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mercoledì 6 marzo 2024

A Siena come in Beozia

 

Far passare in centro una corsa ciclistica (la Tirreno-Adriatico) e bloccare l'universo mondo il giorno del mercato settimanale per me è da beoti. 

 

SI, è Siena

 

Immagine: I ciclisti attraversano la città, Depero

venerdì 15 febbraio 2019

Siena e la metropolitana leggera

A volte ritornano

Comune di Siena

Studio di fattibilità della metropolitana leggera di superficie riferita al territorio dello Schema Metropolitano dell’area Senese per le tratte: Siena - Monteroni d’Arbia e Siena - Asciano

LdP Associati · architettura · urbanistica
Antonio Mugnai
Anna Calocchi
Federica Turini

Università degli Studi di Siena
Dipartimento di Scienze Storiche, Giuridiche, Politiche e Sociali
Stefano Maggi

giugno 2006


QUI il documento. [PDF - 2,6 MB - 90 pagg.]

Vedi anche QUI.
 

mercoledì 30 gennaio 2019

Nevica a Siena - 2


Tiemme! Con quello che vi paghiamo, possibile mandare in giro per la città autobus senza gomme da neve o catene, che pattinano paurosamente sulle strade dove peraltro l'Amministrazione Comunale NON ha sparso il sale e dove, come d'uso, non compare neanche un vigile urbano per gestire l'emergenza?

Cambia il colore dell'Amministrazione ma la disorganizzazione resta ai soliti, noti, livelli.


Dalla periferia di Siena, da un desolato e trascurato quartiere, abbandonato da dio, dagli uomini, dall'Amministrazione comunale e oggi anche dalla Tiemme.


SI, è Siena.


martedì 17 marzo 2015

Siena: la grande flotta


Leggo che il parco automezzi della Tiemme S.p.A. si è rinnovato: grandi e piccoli mezzi bianchi, con le porte d'ingresso verdi e quelle di uscita rosse.
Da nessuna parte ho trovato indicazioni sulla tipologia di combustibile usato: certo, se sono Mercedes, non sono i bus elettrici che potevano proseguire l'accordo fatto dalla RAMA con una ditta Chinese (tanto per non far lavorare aziende italiane).


Vanno a carbonella? A energia nucleare? Forse ad antimateria?
O sono i soliti maleodoranti e inquinanti bus a gasolio, quelli che il codice della strada prevede spengano i motori quando sono fermi e che invece ci investono con mefitici gas di scarico e quintali di anidride carbonica quando sono in attesa ai capolinea?

Art. 157 del Codice della strada, comma 7 bis:

7-bis. È fatto divieto di tenere il motore acceso, durante la sosta del veicolo, allo scopo di mantenere in funzione l'impianto di condizionamento d'aria nel veicolo stesso; dalla violazione consegue la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 216 a euro 432.

mercoledì 22 gennaio 2014

Siena: il piano piano piano del traffico

Mi è venuta un'idea: coi materiali di risulta della demolizione dell'Ospedale si potrebbero potenziare le varie 'rotonde' cittadine.

Ho già un bel progettino 3D...


martedì 5 novembre 2013

Siena, il Sindaco e il Traffico

Ma non è che il Sindaco di Siena, per ridurre il traffico, ha in mente soluzioni drastiche?


Guarda il video sulla pagina de Il Santo.

martedì 31 gennaio 2012

Nevicherà a Siena?

Ce lo siamo chiesti tutto il giorno, in ufficio.
Collegati a vari siti 'meteo', allarmati da telefonate di parenti o amici che annunciavano la neve a Bologna, poi qualche fiocco a Firenze, infine a Rapolano, eravamo tutti con l'ansia di doverci spostare in auto e trovare il caos del 2010.
Verso le 18:30, sotto una debolissima nevischiata, sono andato a prendere mia moglie in centro: traffico incredibilmente ridotto al minimo nonostante l'ora di punta; evidentemente tutti avevano paura di trovarsi nella situazione da incubo del famigerato venerdì 17.
Poi, però, ho cominciato ad aver paura anche io.
Mi sono reso conto che c'erano i due segnali che di solito, a Siena, fanno presagire la tormenta di neve: la contemporanea scomparsa dalle strade dei vigili urbani e i semafori tutti fissi sul lampeggiante.

