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mercoledì 5 novembre 2025

Pubblicità

L’immagine l'ho generata in collaborazione con Copilot di Microsoft.

 Quella sul cartellone è solo una semi-citazione, di Gramsci, come si sa. Lui il 6 novembre 1932 scrive, rivolgendosi alla cognata Tat'jana Apollovna Šucht (Tania per gli amici):

Il mio temperamento è stato sempre vivace e il mio motto è sempre stato: «pessimismo dell’intelligenza, ottimismo della volontà».

Oggi però l'ottimismo c'è solo nelle pubblicità.

 

A. Gramsci, Lettere dal carcere 1926-1937, Palermo, Sellerio, 1996


martedì 8 aprile 2025

Gratis (et amore Dei?)

Un biglietto di ingresso gratuito al "Complesso museale di Santa Maria della Scala" di Siena; datato 6 gennaio 2000.

Ritrovato in:

Giorgio Soavi, Un banco di nebbia [1955], Torino, Einaudi, 1991



martedì 1 aprile 2025

Tobias Smollett a Siena!

Of Sienna I can say nothing from my own observation, but that we were indifferently lodged in a house that stunk like a privy, and fared wretchedly at supper. The city is large and well built: the inhabitants pique themselves upon their politeness, and the purity of their dialect. Certain it is, some strangers reside in this place on purpose to learn the best pronunciation of the Italian tongue. The Mosaic pavement of their duomo, or cathedral, has been much admired; as well as the history of Aeneas Sylvius [Piccolomini], afterwards pope Pius II, painted on the walls of the [Piccolomini] library, partly by Pietro Perugino, and partly by his pupil Raphael D'Urbino.

cioè:

Di Siena non posso dire nulla, se non che siamo stati alloggiati, senza che ci mostrassero particolare interesse, in una casa che puzzava come una latrina e che abbiamo cenato male. La città è grande e ben costruita: gli abitanti si vantano della loro cortesia e della purezza del loro dialetto. È certo che alcuni stranieri risiedono in questo luogo allo scopo di imparare la migliore pronuncia della lingua italiana. Il pavimento a mosaico del duomo, o cattedrale, è stato molto ammirato, così come la storia di Enea Silvio, poi papa Pio II, dipinta sulle pareti della biblioteca, in parte da Pietro Perugino e in parte dal suo allievo Raffaello d'Urbino.



Tobias Smollett in: Travels Through France And Italy [1766] 


martedì 18 marzo 2025

Cosa cerco nei libri


Il mio proposito è di trascorrere tranquillamente, e non faticosamente, quello che mi resta della vita. Non c'è nulla per cui io voglia rompermi la testa, non certo per la scienza, per quanto grande sia il suo pregio. Nei libri cerco solo di procurarmi un po’ di piacere con un onesto passatempo; o se studio, vi cerco solo la scienza che tratti della conoscenza di me stesso e che mi insegni a morir bene e a viver bene…

Michel Eyquem de Montaigne, Saggi, Lib. II Cap. X, [1580-1595], Milano, Mondadori, 1970. [Trad. Fausta Garavina]


Immagine: S. Dalì, Ritratto di Montaigne in The Essays of Michel De Montaigne, limited ed. of 1000 copies, 1947, New York, Doubleday et Company, Inc.

martedì 4 marzo 2025

L'elefante bianco


 

Nel BURrino di Mark Twain che ho letto qualche settimana fa, c'è un racconto che si intitola My Late Senatorial Secretaryship [ca. 1867], tradotto in italiano come: Il mio ex-impiego di segretario di un senatore [Il racconto che dà il titolo alla raccolta potrebbe ricordare a qualche cinéphile  un episodio del film “Il fantasma della libertà” di Luis Buñuel].
 

A un certo punto del racconto si trova una poesiuola di poche righe:

Cecco Bilecco infilzò in uno stecco:
lo stecco si rompe e Cecco va sul ponte;
il ponte va in rovina e Cecco s'infarina:
la farina si staccia e Cecco si sculaccia

Canzoncina per bambini che mi recitavano (nonno? mamma? nonna?) tenendomi seduto sulle ginocchia e facendomi ballonzolare. La prima frase la ricordo diversa: “Cecco Bilecco infilato in uno stecco”; certamente una cantilena toscana.

Controllando l'originale di Mark Twain si legge invece:

Jack and Gill went up the hill
To draw a pail of water;
Jack fell down and broke his crown,
And Gill came tumbling after.

La traduttrice dei racconti, nel 1952, era Oriana Previtali neé Gui (1912-1997), figlia di Vittorio, direttore d’orchestra e fondatore del Maggio musicale fiorentino e moglie di Ferdinando Previtali, come il suocero direttore d'orchestra e compositore.

Ho davvero apprezzato che la Previtali non volgesse in italiano l'originale di M. T. ma lo sostituisse con un'omologa nursery rhyme nostrana!

