domenica 14 agosto 2022

Il latino della domenica - 493

Cercate l'antica madre.

(Virgilio, Eneide)

[Immagine: ex libris della Biblioteca Bellunese di Augusto Buzzati, nonno di Dino Buzzati e Adriano Buzzati Traverso]


sabato 13 agosto 2022

Piero Angela

 

Riporto qui quanto scrivevo in un post del settembre 2009.

Non posso che compiacermi dell'interesse che suscitano lui e le sue opere: impossibile trovare un'altra persona che sappia arrivare in maniera chiara e chirurgicamente precisa al nocciolo dell'argomento che vuol trattare.
Parla in un italiano chiarissimo (e quanti giornalisti ne sono più capaci? Ascoltate i servizi durante un TG, con un orecchio focalizzato su grammatica e sintassi, per non parlare della fonazione, e mi darete più che ragione).
Affronta temi complessi indicando gli argomenti principali, evidenziando i pro e i contro, citando le fonti a favore e quelle contro.
È netto nelle sue chiacchierate TV, un modello di giornalismo (già lo era in quello strano telegiornale, della seconda rete della Rai, che si chiamava 'Studio Aperto' e nel quale, invece di starsene a mezzobustare dietro una scrivania, era seduto, le gambe accavallate, in mezzo allo studio sulla sua poltroncina e non a leggerci veline ma a raccontare e commentare le notizie.)
È curato nei filmati che usa e nella scelta dei collaboratori che lo affiancano.
È misurato ed efficace nel muoversi e nel sottolineare con i gesti i suoi discorsi e ci guarda apertamente sempre dritto negli occhi.
Infine è anche un ottimo esempio di rètore e unico baluardo, ormai, contro una TV stracciona che si infogna sempre più in UFO e freaks, Faraoni e donne barbute, Templari e ammaestratori di pulci e in numerosi altri fenomeni da baraccone che anche un bambino delle elementari, solo che avesse avuto buoni maestri, si vergognerebbe di guardare.
Non posso esimermi dal tributare, all'incredibile ottuagenario, un ringraziamento per il gran lavoro che ha fatto e continua a fare, né posso tacere che, qualche volta, quando sono in aula e devo spiegare un qualche concetto un po' complicato, mi chiedo: "Piero Angela come affronterebbe la cosa?" e traggo ispirazione dalla sua naturale bravura.

Con immutata ammirazione.


mercoledì 3 agosto 2022

Opinionista e assassino

 

Ecco come compare il risultato rapido della ricerca di "Adriano Sofri" effettuata poco fa su Google. 

No, non è un fake.



venerdì 15 luglio 2022

🤬Governo🤬

Post-it su copertina di: A. Gramsci, Piove, governo ladro! : satire e polemiche sul costume degli italiani a cura di Antonio A. Santucci, Roma, Editori Riuniti, 1996

 

sabato 2 luglio 2022

Siamo a cavallo!

 



Vignette tratte dai due episodi di: W. Disney, Topolino al Palio di Siena, Milano, Mondadori, 1985.
 

lunedì 27 giugno 2022

Lotta tra Titani


Buon per noi che San Marino è uno Stato di pacifici. Quanto resisteremmo, se decidesse di invaderci?

G. Bufalino, Bluff di parole [1994], Milano, Bompiani / RCS Libri, 2013
[Immagine: Souvenir della Repubblica di San Marino, metà anni ‘60]

