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mercoledì 19 novembre 2025

Parcheggiare a Siena - 10


 Che gran bella soddisfazione deve essere parcheggiare la propria Tesla 

  • in divieto di sosta (ci sono i cartelli); 
  • contro mano
  • sulle strisce pedonali
  • e in via Piazza (!) Togliatti

nel quartiere di San Miniato, quartiere abbandonato da Dio e dai Vigili Urbani.

Verso le 17 di oggi... 

SI, è Siena.

 

 

 

sabato 31 maggio 2025

Parcheggiare a Siena - 9

In divieto di sosta; contro mano; sulle strisce pedonali. Non ci sono problemi, possiamo farlo tutti: nessuno dirà mai niente. 

E i VV. UU.? Invisibili.

In via Piazza (!) Togliatti, nel quartiere di San Miniato.

SI, è Siena.

sabato 23 ottobre 2021

Parcheggiare a Siena - 8

Il modo più facile, economico e comodo per parcheggiare a Siena rimane sempre quello di utilizzare un marciapiede, specie se uno dei pochi abbastanza larghi. Tanto, chi vi controlla?

E chi non ci vede? Peggio per lui, a Siena non ci doveva né nascere né venire.

[Siena, viale Mazzini. 23.10.21 ore 8:50]


lunedì 9 novembre 2020

Smart parking

Per parcheggiare in divieto di sosta non ci vogliono doti particolari: lo fanno tutti, da anni, senza il minimo rispetto e, ovviamente, senza che ci siano controlli. 

Per parcheggiare in divieto di sosta e sulle strisce pedonali ci vuole però un piccolo guizzo d'intelligenza in più.

 

[Venerdi 6 novembre, presso la COOP di S. Miniato - Siena.]

 

martedì 12 agosto 2014

Siena che cambia

C'è, qui, una sparuta schiera di concittadini che non perde occasione per criticare la Città e il comportamento assunto dal Potere nel gestirla e nell'amministrarla.
Questi esseri vili additano ora questo ora quello, facendone, senza vergogna, addirittura nomi e cognomi, ritenendoli rei del cambiamento che la Città meriterebbe (a parer loro, si badi) e che non viene attuato.
Nel mio piccolo posso testimoniare esattamente il contrario: Siena cambia.

Pensate: anni fa, quando ho sostenuto l'esame per conseguire la patente di guida e, come al solito, mi sono preparato con scrupolo e attenzione, avevo imparato che le strisce bianche per terra, volgarmente dette 'zebre', erano riservate all'attraversamento dei pedoni.
Invece, come potete vedere dappertutto, nella Repubblica di Siena il Codice della strada è stato opportunamente cambiato: oggi quelle strisce indicano: Obbligo assoluto di parcheggio (democraticamente, per automobili e per motocicli).



Altra cosa che avevo imparato era l'uso dei segnali di divieto, quelli di forma circolare; ce n'era uno, cerchio e banda trasversale rossa su campo blu, che indicava il Divieto di Sosta.
Nella beneamata Repubblica anche questa regola è cambiata: oggi significa Zona riservata al solo parcheggio.


Di questi, ed altri innumerevoli cambiamenti al codice della strada (occupazioni di suolo pubblico da parte di esercizi commerciali se e quando fa comodo, marciapiedi trasformati, giustamente, in piste e parcheggi per motocicli, ...) può rendersi conto rapidamente chiunque si trovi a passare per queste contrade. 
I Vigili Urbani, con la loro assenza, possono testimoniare la correttezza delle mie affermazioni.

venerdì 8 aprile 2011

Parcheggiare a Siena - 6


Scrivevo, qualche giorno fa, dei parcheggi nella zona dell'Ospedale di Siena.
Uno gratuito e relativamente recente è proprio nella posizione migliore che si potesse scegliere: davanti all'ingresso del nosocomio.
I posti liberi sono invero pochetti, ma la posizione è invidiabile; si è ottenuto questo simpatica isola di sosta con un atto brillantemente creativo da parte di automobilisti che, stanchi di girare a vuoto per abbandonare la propria auto, semplicemente la fanno salire sopra il mattonato, per fortuna bassissimo, che delimita la rotonda di snodo viario: è questo uno dei rarissimi casi in cui una rotonda dimostra davvero tutta la sua preziosa utilità.

