi che sono stati pagati, in qualche modo, anche da me.

Anche stasera (tentativi di visita iniziati alle ore 23:07 e ripetuti sino alle 00:06) è impossibile aprire le pagine del famigerato sito che corrisponde all'indirizzo IP 93.187.30.40


e cioè:


Dopo MINUTI E MINUTI di attesa finalmente si visualizza... l'errore (l'ennesimo).


Bella figura che ci fa tutta la città!

Secondo voi, come agirebbe una qualsiasi Azienda Committente nei confronti di chi le gestisse in questa maniera un suo sito istituzionale?

Vedi anche QUI e QUI.

Sono dilettanti allo sbaraglio o forse ho capito male io (e allora me ne scuso) e il sito sarà stabilmente online solo nel 2019?

[E pensare che c'è pure chi si sente fiducioso di come verranno ben spesi, e con oculatezza, i fondi promessi dalla Regione!!!]

giovedì 4 settembre 2014

2019si.eu

Dicevo, nel post di ieri, di problemi che aveva il sito 2019si.eu.

Mi dicono che durante la giornata sia andato fuori linea un altro paio di volte; si direbbe che qualcuno stia facendo delle modifiche, anche sul DB MySQL, direttamente sul server in produzione invece che su un server di sviluppo su cui poi fare test di funzionamento prima di passare il tutto in linea.
Ma Siena non ne ha colpa, il sito l'ha ideato e realizzato, chissà perché, un'azienda di Torino, la 3Juice; i vari curricula delle persone che partecipano al progetto li trovate QUI dove potete leggere i nomi dei responsabili dei vari settori.



Il sito vorrebbe essere multilingue: IT/EN/BG.


Vorrebbe, perché se, cliccando su EN, passate alla versione in inglese, vi accorgerete che sono stati tradotti soltanto alcuni titoli degli articoli e le didascalie ma non tutti i testi.



Se vi punge vaghezza di visualizzarlo in Bulgaro (mah???) e cliccate su BG, compare in bulgaro solo una paginetta di presentazione e tutte le voci di menù e il resto rimangono in italiano.

 
Che dire?


[Il sito 2019si.eu è stato visitato per l'utima volta alle ore 00:35 del 4 Settembre]

mercoledì 3 settembre 2014

Siena capitale della...

Pochi minuti fa stavo commentando, in email, con un amico, il fatto che la notizia del premio vinto dal prof. Alessandro Fo a Viareggio avesse avuto poca risonanza qui a Siena, dove insegna e vive. Il CittadinoOnline ne parlava solo ieri (martedì), oggi (mercoledì) la pubblica SienaFree ma la premiazione era avvenuta venerdì sera.
Sono andato a vedere se ce n'era traccia sul sito Siena capitale della cultura ma questa è la videata che si presenta tentando di accedere al sito e la navigazione è ovviamente bloccata.


Evidentemente Cultura, sì, ma non Informatica...

L'amico, professionista esperto programmatore web, tecnicamente commenta:
Ma è un errore MySql.... c'è una duplicazione della chiave primaria nella tabella siena_session.
1. espone il "siena_" usato con molta probabilità in tutte le tabelle
2. blocca il sito solo per segnarsi quanta gente c'è online...pessimo!!

venerdì 21 febbraio 2014

L'altra faccia dell'Ucraina


Se cinque o sei anni fa qualcuno mi avesse chiesto chi mi veniva in mente pensando all'Ucraina, avrei risposto subito: Gogol e poi Scerbanenco e ancora Korolev (il 'costruttore di astronavi').

Se qualcuno lo chiede oggi, il nome sulla bocca di tutti non può che essere quello di Jan Koum, cofondatore di WhatsApp, emigrato poverissimo, sedicenne, insieme alla madre dalla periferia di Kiev, da poche ore multimiliardario americano grazie all'acquisizione della sua azienda da parte di Facebook.
Una di quelle storie americane "from rags to riches" [dalle stalle alle stelle] che sembrano possibili solo oltre Atlantico.
Intanto, nel vecchio continente, i suoi connazionali si dibattono disperatamente per sfuggire le grinfie dell'orco sovietico ed essere fagocitati dalla morente Europa.

