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sabato 4 novembre 2017

Vero amore


Dolce a base di panna vegetale (aromatizzata con vermouth), mini meringhe fatte in casa e polpa di cachi dell'orto di un amico; scaglie di cioccolato amaro (85%) a decorare. Da congelare, per il fine pranzo di domani.
Sono leggermente influenzato e mia moglie pensa mi possa far stare meglio...

venerdì 2 giugno 2017

In cucina


Stamani ho trovato un messaggio di mia moglie su una lavagnetta in cucina: che non mi scordassi di lasciare un po' di pane sbriciolato per la coppia di merli che frequentano il nostro mini giardino.
L'acqua, in un contenitore largo e basso che serve loro per bere e anche per lavarsi, sa che non me la scordo.

lunedì 29 maggio 2017

Paura del domani


Sulla lavagna della cucina, tra il "Concentrato di pomodoro" e la "Carta da forno".


giovedì 22 agosto 2013

Una specie di muffin

Per fare dei dolcetti veloci al micro-onde, ho messo a punto la seguente ricettina, economica, senza grassi e colesterolo, adatta ad una gustosa e sana colazione invernale da realizzare davvero in pochi minuti.

Le dosi, per due 'muffin':
50 gr. di farina
40 gr. di zucchero (un eccesso di dolce non mi piace; potete fare 50 o 60)
50 gr. di succo d'arancia o di pompelmo (ho usato quello confezionato, al 100% di frutta)
mezzo cucchiaino di bicarbonato di sodio [Aggiornamento: meglio una punta!]
2 cucchiaini di olio di semi (ho usato quello di mais)

In una piccola coppa di vetro ho versato il succo di arancia e lo zucchero, lavorando il tutto con una frusta per poche decine di secondi; ho aggiunto la farina e l'olio, continuando a mescolare fino a che non ho ottenuto una pasta fluida e molto omogenea.
A questo punto ho incorporato il bicarbonato, mescolando rapidamente e per pochi secondi.
Ho subito versato il contenuto in due tazzine da tè (non avevo altro sotto mano, mai fatto un muffin in vita mia!) che mi ero premurato di imburrare e infarinare internamente per evitare che il dolcetto, una volta cotto, rimanesse attaccato alle pareti.
Ho messo il tutto dentro il micro-onde e ho cotto per 1 minuto a 700 watt, poi ho sbirciato cosa era successo, infine ho continuato per un altro minuto, sempre a 700 watt.
Ho lasciato raffreddare mentre mi preparavo un caffè, che ho poi sorseggiato gustandomi il dolcetto.


Alcune note:

  • Il succo di arancia è funzionale a non usare lieviti commerciali perché, per una semplice reazione chimica, l'acidità della spremuta e la basicità del bicarbonato sprigionano anidride carbonica quando arrivano a contatto. Per questo motivo il bicarbonato va aggiunto alla fine e l'impasto va lavorato poco e messo subito al forno: altrimenti l'anidride carbonica, invece di rimanere intrappolata nell'impasto, si disperde nell'aria.
  • Il veloce riscaldamento nel microonde fa lievitare il volume (si raddoppia almeno), quindi attenzione al tipo di contenitore dove cuocerete l'impasto.
  • Al posto del succo di arancio si può, ad esempio, mettere dello yoghurt (ma non ho fatto ancora prove per le dosi). [Aggiornamento: sì, le ho fatte: 50 gr. di yoghurt bianco vanno bene]
  • Nessuno vieta di aggiungere all'impasto qualche chicco di uva sultanina o delle scaglie di cioccolato.
  • Il bicarbonato di sodio prima di usarlo l'ho polverizzato in un mortaio, per evitare grumi e aiutare una solubilità uniforme e completa. [Aggiornamento: ora ne ho trovato di impalpabile, tipo talco]
  • La cottura al microonde priva il dolcetto della crosticina croccante e dorata superficiale.
  • I tempi di cottura devono essere ben testati: è facile passare dal non-ancora-cotto al semi-carbonizzato-internamente.

Valutazione organolettica: 7½ - 8
Velocità di esecuzione: 10
Economicità: 10

Chi non si preoccupa di grassi e colesterolo può sostituire il succo di arancia con un uovo e i cucchiaini di olio con 30 o 40 grammi di burro. In questo caso non si deve usare il bicarbonato ma un mezzo cucchiaino (scarso!) di lievito per dolci.



