giovedì 30 aprile 2026
venerdì 13 marzo 2026
Il libro
Dai ricordi infantili dei chiodini della Quercetti, in collaborazione con quel giocherellone di Copilot della Microsoft.
venerdì 27 febbraio 2026
Ah, l'insonnia...
L'ape elettrica fa il miele che dà la scossa?
Immagine: creata in collaborazione con Copilot di Microsoft
giovedì 4 dicembre 2025
4 Dicembre 2025 - Santa Barbara
Un santino ungherese di Santa Barbara. Inizi '900. (da ebay)
La "gita" dei minatori che rienta a Prata dalla miniera di pirite di Niccioleta
mercoledì 16 luglio 2025
sabato 8 marzo 2025
Viva l'Europa (?)
Scrive l'abate Ferdinando Galiani, in una lettera a Denis Diderot dell'agosto del 1776:
Dunque, per spingere una nazione al più sublime grado di perfezione, bisogna lasciare il più gran disordine mescolato con l'ordine, la maggior quantità di passioni in contrasto con le ragioni, la maggior quantità d'energia col maggior numero di regole, il maggior numero di leggi col piú di infrazioni, il maggior numero di regole col più di eccezioni.
Se lasciate agire unicamente le passioni, avrete i popoli della Guinea, dell'Africa; se frenate completamente le passioni con i regolamenti, avrete i Cinesi. Guerra eterna tra gli uni; pace perpetua tra gli altri. Nessuna arte, nessuna industria tra i negri. Tutte le arti spinte alla più noiosa perfezione presso gli altri. L'Europa è tra i due e mi pare in miglior stato dell'una e dell'altra.
F. Galiani, Sentenze e motti di spirito, Roma, Salerno Ed., 1991
Nota personale:
Quando la prof di lettere ci informò, sarà stato l'inizio di maggio (eravamo vicini alla fine della seconda media) che di lì a pochi giorni, per festeggiare l'Europa, avremmo potuto, se lo volevamo, partecipare allo svolgimento di un tema o a preparare un qualche disegno celebrativo, la classe si trovò unanime nel farle presente che dell'Europa, e del tema, e del disegno, non ci importava proprio nulla. La prof non insistette, accettò la nostra decisione e tutto finì lì. O almeno questo era quanto pensavamo.
Nel giorno della Sacra Ricorrenza del Festeggiamento, senza preavviso, comparve in aula il Signor Preside. Alto, scuro di pelle e di capelli, uno sguardo sempre severo, venne a redarguirci per il nostro scarso (inesistente!) entusiasmo per la Celebrazione: la prof gli aveva riferito che nessuno di noi voleva partecipare all'evento.
Dell'Europa 'politica' non sapevamo nulla: non ne avevamo neppure una cartina in aula ma, lo giuro, io ero in grado di ricordarmi tutte le notiziuole lette sul libro di Geografia: che per esempio la Jugoslavia era il maggior produttore di bauxite (anche se non sapevo che cosa fosse la bauxite!) e potevo dirne anche il peso della quantità estratta. Oltre a questi dettagli, dell'Europa, politica e civile, non sapevamo davvero niente. Ci sorbimmo, silenziosi e attenti, un non breve concione del Signor Preside sull'importanza dei popoli che vivevano da secoli sulla stessa terra, che avevano una storia comune, che non potevano non sentire tra loro un'umana solidarietà e comunanze, e così via.
Alla fine, convinti dall'Autorità, cambiammo opinione e decidemmo di partecipare alle prove scritte. Dato che la mia fantasia e le mie abilità manuali mi hanno sempre precluso l’esprimermi graficamente, optai ovviamente per lo svolgimento del tema. In quello stesso momento nell'Istituto (una trentina di classi) tutti gli scolari erano chini sui banchi a fare la stessa cosa.
Non ricordo cosa scrissi e la faccenda era così poco importante che nessuno di noi se ne interessò più, finché una mattina, durante la ricreazione, la prof di lettere mi chiamò nel corridoio, mi fece andare vicino allo sguancio di una delle grandi finestre, tanto per essere in un angolo relativamente privato e tranquillo, e con uno sguardo rattristato mi comunicò, con una faccia che preludeva a una brutta notizia, che dopo la correzione dei compiti per la Celebrazione del Giorno dell'Europa, il mio tema era risultato in migliore in assoluto di tutto l'Istituto. Purtroppo, aggiunse con tono dispiaciuto, non avrebbero potuto assegnarmi il premio previsto perché avevo svolto il tema contro l'unione delle nazioni europee!
