Visualizzazione post con etichetta Recensione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Recensione. Mostra tutti i post
sabato 8 dicembre 2012
Letture da Regina
Noi di Scrivolo non siamo molto social ma ogni tanto aggiorniamo le nostre pagine su Anobii; potrebbero interessarvi le nostre letture e le pillole di recensioni sui libri che davvero ci hanno colpito.
Recensione a cura di fuchs.
Etichette:
Alan Bennett,
Anobii,
Letteratura,
Libri,
Recensione,
Scrivolo
venerdì 14 dicembre 2007
I Webster
A proposito di Webster...Nessuno vuol più vivere in città, ormai; gli uomini si isolano e preferiscono tornare ad abitare nei piccoli agglomerati di campagna. In fondo, è la vita stessa che non piace più: è meglio una lunga ‘ibernazione’ e qualche raro risveglio pieno di ricordi e di rimpianti che una inutile e demotivata partecipazione alla realtà.
E nel mondo che si spopola sempre più, sono i cani a trasmettere le leggende degli uomini, anzi, dei Webster, come ormai li chiamano.
Generazioni e generazioni di cani, parlanti e intelligenti, e semieterni robot, loro compagni e guide, ultimi contatti e memoria dei ‘webster’ che li crearono, popolano un mondo ormai sonnolento.
Passerà così l’eternità, in una crepuscolare saga ‘country’ americana, oppure altri esseri, o altri tipi di uomini, daranno una svolta alla vita sul pianeta?
City (in Italia: Anni senza fine), di Clifford D. Simak, è una delle più classiche raccolte di racconti di fantascienza degli anni ‘50, una narrazione ben lontana dai mondi ipertecnologici, ma riflessiva e piegata su se stessa, quasi a presentire un desiderio per una diversa ‘way of life’ che un decennio più tardi sarebbe sfociato nella protesta degli ‘hippies’.
Etichette:
Fantascienza,
Libri,
Recensione,
Simak
Iscriviti a:
Post (Atom)
"La sovrana lettrice"
Da leggere in poche ore: piacevole, umoristico e originale. Nel racconto, ambientato nella corte inglese, Bennett analizza cosa succede quando, all'improvviso, Sua Maestà Elisabetta II d'Inghilterra scopre la lettura e ne diventa un'assidua frequentatrice.
E' la storia garbata e appassionante dell'iniziazione alla lettura che la Sovrana fa ormai quasi ottantenne, complice un giovane lavapiatti gay[*], dipendente di corte, appassionato di letteratura e conosciuto per caso in una biblioteca circolante che frequenta anche il Palazzo Reale.
L'ironia e lo humor britannico sono diffusi a piene mani; il Prime Minister e i cortigiani tutti non fanno una grande figura e vengono descritti come pozzi d'ignoranza.
Mi dispiace per il titolo: nell'originale è "The uncommon reader", che gioca con l'altro, il più famoso "The common reader" di Virginia Woolf; in italiano il riferimento si perde. Qua e là, avendo letto il libro in originale e poi in italiano, ho trovato alcune frasi tradotte in maniera non troppo puntuale.
[*] Bennett, dichiaratamente gay, fa del giovane lavapiatti un personaggio importante del racconto: il ragazzo consiglia alla regina letture di scrittori gay e la regina stessa ci compare nelle prime pagine mentre chiede al presidente francese informazioni sullo scrittore 'maledetto' Jean Genet. Mentre Elisabetta non mostra il minimo preconcetto, non così si comporta il suo entourage. A livello di pettegolezzo bisogna ricordare che, con due figlie piccole a Palazzo (Elisabetta e Margaret), la Regina Madre fece fequentare la corte da artisti e intellettuali gay, ritenendoli meno 'pericolosi' per le due ragazze.