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lunedì 1 febbraio 2021

Lezioni in presenza

Chi lavora al sito del Ministero della Sanità ha sicuramente seguito le lezioni di Geografia in presenza, ma, nonostante questo, non ha ancora imparato a mente i nomi delle regioni italiane.
Si consulti con la Ministra della Pubblica Istruzione, che forse ricorda che il Veneto non appartiene più al Lombardisch–Venetianisches Königreich!

 

Nell'immagine, i colori delle regioni italiane, come riportato sul sito del Ministero della Salute. Il Veneto non compare.

Siamo senza speranza!

QUI il link, controllato stamani alle ore 7:10 e alle 10:42, con i browser Firefox e Edge.

martedì 3 marzo 2020

Nuovi contagi


“A chi la tocca, la tocca,” rispose Tonio, rimanendo poi con la bocca aperta. 
[A. Manzoni, I promessi sposi, cap. XXXIII]

venerdì 28 febbraio 2020

Economia taumaturgica

L'Economia ha sconfitto il virus, complice, si direbbe, un diktat della politica; ormai nei quotidiani il Covid-19 è finito in decima pagina...
Che non se ne parli più, eh, pena la denuncia per procurato allarme; si riprenda ad andare in giro, al lavoro, al bar: state sereni!

Intanto però all'ospedale di Siena si fa il check in a chiunque entri. Che sia perchè infetti e morti aumentano? (Ma non lo dite in giro, ché mi fareste passare dei guai!) e poi, per quanto riguarda i deceduti: "Si tratta di persone anziane con altre patologie.", ci dice la pagina del sito del Ministero: gente che non conta quasi nulla, insomma, con già un piede nella fossa. Che volete che sia la scomparsa di un nonno, di un vecchio babbo o di un lontano zio, magari anche un po' rimbambito?



lunedì 21 gennaio 2019

Il medico della mutua


Qualche giorno fa mi sono recato all'ambulatorio del mio medico: periodicamente ne ho bisogno.
Dopo aver suonato al portone, non mi ha aperto nessuno. Strano, di solito c'è l'automatismo dell'apri-porta che fa scattare il portone d'ingresso appena si suona il campanello.
Ho chiamato il numero dell'ambulatorio: l'utente non risultava più attivo; ancora più strano! Mi è venuto un sospetto. Ho telefonato allora al cellulare del medico che mi ha risposto quasi subito e mi ha chiarito che da qualche giorno è andato in pensione. E adesso? Mi ha suggerito il nome di un possibile nuovo medico. Convenevoli e saluti di rito, poi ho riattaccato, preoccupato.

Ma come è possibile che la nostra struttura sanitaria regionale non si preoccupi neppure di comunicare, a un assistito, l'improvvisa cessazione delle attività del proprio medico curante?

Ma davvero il Presidente della Regione Rossi deve essere seguito nei suoi fantasiosi ultimi spasmi di governo, che preannunciano sanità gratuita all'Universo Mondo che si trovi nel Granducato, e poi, nel quotidiano, si lascino gli assistiti per strada davanti a un ambulatorio chiuso, negando di fatto il diritto di assistenza a un cittadino?
Davvero non ci sono fondi per mandare un'informazione, cartacea o elettronica, alle persone che si trovano in simili frangenti?

Una vera eccellenza, quella della sanità Toscana, non c'è che dire.

La sanità? Ci seppellirà!

martedì 18 dicembre 2018

La sanità ci seppellirà


Dovete fare una visita endocrinologica a Siena? Tranquilli: l'appuntamento ve lo fissano subito, solo che la visita ci sarà tra circa 100 giorni.
Andate a fare un prelievo del sangue? Tranquilli: sembra ci sia poco da aspettare. Ma mentre vi mettete a sedere leggete in un cartello messo in bell'evidenza che "A causa di problemi con il software può darsi che ci voglia del tempo per esperire l'accettazione".
Dovete pagare il ticket? Tranquilli: ci sono le casse automatiche, solo che dovete salire un paio di piani, senza perdervi, perché quelle più vicine sono fuori servizio. Poi quando siete saliti vi accorgete che ci sono degli angeli che vi spiegano come funziona il marchingegno, che non sembra proprio alla portata degli anziani. Tranquilli: lo stato anche in questo ha capitolato e se non ci fosse qualche buona persona disponibile sareste ancora lì a chiedervi dove devo inserire cosa e quando.
Dovete ritirare le risposte ai vostri esami e non volete perdere tempo? Tranquilli: con 2,5 euro potete farvi recapitare la risposta a casa senza dover ritornare all'ufficio dell'ospedale. E quando la risposta arriva, vi accorgete che è solo quella di uno degli esami che avete fatto e che dovete, comunque, perdere tempo e recarvi allo sportello dell'ospedale e farvi cercare le risposte mancanti che vi vengono date a mano (e no, non vi restituiscono neanche 50 centesimi).