martedì 14 giugno 2022

La strage della Niccioleta


Le case di Niccioleta sono sparse su una collinetta posta di fianco alla strada che da Massa Marittima conduce a Castelnuovo Val di Cecina. Nel 1944 le carte topografiche non registravano il nome di questo villaggio sorto da pochi anni intorno alla miniera di pirite. Niccioleta allora era abitata da centocinquanta famiglie di minatori, oltre che dal personale direttivo della miniera.
[...]
Ai primi di giugno, la ritirata tedesca era in pieno corso sulle strade della Maremma; il fascismo repubblichino era in sfacelo. Il presidio fascista di Massa tagliò la corda la notte del 9. Quello stesso giorno una squadra di partigiani era entrata in Niccioleta. Disarmati i carabinieri, che vennero invitati ad allontanarsi, i partigiani accompagnati da elementi del luogo fecero il giro delle case dei fascisti, sequestrando anche a loro le armi. Agli uomini fu ingiunto di non uscire di casa.
[...]
Fin dal giorno 10, il CLN aveva istituito un servizio armato di avvistamento e di vigilanza, col pieno consenso del direttore della miniera. Si sapeva che i tedeschi lasciavano indietro gruppi di guastatori, con l’incarico di distruggere gli impianti industriali; e i minatori di Niccioleta erano decisi a salvare la miniera. Purtroppo questo sistema di sicurezza non funzionò, quando all’alba del 13 le SS comparvero a piedi sotto Niccioleta. Le sentinelle (una delle quali era per l’appunto il figlio del direttore Mori Ubaldini) non poterono far altro che darsi alla fuga. A loro volta i membri del comitato, che sedevano in permanenza nella caserma dei carabinieri, ebbero appena il tempo di nascondere le armi nel rifugio antiaereo. Vi nascosero anche gli elenchi dei turni di guardia, mentre avrebbero fatto bene a distruggerli.
Il paese si risvegliò bruscamente al rumore degli spari, delle voci rauche dei tedeschi (tedeschi erano il comandante, un tenente, e i sottufficiali; mentre i militi erano tutti italiani). Gli uomini furono fatti uscire dalle case, alle donne e ai ragazzi venne invece ingiunto di non uscire, e anzi di sprangare le finestre. Centocinquanta minatori si trovarono così ammassati nello spiazzo davanti al dopolavoro, e poi dentro il rifugio antiaereo. Naturalmente ai fascisti venne riservato un diverso trattamento; e se qualcuno fu dapprima incolonnato con gli altri, si provvide poi a liberarlo. Calabrò, Nucciotti, Bellini si erano subito uniti ai militi e li accompagnavano in giro. Gli elenchi delle guardie armate furono rinvenuti nel rifugio antiaereo insieme alle armi. Anche i dirigenti della miniera vennero prelevati e messi a disposizione del tenente tedesco. L’ingegnere Boeklin ebbe il compito di fare l’interprete. Ultimato il rastrellamento, il tenente si installò nella caserma dei carabinieri e procedette all’interrogatorio di alcuni minatori, che gli erano stati indicati come i capi del movimento antifascista. Alle dieci Sargentoni Ettore coi figli Ado e Alizzardo, Bruno Barabissi, Antimo Ghigi e Rinaldo Baffetti furono fucilati in una fossa che gira intorno all’edificio dello spaccio aziendale. Una donna che abitava lì davanti poté vedere la scena: «Vidi per primi Baffetti e Barabissi uscire dalla sede del dopolavoro a braccetto e avviarsi nello stretto corridoio che porta dietro al forno, seguiti da un milite armato. Appena essi furono dietro il forno sentii sparare dei colpi. La seconda coppia fu il Sargentoni Ettore e Ado sempre a braccetto e seguiti da un altro milite, ed entrati nel recinto udii altri colpi; per ultimi vidi venire Sargentoni Alizzardo e Ghigi con la stessa scena degli altri. Prima di arrivare dietro il forno, nello stretto corridoio il Sargentoni Alizzardo cadde a terra battendo la testa in uno spigolo. Il milite che lo accompagnava lo alzò prendendolo per un braccio e lo colpì alla testa col calcio del moschetto, spingendolo poi dietro il forno. Sul muro, dietro il forno, vi era una mitragliatrice coperta con delle frasche e intorno a essa dei militi, accanto vi era una damigiana di vino e durante tutto il tempo i militi riempivano un fiasco di vino e bevevano».
A mezzogiorno si permise alle donne di portare da mangiare agli uomini, che si trovavano sempre nell’interno del rifugio.
Fu solo verso sera che il tenente tedesco prese una decisione: i minatori furono fatti uscire dal rifugio e avviati a piedi verso Castelnuovo. Dopo alcuni chilometri arrivarono dei camion, e con quelli i prigionieri vennero portati a Castelnuovo e rinchiusi nella sala del cinematografo. Anche i dirigenti della miniera e i fascisti (questi ultimi con le famiglie e le masserizie) furono condotti a Castelnuovo e alloggiati nella caserma dei carabinieri. Durante l’intera giornata del 14, per le strade di Castelnuovo si ripeté il sinistro via vai del giorno prima. Come a Niccioleta, anche a Castelnuovo i fascisti accompagnavano le pattuglie dei militi, che facevano la spola tra il comando tedesco e il cinematografo dove erano rinchiusi i minatori. Sembra che il tenente aspettasse il comandante del battaglione, il quale non era in sede; ma poi finì con l’agire di propria iniziativa. I minatori furono divisi in tre gruppi. Il primo, composto di 79 uomini, era destinato allo sterminio. Il secondo, di 21, alla deportazione in Germania. Il terzo, di 50, comprendeva gli uomini più anziani, che avrebbero dovuto essere rilasciati. I 79 erano stati scelti in base ai nomi contenuti negli elenchi delle guardie armate. Quando non si era trovato il figlio, era stato incluso tra i condannati a morte il padre, e viceversa. I fascisti ebbero però la facoltà di rimaneggiare la lista, includendo o togliendo chi loro parve meglio. In particolare Calabrò, che i tedeschi chiamavano «il vecchio fascista», fu autorizzato dal tenente a liberare sei uomini. Egli ne liberò due, e così i 79 divennero 77. Poi finse di volerne liberare un terzo e chiamò fuori dalle file Eugenio Cicaloni. Cicaloni si fece avanti e Calabrò disse al tenente: «Questo avere sputato in faccia a mia moglie e a mia figlia». Il tenente con uno spintone lo rispedì in fila.
Al tramonto, i 77 furono condotti in una specie di dolina, in prossimità della centrale elettrica, e a gruppi di quindici falciati con le mitragliatrici. Le mitragliatrici erano manovrate dai militi italiani. Nella caserma dei carabinieri, udendo la sparatoria, la moglie del fascista Soppelsa non resse e si mise a piangere. Nucciotti la vide e disse: «Io non faccio una lacrima, questa volta l’hanno preso in culo loro!»
[...]