Dato che l'aspetto del dolcetto, per via della cottura al micro-onde, è un po' anemico, si può dargli tono con una glassatura: succo di arancia e zucchero o, come nel mio caso, succo di arancia, zucchero e cioccolato fondente.

venerdì 14 giugno 2013

Uno strudel a rischio

Nelle mie attività in cucina uso spesso la "carta da forno"; non ne sono un fanatico ma in certe occasioni, ad esempio quando cuocio i miei panini, la trovo molto utile.
Di solito, anche se la guardo con un certo sospetto, utilizzo anche quella che trovo inclusa nelle confezioni di pasta brisée o pasta sfoglia; in genere è più sottile di quella che compro abitualmente e leggermente molliccia ma il comportamento alla cottura si è sempre rivelato normale.

Be', quasi sempre: domenica scorsa, ad esempio...

L'intenzione era di chiudere il pranzo con una fetta di strudel accompagnato da una porzione abbondante di gelato alla crema.
In frigo c'era un rotolo di pasta sfoglia rotonda (difficilissimi da trovare quelli rettangolari, che secondo me sono più facili da usare e costano anche meno)
Ho tolto dal frigo la pasta sfoglia per tempo perché arrivasse a temperatura ambiente, in modo da non fratturarsi durante lo srotolamento, l'ho cosparsa di uno strato di pan grattato, poi ho distribuito i tocchetti di una mela, ho spolverato con cannella, aggiungendo sopra uvetta sultanina e un po' di marmellata di albicocche; per finire ho arrotolato il tutto, tagliando la carta da forno a misura di piastra di cottura e ho infornato in forno caldo e ventilato a 180°.
Come si sa, e chi non lo sa è bene che prenda nota, la carta da forno non sopporta temperature superiori a 220-250 gradi, attenzione quindi a non usarla per le pizze!
Sul contenitore della pasta sfoglia che stavo cuocendo era riportata la temperatura consigliata di cottura (200 gradi) anche se nulla si diceva dei limiti di temperatura della carta inclusa nella confezione.
Non era la prima volta che preparavo uno strudel ma un forno, si sa, va sempre tenuto sott'occhio, a scanso di sorprese; dopo dieci minuti avrei poi dovuto abbassare la temperatura, come da esperienze già fatte, per completare la cottura dopo altri venti minuti a 160°.
Poco prima dei 10 minuti canonici, ne saranno passati 7 o 8, ho buttato un'occhiata superficiale al forno e mi sono preoccupato: la carta stava assumendo un colore marrone scuro ed era evidentemente in procinto di prendere fuoco; infilati in fretta i guanti da forno ho estratto il vassoio, e, tagliata a misura dell'altra carta, questa volta dal mio rotolo di fiducia, ho fatto il trasbordo del povero strudel in un nuovo vassoio, finendo per fortuna la cottura senza ulteriori guai.


C'è mancato poco, insomma, che in cucina mi scoppiasse un incendio (tranquilli: ho un piccolo estintore a portata di mano); evidentemente i controlli di qualità sul prodotto non sono stati abbastanza rigorosi e, se non fossi stato fortunosamente attento, avrei rischiato un piccolo disastro.

venerdì 3 maggio 2013

Gallina Blanca fa buon brodo

Mi stupisco, guardando ogni tanto le statistiche di lettura del blog, che da anni ci sia un post 'sempre verde', letto cioè 2 o 3 volte al giorno: quello del dado Star.
(Se fate una ricerca su Google, l'immagine che ho pubblicato per illustrarlo è la prima che si presenta...)

Ricerca di dado Star su Google

Ma cosa vi spinge a cercare informazioni sull'aromatico cubetto?
Una blogger brasiliana ha avuto la ventura di linkarmi il post e allora, di quando in quando, arrivano dei lettori anche dal Brasile. 
Sto parlando di un totale di oltre 4700 visite dirette, in 5 anni e mezzo! Ho fatto dunque una gran bella pubblicità gratuitaGallina Blanca, la società spagnola comproprietaria del marchio. Se volessero farmi un omaggio...

martedì 26 febbraio 2013

Il cavallo in tavola

Il cavallo in tavola
[image credits: Gawker]
Preoccupazione per le indagini dei NAS: trovate tracce di DNA equino anche nelle bistecche di cavallo.

