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martedì 4 marzo 2025

L'elefante bianco


 

Nel BURrino di Mark Twain che ho letto qualche settimana fa, c'è un racconto che si intitola My Late Senatorial Secretaryship [ca. 1867], tradotto in italiano come: Il mio ex-impiego di segretario di un senatore [Il racconto che dà il titolo alla raccolta potrebbe ricordare a qualche cinéphile  un episodio del film “Il fantasma della libertà” di Luis Buñuel].
 

A un certo punto del racconto si trova una poesiuola di poche righe:

Cecco Bilecco infilzò in uno stecco:
lo stecco si rompe e Cecco va sul ponte;
il ponte va in rovina e Cecco s'infarina:
la farina si staccia e Cecco si sculaccia

Canzoncina per bambini che mi recitavano (nonno? mamma? nonna?) tenendomi seduto sulle ginocchia e facendomi ballonzolare. La prima frase la ricordo diversa: “Cecco Bilecco infilato in uno stecco”; certamente una cantilena toscana.

Controllando l'originale di Mark Twain si legge invece:

Jack and Gill went up the hill
To draw a pail of water;
Jack fell down and broke his crown,
And Gill came tumbling after.

La traduttrice dei racconti, nel 1952, era Oriana Previtali neé Gui (1912-1997), figlia di Vittorio, direttore d’orchestra e fondatore del Maggio musicale fiorentino e moglie di Ferdinando Previtali, come il suocero direttore d'orchestra e compositore.

Ho davvero apprezzato che la Previtali non volgesse in italiano l'originale di M. T. ma lo sostituisse con un'omologa nursery rhyme nostrana!

Mark Twain, Il furto dell'elefante bianco e altri racconti, Milano, Rizzoli, 1952 [Trad. O. Previtali]

martedì 17 agosto 2021

Siena e la sporca guerra del Monte


Così apre l'Unità, il 27 gennaio 2013, citando Mark Twain: 

La banca è un posto dove ti prestano l'ombrello quando c'è bel tempo e te lo chiedono indietro quando inizia a piovere.


martedì 14 febbraio 2012

Nevica su Scrivolo

Tolstoj, Il servo e il padroneSpostarsi quando c'è la neve è sempre stato difficile; basta poco per sfiorare il dramma.
Mark Twain ci racconta quello che può succedere in un viaggio in treno, Lev Tolstoj narra invece di uno spostamento in slitta.
Nell'area download di Scrivolo.

domenica 29 agosto 2010

Il Paradiso Terrestre

Il Giardino dell'Eden era un gran bel posto, dove starsene tutto da solo; poi arrivò Eva e per Adamo non ci fu più pace: sempre a dover fare le cose come voleva lei, pronta a mettersi a frignare se Adamo la lasciava sola.
Ed era Eva che decideva tutto, dava il nome alle cose e agli animali e soprattutto era incapace di tener la bocca chiusa e Adamo era condannato a sentirla parlare e parlare e parlare, senza che lei riuscisse a tenere per un attimo la bocca chiusa: una vera iattura nella quiete di quel luogo di delizie!

Per non dire nulla, poi, della storia delle mele, che forse erano castagne, e di certi piccoli animali che a un certo punto cominciarono a popolare la Terra...
Qui, su Scrivolo, in una nostra traduzione, gli Estratti dal diario di Adamo, di Mark Twain.

lunedì 4 gennaio 2010

Cannibalismo in ferrovia


Quando il maltempo imperversa e la neve e il ghiaccio bloccano i convogli ferroviari in mezzo alle campagne sperdute e coperte di neve, possono succedere fatti che non si ha neppure il cuore di pensare. Gli uomini si trasformano, l’istinto di sopravvivenza prevale e ci si abbandona, senza più freni morali, a indicibili atti di cannibalismo. Leggete una testimonianza di Mark Twain in Cannibalismo in ferrovia, su Scrivolo.