L. Bianciardi, C. Cassola, I minatori della Maremma [1956], ristampato poi anche da StradeBianche/StampaAlternativa, Pitigliano, 2010 e pubblicato in forma NO COPYRIGHT; il file è scaricabile gratuitamente come PDF da QUESTA PAGINA

[Immagine: Copertina della prima edizione realizzata dal pittore grossetano Bruno Dominici] 

Nota: i riferimenti sono tutti a luoghi reali, fatti accaduti e persone esistite. Vedi anche: Strage di Niccioleta e I minatori della Maremma.

 

sabato 11 giugno 2022

I musei italiani


I musei italiani - si dice - sono in sfacelo: il personale è assai scarso, spesso non preparato professionalmente, le dotazioni finanziarie sono tali da non permettere a volte neppure la normale manutenzione. Per la maggior parte i musei italiani non sono musei nel senso moderno della parola, sono contenitori (non sempre del tutto sicuri) il cui materiale è affidato a personale per lo più maltrattato dalle amministrazioni, comunque sempre messo nell'impossibilità di lavorare correttamente per mancanza di strutture, emarginato e incapace di incidere sia pure minimamente sulle scelte di politica culturale.

L. Binni, G. Pinna, Museo [1980], Milano, Garzanti, 1989

 

 Quarant’anni fa, eh! Adesso, invece... 