Mark Twain, Il furto dell'elefante bianco e altri racconti, Milano, Rizzoli, 1952 [Trad. O. Previtali]

martedì 23 aprile 2024

Leggi un libro

Per librarti leggi un libro.

Sotto gli auspici della Presidenza del Consiglio dei Ministri (1953).

Manifesto di Alfredo Lalia.

sabato 26 agosto 2023

Dio non c'è


Dio non c'è, il cielo è vuoto e le stelle sono fredde, lontane, crudeli, e tu puoi fare quello che vuoi.

J. Roth, [Das falsche Gewicht. Die Geschichte eines Eichmeisters, 1937] Il verificatore di pesi [Trad. L. Fabbri], in Romanzi brevi, Milano, Bompiani, 1990

venerdì 25 novembre 2022

Pronto, chi legge?

Il mio primo contatto con un 'ebook reader', sia pure sui generis, fu casuale: avevo già preso l'abitudine di leggere sullo schermo del PC, ma in genere si trattava solo manualistica in formato PDF, quando l'azienda in cui lavoravo ci dotò di cellulari Blackberry (pre-smartphone, probabilmente nel 2011); non so come, scoprii un programma per leggere su quel dispositivo i file di tipo mobi: Mobipocket . Caricai un primo e-libro sul telefonino.

 

Si trattava di una prova, pensavo che questo tipo di lettura e le ridotte dimensioni dello schermo (10 righe di 40 caratteri ciascuna) mi avrebbero velocemente dissuaso dal continuare, invece ben presto creai la mia prima biblioteca ‘telefonica’ portatile in una schedina di memoria da 2GB.

Adesso le mie letture in formato ebook sono circa il 75% di quelle che faccio.

[Via: Libriaco]

venerdì 23 settembre 2022

Il Russo

 
Il Russo ha una tale fiducia nella propria forza e resistenza che è disposto persino a spezzarsi: egli guarda arditamente in avanti e poco gl'importa del passato.

I. Turgenev, [Записки охотника, Zapiski ochotnika, 1874], Memorie di un cacciatore, Novara, De Agostini, 1983 [Trad. G. Pacini]

[Statua di Ivan Turgenev, in prossimità della casa museo dello scrittore, recente opera dello scultore Sergey Kazantsev]



sabato 17 settembre 2022

Il lavoro

"Una società fondata sul lavoro non sogna che il riposo."

Leo Longanesi,  La sua signora [1957], Milano, Longanesi, 2017

 [Immagine: Incisione di Duilio Cambellotti]

sabato 26 marzo 2022

Corpo a corpo


« Bene, ragazzi, credo che lo sia. »
« Che cosa? » chiese Ace Owens.
« Combattimento. »
« Ma noi portiamo bombe all’idrogeno, » brontolò Lothar Zogg.
King annuì gravemente, in segno di assenso.
« Esatto, combattimento atomico! Corpo a corpo con i russi. »

P. George, [Dr. Strangelove or: How I learned to stop warrying and love the bomb, 1958], Il dottor Stranamore ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba, Milano, Mondadori, 1971

martedì 11 gennaio 2022

Dicono di Siena - 1

Le tre figure che si alzarono dalle sedie da talk-show e vennero avanti sul palco ricordarono a Gary, stranamente, la sua luna di miele in Italia. Lui e Caroline avevano visitato una cattedrale da qualche parte in Toscana, forse a Siena, e nel museo c’erano grandi statue medievali di santi che una volta stavano sul tetto, tutti con un braccio alzato come candidati presidenziali e tutti con un pio sogghigno di certezza sulla faccia.

J. Franzen, [The Corrections, 2001], Le correzioni, Torino, Einaudi, 2006 [Trad. S. Pareschi]


E' vero, sono qui a Siena. 

Immagine: Siena, Opera del Duomo, La galleria delle statue

mercoledì 23 giugno 2021

Si lavora e si fatica


si lavorava senza pensare alla fatica; si sapeva che si doveva lavorare tanto con tutti quei figli: ne sono nati .8. non è uno scherzo: pure .4. sono morti: 4 sono al mondo, i maschi erano diventati grandi, e quello di .25. anni pensava di sposarsi; un giorno disse papà mi vorrei sposare cosa dici; bè!! guarda che ti piacia; perchè il matrimonio non è come un paio di scarpe, che quanto non ti piace l’è puoi cambiare; ma la moglie deve durare tutta la vita! Perchè sposarsi è una cosa; ma dovere mantenere una famiglia è un altra.

C. Marchi, Il tuo nome sulla neve. Gnanca na busìa. Il romanzo di una vita scritta su un lenzuolo [1992], Milano, Il Saggiatore, 2012

Nota: Il lenzuolo di Clelia Marchi è conservato presso l’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano (AR). La trascrizione del testo è stata eseguita da Rosanna Mai.

