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mercoledì 15 ottobre 2014

Il '14

Le memorie scolastiche sono lontane e imprecise; se volete rinfrescarle e scoprire cosa c'è stato alla base dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, oltre all'attentato mortale a Sarajevo (le tensioni tra Germania e Francia, la Rivoluzione in Russia, le mire del Giappone, il colonialismo europeo in Africa), potete leggere un agile volumetto del prof. Luciano Canfora: 1914, appunto.

Pubblicato da Sellerio nel 2006, è la trascrizione delle puntate radiofoniche sul tema, irradiate, dalle antenne di Radio 2 della RAI, agli inizi del 2004, per la trasmissione "Alle 8 della sera. Il racconto delle cose e dei fatti".
Le Radio Audizioni Italiane hanno online tutte le puntate che si possono riascoltare o scaricare.
Purtroppo i file sono in formato RA, che certo non è più da decenni uno standard [ammesso che lo sia mai stato...] ma in RAI non devono essersene accorti visto che i loro podcast sono tutti di questo tipo; per ascoltarli occorre installare un plug-in.
Nel più accessibile formato MP3 li trovate, episodio per episodio, QUI.
Qualche benemerito volontario ha compresso l'intero ciclo di trasmissioni in un comodo file unico che potete scaricare ad esempio da QUI, l'elencone di mariu.

Per non dimenticare la Grande Guerra.

venerdì 17 maggio 2013

Il cinque per mille

Rete Toscana Classica
Quest'anno il cinque per mille a chi mi aiuta durante tutto l'arco della giornata, in radio e on-line: Rete Toscana Classica.

domenica 28 aprile 2013

Vive le Congo

E' su Rete Toscana Classica che ho fatto la conoscenza dell'Orchestra Kimbanguista del Congo.
Il servizio radiofonico, che ho seguito venerdì guidando per le strade delle colline tra Siena e il mare, era dedicato al festival Printemps des Arts di Monaco, con un rapido excursus sui partecipanti, interessanti interviste a Marc Monnet, direttore del festival e ad Armand Diangienda, direttore dell'Orchestra di Kinshasa e vari ascolti musicali.
L'Orchestra Sinfonica africana è costituita da veri appassionati dilettanti, con strumenti musicali di seconda o terza mano (qualche volta autocostruiti!), ed è l'unica di tutta l'Africa centrale: è un fenomeno culturale degno di grandissimo rispetto. E' commovente e di stimolo vedere uomini e donne che, dopo una dura giornata di lavoro, raggiungono con mezzi di fortuna la sede della filarmonica per dedicare le ore di riposo, fisico e mentale, alla musica classica: potenza anche della fede cattolica che tutto il gruppo professa con grande partecipazione.
Il racconto della cronista radiofonica mi ha colpito e stasera, complici le notizie politiche, sono andato a cercare un po' di materiale su Internet.
Qui l'Orchestra di Kinshasa a Monaco il 6 Aprile scorso:

Qui il sito istituzionale del film realizzato per raccontare la storia e la vita quotidiana dei musicisti, film che viene proiettato prima delle loro rappresentazioni pubbliche fuori dal Congo.

Qui uno spezzone del film (15 minuti).

Qui un secondo spezzone

sabato 9 marzo 2013

Gran Varietà

Il bordo del mobile dove era la radio, a forza di starci con i gomiti appoggiati per essere il più vicino possibile a quello scatolotto con l'occhio magico, un po' per volta riuscii a sverniciarlo: sembra fossi un ascoltatore accanito, in compagnia di mia nonna, e la TV non sempre la sera trasmetteva cose interessanti quando ero bambino; difficile ricordare però cosa ne potessi capire di un 'radiodramma'.


Radio a valvole Minerva (anni '50)

Anche la domenica mattina era piacevole starsene ad ascoltare la radio, specie d'inverno, nella cucina satura di odori e di vapore, mentre la mamma e la nonna cucinavano; ricordo prima Sorella Radio, poi Gran Varietà.
Era proprio a "Gran Varietà" che ascoltavo il duetto divertente delle voci indimenticabili di Paolo Stoppa e di Rina Morelli


Paolo Stoppa e Rina Morelli

Ricordavo i battibecchi pungenti e ironici di Eleuterio e di Sempre Tua e il suono caldo della voce di Stoppa, un perfetto marito pretenzioso, irascibile, viziato e poco diplomatico, come siamo forse un po' tutti; è con piacere che ho scoperto questa raccolta degli sketch della trasmissione: riascoltandoli sono tornato indietro di più di quaranta anni; per non perderne neppure uno ho messo il CD in auto.