Non di solo pane

Non di solo pane ma anche di corolli!
Il toscano 'corollo' è un dolce, un ciambellone, molto soffice, ricco di uova e di burro, ottimo compagno di una tazza di tè.
Non ho potuto realizzarlo come si dovrebbe, alto almeno il doppio, perché non ho un forno grande abbastanza; il risultato però è stato più che soddisfacente, posso garantire, pur essendo la prima volta che ne sforno uno.


Preparazione del corollo

Corollo

Il tocco che lo profuma è la scorza di limone grattugiata; la pianta di limone in vaso, che ci segue ormai da oltre venti anni nei nostri spostamenti, si ostina a non morire nonostante le gelate o i periodi di caldo eccessivi e produce dei limoni allungati, senza semi, molto succosi e dalla buccia sottile (ma che sia un lime???); quando l'annata va bene riusciamo a raccoglierne sei o sette. Conserviamo i frutti con cura, sulla pianta fino a che non sono maturi poi in frigo. I nostri tè e i miei dolci ne beneficiano a lungo.


Tè e corollo


sabato 23 febbraio 2013

Siena: Potere, Pasta e Politica


From Publishers Weekly:
Controversial Republican Senator D'Amato settles old scores and tell of his rise to political power.

Copyright 1995 Reed Business Information, Inc.

From Library Journal:
With an introduction by Bob Dole and a foreword by former New York mayor Ed Koch, this manifesto from the crusading conservative senator from New York almost sounds like a campaign brief.
Copyright 1995 Reed Business Information, Inc.


==> Disponibile su: Amazon. <==

Se invece vi interessa la storia del Pastificio Amato, allora: QUI!

giovedì 21 febbraio 2013

Il pane quotidiano

Stanco di sfornare i soliti panini (QUI e QUI), che cuocio in un comune piccolo forno ventilato e poi congelo per avere pane 'fresco' tutti i giorni, da un po' di tempo ho cominciato a cambiare la forma dell'impasto, realizzando dei panini all'olio rotondi.
Usando uno stampo per plumcake sono anche riuscito a preparare facilmente dei filoncini, come si vede in secondo piano.

Pane e panini all'olio

Il pane in questa forma, con una alveolatura minuta e abbastanza uniforme, si conserva molto bene per qualche giorno e ci serve abbrustolito (ma il lessico familiare mi farebbe piuttosto dire 'crogiato'...) per immergerlo, caldo e croccante, in un piatto fumante di passato di verdure oppure, la mattina appena sveglio, per inzupparlo in una tazza di latte e orzo, dopo averlo spalmato abbondantemente di marmellata di albicocche.

Pane affettato

giovedì 6 dicembre 2012

Il primo caffè

Il primo caffè
Subito dopo la colazione, pronti per uscire di casa, un caffè preparato da me con la Bialetti.
Poi nell'arco della giornata un altro paio, al massimo, ma questi rigorosamente decaffeinati.

martedì 28 agosto 2012

Cucina: il piatto della disperazione

Nel lessico famigliare di casa mia si chiama il "piatto della disperazione" l'ultima soluzione possibile quando non si sa cosa preparare per pranzo o cena, soprattutto se rientriamo tardi e abbiamo una impellente e fisiologica necessità di ingurgitare qualunque cosa calda abbia un gusto anche solo appena passabile.

Questo piatto può consistere, a seconda dei momenti e degli umori, nel contenuto di una scatoletta di tonno che va a insaporire, in una padella, dei piselli (o dei fagioli) con sugo di pomodoro oppure può essere una frittata 'trippata' (cioè arrotolata e tagliata a listarelle e poi condita in padella con abbondante salsa di pomodoro) e impiattata in compagnia di una buona dose di giardiniera o di capperi sott'aceto.

Il tempo di realizzazione è, si capisce, davvero di pochi minuti: quanto  basta per andare in bagno a rinfrescarsi e il piatto è pronto.

Quando posso, però, pure nell'emergenza, cerco di preparare una minestra, anche se mi servono una dozzina di minuti. Il tutto si cuoce da solo senza supervisione ed è quindi una soluzione ideale per avere il tempo di infilarsi le pantofole, apparecchiare la tavola, accendere la TV, etc.