Nelle ore che sono intercorse tra il mio ingresso nell'Ospedale delle Scotte e la mia uscita nessuna delle auto è stata rimossa né, tantomeno, multata; mi sono accertato personalmente che un bigliettino colorato sotto il tergicristallo di un'auto non fosse un verbale di contravvenzione ma la pubblicità di una pizzeria. (Mica farete delle storie se qualcuno vi mette una pubblicità sul parabrezza, vero?, in cambio di un parcheggio così comodo!)



Purtroppo qualche posto auto, lì accanto, è andato perduto per la sosta di un furgoncino di vendita di bevande e alimenti vari, che senz'altro pagherà l'occupazione di (suolo) parcheggio libero pubblico.
Se volete, potete biasimare la presenza del chiosco su ruote: è possibile che la Società della Salute ci voglia tutti ciccia e brufoli?

Via, consolatevi con questo bel motto:
[Image credits: Laudator temporis acti]

venerdì 11 marzo 2011

Parcheggiare a Siena - 5

Il 'parcheggio gratuito' di Santa Petronilla, ieri mattina alle 10 in punto. Le campane suonano; una ritardataria si incunea nell'ultimo mezzo posto rimasto vuoto nel 'parcheggio', proprio sulle strisce pedonali, sporgendo abbondantemente sulla strada; un autobus invade la corsia opposta; da "Rete Toscana Classica" un sottofondo musicale. Pochi secondi di filmato perché sono scappato via per timore di creare intralcio al traffico.
Sì, è Siena

lunedì 31 gennaio 2011

Parcheggiare a Siena - 4

A Siena stiamo tutti bene, grazie.
La popolazione aumenta, i vecchi continuano a invecchiare senza dar segno di cedimento; si inerpicano su per le stradine più scoscese a passo da bersagliere, si arrampicano sui gradoni degli autobus quando proprio devono usare un mezzo pubblico e vanno all'Ospedale solo se c'è bisogno di assistere qualche nipote un po' meno in salute di loro.

Dei 60.000 abitanti, censimento del 2001, il 35% ha più di 60 anni e il 15% più di 75.

Non ci sono da noi problemi di handicap o simili, tant'è che le 'risalite', pietosi impianti dotati di scale (non sempre) semoventi, costruiti soprattutto per i giovani stranieri che non sopportano la fatica ed hanno in uggia il camminare, sono poco frequentate e l'ultima, in fase di realizzazione, si legge che sia stata costruita senza preoccuparsi minimamente di chi ha problemi di mobilità e deambulazione e ciò non per una dimenticanza, come i soliti criticoni catastrofisti vorrebbero farci credere, ma proprio ben sapendo come la salute motoria dei concittadini per nulla ne esigesse la realizzazione.

Anche quei bei larghi parcheggi gialli, un po' pochini, in verità, son quasi sempre vuoti, come pure le zone fatte apposta per eliminare le barriere architettoniche e permettere l'accesso alle strisce di attraversamento stradale; qui, ecco arriva il cuore del post: è in questi spazi che vi consiglio di parcheggiare liberamente, senza che, (come al solito, garantisco), ci sia qualcuno che vi abbia a rimproverare né, dio non voglia, appioppare una multa o farvi portar via l'auto.
Quei pochi parcheggi liberi sono adattissimi a quelle belle e mastodontiche Jeep nere e a quei SUV da famiglia allargata che a Siena per fortuna non mancano e che servono, imprescindibilmente, per portare i 'cittini ' a scuola, e che troviamo parcheggiate sui marciapiedi proprio sui piedi di qualche vecchio (rompicog... che borbotta e protesta, schiantasse una buona volta anche lui che mi affitto al nero casa sua a dieci studenti meridionali) e per farsi largo fra le torme di stranieri sudaticci, maleodoranti e poco disciplinati che a branchi rumorosi vorrebbero, gli sciocchi, farsi comodamente a piedi le viuzze medievali del centro.
Sono un po' scarso di foto, ma ne aggiungerò appena avrò occasione, per segnalarvi le zone più comode e utili (i 'birilli' di cemento giallo, dovessero darvi fastidio per il parcheggio, si spostano abbastanza bene a mano, lo fanno tutti, non vi preoccupate).