Chissà se, oltre a sorridere a favore di telecamere presentando i tagli di nastro delle eccellenze, qualcuno si occuperà mai dell'ordinaria gestione.

La Sanità? Ci seppellirà!


venerdì 12 maggio 2017

Cara(!) USL Toscana Sud Est


Negli ultimi mesi alla mia famiglia è capitato di dover ricorrere più volte ai servizi del Pronto Soccorso dell'Ospedale (S. Maria)* delle Scotte: sarà per l'età, sarà forse per la sfortuna o saranno i naturali malanni che ormai ci piovono addosso senza riguardo; comunque sia, anche negli ultimi due casi gli interventi avrebbero dovuto essere gratuiti, come recitavano anche i fogli di dimissioni ricevuti all'uscita della struttura.
Invece in entrambi i casi ci siamo visti arrivare a casa delle ingiunzioni di pagamento.

La prima volta ho pagato e poi, visto che so leggere e scrivere, ho chiesto il rimborso di quanto versato perché non dovuto (giustificandone per scritto le motivazioni). Sono stato rimborsato, dopo essermi anche dovuto recare di persona all'ufficio URP per consegnare il mio ricorso e poi all'"Ufficio Rimborsi"**.
La seconda volta la trafila è stata più lunga; per cominciare, non abbiamo pagato (come mi aveva suggerito di fare una delle impiegate addetta ad effettuare i rimborsi); a seguito della nostra domanda di annullamento della richiesta di pagamento, la USL non voleva riconoscere i nostri diritti. Siamo stati insistenti e allora ci è stato chiesto di produrre (noi!) la documentazione sanitaria che attestasse certe condizioni che davano diritto all'esenzione. Dato che, visti i tempi di mesi e mesi che passano tra la richiesta di un esame e la sua effettuazione da parte della USL, nel frattempo ci eravamo rivolti ad una struttura sanitaria esterna ed eravamo perciò in possesso dell'idonea documentazione che abbiamo fornita in maniera più che abbondante. Dopo un fitto scambio di telefonate, lettere ed email, la USL ha riconosciuto, ancora una volta, i nostri diritti: non dovevamo assolutamente pagare quanto erroneamente richiesto.
Sono rimasti 10 euro che però hanno preteso per la voce 'digitalizzazione'; una struttura privata comprende, nel costo del servizio, anche un CD con le immagini degli esami strumentali e il CD lo consegna insieme al referto; nel nostro caso, invece, all'importo pagato non è corrisposto alcunché.
Ero pronto per partire di nuovo all'attacco, ma mia moglie mi ha bloccato, stanca di questa mia caparbia lotta contro i mulini a vento della burocrazia sanitaria.

Le domande che mi nascono da questi due casi personali, che non possono ovviamente avere la natura di una statistica, sono le seguenti:
Quanti pazienti sono in grado di capire e far valere i propri diritti?
Quanti pazientissimi pazienti (o è meglio dirla chiaramente: quanti clienti) pagano importi non dovuti?
Chi mi ripaga del tempo perso a fare i ricorsi?
Chi paga i dipendenti che hanno dovuto seguire le mie pratiche?
Non sarebbe più semplice, e con minor perdita di tempo (=costi) per tutti, fare il proprio lavoro con maggior attenzione?

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* A me, ateo praticante, che si associno ai nomi degli ospedali quelli di Santi (o in questo caso della "Santissima Madre di Dio", come appellano la Madonna i cattolici) ha sempre dato fastidio: trovo scoraggiante e anche un po' di malaugurio, per chi deve usufruirne dei servizi, trovarsi in qualche modo sotto la cappa 'celeste' di un sovrumano protettore, quasi a dire che, una volta arrivato nella struttura sanitaria, se non ti aiuta qualche santo...