Sono corso a prendere mia moglie e sono scappato, di corsa, a casa.
Ora siamo barricati dentro, in attesa della tormenta.

sabato 28 maggio 2011

sabato 9 aprile 2011

Sull'Autopalio a 150 all'ora

Sono in fila all'accettazione dell'officina del concessionario, sento una discussione che cresce un po' di tono, davanti a me: mi faccio attento.
Un ragazzo lamenta certe vibrazioni nella sua auto che ha pochi mesi di vita: chiede al meccanico di provarla; il meccanico rifiuta; non capisco.
Dietro al bancone, attirato anche lui dalla discussione, arriva il capo officina che vuol sapere cosa stia succedendo; mi avvicino un po'. Il ragazzo dell'auto nuova ripete che ha problemi di vibrazioni alla macchina, quando va sui 150 km/h, e che ha chiesto al meccanico di provare l'auto per capire di cosa si tratti.
Il giovane dipendente dice che lui non lo vuol fare, a 150 km/h non si può andare neanche in autostrada. Il suo capo insiste: "Uscite insieme, fate una decina di chilometri, così ti rendi conto!" Il dipendente è in una brutta posizione, nicchia, ma sa che non può dire di no. Alla fine concorda col proprietario dell'auto di fare una prova.
Sull'Autopalio tra poche ore sfreccerà un'auto, con problemi di vibrazioni, a 150 chilometri orari, quando il limite per tutto il percorso è di 90 e il fondo stradale è pessimo, in alcuni tratti degno di una Parigi-Dakar.

Ieri, su questa stessa strada, vicino a Poggibonsi in un incidente stradale è morto un quarantenne.

Ma dopo tutto, salvo il sottoscritto che è talmente inadeguato da rispettare i limiti e da usare (udite! udite!) addirittura le frecce quando sorpassa, tutti corrono tra Siena e Firenze come matti e allora di che mi meraviglio?


venerdì 8 aprile 2011

Parcheggiare a Siena - 6


Scrivevo, qualche giorno fa, dei parcheggi nella zona dell'Ospedale di Siena.
Uno gratuito e relativamente recente è proprio nella posizione migliore che si potesse scegliere: davanti all'ingresso del nosocomio.
I posti liberi sono invero pochetti, ma la posizione è invidiabile; si è ottenuto questo simpatica isola di sosta con un atto brillantemente creativo da parte di automobilisti che, stanchi di girare a vuoto per abbandonare la propria auto, semplicemente la fanno salire sopra il mattonato, per fortuna bassissimo, che delimita la rotonda di snodo viario: è questo uno dei rarissimi casi in cui una rotonda dimostra davvero tutta la sua preziosa utilità.

Nelle ore che sono intercorse tra il mio ingresso nell'Ospedale delle Scotte e la mia uscita nessuna delle auto è stata rimossa né, tantomeno, multata; mi sono accertato personalmente che un bigliettino colorato sotto il tergicristallo di un'auto non fosse un verbale di contravvenzione ma la pubblicità di una pizzeria. (Mica farete delle storie se qualcuno vi mette una pubblicità sul parabrezza, vero?, in cambio di un parcheggio così comodo!)



Purtroppo qualche posto auto, lì accanto, è andato perduto per la sosta di un furgoncino di vendita di bevande e alimenti vari, che senz'altro pagherà l'occupazione di (suolo) parcheggio libero pubblico.
Se volete, potete biasimare la presenza del chiosco su ruote: è possibile che la Società della Salute ci voglia tutti ciccia e brufoli?

