"Grazie all'alta attenzione e agli enormi investimenti del governo cinese, la cultura etnica del Tibet ha ottenuto una tutela e sviluppo senza precedenti."
Tintin è un personaggio di una nota serie di fumetti creato, nel 1930, dal belga Hergé. Ne ho letto anche io qualcuno, da bambino: i racconti, tra avventura, giallo e humor, si snodano in vari paesi stranieri, tratteggiati meticolosamente dall'artista. Qualche giorno fa, mi ha colpito questa foto:
in cui il Dalai Lama riceve un libro. Ho immediatamente riconosciuto la copertina: si tratta di Tintin in Tibet.
In China c'è una particolare passione per il fumetto del giornalista-investigatore e per anni ne sono circolate copie-pirata stampate in bianco e nero. Poi, dopo un accordo commerciale tra l'editore Casterman ed il partner chinese, China Children's Publishing House, sono iniziate le edizioni ufficiali. Ma, nel 2001, ecco l'incidente; viene pubblicato: Tintin nel Tibet cinese, alterando il titolo originale e con tutte le implicazioni politiche immaginabili. Immediata protesta della vedova di Hergé, e dell'editore Casterman, fino ad arrivare al blocco della stampa e della distribuzione del fumetto. L'accordo fu trovato solo l'anno dopo, 95° anniversario della nascita di Hergé: i chinesi furono costretti a fare marcia indietro e a pubblicare le avventure con il loro titolo originale.