** [sì, c'è un ufficio 'ad hoc' e questo non può che farci avere dei cattivi pensieri]


sabato 22 ottobre 2016

ULS 7 Siena e le code: aspettando morirò



Alla fine dello scorso mese ho fatto, presso l'ospedale di Siena, un prelievo del sangue. Sono stato male: no, non per l'imperizia di un'infermiera ma per la gabella che ho dovuto pagare: quasi centocinquanta euro oltre a un contributo per farmi spedire i risultati a casa; per un altro gruppo di esami del sangue l'importo non mi è neppure stato comunicato (sanità informata, eh!) e mi arriverò direttamente la richiesta di pagamento a casa.
Dopo una quindicina di giorni, non vedendo alcuna risposta, mi sono recato personalmente allo sportello per avere informazioni; oltre un'ora di tempo perso tra arrivare, tornare indietro e fare la fila. Mi hanno risposto che sono esami lunghi(?) e che, se non mi fossero arrivati entro quel fine settimana, avrei dovuto telefonare a un certo numero.
Passata la settimana, ho telefonato a quel certo numero dal quale mi hanno assicurato che i risultati degli esami dovrebbero arrivarmi quanto prima, entro la settimana successiva; in caso contrario che telefonassi per informazioni ad un altro numero che mi hanno comunicato.

E se nel frattempo, aspettando le risposte, morissi?


martedì 22 marzo 2016

Siete malati? Curatevi (da soli)!


Stamani sono andato al 'ricettificio' del mio medico di famiglia per farmi prescrivere la dose mensile di farmaci.
In assenza della sua collaboratrice, che smista le richieste degli habitué, ho dovuto fare la fila per parlare col medico in persona; trenta minuti, non molto.
Ho approfittato per chiedergli di prescrivermi anche alcuni esami del sangue di controllo, secondo me importanti: colesterolo e gammaglobuline. Mi ha risposto, consultando il PC, che li avevo fatti appena(!) un anno fa e che i risultati erano nella norma.
Non è vero, li ho fatti 14 mesi fa e i risultati, confrontati con i dati di riferimento di laboratorio riportati nel tabulato, erano tutt'altro che nell'intervallo di normalità: so leggere.

Non ho voluto fare polemica: è un bravo medico ed è sempre stato attento e scrupoloso, ma la cosa mi ha infastidito molto: dunque davvero siamo arrivati a questo, con il decreto della ministra Lorenzin, in vigore dal 21 gennaio, sull'appropriatezza prescrittiva: risparmiamo riducendo il numero degli esami diagnostici (inutili, secondo lei) e con questo rimettiamo a posto la Sanità italiana!

Come faccia a capirne di gestione economica e di sanità una che è semplicemente diplomata in un liceo classico resta uno dei misteri profondi di questo immarcescibile governo.

Con che logica risparmiare pochi euro oggi e poi fare di me (e di voi) casi da ricovero con danni non solo alla nostra salute, ma anche alle casse dello Stato? Ospedalizzarci a mille euro al giorno invece di spendere poche decine di euro in diagnostica preventiva? Siamo dunque diventati completamente pazzi? Non se ne accorge nessuno?

Per quanto ancora dovremo sopportare questo governo?

La risposta è semplice e la dò io: fino a quando la Sanità, i Beni Culturali, le Università saranno completamente privatizzati e le spese, tutte e completamente, graveranno sulle nostre spalle. Così, finalmente, lo Stato sarà stato, e la Finanza, apertamente e definitivamente, sarà la nostra padrona.

domenica 20 dicembre 2015

Sanità in Toscana: un atto di forza



Pur di impedirci di esercitare il diritto a un referendum abrogativo della Legge Regionale sulla sanità esistente (L. 28/2015), lorsignori scorporano parte della (pessima) legge che modifica (ma solo formalmente) la precedente e la sostituisce, in modo da poterla approvare prendendo in giro ancora una volta il popolo bue. QUI.