Una breve e interessante biografia del quasi trentottenne è sulle pagine di Forbes.

sabato 3 agosto 2013

Quei cani dei clienti


Che i Clienti siano reticenti e spesso mentano spudoratamente riguardo le operazioni svolte coi loro computer è una verità scritta nella pietra che chiunque lavori nel campo dell'IT ha ben presente.
Se un PC, un programma, la rete, un server etc. smettono di funzionare, i Clienti chiamano allarmati, col tono irritato di chi ritiene il malfunzionamento colpa dell'Assistenza Tecnica perché loro, innocenti, non hanno fatto  assolutamente nulla. Bisogna allora essere psicologi, inquisitori e investigatori, specie se non si è in loco; aiuta moltissimo conoscere già la persona che si ha al telefono, aver noti i suoi tic, i suoi vezzi, la cronologia dei problemi che ha già avuto.
La storia che vi racconto è avvenuta anni fa e mi è tornata in mente a causa di un anniversario di cui dirò in un prossimo post.

"Ieri era tutto a posto - mi dice la funzionaria con la quale la telefonata non ha sortito esito positivo e nel cui ufficio mi sono recato di persona - Ho fatto le solite cose, usato gli stessi programmi, anche il suo di archiviazione..."
Il PC, un fido COMPAQ, fa il boot regolarmente, poi, prima di visualizzare il desktop di Windows 95, si blocca. Niente da fare. Non ci sono messaggi di errore.
Diversamente dai miei Clienti, io non credo negli gnomi cattivi che di notte infestano i computer e preferisco, in casi come quello che ho davanti, portare l'utente a una confessione che mi metta sulla strada giusta.
Conosco la signora da anni ma è reticente: non ha fatto assolutamente nulla sul computer!
Insisto: qualche cambiamento, l'istallazione di un programma nuovo,.... La cosa si fa sgradevole per lei, ho tutta l'aria di volerle attribuire una colpa che non ha invece di mettermi a 'spippolare' sul PC, con CD di recupero, antivirus vari etc., come farebbe un bravo tecnico.
Ma io non sono un tecnico...
Alla fine esce fuori un particolare: "Ieri mi sono fatta caricare da S. (un suo collega noto smanettone) la foto del mio cane come sfondo del desktop ma la visualizzava regolarmente, tutto funzionava, ci ho lavorato sino a quando sono andata via..."
Ecco, alla fine ci siamo arrivati! Rintraccio l'immagine (un gigantesco file BMP) e la sposto in un'altra directory poi faccio ripartire Windows; come per miracolo, tutto è tornato a posto!
"Era solo per quella foto?" mi fa la funzionaria, come per sminuire la sua colpa e anche il valore del mio intervento. Cerco di spiegarle i problemi della memoria di Windows, la necessità di ridimensionare le immagini... ma due occhi a palla dietro le lenti mi fanno capire che non mi segue affatto.
La raddolcisco ridimensionando sul mio portatile la foto del fedele animale e rimettendolo come sfondo sul suo PC. "Prima di farsi mettere le mani sul PC da qualcuno, se mi dà un colpo di telefono...". Mi firma il modulo di intervento, riconciliata col mondo dell'informatica.


venerdì 10 maggio 2013

Siena: cosa non va nell'Università?

