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domenica 17 novembre 2024

Il latino della domenica - 612

C'è proprio bisogno di descrivere a cosa somiglia questa breve vita?

 [S. Agostino, Sermoni]


domenica 13 ottobre 2024

domenica 15 settembre 2024

domenica 26 novembre 2023

Il latino della domenica - 561


 Perché chiunque sia ricco, non può essere ricco 

se non ha derubato un povero.

[Sant'Agostino]

domenica 28 febbraio 2021

Il latino della domenica - 417


 Gran lavoro e sublime.

 [S. Agostino di Ippona riferendosi al suo "De civitate Dei"]


mercoledì 11 giugno 2014

Il potere al popolo


Enrico Berlinguer 
(Sassari, 25 maggio 1922 – Padova, 11 giugno 1984)
Da sempre gli uomini hanno temuto il potere e lo hanno combattuto o scansato. Ma se il potere andrà agli uomini, essi gli si avvicineranno a loro volta e la paura sarà meno intensa. Allora, per la prima volta nella storia, la sacra esortazione di S. Agostino avrà una realizzazione mondana: «Vis fugere a Deo? Fuge ad Deum».
E saremo stati noi ad averla avverata.

E. Berlinguer, Lettere agli eretici, Torino, Einaudi, 1977
[Via: Libriaco]

mercoledì 28 agosto 2013

Segnalibri Sant'Agostino

Sant'Agostino di Simone Martini, rivisitato

Il 28 Agosto la Chiesa Cattolica festeggia Sant’Agostino. Un’occasione per ricordare, su Scrivolo, il grande lettore (e scrittore!), morto 1583 anni fa.
Da stampare fronte e retro e ritagliare: li trovate QUI.

sabato 6 febbraio 2010

La Selva Sacra

Su Scrivolo è apparso il primo alberello de La Selva Sacra di errebi dedicato a S. Agostino. Se la figura del Dottore della Chiesa vi ha incuriosito, potete leggere le sue opere, in italiano o in latino, nel sito Augustinus.

domenica 31 gennaio 2010

I racconti di Sant'Agostino


Lo sceneggiato TV su Sant'Agostino si annuncia molto interessante e noi di Scrivolo, sull'onda del successo e della curiosità che la vita e le opere del Santo susciteranno in voi tutti, abbiamo accolto l'offerta di errebi di tenere per alcune settimane una rubrica fissa, La Selva sacra, dove verrete a leggere episodi inediti della vita del Santo di Ippona e altre "edificanti" narrazioni di argomento biblico.

Ricordate: dal prossimo Venerdì, su Scrivolo. Da non perdere.

martedì 28 agosto 2007

Sant'Agostino

Oggi la Chiesa Cattolica festeggia Sant'Agostino.
Agostino nacque nel 354 a Tagaste, piccolo centro della Numidia. Nonostante il padre, ricevette una educazione cristiana dalla madre,
Monica, ma non fu mai particolarmente attratto dalle 'favole da bambini' che costituivano il credo materno. Le sue capacità intellettuali spinsero la famiglia a fare sacrifici per farlo studiare, giovanissimo, nella vicina Cartagine, città piena di tentazioni, di svaghi ed ancora profondamente pagana, dove il futuro santo peccò quanto era possibile peccare, sino ad avere, diciannovenne, un figlio illegittimo.
Ma gli studi, della retorica soprattutto ma anche di legge, e poi l'incontro con le opere di Cicerone, gli fecero desiderare sempre più una affermazione personale che soddisfacesse la sua vanità. Abbracciò il manicheismo e divenne insegnante in Cartagine, poi a Roma, infine a Milano, facendo facilmente proseliti tra gli studenti poco più giovani di lui
A Milano rimase affascinato dal vescovo Ambrogio, un grandissimo retore, che riuscì a fargli penetrare nell'animo lo spirito del Vangelo. Insegnò ancora per qualche mese, l'anima dilaniata tra la carne e lo spirito, poi si ritirò, con la madre e i discepoli, in una tenuta di un amico, fuori Milano. I tempi erano maturati: nella Pasqua del 387 ricevette, da Ambrogio, il battesimo.
Per alcuni anni continuò ad aspettare un segno: cosa doveva essere del suo futuro? Poi, tornato in Africa, ad Ippona, arriva inaspettata la richiesta dell'ormai anziano vescovo Valerio che prenda gli ordini sacerdotali. Agostino pensò che quello fosse il segno divino e, con umiltà, accettò.
Così cominciò il suo duro impegno di pastore che cinque anni dopo lo porterà, vescovo, a sostituire Valerio nella comunità ipponate.
Oltre alle numerose funzioni che il ruolo gli richiedeva, i suoi studi, indirizzati ormai alle Scritture, si ampliarono e si approfondirono: un centinaio i libri che scrisse, alcune centinaia le lettere.
Le Confessioni, scritte ormai quarantenne, ne inquadrano le riflessioni sulla prima parte della sua vita e sono un documento di raro interesse.
L'invasione dei Vandali di Alarico, con il sacco di Roma del 410, sembrò dare una spallata violenta alla civiltà latina, quanto le controversie e gli scismi (Donatisti, Pelagiani) alla neonata chiesa cattolica. Ma Agostino fu sempre presente, in maniera attivissima, nei dibattiti di fede, talvolta addirittura ai limiti del dettato ecclesiale, come farà osservare più tardi il Concilio di Trento, ma rimarrà una voce fondamentale e viva tra i Padri della Chiesa. E la sua risposta all'invasione fu la celebre De Civitate dei.
Il 'Dottore della Grazia' morirà a Ippona, assediata dai Vandali, il 28 Agosto del 430.

