L'imprescindibile intervista, sul n. 4 di Olivetti Prodest User, Aprile-Maggio 1987.
Nel 1988 la Logitech, per celebrare il duemilionesimo mouse venduto, pubblicizzava un bundle costituito da:
La storia è lunga e merita un post a sé; di fatto, comunque, abbiamo avuto per alcuni mesi la possibilità di capire qualcosa del funzionamento di un vero sistema operativo, di un computer in 'time-sharing' e di un linguaggio di programmazione che si chiama COBOL. Tutto questo grazie alla disponibilità di un preside, che aveva nella sua aula di informatica quell'oggetto strano, costoso e assolutamente inutilizzato, e di un assistente tecnico disponibile e curioso.
La confezione del gioco: Ambiente: DOS. Richiesti: 640 Kb di RAM. Processore 286 o superiore. Raccomandati: mouse. Supporto per le schede audio.
"S. si è bloccato, non si riesce più ad andare avanti" fu l'inizio della chiacchierata; ma ormai lo sapeva tutta l'azienda. "Ah, e dove si è fermato?". Ci spiegarono più o meno la fase, senza darci troppi dettagli su come c'erano arrivati. "... poi c'è una bottiglietta, c'è scritto Spanish Fly, ma non si riesce a capire se va presa, a cosa serve..."
L' Olivetti M280 è un gran bel computer: grosso, solido, veloce e, soprattutto, affidabile.
butto nulla, per quanto vecchio ed inutile, o almeno ci metto anni a disfarmi di oggetti di cui chiunque si sarebbe sbarazzato senza starci a pensare troppo. Finita l'era del DOS, l'M280 finì in cantina.
Ancora qualche mese fuori casa, poi il PC è ritornato, accompagnato, stavolta, da una scatola di sei bottiglie di Montepulciano d'Abruzzo, proprio di Miglianico, con un paio di bottiglie di Cerasuolo veramente beverino. Il dono era sicuramente molto, molto più del valore intrinseco dell'oggetto. Ora il PC è di nuovo in cantina ma ho pensato di riutilizzarne la tastiera, che ha un 'tocco' che mi è sempre piaciuto molto, un tocco morbido, senza quel feedback cliccante e rumoroso che avevano le tastiere IBM e che per qualcuno costituiva una caratteristica irrinunciabile. Sperando nella compatibilità dei livelli di segnale, con un plug convertitore il tutto potrebbe funzionare.
Quando 'Paolino' doveva andare a Napoli, per un intervento di assistenza ad un suo cliente, era contentissimo e faceva il giro degli uffici per annunciare l'evento. Napoli voleva dire un bel viaggio in treno da Firenze, albergo, pranzi al ristorante e qualche giorno fuori dal tran-tran dell'ufficio.
Al mio babbo la cosa era del tutto incomprensibile. Come poteva mai essere che fosse un lavoro quello che facevo pigiando dei tasti di un ingombrante oggetto grigio che aveva l'aspetto di un brutto televisore?
"Ciao ragazzi, che fate?". Mario S. aveva aperto la porta dell'ufficio di Ernesto, uno dei tanti mini uffici, dalle pareti trasparenti, in cui si svolgeva l'attività dell'azienda. "Ciao" risposi; "Ciao Mario, si stava guardando questo programma", rispose Ernesto, facendo un cenno con la testa al video del suo PC. In azienda ci davamo tutti del tu, ma anche se Mario era maremmano come noi due, e grossetano come Ernesto, era pur sempre l'Amministratore, per cui non si riusciva proprio ad essere spontanei. "Sì, la grafica sarà il futuro, fra un po' 'quello' lo useremo tutti." e accennò al mouse che Ernesto stava muovendo. "Più tardi ripasso, mi servirebbe che tu mi impaginassi una presentazione dell'azienda, se non hai troppo da fare". "No, no, passa, il tempo lo trovo" rispose Ernesto. Lo salutammo mentre usciva.