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venerdì 21 ottobre 2022

Il nuovo Ministero


Scusate, nella confusione dell'annuncio, mi è sfuggito!

Chi ha scelto per il Sovrano Ministero di Economia domestica?


sabato 5 marzo 2016

Siena, la Prefettura e le Trivelle


Con commendevole tempismo, la Prefettura di Siena (Ufficio Territoriale del Governo) ha emanato una circolare che ha per Oggetto: "Indizione di un referendum popolare previsto dall'art. 75 della Costituzione per l’abrogazione di legge statale - Propaganda elettorale e comunicazione politica", nella quale ricorda a tutti i sigg. Dirigenti delle Pubbliche Amministrazioni, che:  

In vista dello svolgimento della consultazione referendaria di domenica 17 aprile 2016 si ritiene opportuno rammentare che, in relazione a specifiche direttive del Ministero dell’Interno ai sensi dell'articolo 29, comma 6, della legge 25 marzo 1993, n. 81, [...] dalla data di convocazione dei comizi referendari - cioè 16 febbraio 2016, giorno di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto del Presidente della Repubblica -  e fino alla conclusione delle operazioni di voto, è fatto divieto a tutte le pubbliche amministrazioni di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l'efficace assolvimento delle proprie funzioni.
L'articolo di legge citato, recita:
6. È fatto divieto a tutte le pubbliche amministrazioni di svolgere attività di propaganda di qualsiasi genere, ancorché inerente alla loro attività istituzionale, nei trenta giorni antecedenti l’inizio della campagna elettorale e per tutta la durata della stessa.
ma questo articolo è relativo a:

Elezione diretta del sindaco, del presidente della provincia, del consiglio comunale e del consiglio provinciale.

che mi sembra non entrarci nulla con i referendum.

Si dovrebbe forse far riferimento all'art. 9, comma 1, della legge 22 febbraio 2000, n. 28 , "Disposizioni per la parità di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie e per la comunicazione politica", che recita:
(Disciplina della comunicazione istituzionale e obblighi di informazione)

1. Dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l'efficace assolvimento delle proprie funzioni.
(*)

(*) Cioè? Devono ammutolirsi e non possono più fare alcuna attività di comunicazione in assoluto, come si intende dalla formulazione della frase? O solo limitatamente all'oggetto della circolare?

Se qualcuno dei miei lettori sa qualcosa di legge, potrebbe darci un chiarimento? Grazie.

---

Di che referendum stiamo parlando, visto che la circolare della prefettura asetticamente evita di citarlo?
Ma, perbacco!, del "referendum popolare relativo all’abrogazione della previsione che le attività di coltivazione di idrocarburi relative a provvedimenti concessori già rilasciati in zone di mare entro dodici miglia marine hanno durata pari alla vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale", come si legge nel Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 103.

Per il popolino: il referendum delle trivelle.
Saremo chiamati cioè a esprimerci per evitare o meno che i permessi di trivellazione per le estrazioni, già accordati entro le 12 miglia dalla costa, possano essere prorogati oltre la loro naturale scadenza, per tutta la "durata della vita utile del giacimento".

Non arrivate alla fatidica data impreparati!


martedì 11 agosto 2015

Biglietti, prego!



Expo è ancora aperto e immagino che ci siano molte persone che lo affollano.
Quanti sono stati a oggi i visitatori? Non si sa: i dati che ho trovato in rete sono solo relativi ai biglietti venduti.
Ma è la stessa cosa, mi direte.
No, non proprio.
Molte aziende, per regalarli ai propri clienti o ai fornitori, hanno acquistato i biglietti che sono stati distribuiti a pioggia (anche nell'azienda dove lavoro ce ne hanno regalati due a persona.)
Per aumentare le vendite, altre strutture si sono improvvisate rivenditori, dalle COOP al PD, con sconti sul prezzo nominale tra il 40 e il 50%.

Adesso si sono mossi anche i Ministeri, con offerte scontate ai propri dipendenti.

L'INPS, poi, i biglietti addirittura li regala!
L'Ente Previdenziale mi comunica infatti, via email, che:

INPS, grazie ad una collaborazione con EXPO Milano, offre un biglietto omaggio per visitare l'esposizione universale nel mese di agosto. L'iniziativa è rivolta alle persone con pensione o imponibile previdenziale inferiore ai 10.000 euro nell'anno 2014. Per raggiungere Milano, inoltre, Trenitalia offrirà uno sconto del 50% sulle normali tariffe.
Per ottenere il certificato da presentare alla biglietteria è necessario collegarsi su www.inps.it con il proprio PIN selezionando l’apposito banner in basso a destra.
Controlli se può usufruire di questa offerta e inviti chi conosce a fare altrettanto.

Ma ce li vedete degli Italiani che in un anno non sono neppure arrivati ad accumulare 10.000 euro, buttare via dei soldi per un viaggio a Milano???