Devo dire che focalizzai l’attenzione solo sulla prima parte della comunicazione: la buona notizia compiacque la mia vanità e il non aver vinto un premio non mi dispiacque minimamente.
L'episodio mi è tornato in mente in questi giorni di incapacità europea di affrontare, e risolvere, i problemi come fossimo un solo popolo.
mercoledì 1 gennaio 2025
mercoledì 4 dicembre 2024
4 Dicembre 2024 - Santa Barbara
Simulacro argenteo di Santa Barbara, patrona della città di Paternò
lunedì 4 novembre 2024
4 Novembre 2024
Anche mio nonno paterno c'era, tra i fanti del Regio Esercito e ce la fece anche a tornare a casa sano e salvo; molti suoi concittadini rimasero invece a imputridire nelle trincee del Carso.
Di
lui ho ancora una foto dell'epoca, curiosamente scattata a Siena
(Fotografia Fusai, Fonte del Casato, 2 - c'è stampigliato sul retro). La
guardo e non vedo in lui né segni di me, né il viso da vecchio che gli
ho conosciuto (oggi avrebbe 136 anni). Se l'è fatta tutta, la Guerra,
dallo scoppio alla fine; ha lasciato la famiglia, è andato ad ammazzare
nemici (ma anche a cercare di non ammazzarli: succedevano strane cose,
nelle trincee, da entrambe le parti) poi è tornato alle mucche, ai buoi e
ai campi di grano, sulle colline della Maremma.
lunedì 4 dicembre 2023
4 Dicembre 2023 - Santa Barbara
Il pranzo del minatore, miniera di Niccioleta, primi anni '70. Nel 'caldaino', conservato nella 'panierina', il primo e il secondo. E nella panierina anche il vino, il pane, il sale, le posate...
I topi, dove c'erano, riuscivano a penetrare nelle panierine (di cartone pressato?) e allora se ne doveva usare una di lamiera zincata.
sabato 4 novembre 2023
4 Novembre 2023
La medaglia di Cavaliere di Vittorio Veneto di mio nonno paterno. Il premio per essere tornato vivo dalla guerra...
domenica 4 dicembre 2022
4 Dicembre 2022 - Santa Barbara
[Milano (MI), Centro per la cultura d'impresa, fondo Edison - Via: LombardiaBeniCulturali]
domenica 1 maggio 2022
1° Maggio 2022
Questa
è una vecchia foto di famiglia; sul retro, a lapis, ancora leggibile,
la data: 1/5/47. La vita stava riprendendo e mio babbo, scanzonato, in
alto a sinistra, se la ride. Ancora un mese e avrebbe compiuto vent'anni.
La squadra dei maggerini è una di quelle di Massa Marittima.
Mio
nonno materno nella sua squadra era 'il poeta', quello che in ottava
rima sfidava gli avversari in un provocatorio gioco di improvvisazioni.
sabato 4 dicembre 2021
4 Dicembre 2021 - Santa Barbara
Santa Barbara
[Milano (MI), Centro per la cultura d'impresa, fondo Edison - Via: LombardiaBeniCulturali.]
giovedì 4 novembre 2021
4 Novembre 2021
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| SEMPER IMMOTA FIDES |
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| BRIGATA VENEZIA / 83-84 FANTERIA |
La medaglietta di mio nonno paterno, la sua Brigata durante la Grande Guerra.
venerdì 4 giugno 2021
venerdì 4 dicembre 2020
4 Dicembre 2020 - Santa Barbara
Santa Barbara
Boccheggiano - Miniera di pirite - Interno - Perforazione
(23/01/1967) - Ufficio fotografico Montecatini / Montecatini Edison / Montedison
mercoledì 4 novembre 2020
4 Novembre 2020
Per scaricarlo (il formato è epub), cliccare QUI.
sabato 1 agosto 2020
Bologna, Agosto 1980
Le nostre vacanze di quell'estate 1980 erano finite troppo presto, per colpa mia.