lunedì 24 gennaio 2011

Parcheggiare a Siena - 3

Nella zona dell'Ospedale di Siena, gran monstrum che domina da una collina tutta la città, per alcuni il parcheggiare sembra essere un problema.

L'ospedale di Siena da una vista aerea di Bing.
Clic sull'immagine per ingrandire.
Per lo stato dei lavori l'immagine sembra risalire a 4 o 5 anni fa.

Anche se la struttura è circondata dai campi, non si è trovato il modo, dicono i critici, di fare una circolazione stradale adeguate né da un punto di vista topologico, né da quello meramente viario dato che, appena usciti dallo stradone che dovrebbe condurre al nosocomio, si ricade nelle tipiche viuzze più adatte al traffico di somarelli e carretti che a quello di auto, camion e autobus.
Ci si lamenta che non si sia voluto trovare il modo di fare parcheggi adeguati, larghi e soprattutto gratuiti. Molti ritengono che non sia gran dimostrazione di civiltà far pagare la sosta a chi in ospedale va per un esame o la visita ad un ammalato e men che meno sembra morale che si debba far fatica a trovare un posto dove parcheggiare e si debba pagare un iniquo balzello per la sosta se c'è la malaugurata necessità di fare una dolorosa sosta all'obitorio.

Ma 'business is business' e non si guarda in faccia nessuno, e così fa anche Siena Parcheggi SpA, "il gestore pubblico del sistema di sosta a pagamento della città di Siena", che è una "società in house del Comune di Siena che ne detiene la maggioranza azionaria ed è uno strumento di attuazione delle strategia integrata riguardo alla mobilità nel territorio comunale", come si legge dal sito.

E dire che, a controbattere queste malevoli osservazioni, il comune di Siena aveva fatto il più grande parcheggio gratuito della zona, comodo per prossimità al Grande Mostro, se pure non abbastanza capiente. Nessuno ne ha mai parlato, si fa finta di non averlo visto, eppure, per anni, è stato lì, a libera disposizione di tutti.

Era un parcheggio originale, messo all'interno di un percorso viario che a nulla e nessuno serve, dato che percorrendo la vietta (eh sì, sulla larghezza delle vie si risparmia sempre) questa porta: o a immettersi in un parcheggio a pagamento, ma 'a tradimento' proprio davanti all'ingresso, saltando le centinaia di auto che qualche mattina per più di uno chilometro bloccano lo scorrimento del traffico; o a disimpegnarsi rientrando verso il centro città (ma non si potrebbe: una segnalazione impedisce la svolta a destra perché non è possibile curvare senza invadere completamente la corsia opposta); o a percorrere una strettissima (causa parcheggio selvaggio) stradina sino ad arrivare nella nell'ennesima rotonda (trasformata, per volontà e necessità popolare, in ulteriore 'parcheggio di salvataggio' irregolare ma di liberissimo utilizzo), percorsa la quale si può finalmente, tornando sui propri passi, prendere la direzione preferita.

Questo bel parcheggio, di cui parlo, è un anonimo e contorto ponticino.

Non è famoso come il 'ponte di Calatrava', il discusso 'oggetto' di vetro e acciaio sul Canal Grande a Venezia, né forse come il locale 'ponte di Malizia', tolda di nave che fa da tappo, fra due quasi simmetriche rotonde, al traffico cittadino che dal centro va in direzione dell'Ospedale e del supermercato più grande della città e viceversa.