  [Immagine: Siena, Pinacoteca Nazionale via Google Street View]

sabato 4 giugno 2022

Porta Pazienza

Marcel Duchamps, da: Étant donnés: 1° la chute d'eau, 2° le gaz d'éclairage...

domenica 29 maggio 2022

mercoledì 25 maggio 2022

Siena 6 smart

 
Siena, Via Lombardi - 24 maggio 2022 ore 15:55
 

 Siena, Via Lombardi - 24 maggio 2022 ore 15:55 [particolare]

 

SÌ  È SIENA


 

lunedì 9 maggio 2022

Se la Russia dominasse l’Europa

Quando distesa sull’Europa intera
Avrà la Russia una crudel possanza,
Vi sparirà la gioia e la speranza;
Né più trovar potrassi anima altera:

Ed ogni fronte diverrà severa,
E non più gioia di convito e danza;
E il poco ben, ch’a tanti mali avanza,
Fuggendo, Europa non sarà qual era:

E più nell’uomo non saranno affetti;
Ma sarà pieno il mondo in ogni loco
Di paure, di frodi e di sospetti.

E quanto avvenga a quel ch’io dico è poco:
Alcun non vi sarà che si diletti;
E le sventure altrui fian prese a gioco.


G. B. Niccolini, Poesie inedite. Raccolte e pubblicate da C. Gargiolli, Firenze, G. Barbèra, 1884. Online su GoogleBooks.

martedì 3 maggio 2022

Arrivano i russi, arrivano i russi


 Arrivano i russi, arrivano i russi
(The Russians Are Coming, the Russians Are Coming) è un film di Norman Jewison del 1966.

In epoca di guerra fredda, di fobie ed isterismi sul "pericolo rosso", un sottomarino sovietico si arena per sbaglio nei pressi di una piccola isola sulla costa orientale degli Stati Uniti; alcuni membri dell'equipaggio scendono a terra per cercare una barca allo scopo di rimorchiare il sottomarino fuori dalle secche, ma vengono scambiati per invasori scatenando involontariamente il panico.

Gli abitanti dell'isola si organizzano alla meglio per fronteggiare la presunta invasione...
testo da Wikipedia.

domenica 1 maggio 2022

Il latino della domenica - 478

Non è lecito perché è vietato.

 

1° Maggio 2022

 

Questa è una vecchia foto di famiglia; sul retro, a lapis, ancora leggibile, la data: 1/5/47. La vita stava riprendendo e mio babbo, scanzonato, in alto a sinistra, se la ride. Ancora un mese e avrebbe compiuto vent'anni.
La squadra dei maggerini è una di quelle di Massa Marittima.

Mio nonno materno nella sua squadra era 'il poeta', quello che in ottava rima sfidava gli avversari in un provocatorio gioco di improvvisazioni.

sabato 30 aprile 2022

Siena e l'arredo urbano

Finalmente spiegato l'uso dei chiodi d'acciaio nei tronchi degli alberi: è il nuovo progetto di arredo urbano.

Vedi anche: Alberi con la targa.


domenica 24 aprile 2022

Il latino della domenica - 477

Non c'è mai stato un grande ingegno senza un po' di follia.

[Seneca, De tranquillitate animi


mercoledì 13 aprile 2022

Siena 6 smart

Stamani in Via Emilia, alle 11:40.

Sì, è Siena

 

Tu preghi...

 

Tu preghi. Loro si occupano di uccidere.

Eschilo, [Ἀγαμέμνων, Agamémnon. 458 a.C.], Agamennone, in Eschilo-Sofocle-Euripide, Tutte le tragedie, Firenze - Milano, Giunti / Bompiani, 2018 [Trad. A. Tonelli]  

 

domenica 10 aprile 2022

mercoledì 6 aprile 2022

Siena, via dell'Immondizia

Se ci avesse accompagnati ieri mattina a prendere l'autobus, al capolinea del quartiere di San Miniato, assessore Silvia Buzzichelli, avrebbe potuto godere anche lei dell'impareggiabile, colorato e olezzante spettacolo di mezza mattina:






Sì, è Siena.