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sabato 27 agosto 2022
venerdì 10 settembre 2021
sabato 21 agosto 2021
La storia di un Istituto di Credito
La storia di un Istituto di Credito quale il Monte dei Paschi di Siena è lo specchio fedele delle vicende di una società e di un ambiente.
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| Monte dei Paschi di Siena: Salone della sede centrale di Siena (1960 ca.) |
Immagini da: Olivetti Elea 9003 - Monte dei Paschi di Siena (senza dati. 1960 ca.)
sabato 14 agosto 2021
martedì 23 marzo 2021
venerdì 28 febbraio 2020
Economia taumaturgica
L'Economia ha sconfitto il virus, complice, si direbbe, un diktat della politica; ormai nei quotidiani il Covid-19 è finito in decima pagina...
Che non se ne parli più, eh, pena la denuncia per procurato allarme; si riprenda ad andare in giro, al lavoro, al bar: state sereni!
Intanto però all'ospedale di Siena si fa il check in a chiunque entri. Che sia perchè infetti e morti aumentano? (Ma non lo dite in giro, ché mi fareste passare dei guai!) e poi, per quanto riguarda i deceduti: "Si tratta di persone anziane con altre patologie.", ci dice la pagina del sito del Ministero: gente che non conta quasi nulla, insomma, con già un piede nella fossa. Che volete che sia la scomparsa di un nonno, di un vecchio babbo o di un lontano zio, magari anche un po' rimbambito?
Fonte: Ministero della Salute
Che non se ne parli più, eh, pena la denuncia per procurato allarme; si riprenda ad andare in giro, al lavoro, al bar: state sereni!
Intanto però all'ospedale di Siena si fa il check in a chiunque entri. Che sia perchè infetti e morti aumentano? (Ma non lo dite in giro, ché mi fareste passare dei guai!) e poi, per quanto riguarda i deceduti: "Si tratta di persone anziane con altre patologie.", ci dice la pagina del sito del Ministero: gente che non conta quasi nulla, insomma, con già un piede nella fossa. Che volete che sia la scomparsa di un nonno, di un vecchio babbo o di un lontano zio, magari anche un po' rimbambito?
Fonte: Ministero della Salute
sabato 2 marzo 2019
Beni di lusso
Chi vende tartufi e fosse rispettoso delle leggi fiscali, da inizio anno dovrebbe applicare al prodotto l'I.V.A. al 5%.
Chi acquista della verdura o della frutta è costretto, per Regio Decreto, a comprare anche una bustina biodegradabile; su tale bustina, bene di gran lusso come ognun sa, si applica l'I.V.A. al 22%.
Nella foto: un nuovo piatto da gourmet: uova strapazzate con sfilacci di sacchetto bio per frutta e verdura.
Chi acquista della verdura o della frutta è costretto, per Regio Decreto, a comprare anche una bustina biodegradabile; su tale bustina, bene di gran lusso come ognun sa, si applica l'I.V.A. al 22%.
Meditate, gente, meditate.
giovedì 4 gennaio 2018
Caro Renzi
Prima spesa dell'anno al supermercato di Unicoop Firenze e primo incontro con le bustine per l'ortofrutta a pagamento.
Solo qualche centesimo!, dicono tutti, come se non si trattasse di soldi nostri: sono i centesimi che fanno gli euro, potremmo dire parafrasando un detto americano.
Il supermercato Unicoop Firenze di cui sopra da anni distribuiva 'gratuitamente' i sacchetti biodegradabili, senza alcun costo aggiuntivo per gli acquirenti; ovviamente decine di migliaia di sacchetti hanno il loro costo, nell'arco dei dodici mesi, ma ovviamente tale costo era stato spalmato sui prezzi dei prodotti che acquistavamo.
Adesso, nei punti di distribuzione dei sacchetti, l'Unicoop si scusa di doverceli far pagare ma: è la legge! Non ho visto segnalato in nessun luogo che il supermercato abbia deciso, per venire incontro a questo ennesimo balzello, di rimborsarcene il costo in un qualche modo, ad esempio accreditandoci dei 'punti' gratuitamente. Morale della favola? Il valore degli imballi 'ecologici' fino al 31 dicembre dello scorso anno faceva parte dei costi aziendali ed era coperto dal valore delle vendite; quest'anno, a prezzi dei prodotti uguali o maggiori, con il modesto obolo che ogni giorno saremo costretti a versare, entreranno nelle loro casse alcune centinaia di migliaia di euro senza colpo ferire, grazie alla 'legge'.
E dunque, oltre all'inflazione e al caro vita oggi possiamo aggiungere anche il caro Renzi.