Dichiara Stefano Scaramelli (PD), Presidente della Commissione della Sanità della Regione Toscana:

Il PD si è assunto la responsabilità di una prova di forza, di voler governare la sanità toscana, di dare un governo a questa sanità, di cambiarla, ci mettiamo la faccia e se abbiamo fatto un atto di forza è perché i cittadini ce lo hanno chiesto con le elezioni. Noi siamo il Partito Democratico e abbiamo il dovere di governare questa regione ed era doveroso a un certo punto ascoltare tutti ma poi decidere, fare un atto di forza che portasse la sanità nel futuro, lo abbiamo fatto siamo andati a scrivere una pagina nuova per i bambini....
Era doveroso, a un certo punto, forzare la mano: basta chiacchiere, basta questioni inutili*, bisogna assumersi la responsabilità delle decisioni
[*] una volta in Italia, qualcuno lo ricorda?, discutere e confrontarsi si chiamava Democrazia.

Loro ci mettono la faccia, noi malati, al solito, ci mettiamo, come dirla elegantemente? ecco: noi ci mettiamo il culo.

[Credits: Immagini e testo della dichiarazione dal TG di RTV38 delle 19:30 di ieri.]

lunedì 5 agosto 2013

Siena: i ticket sanitari


No, non sono io ad avercela con la Sanità senese, è esattamente vice versa!

Se dovete fare un esame (del sangue, delle orine,...) potete recarvi al centro prelievi del Policlinico delle Scotte [del Santa Maria delle Scotte, come è stato ribattezzato qualche anno fa, per fare più fino (perché Le Scotte mi risultano essere solo un podere della zona) e impetrare l'aiuto della Madonna già solo nominandolo...] e seguire questa procedura:

  1. Da uno dei distributori funzionanti dovete prendere un numerino (attenzione alla tipologia di operazione da effettuare, dovete fare la selezione giusta sul touch screen!).
  2. Quando è il vostro turno, allo sportello dovete prima di tutto compilare una dichiarazione sulla vostra fascia di reddito familiare (andateci preparati, con la paginetta della dichiarazione dei redditi che esplicita i vostri lauti guadagni), poi c'è da trascrivere il codice fiscale e da indicare quanti esami clinici avete già effettuato nell'anno (già, perché voi dovreste ricordarlo a memoria, il sistema informativo della USL7 no).
  3. A questo punto vi mettete in fila alle casse automatiche; quando arriva il vostro turno dovete: inserire la Tessera Sanitaria, selezionare l'esame che intendete pagare (se già prenotato) oppure far scannerizzare dall'apposito strumento l'intestazione della prenotazione che vi ha rilasciato lo sportello. Al sopraggiungere della richiesta di pagamento c'è da scegliere tra contanti o Bancomat (no, niente carte di credito). Ora dovete mettervi saldi sui due piedi ed avere entrambe le mani libere: il totem spara fuori (letteralmente) una ricevuta, di lunghezza chilometrica, con la rapidità di una macchinetta olimpionica del lancio del piattello; questo lenzuolo lo dovete conservare per eventuali sgravi fiscali. Che non vi sfugga, mi raccomando, il piccolo tagliando che viene emesso subito dopo: senza tale documento non vi faranno l'esame perché l'infermiera deve ritirarlo prima di occuparsi di voi.
  4. Ora potete mettervi in fila nel settore prelievi ed aspettare il vostro turno. ATTENZIONE: verrete ricevuti in base alla numerazione del tagliando che avete ritirato al punto 1; se lo avete lasciato sul banco della ricezione o lo avete appallottolato e buttato via, dovete per forza prenderne un altro e allungare la vostra attesa.

La lunghezza delle operazioni descritte dipende da due fattori: il numero di persone presenti e la capacità delle medesime di utilizzare il totem con il touch screen (strumento adattissimo ai tanti nostri anziani ultra sessantacinquenni).

Se poi, come stamani, i due totem risultano fuori servizio (sono gestiti dalla ditta Bassilichi e mi hanno detto che erano guasti da sabato...), tutta la bella informatizzazione se ne va a ramengo e si torna ai pagamenti col vaglia recapitato a casa.

A questo punto vi rendete conto del perché abbiano premesso al nome dell'ospedale quello della Madonna: per limitare il numero di 'moccoli' che sarebbe portato a tirare un 'utente' nervoso e incivile.
[Tirare moccoli: espr. popolaresca per: bestemmiare]


Vedi anche:
Ma che bella sanità!