Che l'INPS poi debba finanziare EXPO mi sembra al di fuori dai suoi compiti istituzionali. Cosa non si farebbe, però, in un periodo di Regime, per compiacere il Governo?

martedì 7 aprile 2015

La Riforma di Excel


Una ventina di anni fa mi trovai per caso testimone di una faccenda curiosa: in un ufficio del personale di una sede periferica di un ministero, un impiegato si era attirato le ire di tutti i colleghi perché a nessuno tornavano i conteggi degli straordinari che gli erano stati da poco affidati come mansione.
Carta e penna alla mano, molti, protestando, gli facevano vedere che sbagliava i suoi conti, immancabilmente a svantaggio dei dipendenti.

Non era mio compito mettere il naso nella vicenda ma, perdurando la mia collaborazione in un ufficio vicino, alla fine scoprii che il poveretto non sapeva che Excel, che usava da analfabeta informatico autodidatta, è dotato della funzionalità di sommare le ore. Il brav'uomo dovendo, che so, registrare uno straordinario di 1:40 (un'ora e quaranta minuti) scriveva le ore in una colonna e i minuti in quella accanto. Alla fine del mese, faceva il totale nella colonna delle ore e poi in quella dei minuti. Dovendo fornire i dati per il calcolo della busta paga in ORE, divideva il totale dei minuti per 100 (e non per 60!) e la parte intera che risultava la sommava al numero delle ore, creando ogni mese un errore madornale a tutti quelli che avevano fatto delle ore di straordinario.
Naturalmente, si difendeva trincerandosi dietro al fatto che i suoi calcoli erano corretti perché li aveva fatti col computer.
La cosa alla fine era stata chiarita perché i colleghi si erano inferociti e qualcuno dell'Amministrazione aveva controllato i semplici calcoli che andavano effettuati.

La vicenda sarebbe poco più di un aneddoto da raccontare a veglia, se non fosse che in questi giorni di festa, andandomene in giro, mi sono imbattuto nella persona nel cui ufficio svolgevo la mia consulenza venti anni fa. Dopo qualche convenevolo e due chiacchiere di circostanza, gli ho chiesto del tale, se fosse ancora in servizio.
"Sì - mi ha risposto - ora è in un altro ufficio ma... a te lo posso dire ... da alcuni mesi abbiamo di nuovo problemi con gli straordinari. C'è una collega che viene da un'altra sede ad occuparsene, sai, le riforme, gli accorpamenti, la mobilità,  ...e da quando è arrivata lei i conti non tornano più a nessuno!"
"E usa anche lei Excel?" gli ho chiesto sorridendo.
Mi ha risposto, ridendo: "Come hai fatto a indovinare?"

mercoledì 11 dicembre 2013

Cool-tura


[Copertina del settimanale polacco Cooltura; da Wikipedia]

Quando sento la parola "cultura" mi risuonano nella mente le antiche parole di un saggio cinese del VI sec. a.C., Lao Tse, lette in un libricino che, quando ero adolescente, andava di moda; lui le riferiva al 'tao', io, parafrasando, posso dire così: "la cultura che viene detta cultura non è vera cultura".
Non entro nel ginepraio, non ne ho né capacità né titoli, ma che tra "cultura" e "prodotto" ci sia, nell'accezione comune, poca differenza, mi sembra affermazione non discutibile e quasi assiomatica.

Nella Siena candidata a Capitale Europea della Cultura si è data la disponibilità di un museo (chiudendone delle sale?), la Pinacoteca Nazionale, per consentire di girare alcune scene di un film, che, leggo, ha ricevuto anche un contributo dal Fondo Regionale per il Cinema, film ispirato a quel delitto di Perugia che conosciamo tutti.
Si dirà: anche per dar fama a Siena, per farne parlare il mondo. 
Mah!
Comunque sia, l'operazione è stata fatta a titolo oneroso (per la produzione del film): il palazzo, cioè, è stato concesso in affitto alla produzione.
Non so a chi sia andato il compenso, se all'Amministrazione Provinciale, che ne detiene la proprietà, o al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (sì, perché ormai cultura e turismo sono sfaccettature dello stesso coccio di vetro), che ha il palazzo in affitto dall'A. P.
Voci di strada, assolutamente incontrollate, parlano di un compenso di 5.000 euro; spero comunque che la transazione economica, se c'è stata come mi auguro, abbia superato i 130,89 euro incassati mediamente ogni giorno dalla Pinacoteca (dati 2012)(*).

Tanti dicono che la Cultura può essere il Petrolio dell'Italia: ben piccolo pozzo, a vederne i numeri, che al massimo può farci alimentare una lucerna.


(*)Visitatori paganti: 11.513, non paganti: 9.976 per un totale di 21.489 presenze ed un incasso di 47.123 euro, come si può leggere dal sito del Ministero.


Palazzo Buonsignori - Brigidi, sede della Pinacoteca Nazionale di Siena [da: Google Maps]