Lo ammetto, il titolo del post è pretestuoso: se volete vedere il caleidoscopio della situazione universitaria senese, leggete qualche post dei siti che ho nel mio blogroll, specie quelli pubblicati nelle pagine de Il senso della misura.
Giro poco per uffici pubblici o statali ma in oltre venti anni di presenza a Siena di cose ne ho viste; non è corretto che ne parli qui.
Posso invece raccontare quanto accadutomi in mattinata, visto che si tratta di eventi che coinvolgono me e la mia famiglia e che mi hanno tenuto impegnato per oltre due ore.
Tutto inizia da una (presunta?) mancata comunicazione della Facoltà di Lettere su una data di discussione delle tesi di laurea; l'appuntamento ha una sua importanza vitale: dovrebbe trattarsi dell'ultima occasione per consentire la laurea con il 'vecchio ordinamento'.
Non avendo avuto comunicazioni dalla Segreteria della Facoltà, la diretta interessata manda un'e-mail. Poco dopo arriva un messaggio di errore. Manda la stessa e-mail da un altro indirizzo di posta: stesso risultato.
E' a questo punto che vengo coinvolto io. 
"Perché non funziona?"
Qualche giro sul web e scopro che la gestione della posta è cambiata; adesso gli studenti ("Ma non ti è arrivata la comunicazione?" Risposta: "No!") sono passati dalla pagina di una web-mail personalizzata ad una generica casella di Google mail.
Pensando che il problema sia risolto, torno a perdermi tra le mie cose.
Dopo pochi minuti ecco di nuovo il "Non funziona!" seguito da alcune parole che non posso trascrivere.
Uff, mi metto davanti al portatile che ha ricevuto il messaggio. Un po' scocciato da questa distrazione, dò un'occhiata alla natura dell'errore. Scorro rapidamente e focalizzo le parole "server antispam".
Ok, il problema deve essere questo. Prendo il controllo della situazione.
Cerco la pagina web del QIT, il servizio universitario di assistenza verso gli utenti, annoto il loro numero di telefono (sono una bella squadra, sulla home page sono elencati una ventina di nominativi, qualcuno risponderà...)



Vengo guardato come un pio illuso; alle mie spalle i primi commenti.
Il telefono risulta occupato! "Allora qualcuno c'è!" dico ottimista; i commenti alle mie spalle aumentano.
Metto il telefono in ripetizione automatica, sparo chiamate continuativamente per quasi trenta minuti. Senza successo.



Allora mando una mail all'help desk; così almeno verifico se gli indirizzi del tipo @unisi.it hanno problemi; con un taglia incolla allego anche il messaggio di errore ritornato indietro dal server di posta.
Ho appena finito l'invio che l'occhio mi cade su "The error that the other server returned was: 550 5.1.1 unknown or illegal user: segst_lett@unisi.it"
Ah, allora l'indirizzo di posta del destinatario era sbagliato!
Vado sulla pagina della Segreteria, ricontrollo: no, è quello giusto.





Riprendo il telefono in mano
"Cosa fai?"
"Chiamo la segreteria."
Da dietro, ghignata clamorosa: "Non rispondono!"
"Come non rispondono?"
"Non rispondono mai; anche quando siamo in segreteria i telefoni squillano e non risponde nessuno".
Guardo un po' scettico ma non troppo, e provo. Riprovo. Provo ancora.
"No, non rispondono..."
Che fare? Non si può comunicare via e-mail, per telefono neppure, il QIT ha rimandato una risposta automatica in cui si dà il numero di ticket assegnato alla segnalazione del problema: siamo ancora al punto di partenza
"Prova all'URP" mi si suggerisce.
"L'URP?"
"Si, l'Università ha un URP, hanno anche un numero verde."
Cerco su web, chiamo. Rispondono quasi subito.



Spiego il problema. 
"Che indirizzo di e-mail?"
"segst_lett@unisi.it"
"Ma no, non è più quello!"
"Ma sul sito c'è questo!?!"
"Mi spiace, ma io non ci posso fare nulla" risponde la signora.
"Si, ha ragione, ma a chi lo posso dire se non a lei, dato che non riesco a comunicare con nessuno?"
"Dunque, mi diceva... il corso di laurea... di che indirizzo?"
E alla fine mi fornisce un altro riferimento per l'e-mail
Ringrazio esausto. Sono passate quasi due ore. 
Finalmente invio il messaggio di richiesta. Ma... il messaggio raggiungerà chi di dovere?