lunedì 27 agosto 2007

Santa Monica

Oggi la Chiesa Cattolica festeggia Santa Monica (332-387).
Davvero una santa donna, Monica.
Una fede incrollabile, la sua, che l'aiutò a sopportare una vita di lotte.
Aveva sposato un uomo che si rivelò violento, traditore e che oltre tutto era pagano e refrattario ai tentativi della moglie di convertirlo.
Aveva un figlio, Agostino, di grande intelligenza ma anche dissoluto, amante dei piaceri della carne, vanitoso, arrivista, manicheo, che lei cercava di seguire da vicino con tutto il suo affetto di madre per riportarlo sulla retta via.
Nella fanciullezza Monica, di ottima famiglia, era anche diventata alcolizzata; beveva di nascosto e solo l'offesa di 'beona' che le rivolse un giorno la serva più anziana, quella tanto cara che aveva portato a cavalluccio l'amato padre di Monica, bambino, solo quell'offesa l'aveva fatta reagire e le aveva impedito di cadere nel più basso alcolismo.
Questa donna aveva una fede incrollabile, frequentava quotidianamente le cerimonie religiose, passava ore in preghiera e si dedicava a numerose opere di bene.
Una donna intelligente che rimase letteralmente alle costole del figlio per decenni, per cercare di farlo diventare un uomo diverso; un figlio che, per staccarsi da lei l'aveva addirittura abbandonata a terra quando si era imbarcato, di nascosto, in Africa per venire in Italia, dove sperava in una brillante carriera nell'amministrazione imperiale. Ma lei, senza perdersi d'animo, lo avrebbe raggiunto più tardi a Milano.
Una donna così intelligente che suo figlio, ed i suoi amici e discepoli, ammettevano nel loro cenacolo a discettare di filosofia, ed i cui interventi annotavano con cura.
Alla fine, per Monica, due vittorie: la conversione del marito Patrizio e il battesimo del figlio Agostino (e del di lui figlio illegittimo, Adeodato), nella Pasqua del 387, per mano del santo vescovo di Milano, Ambrogio.
Paga per i risultati che la sua fede in Dio le aveva concesso, morì ad Ostia, poco prima di imbarcarsi per tornare in Africa.
Parte delle sue reliquie riposano ad Arrouaise, in Francia, parte nella chiesa di S. Agostino, a Roma.

sabato 28 aprile 2007

Silenzio, si legge!

Leggo sui giornali, alcuni frequentatori me lo avevano già raccontato, che nella Biblioteca degli Intronati di Siena sono state attrezzate delle zone dove vengono portati gruppi di bambini, quasi si trattasse di una ludoteca.
Mi è stato anche riferito del fastidio che questa presenza, rumorosa, dà a chi è lì per studiare, per leggere, in silenzio.
Sì, perché nelle biblioteche si legge nel silenzio e 'in silenzio', cioè non ad alta voce, ovviamente.
Questo nostro modo di fare non ci stupisce certo, ma non è sempre stato così: infatti la lettura 'in silenzio' sorprese notevolmente Agostino di Ippona (354-430) quando, in visita al vescovo di Milano, Ambrogio (339-397), si accorse, con meraviglia, che il sant'uomo praticava questa attività intellettuale non ad alta voce, come facevano, e da sempre, tutti quelli che sapevano leggere, ma in silenzio.
" [Ambrogio] leggeva scorrendo le pagine con gli occhi, il cuore intento a penetrare il senso, mentre voce e lingua riposavano. Spesso eravamo presenti (a nessuno era proibito entrare e non c'era l'uso di farsi annunciare) e lo vedevamo leggere in silenzio, mai in altro modo."
(Le confessioni, VI, 3.3)