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giovedì 12 marzo 2009

Diritto di voto

L'idea, Presidente, non è nuova, ed è uscita dalla penna di quel gran contastorie di Isaac Asimov.
Il raccontino, Franchise (Diritto di voto), fu pubblicato nel 1955 e narra di un futuro in cui il Multivac, un mega 'Cervello Elettronico', come venivano chiamati allora, era in grado di identificare, ogni turno di elezioni presidenziali, un unico cittadino americano che avrebbe consentito di eleggere il Presidente degli Stati Uniti.
Attraverso una dettagliata analisi statistica della popolazione, il prescelto sarebbe stato sottoposto, da parte del Multivac, ad una serie di domande e le risposte date avrebbero indicato, senza possibilità di errore, chi doveva essere il nuovo Presidente.
Questa modalità di voto avrebbe fatto risparmiare milioni e milioni di dollari di campagne elettorali, non sarebbe stato soggetto a brogli, ma sottoposto solo alla matematica mente di un computer e non sarebbe stato contestato da nessuno.
In fondo, dice Asimov (ma ironicamente!), che ce ne facciamo della democrazia? Sembra che qualcun altro avanzi le stesse considerazioni; quelli di Asimov, però, erano solo raccontini, pagati qualche centesimo a parola.

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Aggiornamento del 01/04/13
Il racconto di Asimov è online QUI, alla fine del post. 


martedì 29 maggio 2007

De re robotica

La dottoressa Susan Calvin, robopsicologa della US Robots and Mechanical Men, Inc., la più grande fabbrica di robot del mondo, è un personaggio indimenticabile della saga dei racconti di fantascienza di Isaac Asimov. Fredda, scienziata e misantropa, è presente in molti dei racconti, scritti negli anni '40, che furono poi raccolti nel libro I, Robot; per presentarsi come una struttura omogenea, il libro si sviluppa come se i vari racconti provenissero da un incontro-intervista con la dottoressa.
La parola robot fu 'inventata' dal fratello di Karel Čapek. Lo scrittore cecoslovacco cercava un nome per alcuni personaggi, automi androidi clonati biologicamente e sottomessi alla volontà del 'padrone' uomo, che costituivano l'ossatura della sua commedia R.U.R. (Rossumovi univerzální roboti) (1921); Josef, pittore, gli suggerì di chiamarli appunto 'robota'.

Leggo adesso su The Scientist di Maggio ch
e esiste una nota azienda americana, fondata dal direttore del Laboratorio per l'Intelligenza Artificiale del MIT, che si chiama proprio iRobot.La iRobot produce e vende milioni di piccoli robot aspirapolvere che vagano per la casa, urtando mobili e pareti, aspirando, nel loro percorso da ubriachi, lo sporco del pavimento, per poi andarsi a riconnettere con l'alimentatore per ricaricarsi le pile quando si accorgono di essere giù di energia.
Il poco futuristico Roomba è ben lontano dai sogni della fantascienza (e anche dalla Rosie dei cartoni animati dei Pronipoti...)