Il rischio, sento cedere il crine di cavallo che sorregge la spada che mi sta sulla testa, è quello che la tesi non possa essere discussa. Né ora né mai più, voglio dire. 
Migliaia di euro di tasse universitarie, centinaia di libri comperati e studiati e chiosati con pazienza, un libretto con una media così alta che di più non si può, anni e anni di studio e sacrifici economici e tutto affoga dentro una qualche anomalia gestionale?
Se alla fine fosse così, non ci sarebbe davvero da armarsi e partire?
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Aggiornamento dopo aver scritto il post. 
QIT e Segreteria di Dipartimento hanno risposto alla e-mail molto rapidamente. La burocrazia sembra però averci colpito in maniera addirittura più pesante di quanto immaginato: un aggiornamento dopo una visita diretta alla Segreteria.
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lunedì 25 marzo 2013

I preservativi di Bill Gates

La famiglia Gates adesso si occupa anche di preservativi.
Inorridisco pensando a cosa succederà prima che trovino una versione "stabile".

mercoledì 12 settembre 2012

Il tablet a strisce

Dario era stato operato all'appendice e la nostra prof d'Italiano di quella prima liceo, una giovane e procace biondona estroversa, era andata a fargli visita in Ospedale, portandogli in regalo una rivista di fumetti; fu con questa rivista in mano che Dario rientrò in classe una mattina, finita la convalescenza.
Appena preso posto (nell'ultima fila...) il giornalino ricomparve sui banchi e lo leggemmo, io e gli altri due perditempo a cui sedevo accanto, un po' alla volta durante l'arco della mattinata.
Per me fu una rivelazione: avevo letto il Corriere dei Piccoli, il Monello, qualche volta l'Intrepido e anche Vitt poi Tex Willer, Superman, Batman... ma questo LINUS era davvero qualcosa di completamente diverso. Per la prima volta vedevo i Peanuts e incontravo le storie candide, pungenti e 'impegnate' di Schulz.
Ho continuato a leggerlo e collezionarlo per un decennio. Oggi è con nostalgia che sfoglio le vecchie 'strisce' usando un tablet, comodamente sdraiato sul divano.

Piperita Patty e il primo LINUS
Piperita Patty su un tablet e, sotto, il primo numero del mensile LINUS.

domenica 2 settembre 2012

martedì 17 aprile 2012

Siena: nuovo sito del comune


Per essere nuovo, è nuovissimo, anche nel nome:

http://nuovowww.comune.siena.it/ ,

bella la
versione in inglese: notate differenze tra le due?

Segnalato dall'amico Gianluca.

giovedì 16 giugno 2011

Sofismi


La telefonata alla hotline è concitata, mi viene passato un appunto: "Dopo che sei andato ad aggiornare i server, il software di posta Thunderbird su un PC dell'ufficio non gli parte più."
"E che c'entra? - mi lamento, scioccamente, con chi mi ha passato la nota - io ho solo installato gli aggiornamenti di Backup Exec..."
L'indomani mattina ritorno nell'ufficio che ha aperto la chiamata ed in effetti Thunderbird (ma non hanno l'indicazione aziendale precisa di usare un altro client di posta?) non parte. Si è crashato durante un aggiornamento che nessuno dice di aver lanciato. Faccio una copia di salvataggio della posta (che non era mai stato fatto e che nel caso di specie mi è utile per far vedere, all'utente ansioso, la mia cura e diligenza), installo la nuova versione e tutto va a posto.
Durante i vari passaggi all'utente trepidante spiego, come d'uso, cosa sto facendo e perché: mai far credere che esistano esseri maligni che nottetempo si aggirano negli hard disk, facendo danni, e tanto meno assumere l'atteggiamento di chi compie una magia per rimettere tutto a posto.
L'utente mi ringrazia, ma insiste che "... dopo che è andato via lei che aveva lavorato sui server, non ha più funzionato..."
Post hoc ergo propter hoc, lo penso ma non glielo dico, non me la sento di discutere di sofismi.