Siena: ma che bella sanità

Niente da eccepire, qui a Siena abbiamo una bella sanità.
Per fare un'ecografia mi hanno proposto la prima data possibile dopo oltre 70 giorni. "Ma se la devo fare urgentemente?" ho chiesto? "Si deve fare ricoverare". Mi sono informato sul costo poi ho fissato l'appuntamento: magari dopo settanta giorni sarei stato ancora vivo e l'esame mi sarebbe potuto servire a qualcosa.
Poi ho chiamato un laboratorio privato. Disponibilità per il giorno dopo. Costo? Due euro (sì, due euro!) più della USL 7 Siena. Ho fissato l'appuntamento con loro e disdetto quello preso precedentemente.

lunedì 25 marzo 2013

I preservativi di Bill Gates

La famiglia Gates adesso si occupa anche di preservativi.
Inorridisco pensando a cosa succederà prima che trovino una versione "stabile".

giovedì 22 ottobre 2009

Face Book per i giovani

The Teen Face Book American Academy of Facial Plastic and Reconstructive Surgery (1989)

Chirurgia facciale per i giovani: con un po' meno acne e una buona plastica facciale i genitori smettono di odiarti e si 'incontra' di più.

Credit: Awful Library Books

venerdì 16 gennaio 2009

Sanità a Siena

Oggi ho fatto il buon Samaritano.

Ero appena uscito di casa quando mi sono accorto che il parabrezza dell'auto, appena scongelato, si stava gelando di nuovo. Mi sono fermato, in una piazzola in fondo ad un rettilineo, sono sceso e, armato di spray antigelo, mi sono messo a spruzzare il vetro della macchina. Pochi secondi dopo ha affrontato la curva una persona in motorino.
La curva, tracciata con rara maestria da un geometra che proprio quel giorno aveva comprato un curvilinee e si era divertito a fare tracciati stradali precisi precisi a 90 gradi, completa una strada così stretta, ma circondata da inutili campi incolti o giardini lasciati ad erbacce, così stretta che due autobus non ci si scambiano e se ci si trova in auto si teme sempre di essere speronati da quegli scatoloni di metallo arancione che ti vengono incontro. Parlare della progettazione di tutto il quartiere (il più bel quartiere della più bella città del mondo) non è però il momento; il motorino scivola sulla curva, ghiacciata, la persona cade pesantemente e picchia la testa per terra, ha il casco (no, non era una situazione climatologicamente critica, ma la manutenzione delle strade e un po' di sale servirebbero, ogni tanto. C'è da dire che, quando nevica, il quartiere si blocca perché, più qua o più là, qualcuno degli scatoloni di metallo che fanno servizio pubblico che è uscito al solito senza catene anche quando in città ci sono venti centimetri di neve, si intraversa nell'affrontare una curva....)

Corro in soccorso, la persona si lamenta, cerca di sollevarsi da terra. L'aiuto, si ferma un'altra auto, la spostiamo con cura a bordo strada. Col cellulare chiamo il 118, siamo forse a meno di un chilometro dall'Ospedale di Siena; l'attesa per parlare con l'operatore mi pare lunga, non controllo perché sono indaffarato a far cenno di rallentare alle macchine che arrivano troppo veloci su quella curva con un filo di ghiaccio: magari finisce che ci rimango anch'io.

Descrivo all'operatore la situazione della persona ferita. Manderanno un'ambulanza, mi dice. Vorrei vedere! Rimango solo, a far compagnia al ferito che lascio, dolorante ma senza gravi problemi, mi sembra; si è tolta il casco, ha un ginocchio dolorante; la faccio parlare, voglio capire se è pienamente in sé, sposto il motorino dalla strada, le recupero i documenti dal bauletto.

E aspettiamo, aspettiamo, aspettiamo, aspettiamo....

Aspettiamo 25 minuti, lunghissimi: se la persona incidentata fosse stata grave forse sarebbe morta, non so.
L'ambulanza arriva, senza sirena, si ferma poco distante dietro a due autobus e aspetta che questi facciano scendere e salire i passeggeri (!!!); è della Misericordia di un Comune vicino. Gli addetti si scusano per il ritardo, hanno trovato traffico....
Ma come, siamo a qualche centinaio di metri dal Santa Maria delle Scotte, due portantini sarebbero arrivati, a piedi, in dieci minuti, e l'ambulanza arriva dopo mezz'ora?

Sono io che pretendo troppo o c'è qualcosa che mi sfugge in come funzionano le cose nella Sanità?

Cercate di star sani, se potete, almeno da queste parti.