lunedì 14 agosto 2023
giovedì 2 febbraio 2023
Pubblicità progresso
Questo è il manifesto che, da ieri, caratterizza una campagna di educazione stradale che vuole, in maniera scherzosa, invitare gli automobilisti di Grosseto a non occupare, senza averne il diritto, gli stalli di posteggio riservati.
Avrei preferito che avessero usato bischero: fare bischerate è il fare sciocchezze, cose insensate, cose sbagliate.
Essere una fava invece è essere un baccellone, uno sciocco, uno stupido, un incapace, uno che non sa fare.
Sono ovviamente tutti riferimenti sessuali, ma bischero è diffuso (ce ne sono tanti, non solo in Maremma...) e quindi penso che la crudezza dell'accezione sia ormai molto depotenziata.
sabato 18 dicembre 2021
venerdì 5 marzo 2021
venerdì 26 febbraio 2021
sabato 5 dicembre 2020
L'Italia senza futuro
Stamani un'amica veneta mi ha messaggiato per congratularsi del fatto che la Toscana sia passata dal Rosso all'Arancione:
Le dico che saremo Arancione a partire da domenica.
Mi risponde che su tutta la stampa si scrive che la Toscana è diventata Arancione!
Cerco un documento che confermi la mia affermazione, ma anche La Nazione online è ambigua, salvo che non si presti attenzione al virgolettato:
L'indicativo presente usato al posto del futuro prossimo, nel parlare quotidiano e nello scrivere, è diventato di uso comune; quando frequentavo le elementari, la maestra mi avrebbe sottolineato in rosso e in blu la frase: "Questa estate vado in vacanza in campagna dagli zii". Oggi invece futuro e presente sono la stessa cosa; il passato esiste ancora per qualche storico e per i vecchi delusi dal mondo.
E voi, dove andate in vacanza la prossima estate, io vado...
martedì 9 giugno 2020
venerdì 24 aprile 2020
martedì 16 luglio 2019
mercoledì 22 agosto 2018
Lo avete già visto?
Pagina vista l'ultima volta: 22/08/18 ore 22:36
martedì 10 gennaio 2017
Competenze linguistiche
Gli spammer stanno raggiungendo buone competenze linguistiche: ormai sanno differenziare correttamente gli articoli indeterminativi secondo che il sostantivo che segue sia maschile o femminile. Merito anche del nuovo Ministro dell'Istruzione?
martedì 31 maggio 2016
La Crusca, la COOP e l'Italiano
Nel numero di Maggio dell'Informatore, mensile di attualità su consumi, cultura, territorio, tempo libero per i soci di Unicoop Firenze, c'è un articoletto, a pagina 7, che parla di una iniziativa fatta per rivivere le cene alla maniera dei Cruscanti del XVII secolo e raccogliere fondi per l’Accademia della Crusca, incontri organizzati da Unicoop Firenze e dalla Crusca stessa, insieme agli allievi di 9 istituti alberghieri toscani, alla scoperta di antiche ricette e di antiche e nuove parole dell’italiano a tavola, con l’intervento di ricercatori e membri dell’Accademia.
L'articoletto è intitolato "Stravizzi per tutti".
Un lettore comune, mancando una spiegazione che io avrei messo in un'opportuna nota, potrebbe gridare allo scandalo: il plurale di stravizio si scrive con una z sola, "stravizi".
Ma il lettore comune forse non sa che, secondo il Vocabolario degli Accademici della Crusca [1612]: merenda o «STRAVIZZO è il mangiare, che fanno insieme le conversazioni allegre» e quindi, con questa accezione, "stravizzi" è arcaico ma corretto.
domenica 3 gennaio 2016
Sottopancia imbarazzanti
Se il Vaticano ha rivolto i suoi strali verso la RAI per la bestemmia comparsa nel 'sottopancia' degli SMS di fine anno su RENZI-RAI 1, l'Accademia della Crusca dovrebbe scatenare una Guerra Santa contro TGCOM 24, dove poco fa compariva questa 'perla' di ignoranza:
il verbo è: RAZZIARE!
venerdì 23 ottobre 2015
La Crusca, l'Italiano e la COOP
La situazione economica e finanziaria dell'Accademia della Crusca è critica.