Via, consolatevi con questo bel motto:
[Image credits: Laudator temporis acti]

venerdì 11 marzo 2011

Parcheggiare a Siena - 5

Il 'parcheggio gratuito' di Santa Petronilla, ieri mattina alle 10 in punto. Le campane suonano; una ritardataria si incunea nell'ultimo mezzo posto rimasto vuoto nel 'parcheggio', proprio sulle strisce pedonali, sporgendo abbondantemente sulla strada; un autobus invade la corsia opposta; da "Rete Toscana Classica" un sottofondo musicale. Pochi secondi di filmato perché sono scappato via per timore di creare intralcio al traffico.
Sì, è Siena

lunedì 31 gennaio 2011

Parcheggiare a Siena - 4

A Siena stiamo tutti bene, grazie.
La popolazione aumenta, i vecchi continuano a invecchiare senza dar segno di cedimento; si inerpicano su per le stradine più scoscese a passo da bersagliere, si arrampicano sui gradoni degli autobus quando proprio devono usare un mezzo pubblico e vanno all'Ospedale solo se c'è bisogno di assistere qualche nipote un po' meno in salute di loro.

Dei 60.000 abitanti, censimento del 2001, il 35% ha più di 60 anni e il 15% più di 75.

Non ci sono da noi problemi di handicap o simili, tant'è che le 'risalite', pietosi impianti dotati di scale (non sempre) semoventi, costruiti soprattutto per i giovani stranieri che non sopportano la fatica ed hanno in uggia il camminare, sono poco frequentate e l'ultima, in fase di realizzazione, si legge che sia stata costruita senza preoccuparsi minimamente di chi ha problemi di mobilità e deambulazione e ciò non per una dimenticanza, come i soliti criticoni catastrofisti vorrebbero farci credere, ma proprio ben sapendo come la salute motoria dei concittadini per nulla ne esigesse la realizzazione.

Anche quei bei larghi parcheggi gialli, un po' pochini, in verità, son quasi sempre vuoti, come pure le zone fatte apposta per eliminare le barriere architettoniche e permettere l'accesso alle strisce di attraversamento stradale; qui, ecco arriva il cuore del post: è in questi spazi che vi consiglio di parcheggiare liberamente, senza che, (come al solito, garantisco), ci sia qualcuno che vi abbia a rimproverare né, dio non voglia, appioppare una multa o farvi portar via l'auto.
Quei pochi parcheggi liberi sono adattissimi a quelle belle e mastodontiche Jeep nere e a quei SUV da famiglia allargata che a Siena per fortuna non mancano e che servono, imprescindibilmente, per portare i 'cittini ' a scuola, e che troviamo parcheggiate sui marciapiedi proprio sui piedi di qualche vecchio (rompicog... che borbotta e protesta, schiantasse una buona volta anche lui che mi affitto al nero casa sua a dieci studenti meridionali) e per farsi largo fra le torme di stranieri sudaticci, maleodoranti e poco disciplinati che a branchi rumorosi vorrebbero, gli sciocchi, farsi comodamente a piedi le viuzze medievali del centro.
Sono un po' scarso di foto, ma ne aggiungerò appena avrò occasione, per segnalarvi le zone più comode e utili (i 'birilli' di cemento giallo, dovessero darvi fastidio per il parcheggio, si spostano abbastanza bene a mano, lo fanno tutti, non vi preoccupate).



lunedì 24 gennaio 2011

Parcheggiare a Siena - 3

Nella zona dell'Ospedale di Siena, gran monstrum che domina da una collina tutta la città, per alcuni il parcheggiare sembra essere un problema.

L'ospedale di Siena da una vista aerea di Bing.
Clic sull'immagine per ingrandire.
Per lo stato dei lavori l'immagine sembra risalire a 4 o 5 anni fa.