Inaugurato dopo anni di 'fermo lavori' che ai più è rimasto incomprensibile, quando è stato finalmente completato tutti hanno immediatamente compreso l'utilizzo che se ne poteva fare: finalmente l'amministrazione pubblica, 'truccandolo' da ponte per motivi imperscrutabili, aveva fatto un parcheggio gratuito proprio accanto all'ingresso dell'Ospedale.
Tanta è stata la gioia di tutti i meschini frequentatori del presidio ospedaliero e grandissimo è stato il successo del luogo: per anni abbiamo visto il bel ponte-parcheggio pieno sino all'inverosimile di automezzi in flagrante divieto di sosta in entrambe le direzioni di marcia, le auto volteggiare sopra la sinuosa silohuette di cemento, coi più abili autisti fare inversioni ad U nel punto più alto, per tornare poi allegramente verso il centro della città senza dover fare il percorso da Gioco dell'Oca così ben disegnato sul tavolo del tecnigrafo da abili e barocchi progettisti.

Poi, purtroppo, il bel gesto, il regalo insperato e quindi ancor più gradito, ci è stato tolto con un colpo di mano: su entrambi i lati del ponte è comparsa una teoria in duplice filare di funghetti di cemento vivacemente pitturati di giallo che, con la loro monotonia cromatica, hanno messo uno stop al colorato e arlecchinesco susseguirsi dei veicoli a motore.
Che peccato, un così bell'oggetto, una realizzazione di cui l'amministrazione poteva vantarsi in tutta la provincia, ridotto a semplice, banale, inutile e solitario ponticello con accluso il pericolo, ben segnalato, dell'elicottero Pegaso del Pronto Soccorso in manovra!

E che tristezza, i pochi solitari nostalgici che cercano di ripristinarne il ricordo, almeno nella immediate vicinanze, parcheggiando bravamente, con gran divertimento dei pedoni tutti e dei disabili in particolare!

Sì, è Siena.

Nota: Ovviamente questa non è un'inchiesta ma solo il racconto di un povero cristo che, andandosene da un ventennio tutte le mattine per le stesse strade, si chiede come mai le cose vadano come vanno e dove sia la logica delle scelte che anno dopo anno cambiano la vita dei cittadini, peggiorando quanto meno la mia, e lasciando nell'indifferenza accondiscendente dell'amministrazione i piccoli problemi quotidiani.

lunedì 17 gennaio 2011

Parcheggiare a Siena - 2

Traffico e transito sono due parole che sembrano avere un significato molto vicino.
Il
traffico è il "regolare movimento di mezzi" ed anche "la massa di veicoli che transita" in un determinato luogo. [dal Vocabolario della linga Italiana, Devoto-Oli]. Dice, la stessa fonte, che il termine deriva da trafficare, etimologicamente proveniente dal catalano trafegàr: mutare di posto una cosa.
[L'ho presa molto da lontano, ma seguitemi.]
Il transito è invece un "movimento che si svolge in un ambito spaziale determinato", qui l'etimologia viene direttamente dal latino transitus, passando da transitum, supino di transire, passare.

E' in questo ultimo senso di passaggio che si intitolano celebri quadri, come ad esempio "Il transito di San Giuseppe" di Raffaele Vanni, nella Chiesa di Santa Petronilla, a Siena, in viale Cavour. [Il culto di San Giuseppe fu molto diffuso nel XVII secolo, raggiungendo le vette più alte durante il pontificato di papa Clemente XI, mi informa, interrogata, mia moglie].
Nella stessa Santa Petronilla c'è anche una tela del Petrazzi, "Il transito dela Vergine", tanto per restare in tema. Transito inteso, naturalmente, come passaggio dalla vita terrena a quella ultraterrena.