Già nel 2010 (!) gli Accademici della Crusca firmavano un appello pubblico denunciando
"le condizioni di assoluta precarietà economico-finanziaria dell’istituzione [...] e chiedono con forza al Governo che, con un atto normativo, sia finalmente assicurata all’Accademia della Crusca, per la sua unicità di ente di tutela, promozione e valorizzazione della lingua nazionale, una dotazione ordinaria in grado di consentirle un sicuro funzionamento e uno sviluppo delle attività adeguato ai propri fini statutari."
Se in Italia non ci fossero Lui e il Suo governo e avessimo un Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, con tanto di Ministro (con o senza barba), non ci sarebbe bisogno di una catena di supermercati, l'Unicoop Firenze, per finanziare l'emerita istituzione, fonte, arbitro, memoria, della Lingua italiana, con un fondo di centomila euro (che sono briciole, lo stipendio annuo di tre o quattro impiegati) e con altre iniziative atte a sostenere l'ente fiorentino.
Ma i soldi promessi, una manciata, da Roma non arrivano: d'altra parte un'istituzione culturale che economicamente non rende nulla per i politici del twitt e degli hashtag è assolutamente senza valore, no?
Come risolvere concretamente il problema, in assenza di uno Stato? Chiedere la carità di un aiuto.
sabato 18 ottobre 2014
Siena: lo splendido splendore splendente
Sono ancora fermo a pagina sette nella lettura del BID BOOK per Siena Capitale 2019 (di fatto, la prima pagina del testo); ho già segnalato, in un commento al Santo, che il redattore del documento ha confuso (!) la statua del Datini, a Prato, con quella del povero Sallustio Bandini, in Piazza Salimbeni.
Poco oltre un'altra perla (stavolta non di storia o di arte ma di 'stile'):
La piazza risplende ancora dello splendore della sua antica gloria. Di fronte, l'Hotel 5 stelle Continental. Un ragazzo con vestiti eleganti attende accanto alla porta a vetri dell'ingresso l’arrivo di qualche cliente, ma nessuno varca l’entrata di questo lussuoso albergo, che rimane vuoto nel suo splendore.
La mia prof. di lettere (di terza media!) me l'avrebbe contrassegnata con un bel doppio cerchio in rosso, commentando poi: "Da rincorrersi!". Noi invece gli abbiamo dato dei soldi.
Segno che nessuno ha riletto e controllato questo documento oppure...?
Lo so, adesso è facile criticare, è come sparare su un'ambulanza della Croce Rossa; cosa ci posso fare però se non solo l'autista si è fermato ma addirittura ha masochisticamente forato le quattro gomme?
Comunque, è solo la prima pagina: forse leggerò anche la seconda.
giovedì 29 maggio 2014
Unisi e la Comunicazione
Il linguaggio amministrativo usato invece rimane, ostacolo di comunicazione insormontabile e talvolta un vero mistero per molti parlanti l'italiano.
giovedì 6 febbraio 2014
mercoledì 29 gennaio 2014
Letta, il culo e le quarantore
Questo modo di dire in Toscana è diffuso da Pistoia a Lucca, da Firenze a Siena e giù sino a Grosseto.
Quando vengono messe insieme due cose senza alcuna affinità o relazione, quando in una discussione si tirano in ballo due argomenti senza il benché minimo collegamento logico tra loro, si dice, appunto, che l'uno c'entra coll'altro come "il culo colle quarantore".
Le Quarant'ore sono un esercizio devozionale praticato, senza interruzione, prima di celebrare l'Eucarestia, in ricordo delle quaranta ore trascorse tra la morte di Gesù e la sua Resurrezione.
Storiella popolare vuole che un sacerdote, attirato dal fondo schiena di una fedele durante tale periodo di preghiera, avesse allungato la mano per palparlo, al che la fedele avrebbe esclamato: "O padre, o ‘icché c’entra i’culo con le quarantore?"





