Anche se la struttura è circondata dai campi, non si è trovato il modo, dicono i critici, di fare una circolazione stradale adeguate né da un punto di vista topologico, né da quello meramente viario dato che, appena usciti dallo stradone che dovrebbe condurre al nosocomio, si ricade nelle tipiche viuzze più adatte al traffico di somarelli e carretti che a quello di auto, camion e autobus.
Ci si lamenta che non si sia voluto trovare il modo di fare parcheggi adeguati, larghi e soprattutto gratuiti. Molti ritengono che non sia gran dimostrazione di civiltà far pagare la sosta a chi in ospedale va per un esame o la visita ad un ammalato e men che meno sembra morale che si debba far fatica a trovare un posto dove parcheggiare e si debba pagare un iniquo balzello per la sosta se c'è la malaugurata necessità di fare una dolorosa sosta all'obitorio.

Ma 'business is business' e non si guarda in faccia nessuno, e così fa anche Siena Parcheggi SpA, "il gestore pubblico del sistema di sosta a pagamento della città di Siena", che è una "società in house del Comune di Siena che ne detiene la maggioranza azionaria ed è uno strumento di attuazione delle strategia integrata riguardo alla mobilità nel territorio comunale", come si legge dal sito.

E dire che, a controbattere queste malevoli osservazioni, il comune di Siena aveva fatto il più grande parcheggio gratuito della zona, comodo per prossimità al Grande Mostro, se pure non abbastanza capiente. Nessuno ne ha mai parlato, si fa finta di non averlo visto, eppure, per anni, è stato lì, a libera disposizione di tutti.

Era un parcheggio originale, messo all'interno di un percorso viario che a nulla e nessuno serve, dato che percorrendo la vietta (eh sì, sulla larghezza delle vie si risparmia sempre) questa porta: o a immettersi in un parcheggio a pagamento, ma 'a tradimento' proprio davanti all'ingresso, saltando le centinaia di auto che qualche mattina per più di uno chilometro bloccano lo scorrimento del traffico; o a disimpegnarsi rientrando verso il centro città (ma non si potrebbe: una segnalazione impedisce la svolta a destra perché non è possibile curvare senza invadere completamente la corsia opposta); o a percorrere una strettissima (causa parcheggio selvaggio) stradina sino ad arrivare nella nell'ennesima rotonda (trasformata, per volontà e necessità popolare, in ulteriore 'parcheggio di salvataggio' irregolare ma di liberissimo utilizzo), percorsa la quale si può finalmente, tornando sui propri passi, prendere la direzione preferita.

Questo bel parcheggio, di cui parlo, è un anonimo e contorto ponticino.

Non è famoso come il 'ponte di Calatrava', il discusso 'oggetto' di vetro e acciaio sul Canal Grande a Venezia, né forse come il locale 'ponte di Malizia', tolda di nave che fa da tappo, fra due quasi simmetriche rotonde, al traffico cittadino che dal centro va in direzione dell'Ospedale e del supermercato più grande della città e viceversa.

Inaugurato dopo anni di 'fermo lavori' che ai più è rimasto incomprensibile, quando è stato finalmente completato tutti hanno immediatamente compreso l'utilizzo che se ne poteva fare: finalmente l'amministrazione pubblica, 'truccandolo' da ponte per motivi imperscrutabili, aveva fatto un parcheggio gratuito proprio accanto all'ingresso dell'Ospedale.
Tanta è stata la gioia di tutti i meschini frequentatori del presidio ospedaliero e grandissimo è stato il successo del luogo: per anni abbiamo visto il bel ponte-parcheggio pieno sino all'inverosimile di automezzi in flagrante divieto di sosta in entrambe le direzioni di marcia, le auto volteggiare sopra la sinuosa silohuette di cemento, coi più abili autisti fare inversioni ad U nel punto più alto, per tornare poi allegramente verso il centro della città senza dover fare il percorso da Gioco dell'Oca così ben disegnato sul tavolo del tecnigrafo da abili e barocchi progettisti.