Gli ingredienti sono minimi:
2 scatole da 4 etti di ceci non sgocciolati, un dado Star, mezza carota, un po' di rosmarino e del concentrato di pomodoro.

Minestra di ceci
Nella pentola a pressione metto a soffriggere, in un paio di cucchiai d'olio d'oliva, la mezza carota tagliata minutamente e il rosmarino (5 o 6 foglie intere o tagliate finemente, secondo i gusti), sgocciolo le due scatole di ceci, circa un quarto del totale lo verso direttamente nella pentola mentre il resto lo lavoro con un minipimer, aggiungendo acqua q.b. fino a ottenere una crema abbastanza densa. Verso il contenuto nella pentola a pressione, ci spezzetto il dado da brodo e aggiungo un'abbondante dose di concentrato di pomodoro. Verso ancora dell'acqua (a occhio; ce ne va un po' di più se metto 20 o 30 grammi di pasta 'corta' a persona), chiudo e faccio andare sino a quando la pentola 'soffia'; poi abbasso la fiamma e lascio cuocere per qualche minuto (sei o sette se ho aggiunto la pasta, altrimenti meno).
Se non c'è la pasta, servo, fumante, su delle fette di pane raffermo, condite con olio sale e pepe.

Dal momento in cui metto mano agli ingredienti a quando ci possiamo sedere a tavola passa un quarto d'ora.

Del piatto sono possibili alcune varianti: metà ceci e metà fagioli (borlotti) oppure solo fagioli.

[Nota: la foto NON è una pubblicità della COOP, ma ritrae quello che avevo in casa ieri sera quando ho preparato la minestra]

mercoledì 10 agosto 2011

La patrimoniale

Mi sono svegliato dal pisolino post prandiale (non una necessità, ma la risposta al tedio di un pomeriggio che si era annunciato afoso e caldo ma poi si è trasformato nel grigiore di un'inutile e incerta nuvolaglia), mi sono svegliato con due idee ben precise, anzi, una idea e una preoccupazione.
Quando si riprende conoscenza dopo un'oretta di sonno, i primi pensieri sono confusi, irrazionali; restano legati alle ultime cose fatte o ascoltate prima di addormentarsi o si sviluppano seguendo i vaghi sogni che si sono presentati; una delle due cose a cui ho pensato sono state le mele in gabbia. C'è della pasta sfoglia in frigo, ho della marmellata di albicocche, qualche mela, un pizzico di pane grattato per legarle lo trovo... potrei prepararmi una merenda golosa. Tanto non fa troppo caldo e accendere il forno non mi cambierà certo la vita.
Dell'esistenza delle mele in gabbia ho appreso da non molto (ammetto la gravissma lacuna) e come spesso mi accade, da un libro, un racconto di Maupassant, Il Vecchio. Dopo qualche ricerca in internet e un paio di prove ho consolidato la mia ricetta; dal fatto che mia moglie ne mangi senza commentare deduco di aver raggiunto un buon livello.
L'altro pensiero che mi vagava per la testa al risveglio era, come dicevo, una preoccupazione. Quanto ci metterà il governo a decidere una patrimoniale? Ormai ce l'aspettiamo, altro non possono fare.
Nel dormiveglia ho pensato: e cosa succederebbe se la patrimoniale la mettessero, invece che sulle proprietà o sui conti correnti, sui libri?
Mi rovinerebbero, senz'altro: altro che gli 11.000 euro trovati in casa di Penati e di cui gli si chiede rendiconto: se un finanziere venisse qui a fare una ispezione anche solo visiva, una valutazione un tanto al metro, saremmo rovinati. E' vero che, grazie alla separazione dei beni, potrei addossare la proprietà di gran parte dei volumi che ci circondano alla mia colta metà, potrei sostenere che io quasi non so leggere e che mi limito a sfogliare qualche libro di informatica, ma i libri di informatica, anche se non molto numerosi, sono però costosissimi...
Dio non voglia che qualche bell'ingegno faccia uno scherzo del genere!
Se invece seguiranno la prassi, poco male, ci troveranno ben poco: i soldi mica li teniamo in banca e i lingotti d'oro sono al sicuro dentro al sofà.


domenica 8 maggio 2011

Buon appetito


Un succulento testo del ’700, appena recuperato per una trasgressiva lettura pre-prandiale, lo trovate qui: Tigrinto Bistonio, Gli Elogi del Porco

Buon appetito.