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sabato 11 giugno 2022

I musei italiani


I musei italiani - si dice - sono in sfacelo: il personale è assai scarso, spesso non preparato professionalmente, le dotazioni finanziarie sono tali da non permettere a volte neppure la normale manutenzione. Per la maggior parte i musei italiani non sono musei nel senso moderno della parola, sono contenitori (non sempre del tutto sicuri) il cui materiale è affidato a personale per lo più maltrattato dalle amministrazioni, comunque sempre messo nell'impossibilità di lavorare correttamente per mancanza di strutture, emarginato e incapace di incidere sia pure minimamente sulle scelte di politica culturale.

L. Binni, G. Pinna, Museo [1980], Milano, Garzanti, 1989

 

 Quarant’anni fa, eh! Adesso, invece... 

  [Immagine: Siena, Pinacoteca Nazionale via Google Street View]

martedì 16 febbraio 2016

mercoledì 16 dicembre 2015

Siena: caos al mercato settimanale



   Mi hanno raccontato che stamani, al mercato settimanale eccezionalmente esteso a tutto il giorno, ci sono stati numerosi assembramenti, qualche tafferuglio e, addirittura, l'intervento della Polizia.

   Sembra che tutto sia iniziato quando si sono formati alcuni assembramenti di persone, all'interno delle vie occupate dai venditori coi loro banchetti, che hanno causato il blocco del normale flusso dei danarosi acquirenti del periodo natalizio. Qua e là si sono infatti creati gruppetti di casalinghe per discutere se e come raggiungere "l'obiettivo strategico sul quale un’intera comunità attende risposte chiare e concrete da troppo tempo, il trasferimento della Pinacoteca Nazionale" all'interno della struttura del Santa Maria della Scala. Vedi QUI.

   I pensionati, ben pasciuti e perdigiorno come sempre, ultimi beneficiari di una rendita economica a vita, da parte loro non potevano perdersi la possibilità di spettegolare alle spalle "di quelli che decidono", creando noduli di aggregazione impazziti e insuperabili, che impedivano l'usuale scorrimento dei clienti.

   Tenuti da parte dalla comunità senese, che proprio non vuol saperne di loro, capannelli di venditori abusivi, coi loro borsoni e i tappeti da esposizione vistosamente chiusi, si andavano interrogando, poco distante, tra le vie del mercato e il ghiaino della Piazza della Lizza: perché ancora questo obiettivo strategico non è stato raggiunto? chi rema contro? è un problema razziale, politico, religioso o culturale?

   Badanti non italiche in libera uscita, qualcuna con la sporta già piena ma le più ancora in attesa di fare quegli acquisti per cui avevano lasciato casa di prima mattina, hanno invece occupato le vicine panchine, parlando fitto fitto nel loro oscuro idioma; il passante più attento avrà però sicuramento riconosciuto le parole che ricorrevano più spesso: muzey, Shkala Santa-Mariya.

   I proprietari dei banchetti, spazientiti prima, arrabbiati poi e alla fine inferociti per quello che stava accadendo (che rischiava di pregiudicare l'incasso della grassa giornata) e poco interessati al tema culturale, forse perché in molti casi di provenienza extra moenia, hanno deciso di chiamare i Vigili Urbani per sciogliere gli assembramenti e ricondurre la folla all'ordinario flusso consumatorio.
   Ma le casalinghe hanno fatto sentire, sbraitando, le loro ragioni ai Vigili sopraggiunti; i pensionati li hanno coperti di contumelie; le badanti li hanno aspramente apostrofati nel loro idioma, gridando loro "politsiya svyney"; i venditori abusivi hanno reagito con un'aggressione fisica a stento arginata dall'arrivo di ulteriori uomini delle Forze dell'Ordine, accorsi in difesa e aiuto dei colleghi che si trovavano prossimi a una mala parata. Dopo un paio di ore, mi riferiscono, la normalità è stata, fortunatamente, ripristinata.

   L'atmosfera di gioia delle feste, di queste serene, pacifiche e magiche giornate, è però irrimediabilmente avvelenata, non ce lo possiamo nascondere, dal mancato raggiungimento dell'obiettivo strategico che, ne siamo certi, sarà ben presente nel cuore e sulle labbra di tutti gli oranti anche durante la Santa Messa della Notte di Natale.

   Naturalmente, per mia traquillità e per vostra informazione, aggiungo che non ho potuto verificare queste notizie che, come dicevo all'inizio, mi sono state riferite...


Direttore part-time al S. Maria della Scala?