Poi, purtroppo, il bel gesto, il regalo insperato e quindi ancor più gradito, ci è stato tolto con un colpo di mano: su entrambi i lati del ponte è comparsa una teoria in duplice filare di funghetti di cemento vivacemente pitturati di giallo che, con la loro monotonia cromatica, hanno messo uno stop al colorato e arlecchinesco susseguirsi dei veicoli a motore.
Che peccato, un così bell'oggetto, una realizzazione di cui l'amministrazione poteva vantarsi in tutta la provincia, ridotto a semplice, banale, inutile e solitario ponticello con accluso il pericolo, ben segnalato, dell'elicottero Pegaso del Pronto Soccorso in manovra!

E che tristezza, i pochi solitari nostalgici che cercano di ripristinarne il ricordo, almeno nella immediate vicinanze, parcheggiando bravamente, con gran divertimento dei pedoni tutti e dei disabili in particolare!

Sì, è Siena.

Nota: Ovviamente questa non è un'inchiesta ma solo il racconto di un povero cristo che, andandosene da un ventennio tutte le mattine per le stesse strade, si chiede come mai le cose vadano come vanno e dove sia la logica delle scelte che anno dopo anno cambiano la vita dei cittadini, peggiorando quanto meno la mia, e lasciando nell'indifferenza accondiscendente dell'amministrazione i piccoli problemi quotidiani.

venerdì 17 dicembre 2010

Siena: nevica e tutto si blocca


Da qualche giorno ne eravamo tutti informati: venerdì 17, OGGI, sarebbe nevicato. Chi spostava una trasferta, chi si prendeva un giorno di ferie: il LAMMA era stato preciso al proposito e i TG locali avevano diffuso l'allarme. Bastava, stamani appena alzati, guardare il cielo e sentire il freddo che faceva per capire come si sarebbe sviluppato il resto della giornata.

Intorno alle dodici ha cominciato a nevischiare; mezz'ora dopo il traffico si è bloccato.
Gli autobus del TRAIN dalle 12:30 si sono dati alla latitanza (alla fermata di fronte a casa mia non ne transita uno da quattro ore e tutto il quartiere è, da questo punto di vista, isolato), i mezzi del Comune (uso il plurale, ma forse esagero) se sono entrati in funzione certamente qui non si sono visti.

Lo so, mi lamento come uno stupido, in tanti anni che abito a Siena lo dovrei sapere come vanno le cose; mi fermo sempre a riflettere che un concerto in piazza in meno, un mezzo spazzaneve e qualche ore di straordinario pagate in più renderebbero a molti queste ore meno difficili.
Ma, come sosteneva Hrabanus Maurus nella sua epistola n. 15, ai maiores i subditi devono obbedienza perché la divinità ha istituito i primi come autorità superiori.

Mia moglie, rientrata dopo quaranta minuti di tappe forzate in salita a piedi sotto la neve, mi ha raccontato di come un suo bisnonno ebbe a morire sotto una nevicata, rientrando a casa a piedi dal paese dove si era recato. Ma si trattava di un paese di montagna ed è roba di centoventi o centotrenta anni fa.

Sì, è Siena.


domenica 28 novembre 2010

Siena e il calcio


Dovevo andare in centro a prendere mia moglie all'uscita da lavoro, ieri verso le quattordici.
Orario non di punta, sabato pomeriggio: in dieci minuti o poco più arrivo a destinazione, penso.
Giunto a un chilometro di distanza dal luogo dell'appuntamento, uno sbarramento stradale presidiato da vigili urbani impedisce di proseguire: c'è una qualche partita di calcio, l'area è off-limits. Io e tanti altri siamo costretti a tornarcene sui nostri passi e rivedere, alla meglio, i nostri piani.
Che la mia miopia stia peggiorando sempre di più? Anche quest'oggi non ho visto cartelli o indicazioni stradali che mi mettessero sull'avviso di questo intoppo. Sicuramente deve essere colpa mia la mancanza di informazione sulla vita della città perché non sono amante degli sport e men che meno del calcio.
La sensazione è sempre quella, frustrante, che si venga trattati da sudditi del contado. E non mi si dica che è un problema politico e che tra breve ci saranno le elezioni amministrative etc.; no, è un problema di cattiva gestione e di mancanza di rispetto.

