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giovedì 20 febbraio 2014

mercoledì 29 gennaio 2014

Letta, il culo e le quarantore


Questo modo di dire in Toscana è diffuso da Pistoia a Lucca, da Firenze a Siena e giù sino a Grosseto.

Quando vengono messe insieme due cose senza alcuna affinità o relazione, quando in una discussione si tirano in ballo due argomenti senza il benché minimo collegamento logico tra loro, si dice, appunto, che l'uno c'entra coll'altro come "il culo colle quarantore".

Le Quarant'ore sono un esercizio devozionale praticato, senza interruzione, prima di celebrare l'Eucarestia, in ricordo delle quaranta ore trascorse tra la morte di Gesù e la sua Resurrezione.
Storiella popolare vuole che un sacerdote, attirato dal fondo schiena di una fedele durante tale periodo di preghiera, avesse allungato la mano per palparlo, al che la fedele avrebbe esclamato: "O padre, o ‘icché c’entra i’culo con le quarantore?"

sabato 21 dicembre 2013

La devozione di Enrico Letta

Ormai non c'è dubbio: proprio come il Beato Papa Giovanni XXIII, anche Enrico Letta è devotissimo alla Madonna della Fiducia.



Immagine della Madonna della Fiducia presso il Pontificio Seminario Romano Maggiore.

lunedì 11 marzo 2013

Siena: contro gli Eretici

Padre Tommaso Vincenzo Pani, Della punizione degli Eretici e del Tribunale della S. Inquisizione (1795)

Come strumento massimo contro certi Eretici concittadini, per far più certo il ragionamento accusatorio e per rafforzare le argomentazioni che talvolta potrebbero mancare o essere indebolite dall'eloquenza pugnace di detto Individuo, suggerisco a chi di dovere di leggere il dotto libro di Padre Tommaso Vincenzo Pani O. P. P., già Inquisitore per la Diocesi e Città di Faenza, "... un reverendissimo Inquisitore che riproduce dottrine, falsi argomenti e cento volte ribattuti sofismi, per provare che senza un frate inquisitore, la fede vacilla, cadono le città, cadono i regni."

In 61 lettere (capitoli) il buon Padre svolge una dettagliata esamina delle casistiche per cui un Eretico vada sempre trattato come tale e chi si cura del bene pubblico debba fare tutto il possibile per estirparne la mala radice dalla Comunità.

Evidenzio, per aiutarvi, i capitoli più significativi su cui soffermare la lettura e la meditazione.

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LETTERA I.
Importanza dell'argomento, e breve critica di alcuni libri, che disapprovano la punizione degli Eretici ed il tribunale del S. Officio.

LETTERA IV.
L'Eretico riesce assai pernicioso alla religiosa società de' Fedeli.

LETTERA V.
L'Eretico disturba assaissimo anche la civile società.

LETTERA VI.
II delitto d'eresia merita severo castigo.

LETTERA VII.
Sono insussistenti e debolissimi i motivi che si adducono dai novatori per preservare gli Eretici da ogni reato e gastigo.

LETTERA VIII.
Continuazione dello stesso argomento, e vanità d'altre scuse e pretesti che vengono addotti per sostenere l'impunità degli Eretici.

LETTERA XIII.
Anche la pena di morte è opportuna e giusta allorchè trattasi di Eretici impenitenti.

LETTERA XIV.
Anche dopo morte gli Eretici formali possono essere condannati senz'ingiustizia.

LETTERA XVIII.
Il castigare gli Eretici non pregiudica alla mansuetudine, che conviene alla Chiesa.

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Il libro si può scaricare, gratuitamente e in diversi formati, da questa pagina del sito LiberLiber.

Nota: quanto riportato nella:

LETTERA X.
Si danno alcuni casi, nei quali gli Eretici possono essere tollerati ragionevolmente.

può, con tutta sincerità, essere assolutamente saltato per non farsi fuorviare da un debolissimo punto di vista buonistico.

domenica 13 gennaio 2013

E' un'eresia

Quicquid non placet, quicquid non intelligunt, haeresis.
(Quello che non piace, quello che non capiscono, per loro è un'eresia.)
Erasmus, lettera ad Alberto di Brandenburgo (1 Novembre 1519) [Via: Libriaco]

sabato 27 agosto 2011

Manovra: una grande idea dalla Toscana

Geniale la proposta del Presidente della Regione Toscana, Rossi, di chiedere la carità alla Chiesa!
Vedi qui.

domenica 7 novembre 2010

Il Papa, la Sagrada Familia e le suore

Domenica mattinata passata davanti alla TV, su vari canali, curioso di vedere la Sagrada Familia e la consacrazione fatta dal Papa.
Curioso per la parte architettonica, mostrata con gran dovizia da telecamere montate nei punti più impensabili del gigantesco e affascinante castello di sabbia cesellato sino all'esasperazione; curioso come un giapponese per l'antica cerimonia rituale, mai vista neppure in TV.

Una scenografia impressionante, sotto una luce abbondantissima che penetra nel luogo di culto da ogni dove, centinaia di prelati in paramenti bianco e oro che mostrano tutta la gloria della Chiesa.
E dopo l'unzione con l'olio benedetto dell'altare e delle pareti della basilica, ecco arrivare, umili e silenziose, quattro suore nere che, come in qualsiasi famiglia che si rispetti, mentre gli uomini se ne stanno comodamente seduti, devono pulire l'altare stesso ed anche per terra, sotto lo sguardo attento del Santo Padre.

Donne piegate al caratteristico ruolo a loro destinato e alla considerazione che la religione cattolica (e non solo quella...) ha sempre avuto per questi esseri inferiori ed impuri.