Scrive oggi (15) Anna Bandettini, vicecaporedattore nazionale della Redazione Spettacoli del quotidiano La Repubblica:

Teatro di Roma: Calbi resta
Nel mio post precedente annunciavo che Antonio Calbi, direttore del Teatro di Roma, è stato nominato direttore del Museo alla Scala di Siena. Io aggiungevo che se Calbi avesse accettato la nuova nomina, si apriva il problema di una sua successione a Roma.
Bene, adesso si sta sempre più chiarendo la questione: sembra infatti che Calbi resterà a Roma (sicuramente per un anno) potendo tenere entrambe le cariche. Primo, perchè non sono incompatibili. Secondo, perchè il Museo alla Scala è attualmente in restauro quindi richiede un impegno non gravoso, ma semmai progettuale e a largo raggio. Terzo, Calbi direttore del Teatro di Roma intenderebbe portare a termine la stagione in corso e progettare la prossima proprio per non compromettere l'attività del teatro.
Sarà a quel punto che probabilmente valutando anche le condizioni che si saranno create allora, se per esempio sarà ripristinato il finanziamento al teatro tagliato questa stagione, la scelta si indirizzera verso una delle due istituzioni.  

Andiamo bene!

Nota: le sottolineature sono mie.

venerdì 5 giugno 2015

Siena: un sabato diverso

Sabato pomeriggio, con questo gran caldo, se volete potete fare un tuffo rinfrescante nel Settecento.




Dettagli sull'incontro nella pagina del sito della Fondazione Musei Senesi.


lunedì 25 maggio 2015

Siena alla stazione


Con "Pueblo" l'arte di Edoardo Tresoldi arriva alla stazione di Siena
Martedì 26 maggio alle 18 in piazzale Rosselli l'inaugurazione dell'opera site specific, realizzata dallo scultore negli atelier del Siena Art Institute. L'iniziativa è inserita nel calendario di Siena Capitale Italiana della Cultura 2015
Con "Pueblo" l'arte di Edoardo Tresoldi arriva a Siena. Dopo Milano e Trieste fa tappa nella città del Palio il festival di arte contemporanea itinerante “Inchiostro depARTure” realizzato da Zoe Impresa Sociale in collaborazione con Centostazioni spa - Gruppo FS Italiane, con un evento coordinato da Fondazione Musei Senesi con il Comune di Siena e il Siena Art Institute, promosso da AppTripper Travel Guide e inserito nel calendario di Siena Capitale Italiana della Cultura 2015. L'appuntamento è per martedì 26 maggio alle 18 in piazzale Rosselli, con l'inaugurazione dell'opera site specific "Pueblo", realizzata dallo scultore Edoardo Tresoldi negli atelier del Siena Art Institute e che resterà in esposizione fino a martedì 5 giugno. Sempre il 26 maggio alle ore 11, sarà possibile assistere alla presentazione del progetto e dell’artista nell’aula magna dell’Università per Stranieri, proprio di fronte alla stazione.

Maggiori informazioni sul sito della Fondazione Musei Senesi.

venerdì 15 maggio 2015

Siena e la cultura nell'Orto



VI FESTA DEI MUSEI SCIENTIFICI
SABATO 16 MAGGIO 2015
SIENA, ORTO BOTANICO

ore 15 - 19.30 laboratori didattici
ore 18.30 improvvisazione poetica in ottava rima
a cura di Marco Betti e Lorenzo Michelini

Aperture straordinarie:
Museo di Storia Naturale Accademia dei Fisiocritici (ingresso dall’Orto Botanico)
ore 15-19.30
Museo dell’Antartide "Felice Ippolito" (via del Laterino. 8) ore 14-17
con visita guidata ore 16

QUI il volantino completo e il dettaglio degli eventi.

venerdì 30 gennaio 2015

Ma che Politica, che Cultura...


Invece di leggere o ascoltare tante parole, diamo stamani un'occhiata a pochi numeri, quelli delle "Rilevazioni Visitatori e Introiti di Musei, Monumenti e Aree Archeologiche Statali" che possiamo trovare, aggiornati sino al 2013, sul sito delle statistiche dei Beni Culturali.

Ho riepilogato i dati delle presenze e degli incassi della Pinacoteca Nazionale di Siena in due semplici grafici, di immediata leggibilità; i numeri riportati sono relativi al quinquennio 2009-2013. I dati del 2014 non sono stati ancora pubblicati.


Un'occhiata al grafico per vedere l'andamento del passato quinquennio non fa male:


Se guardiamo gli introiti, quello del 2013 è di €42.894, cioè all'incirca il costo aziendale annuo di DUE DIPENDENTI sottopagati. (I soli addetti alla vigilanza della Pinacoteca mi risulta che siano invece TRENTACINQUE, per motivi di controllo e tutela, sono addirittura inferiori a quelli che, a parer mio, sarebbero necessari. Vedi ad es. QUI)


Per confrontare la tendenza, sotto c'è il grafico dei dati cumulativi della Toscana, compresi, beninteso, quelli in discesa di Siena.


Difficile pensare che lo stesso contenuto museale, trasportato nello scatolone del Santa Maria della Scala, possa rendere economicamente qualcosa a qualcuno.

Cultura e Affari sono però, per me, due termini inconciliabili, due mondi che non possono miscelarsi e che sarebbe giusto che continuassero a vivere esistenze intercomunicanti solo per caso.