Sì, è Siena

venerdì 29 ottobre 2010

Siena e il traffico

La mattina di martedì scorso è iniziata male.
Avevo deciso di non passare dall'ufficio, prima di andare a fare un intervento da un cliente nell'assolata campagna di Montalcino, ma di spostarmi partendo direttamente da casa, illudendomi di fare prima.

Appena partito, percorse poche centinaia di metri, ho rischiato uno scontro frontale con l'utilitaria di due anziani.
La stradetta che porta al parcheggio più vasto dell'Ospedale di Siena è regolarmente intasata: evidentemente i caselli di accesso non sono sufficienti o, più probabilmente, il parcheggio è pieno e si è costretti a tornare indietro, dopo essersi annodati in una inutile rotonda.
La via è larga poco più di un tratturo ed è comprensibile che chi debba andare altrove, dopo un po' che aspetta, tenti l'immonda manovra di sorpassare, spostandosi, incurante del pericolo, nella corsia del senso di marcia opposto. Martedì stavamo per rimetterci l'auto in due. Nello stesso tratto di strada ci sono già morte tre persone; qualcuno ha cercato di affrontare il problema? Figurarsi!
Per non dire quanto è difficile capire la logica che sta dietro a una viabilità di campagna trasportata in prossimità del più grande Policlinico della zona.


Fatto poco più di un chilometro, nel viale che discende dall'Ospedale, vivacemente ornato di centinaia di multicolori auto parcheggiate fitte fitte perché il Policlinico continua a crescere come un vero mostro sulla collina, ma i parcheggi, nelle campagne intorno non si trova il modo di farne, né abbastanza né gratuiti, arrivo in vista della prima rotonda della mattinata: c'è subito un bell'ingorgo.
Vedo che una delle vie che afferisce al simpatico e mai troppo lodato snodo di traffico giottesco è chiusa, con tanto di vigili urbani (incredibile visu) a presidiare: è proprio quella la via che dovevo imboccare. Arrivato a questa rotonda, dopo un quarto d'ora di stop-and-go, invece di infognarmi nel traffico, decido di tornare indietro e di fermarmi a parlare con i due vigili. Mi lamento con fermezza per il fatto che non avessero messo cartelli per avvisare del disagio, la vigilessa risponde, ironica, "I cartelli non li vede mai nessuno!"; li invito a controllare se ce ne siano nel percorso che ho fatto. Il suo collega mi guarda e fa spallucce. Bene, bravo, complimenti! e io che gli pago tutti i mesi lo stipendio...


Torno indietro, per un altro percorso, ed in effetti vedo il retro di qualche segnale stradale, di quelli piccoli, rotondi e mobili. E' uso, a Siena, segnalare i problemi di viabilità incollando un foglietto su un cartello removibile: naturalmente, guidando, tali cartelli sono illeggibili; dovresti fermarti e bloccare il traffico per sapere cosa succede e così dovrebbero fare tutti quelli che ti seguono, creando in un attimo il caos generale. A nessuno è mai venuto in mente di utilizzare dei cartelloni elettronici con le scritte a scorrimento; forse perché nel medioevo non si usavano, e allora a che usarli oggi, forse costano troppo e ci sono cose più importanti da fare con le decine e decine di milioni di euro che ogni anno la Fondazione del Monte dei Paschi regala all'Amministrazione Comunale, ad esempio ci sono da organizzare imprescindibili concerti in Piazza (sui cui costi è meglio sorvolare).
Con una arrabbiatura già in prima mattinata, ho perso tre quarti d'ora e sono arrivato in ritardo dal cliente con cui avevo l'appuntamento.

