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domenica 11 aprile 2021

Instant Book (fake)

 

R. T. Erdoğan, [Ayakta ve oturmak], In piedi e seduti, 2021

(A Leo Longanesi sarebbe piaciuto?)

venerdì 11 dicembre 2015

Natale coi fichi secchi




Fare le nozze coi fichi secchi è (era) un'espressione proverbiale per dire: realizzare un grande evento con mezzi poveri e insufficienti alla bisogna.

A me, in questo periodo dell'anno, tornano in mente le parole di mia nonna che ricordava i mandarini e i fichi secchi come le poche, povere chicche che lei e i suoi tanti fratellini e sorelline potevano mangiare solo a Natale; l'arrivo delle feste le riportava sempre alla memoria gli anni dell'infanzia e le bastava sentire l'odore della buccia di un agrume che si apriva per rivivere gli anni di miseria e di lavoro in campagna quando, dal sorgere del sole a quando già si era fatta notte, lei e gli altri bimbetti lavoravano come adulti nel grande orto di uno zio che, rimasta vedova la loro mamma, li aveva accolti tutti con sé 'per carità'. E tutto questo non nel profondo sud, ma nella Maremma di poco più di un secolo fa.

Ora i fichi secchi sono una presenza povera e misconosciuta sulle tavole di Natale, eppure io stesso ero contento di averne un paio per poterci fare merenda insieme a un bel pezzo di pane, quando ero bambino, avendo l'accortezza di mangiare più pane e meno fichi secchi, in modo da lasciare indietro, come ultimo boccone, un po' di quel dolce e gommoso 'companatico'.

Nella grande distribuzione i fichi secchi 'fatti in Italia' sono impossibili da trovare: quelli che vendono sono per lo più della Turchia. Se possibile, cerchiamo di fare un bel gesto: quando compriamo i fichi secchi, controlliamo che, se non dall'Italia, provengano almeno dalla Grecia. Non se ne parla più, su TV e Internet: i Greci sono già passati di moda ma il bisogno, là, è ancora davvero tanto!


mercoledì 18 novembre 2015

Turchia-Grecia: 100 a 0


A latere degli eventi di questi giorni, mi è veramente piaciuto lo sprezzo del dovere e l'alto senso del pericolo con cui un Primo Ministro Europeo, Alexis Tsipras, ha sopportato, facendo finta di nulla, i fischi dei molti Turchi presenti allo stadio Basaksehir e il loro inneggiare: "Allah è grande", durante il minuto di silenzio per commemorare i morti francesi. (QUI).

Per Zeus, è così che si fa, mica ci si alza indignati e si lascia il proprio posto!

In giro per l'Europa nel frattempo si cantava La Marsigliese (ma sapendo cosa si cantava? vedi sotto parte del testo).
Mentre a Costantinopoli, insomma, si chinava la testa, nel resto d'Europa si dichiarava guerra.

Ils viennent jusque dans nos bras
Égorger nos fils, nos compagnes!
Aux armes, citoyens
Formez vos bataillons,
Marchons, marchons!
Qu'un sang impur    
Abreuve nos sillons!    

[Vengono fin nelle nostre braccia
A sgozzare i nostri figli, le nostre compagne!
Alle armi, cittadini
Formate i vostri battaglioni
Marciamo, marciamo!
Che un sangue impuro
Abbeveri i nostri solchi!]


domenica 20 marzo 2011

Italiani in Libia - 2

Il Vice Ammiraglio Pasquale Leonardi-Cattolica, Ministro della Marina e Paolo Spingardi, Ministro della Guerra.


Il generale Carlo Caneva e il suo staff nel castello che gli spagnoli costruirono agli inizi del 1500 a Tripoli. Il cannone nella foto era stato catturato ai Turchi.


Artiglieria italiana.


Trincea italiana in prossimità della fortezza turca di Ain Zara.

Qui l'articolo di Wikipedia sulla guerra italo-turca.


Immagini tratte da: C. Lapworth, Tripoli and young Italy, Stephen Swift and co., London, 1912

domenica 3 gennaio 2010

La Puglia, San Nicola e i Turchi

San Nicola di BariSan Nicola di Bari
[Image credit: www.modugno.it]

I Turchi rivendicano le spoglie di San Nicola, trafugate dai baresi nel 1087: potrebbero costituire per loro un bel richiamo turistico; si appelleranno anche all'ONU.

I pugliesi avrebbero un bel po' di cose da recriminare riguardo le cruente invasioni dei Turchi.
Ad esempio, chissà se i discendenti degli Otrantini, quegli 800 martiri massacrati perché non volevano convertirsi all'Islam (nel 1480), vorranno intentare una class action per farsi rimborsare dal governo turco i danni morali e materiali dell'ecatombe.

Ossario dei Martiri di OtrantoOssario dei martiri idruntini.
(clic sulla foto per ingrandire)
[Image credits: Laurent Massoptier]