Siena, Santa Petronilla in una immagine aerea (credits: www.bing.com)

Santa Petronilla, oltre che legata ad alcuni lontani ricordi familiari (fu lì che si sposarono, nel primissimo dopoguerra, i miei suoceri), è anche da segnalarsi come uno dei primi parcheggi multipiano che io abbia visto a Siena: oltre che un luogo di 'transiti', dunque, anche un luogo di 'soste'.
Prima ancora che i vari 'silos' comparissero qua e là per la città, immagino che i due bei larghi scaloni della chiesa servissero, un tempo come oggi, ad area di sosta. A saper parcheggiare ci stanno comode comode quattro o cinque auto; se avete un fuoristrada e la poca pendenza in cui lasciare l'auto non vi preoccupa, potete anche arrampicarvi sui vecchi scalini della chiesa, tanto nessuno vi dirà nulla.

Il 'parcheggio' gratuito di Santa Petronilla, staordinariamente semi vuoto.

Questa zona, così come il restante marciapiede che costeggia Villa Isabella sino agli sbarramenti dei colonnini in prossimità del semaforo, è un magnifico e gratuito parcheggio che consente a noi tutti, in qualsiasi ora, di abbandonare sine cura l'auto per accedere ai negozi posti sull'altro lato della strada. [Sembra che i colonnini che si trovano solo nell'ultimo tratto del marciapiede siano stati installati dopo che un auto ebbe la ventura di entrare dentro una delle aule-corsi che MPS aveva nella villa, al piano stradale; secondo me sono posteriori.]

Il parcheggio è centrale e comodo: caldamente consigliato.

Sì, è Siena!

lunedì 10 gennaio 2011

Parcheggiare a Siena - 1

Siena, nella periferia appena poco lontana dalle viuzze del centro storico, è una città magnifica. I quartieri satellite, le zone industriali e quelle commerciali sono state, nei decenni, progettate e realizzate dalle menti più illuminate e dagli architetti di più chiara fama che si potessero avere.
Vie larghe, diritte, ben ombreggiate, con svincoli comodi e ben segnalati; quartieri con strade larghe e spaziose; parcheggi ampli che invadono, ma con pudore, l'ubertosa campagna del circondario; un sistema viario e di servizi da far invidia a Brasilia sia per l'efficienza che per la perfetta integrazione col tessuto economico e sociale che per l'ineguagliato equilibrio che si è trovato con la fertile terra che tutto circonda.

I giardini, verdi di alberi e arbusti delle nostre macchie e di ulivi centenari, decorati sapientemente con semplici bordure di coloratissime piantine dai fiori multicolore e profumatissimi, sono diffusi in ogni zona della città e gli abitanti tutti e i molti turisti li ammirano quasi al pari delle tante bellezze storiche che, con sapiente noncuranza, accudiamo con amore e offriamo al pubblico godimento.

Ci sono, spiace dirlo, anche qui da noi, nella Repubblica di Siena, i detrattori, le male lingue, quelli che sparlano sempre e comunque delle cose fatte a onore e ornamento di tutti; costoro criticano, e non si sa su che basi, i politici, il traffico, l'arredo urbano, la viabilità, i mezzi pubblici, addirittura i parcheggi perché ritenuti insufficienti!
Ovviamente tali individui, travisando la verità, fanno il gioco della vicina e inimica Firenze e c'è chi pensa, giustamente, di cacciarli dalla città e di chiudere le porte alle loro spalle per sempre.


Che non si parcheggi a Siena, via, è affermazione pretestuosa, che mi premurerò di smentire, già da oggi, con dati reali, con foto vere e non artatamente sofisticate con Photoshop, che tutti e ognuno potranno verificare de visu solo che vorranno personalmente andare ad osservare.

Là dove ci sono, ad esempio, si può facilmente parcheggiare la propria auto negli stalli destinati ai ciclomotori: è una soluzione così semplice che richiede una dose minima di intelligenza per essere attuata.


E in questi spazi, come si vede, possono parcheggiare tutti, ma proprio tutti.


Sì, è Siena.