Ma la giornata purtroppo non era ancora finita. La sera, all'uscita dell'ufficio mi sono trovato ancora in un ingorgo, proprio appena salito in auto: non si riusciva ad immettersi nella via principale; la zona, di uffici, negozi e supermercati, una dozzina di anni fa è stata 'progettata' (e mi sembra già di usare una parola eccessiva) senza tener conto dei flussi di viabilità che ne sarebbero nati, per cui in genere è una lotta tutti contro tutti, senza rispetto di precedenze o sensi di marcia, per riuscire ad imboccare la via principale. Martedì sera ci deve essere stato un incidente da qualche parte, ho visto passare un'autoambulanza; mi sono rassegnato a perdere un'altra mezz'ora di tempo.

Pensate cosa succederebbe se, invece di dover gestire un paesetto di 50 mila anime, l'Amministrazione avesse di fronte una vera città!

Sì, è Siena.

mercoledì 21 luglio 2010

Siena e i lavori stradali

Lunedì mattina, come molti altri automobilisti, ho impiegato circa trenta minuti per percorrere il breve tratto, un chilometro forse, che va dal semaforo di via Ricasoli - Pescaia alla rotonda terminale di via di Pescaia stessa, qui a Siena.
La doppia fila di auto si è formata in maniera inspiegabile e non segnalata e sicuramente molti di noi hanno pensato ad un incidente.
L'assenza di cartelli indicatori e di polizia urbana non faceva ben sperare: molti hanno fatto una irregolarissima inversione, per tornare indietro e non rimanere bloccati per chi sa quanto. Gli altri solo una volta arrivati in fondo a detta via si sono accorti delle operazioni di asfaltatura che si svolgevano in tale zona.
Naturalmente a Siena i lavori stradali non si possono fare mai durante le ore notturne.
Perché il problema non era opportunamente segnalato, e con cartelli leggibili (e non i soliti fogliettini che neppure un pedone, se un po' miope, riesce a decifrare), già dagli incroci precedenti la rotonda, in fattispecie quello del semaforo di via di Pescaia?
Perché non c'era presenza di Vigili Urbani e si è lasciato, come spesso succede, la situazione a risolversi da sola nel caos e con evidenti gravi e pericolose infrazioni al codice della strada?
Che tipo di responsabilità hanno degli operai di un cantiere nel dirigere i flussi di accesso e di traffico? Chi e come dà loro delega a operare in tal senso?
Qual'è il numero dei Vigili Urbani in forza nella nostra città?
Qual'è il budget di spesa previsto per il 2010 per detto servizio?

Mentre in questa situazione i Vigili Urbani brillavano per la loro assenza, poche sere fa ne ho visti, in azione contemporanea, ben tre!
Tre Vigili Motociclisti, taccuini alla mano, stavano discutendo con un anziano che vive, da alcuni anni, in un parcheggio lungo la ferrovia dentro il proprio camper.
Questa persona, un italiano, la si incontra spesso sull'autobus che lo ferma a pochi metri da 'casa', è una persona pulita e decentemente vestita, affabile e financo chiacchierona; raccontava, mesi fa, con leggerezza, che pochi giorni prima aveva trovato tagliate le gomme del suo camper ma nella voce non aveva né rabbia né risentimento.
Siena è una città tranquilla, intendiamoci, guai a dire il contrario: si rischia l'espulsione nella vicina, e nemica, Repubblica di Firenze!
Ora il camper di quell'anziano non c'è più: forse era un pericoloso mafioso o un assassino o uno spregevole pedofilo, chissà; mi piace però immaginare che i Vigili Urbani, in forze, siano andati da lui a comunicargli che, finalmente, la sua richiesta di una casa in edilizia popolare era stata accettata e che lo abbiano scortato, a sirene spiegate, verso il suo nuovo domicilio, con le scuse del Comune che fino allora aveva ignorato il precario stato di vita di un suo cittadino.
Ma queste cose succedevano solo nei film di Frank Capra, vero? e la realtà è altra cosa.