Nota 1: Sopra i sacchetti viene attaccato un autoadesivo che certifica tipo, peso e costo della merce contenuta. Detto autoadesivo NON viene dichiarato ecologico quindi, a rigor di logica, il sacchetto dopo la prezzatura NON è smaltibile tra i rifiuti biodegradabili e compostabili.
Nota 2: Il sacchetto è prodotto da "Industria Plastica Toscana", società cooperativa, con sede a Scarperia. È però prodotto con MATER-BI e realizzato su licenza di NOVAMONT, la cui amministratrice delegata è Catia Bastioli, presidente anche di Terna. Vedi, su 'La Stampa', l'articolo sulla polemica che vede coinvolto il segretario del Partito Democratico.
Nota 3: Ma i guanti per maneggiare la frutta, quelli sì davvero indispensabili, di che tipo di 'plastica' sono fatti? Non certo biodegradabile: per fortuna continuano ad essere inquinanti ma gratuiti!
Nota 4: Tutte le volte che ci vendono merce in contenitori non biodegradabili, dato che il loro smaltimento è un costo per noi che li portiamo a casa, non dovremmo essere noi consumatori a chiedere un rimborso alle aziende, fosse anche solo un centesimo al pezzo? Non sarebbe un buon deterrente, se davvero sta a cuore l'inquinamento ambientale?
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| L'etichetta autoadesiva sul sacchetto |
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| Sacchetto prodotto da |
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| Prodotto su licenza di |
lunedì 27 novembre 2017
Ho tanta per tutti
Renzi Matteo, che 12 mesi fa aveva promesso di andarsene dalla vita politica se il referendum del 4 dicembre 2016, Santa Barbara, lo avesse fatto saltare, è ancora lì e torna a ripetere la cantilena degli "ho tanta euro"; gli Italiani, per decidere chi votare, aspettano la proposta di qualche altro politico che, come Cetto La Qualunque, prometta "Chiu pilu pe tutti".
domenica 3 settembre 2017
venerdì 10 febbraio 2017
venerdì 13 gennaio 2017
sabato 17 dicembre 2016
venerdì 23 settembre 2016
mercoledì 20 aprile 2016
martedì 23 febbraio 2016
Nuova fondazione: il Logo
Dopo il post di Magrini su "Il Santo", riciclo un mio disegnino di un anno e mezzo fa, quando si cominciò a parlare della cosa.
venerdì 11 dicembre 2015
Natale coi fichi secchi
Fare le nozze coi fichi secchi è (era) un'espressione proverbiale per dire: realizzare un grande evento con mezzi poveri e insufficienti alla bisogna.
A me, in questo periodo dell'anno, tornano in mente le parole di mia nonna che ricordava i mandarini e i fichi secchi come le poche, povere chicche che lei e i suoi tanti fratellini e sorelline potevano mangiare solo a Natale; l'arrivo delle feste le riportava sempre alla memoria gli anni dell'infanzia e le bastava sentire l'odore della buccia di un agrume che si apriva per rivivere gli anni di miseria e di lavoro in campagna quando, dal sorgere del sole a quando già si era fatta notte, lei e gli altri bimbetti lavoravano come adulti nel grande orto di uno zio che, rimasta vedova la loro mamma, li aveva accolti tutti con sé 'per carità'. E tutto questo non nel profondo sud, ma nella Maremma di poco più di un secolo fa.
Ora i fichi secchi sono una presenza povera e misconosciuta sulle tavole di Natale, eppure io stesso ero contento di averne un paio per poterci fare merenda insieme a un bel pezzo di pane, quando ero bambino, avendo l'accortezza di mangiare più pane e meno fichi secchi, in modo da lasciare indietro, come ultimo boccone, un po' di quel dolce e gommoso 'companatico'.
Nella grande distribuzione i fichi secchi 'fatti in Italia' sono impossibili da trovare: quelli che vendono sono per lo più della Turchia. Se possibile, cerchiamo di fare un bel gesto: quando compriamo i fichi secchi, controlliamo che, se non dall'Italia, provengano almeno dalla Grecia. Non se ne parla più, su TV e Internet: i Greci sono già passati di moda ma il bisogno, là, è ancora davvero tanto!
venerdì 30 ottobre 2015
domenica 28 giugno 2015
L'Europa e la Grecia
Il mostro economico-finanziario Europa e la sua Sacerdotessa hanno messo nel calderone i Greci, il primo Popolo di cui si ciberanno.
[Immagine da: TheTribulationNetwork]
sabato 21 marzo 2015
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