Immagine: Salvatore Ferragamo, scarpa in merletto di Tavarnelle

venerdì 28 maggio 2021

Le battaglie perse


Anche quest'anno ha luogo la tradizionale «Battaglia del libro» rivolta alla diffusione della cultura fra masse sempre più larghe di cittadini.
In unità di intenti e di azione, enti e organizzazioni culturali e sociali, editori, scrittori, critici, organi di stampa e uomini di cultura hanno condotto e conducono, singolarmente o in comune, una battaglia per superare quella barriera che ancora si oppone tra il libro e milioni di cittadini di ogni ceto. Esistono migliaia e migliaia di potenziali lettori ai quali il libro non arriva per la persistente inadeguatezza dei mezzi tradizionali di diffusione, mentre le esigenze e lo sviluppo della vita moderna richiedono sempre più che il libro venga portato ovunque il cittadino vive e lavora: nelle fabbriche, negli uffici, nelle scuole, nelle case coloniche e in tutti i luoghi ove si svolga una qualsiasi forma di vita associativa: nelle organizzazioni sindacali, cooperative, assistenziali, ricreative, nei partiti.

[...]

A quanti vogliono operare per la difesa e la diffusione della cultura chiediamo di aderire alla «Battaglia del libro 1955» indetta dal Centro popolare del libro. Sarà questo un serio contributo al rinnovamento della nostra cultura, alla democrazia e al raggiungimento di un più alto livello di civiltà nel nostro Paese.

La Presidenza del Centro popolare del libro
NORBERTO BOBBIO, CORRADO DE VITA, TOMMASO FIORE
Un libro nuovo in ogni casa!
Una biblioteca in ogni luogo pubblico!

L’Unità, sabato 28 maggio 1955

sabato 8 maggio 2021

Leggo a sbafo

 
Da: L'Unità, Anno 68° / N. 97  * Venerdì 10 maggio 1991 / L. 1200 *

martedì 20 aprile 2021

Speranza, ultima dea

Dalla presentazione editoriale:

Anni di un’ideologia del libero mercato dimostratasi fallimentare e di scelte sbagliate che hanno messo a repentaglio la nostra salute. Quella stagione è finita e il sacrificio del Paese non andrà sprecato. Perché con le possibilità aperte dalla nuova programmazione europea sarà possibile, per la prima volta da decenni, una riforma radicale della sanità fatta non di tagli, ma di investimenti. Una rivoluzione copernicana capace di portare la sanità davvero vicino al cittadino: semplice, efficiente, integrata. Questo libro spiega perché. E spiega come.

R. Speranza, Perché guariremo, Milano, Feltrinelli, 2020
"Ideologia di libero mercato" che ovviamente ho voluto e implementato io, come a tutti è noto.

martedì 13 aprile 2021

L'importante è farci soffrire

 

Un uomo politico è grande in misura della sua forza di previsione: un partito politico è forte in misura del numero di uomini di tal forza di cui dispone.

In Italia i partiti di governo non possono disporre di nessuno di tali uomini: nessuno che sia grande, nessuno che sia almeno mediocre. Uno dei caratteri italiani, e forse quello che è più malefico per l’efficienza della vita pubblica del nostro paese, è la mancanza di fantasia drammatica. Sembra una affermazione letterariamente paradossale, e in verità è una osservazione profondamente realistica. Ogni provvedimento è un’anticipazione della realtà, è una previsione implicita. Il provvedimento è tanto più utile quanto più esso aderisce alla realtà. E perché ciò avvenga è necessario che il lavorìo preparatorio sia completo, che nel lavorio preparatorio non si sia trascurata alcuna ipotesi, e delle infinite ipotesi possibili si siano scartate quelle che non resistono alla prova della rappresentazione drammatica.

Orbene: le autorità italiane, quelle governative, quelle provinciali, quelle cittadine, non hanno finora decretato un provvedimento che non sia stato tardivo, non hanno ponzato un provvedimento che non abbia avuto bisogno di essere modificato, di essere prima o poi cassato, perché, invece di provvedere, veniva a far rincrudire il malessere. Non sono riuscite ad armonizzare la realtà, perché sono state incapaci di armonizzare prima, nel pensiero, gli elementi della realtà stessa. Esse ignorano la realtà, ignorano l’Italia in quanto è costituita di uomini che vivono, lavorando, soffrendo, morendo. Sono dei dilettanti: non hanno alcuna simpatia per gli uomini. Sono retori pieni di sentimentalismo, non uomini che sentono concretamente. Obbligano a soffrire inutilmente nel tempo stesso che sciolgono degli inni alati alla virtù, alla forza di sacrificio del cittadino italiano.

A. Gramsci, Odio gli indifferenti [3 aprile 1917], Milano, Chiarelettere, 2011, ebook