Sì, è Siena.

venerdì 12 febbraio 2010

Neve di stagione


Sono bastati quaranta minuti di una nevicata fitta, fitta, per farci prender paura e desiderare di tornare tutti a casa: e così poco dopo le diciassette di ieri Siena si è trasformata in un gigantesco ingorgo.
Al solito, alcuni semafori vitali alla circolazione sono stati messi sul giallo lampeggiante, senza la presenza di vigili urbani che avrebbero potuto in qualche modo districare gli 'ingorghi a croce uncinata' che si sono creati di lì a poco.
Ma già, sono vigili 'urbani' e li si vede soprattutto entro il confine delle mura della città, solerti a metter multe a chi, indisciplinato, parcheggia in divieto di sosta. Fuori dalle mura sono apparizioni da miracolo.
Mi piacerebbe sapere: quanti sono? quanto ci costano? dove sono e cosa fanno in frangenti come questo?

Chiunque potesse darmene notizia avrebbe la mia perpetua gratitudine.


sabato 21 novembre 2009

Siena e le strisce pedonali


Caos nel traffico anche ieri, a Siena. Voglio dire, caos straordinario, perché a quello ordinario, (la mattina nell'orario di apertura di uffici e scuole, ed il pomeriggio, dalle 17 in poi) ci siamo bovinamente abituati, mercé l'ineffabile viabilità cittadina.
Ieri mattina, dalle otto circa e sicuramente fin dopo le dodici, grande attività di ridipintura delle strisce pedonali in viale Toselli, una delle vie di accesso e uscita della città; ne son potuto esser vittima ben due volte, nell'arrivare e nel ripartire per un appuntamento con un cliente che ha la sua sede provinciale proprio in questa zona.

I coni bianchi e rossi a delimitare la zona appena verniciata della corsia costringevano gli autisti a continui zig zag e relativa invasione della carreggiata opposta, per poter procedere. Di vigili urbani questa volta ben due, fermi a cavallo del tratto dove si trovavano gli operai, non so se per dirigere il traffico o per proteggerli dagli insulti degli automobilisti.
Nell'altra decina di punti già verniciati ovviamente, nessuno.
L'assunto è sempre lo stesso: arrangiatevi da soli.
Naturalmente in nessuna delle due direzioni di marcia il minimo di segnalazione preventiva dei lavori in corso, ed anche questo è un comportamento usuale: forse qualcuno avrebbe potuto cambiare strada ed evitare di perder tempo, ma a Siena si usa così, sia quando c'è una asfaltatura, che un taglio d'erba che un lavoro straordinario qualsiasi: non si danno informazioni preventive, non si mettono cartelli; non mi ricordo più se questa norma è contemplata nella Convenzione di Ginevra, nella Carta dei diritti dell'uomo o nel Costituto senese, ma viene osservata con ferreo rigore.

Questo modo di operare non è facilmente comprensibile e tutte le volte rimango stupito di come i cittadini sopportino un comportamento così poco riguardoso; mi pare poi impossibile che non si riescano a fare questi lavori durante le ore notturne, come avviene in altre città.

Mi risuonano però le parole che qualche amico, beffardo, ogni tanto mi ripete quando faccio notare simili assurdità: "Se 'un ti va bene, a Siena un ciavévi a venì".

giovedì 22 ottobre 2009

Siena: incidente in tangenziale

Siena è paesino di stradine, nel centro storico, e di stradette, tutt'intorno.

Un camion uscito di carreggiata, verso le dodici, credo, vista la doppia fila di auto ferme in "superstrada" proprio davanti alla finestra dei nostri uffici, è bastato a mandare nel caos il traffico cittadino fino almeno alle 19 di sera, ma probabilmente anche oltre.

A passo di lumaca, tutti a cercare di tornarcene a casa, con un tratto di circonvallazione chiuso.
Per fortuna siam gente paziente, e sopportiamo, sopportiamo...

Nell'ora di traffico che ho subito, ça va sans dire, non ho visto traccia di vigili urbani: si sono limitati a lasciare sul giallo alcuni semafori, e che poi noi autisti ci districassimo pure da soli tra incroci, confluenze e benedette rotonde.

Qualcuno di voi ne ha notati?
Mi potete rincuorare che le mie tasse vengono spese bene?