Avevamo parcheggiato il camper (in realtà, un vecchio furgone 238 Fiat riadattato) in un parcheggio sotterraneo piuttosto distante dal Kunsthistorisches Museum di Vienna, mèta della nostra mattina culturale. Il parcheggio andava a fasce orarie e avevamo fatto i nostri conti per spendere il meno possibile. Il Museo risultò però incredibilmente interessante, Durer, Brueghel, Bosch.... Il tempo passò troppo in fretta e quando ci accorgemmo di stare per entrare nella fascia oraria in cui il balzello del parcheggio ci sarebbe costato un bel po' di scellini uscimmo in fretta, più di corsa che a passo veloce; è vero che Orazio aveva inscenato una incredibile pantomima alla biglietteria, mostrando il suo libretto universitario e cercando di far capire, un po' in inglese e un po' in pugliese, che, come studenti, dovevamo avere uno sconto, che poi ci fecero, ma avevamo veramente i soldi contati e il costo della vita a Vienna era ben più alto che in Italia.
Arrivati appena in tempo al parcheggio, mi misi alla guida cercando di arrivare all'uscita prima dello scadere dell'orario. Ahimè, così al coperto, non avevo valutato l'altezza del furgone e, a una curva troppo stretta, feci impuntare il tettino in uno spigolo di cemento sporgente, forse non ben segnalato, producendo un gran di rumore e un notevole 'taglio' nella lamiera: accorsero un paio di sorveglianti, per vedere cosa era successo, passarono una decina di minuti e ovviamente, all'uscita, fummo costretti a pagare per la fascia oraria in cui eravamo rientrati per una manciata di minuti di ritardo.
La cosa più brutta era che il camper, Domenico, il terzo componente del gruppo, lo aveva avuto in prestito da suo cognato, con l'impegno di riportarlo a Firenze entro il 9 o 10 agosto, per consentire a lui e alla famigliola di andarsene in vacanza. Che cosa potevamo fare? Certo non raccontargli l'accaduto, a rischio di problemi familiari per Domenico; decidemmo allora, dopo una serie concitata di telefonate in Italia (non c'erano i cellulari!), di rientrare qualche giorno prima, per consentire a un amico carrozziere, che avevamo rintracciato ancora al lavoro nella sua officina, di porre rimedio al danno in maniera 'invisibile': avremmo usato i soldi risparmiati dall'accorciamento della vacanza per pagare il lavoro.
Fui immediatamente esonerato dalla guida in città e cominciammo il rientro, ormai abbastanza abbattuti per l'incidente e per la brutta chiusura della vacanza, decidendo, per far prima, di guidare anche di notte.
Orazio doveva rientrare a Pisa, con Domenico, per ripartire subito dopo verso la Puglia, dai suoi.
Domenico doveva riportare il camper a Firenze, dopo aver accompagnato me a Follonica.
Visto l'anticipo, Orazio decise di fermarsi qualche giorno da alcuni amici a Bologna, per poi andare da lì in Puglia; i bagagli li aveva con sé e non c'era motivo di ripassare da Pisa.
Il pomeriggio del primo di Agosto, arrivati a Bologna poco dopo le 16:30, parcheggiammo in prossimità della stazione, per accompagnare Orazio a consultare gli orari dei treni e a fare la prenotazione e il biglietto per il suo rientro. La stazione, nonostante il periodo dell'anno, non mi sembrò particolarmente affollata; girellammo un po' per il salone, mentre Orazio era in fila, poi lo accompagnammo poco lontano, dove abitavano i suoi amici. Senza neppure scendere per salutare i suoi nuovi ospiti, riprendemmo la strada verso Follonica: volevamo arrivare a casa dei miei per l'ora di cena.
La cena fu veramente ristoratrice, così come gli abbondanti lavacri, e la mattina dopo, sabato, dormimmo fino a tardi; a tavola, saltata la prima colazione, eravamo famelici.
L'immancabile TV rumoreggiava in sottofondo, ma non la ascoltavamo, presi a rispondere alla curiosità dei miei per la nostra vacanza; a un certo momento però ci accorgemmo che parlavano di Bologna, della stazione, ci voltammo meccanicamente "Eravamo lì ieri pomeriggio..."
Il silenzio fu poi agghiacciante: capimmo cosa era successo. Un incidente? Un attentato?
Muti, un raggrinzire della pelle, ci prese stretti quella commozione ti fa luccicare gli occhi; e un pensiero non detto, negli sguardi tra me e Domenico: chissà, forse andando un po' più piano o non viaggiando di notte, saremmo potuti essere lì anche noi, a quell'ora.









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