Il giusto mezzo è affidabile.
[Immagine: Firma di Leopardi dal sito Arengario]
[...] non c'è nè c'è stato nè sarà mai popolo, nè forse individuo, a cui non derivino inconvenienti, incomodi, infelicità (e non poche nè leggere) dalla natura e dai difetti intrinseci e ingeniti del suo governo, qualunque sia stato, o sia, o possa essere. (22-29. Gen. 1821)[Via: Libriaco]
G. Leopardi, Zibaldone di pensieri [1817-1832]. Online su Wikisource.
Scrivere, scrivere a mano, è ormai cosa desueta e che rischia di essere definita una perversione (cioè una modificazione psicopatologica delle tendenze istintive, dice il Devoto-Oli). Qua e là alcune persone mature ancora usano penna o matita o pennarelli con inchiostro in gel, ma in età più giovani e produttive l'uso della tastiera (del PC, del portatile, del telefonino o di quant' altro) ha preso il posto del calamo e dell'inchiostro.