Eleuterio e Sempre Tua

Eleuterio e «Sempre tua». Cinquantasei conversazioni per la radio recitate da Rina Morelli e Paolo Stoppa. (1966-74), Donzelli Ed., 2008
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Aggiornamento dell'11/03/13

Paolo Stoppa e Rina Morelli, presentati da Mina, interpretano "Eleuterio e sempre mia" durante la nona puntata del programma Sabato sera nel 1967.

[via:LaBurbujaRosa]



domenica 29 aprile 2012

Thick As A Brick

 
Really don't mind if you sit this one out.
My words but a whisper -- your deafness a SHOUT.
I may make you feel but I can't make you think.


Qualcuno di voi ne avrà sentito parlare, dei Jethro Tull e del capelluto e scatenato flautista Ian Anderson, e si ricorderà delle strofe iniziali di quell'LP di progressive rock inglese.[Qui tutto il testo] 
A me è tornato in mente qualche settimana fa, quando un collega, maturo professionista dalla calvizie più che incipiente, mi ha raccontato di essere stato, pochi anni or sono, ad un concerto di Anderson a Firenze.
Quaranta anni fa, nel 1972, il massimo che potevo permettermi era registrare dei brani di quel disco da "Per voi giovani", alla radio; per ricordare quei caldi momenti  musicali, sociali e politici, oggi vi metto a disposizione un segnalibro originale che ho fatto dall'album della band inglese. (Dal vinile, ovviamente!)

Potete scaricarlo QUI.

Oramai ottusi come mattoni (duri di comprendonio, direbbe il Devoto-Oli) lo siamo diventati tutti.


mercoledì 28 luglio 2010

Buon Pomeriggio

M.L. non ci voleva credere. "E invece di ascoltare Radio Montecarlo ascolti...?" non aveva capito bene. "...Buon Pomeriggio, con Maurizio Costanzo e Dina Luce", specificavo io, precisino.
Non commentò neppure, non poteva credere che un suo compagno di classe, uno spilungone quindicenne, se ne stesse ad ascoltare alla radio cose barbose di cui lei neppure aveva sentito parlare.
M.L. mi aveva filato in quei mesi; mi guardava spesso e mi avevano detto i compagni di classe che si era interessata a me; io avevo una 'fidanzatina' in un'altra classe, legame che durò un trimestre o poco più. Ero timido, stavo seduto seminascosto nell'ultima fila con un trio di compagni molto agitati, eppure in matematica riuscivo bene, quasi quanto M.L., e così pure in italiano.


'Buon pomeriggio' suonava strano già nel titolo. A chi si augura mai un 'Buon pomeriggio'? E da che ore inizia il pomeriggio? O è 'Buon giorno' o è 'Buona sera', al massimo può essere 'Buona notte'. In Toscana un 'Buon pomeriggio' non l'ho mai sentito augurare da nessuno, mentre c'è [c'era?] l'abitudine, tutta contadina, di scambiarsi un cordiale 'Buona notte' anche se la separazione, sia pure da un incontro di breve durata, avveniva col sole ancora alto, sottintendendo che, non potendosi le persone che si erano incontrate rivedere sino al giorno successivo, si facevano i migliori auguri per il trascorrere delle ore buie.
Non ricordo di cosa parlavano, il Costanzo non ancora famoso e la Luce ottimo controcanto, in quella trasmissione radiofonica ma sicuramente di attualità e varia umanità, ed io ero un ascoltatore curioso: erano gli anni in cui divoravo libri e informazioni come un Cristo uscito da quaranta giorni di digiuno nel deserto e anche il sole che tutto il pomeriggio entrava dalla grande finestra della camera-studio stimolava la mia crescita.
In casa c'era solo una radio, a valvole, che avrà avuto almeno venti anni di vita e che era inamovibile dalla posizione che occupava in salotto, sopra un mobile 'stile svedese'. Io mi ero impadronito di una radiolina a transistor Sony, una delle prime che avessi mai visto, e che in realtà non era neppure della mia famiglia ma che era stata prestata a mio babbo da un suo cugino per alleviargli la noia durante una lunga degenza ospedaliera a seguito di un grave incidente che aveva avuto in miniera, a Gavorrano.
E così, con i quaderni dei compiti aperti, oltre ad ascoltare Luisella nel "Balla Balla" di Radio Montecarlo [sì, perché Radio Montecarlo la ascoltavo anche io...], trasmissione sponsorizzato dalla cera Liù della ditta Ruggero Benelli Super-Iride di Prato, durante la quale venivano trasmesse canzoni a richiesta, con la precedenza riservata rigorosamente a chi inviava più 'tappini' della cera sponsor, ascoltavo anche "Buon Pomeriggio", rigorosamente sul Programma Nazionale in Onde Medie, a partire dalle 14:15.

Cera LiùAdesso l'ascolto radiofonico si è ridotto quasi soltanto al periodo in cui mi trovo in auto e allora o è Caterpillar oppure Rete Toscana Classica.

lunedì 25 maggio 2009

USB Radio


In borsa mi porto sempre un lettore MP3, non si sa mai, potrei trovarmi nella necessità di usarlo durante qualche fastidiosa attesa, lontano da qualunque tipo di attività da svolgere.
E' un vecchio dispositivo della Creative, marchio che non mi è particolarmente simpatico, (l'antipatia risale agli anni delle schede audio non sempre facili da far funzionare), vecchio, dicevo, perché me lo devono aver regalato almeno quattro anni fa. Ha una capacità veramente limitata, secondo gli standard di oggi: solo 128 Mb, e dato il raro uso che ne faccio ha quasi sempre l'unica pila, una AAA, scarica. Il lettore è diviso in due parti, l'alloggiamento dell'alimentazione ed il dispositivo di memorizzazione, che comprende anche i pulsanti di controllo volume, file e sintonia; le due parti si separano per connettere il corpo ad una porta USB di un PC per gli upload dei file.

Forse non è cosa nota a tutti che un connettore USB ha 4 conduttori elettrici: due servono per l'alimentazione e due per il segnale audio. Se guardate bene, i due conduttori più esterni, quelli dell'alimentazione, sono leggermente più lunghi.

E allora?
Allora, inserendo la parte propriamente USB della mio lettore nel PC, ma non completamente sino in fondo, lo posso far alimentare dal computer senza che questo lo riconosca come dispositivo USB e posso quindi ascoltare in cuffia i brani MP3 o la radio anche se non ho a portata di mano una pila e sono lontano da una connessione ad Internet.
Un semplice cavo maschio-maschio mi consente poi, se voglio, di uscire dalla presa della cuffia e di rientrare nell'ingresso MIC del computer così da utilizzarne gli altoparlanti e la scheda audio per avere un miglior controllo del volume e dell'equalizzazione


E' proprio così che sto usando il tutto adesso, sintonizzato sulla fedele Rete Toscana Classica.

Nota: nel caso si voglia far rientrare l'audio nel PC con un cavetto, bisognerà, perché la cosa funzioni, che dal controllo di volume di Windows si sia attivata , nel controllo di Registrazione, la Linea in Ingresso (Line In). Attenzione: se il vostro PC ha un microfono integrato, disabilitatelo per evitare lo sgradevole effetto Larson.

domenica 14 settembre 2008

RAI in diretta

Il telefono squilla, è venerdì pomeriggio inoltrato, un'ora in cui pensi che tutti ormai siano a casa. E' Andrea B., non capisco bene cosa dice perché ho il volume del portatile molto alto. Ho in una mano il cordless all'orecchio, cerco di trovare con l'altra il modo di abbassare il volume del portatile, ma è partito il salvaschermo e devo inserire la password; Il terzo anello - Fahrenheit va a tutto volume. "Aspetta un attimo" dico ad Andrea.
"Sei in auto?" ribatte lui, sentendo probabilmente il conduttore mentre interloquisce con un ospite al telefono. "No, ascolto la radio su Internet, la RAI manda i canali TV e Radio in diretta. Aspetta un attimo..". Devo digitare la password, un po' in maiuscolo, un po' in minuscolo, qualche numero, dei codici non alfanumerici: sbaglio un paio di volte, finalmente riesco a bloccare l'audio e ci mettiamo a parlare.
Andrea mi racconta che ha un problema su una procedura che gli abbiamo fatto.
A quattro mani Gianluca ed io abbiamo realizzato un'applicazione per la sua azienda: con Access le persone del suo ufficio archiviano i documenti dei clienti, poi uno script VBS converte i documenti, di vario tipo, in PDF, un altro script PHP rianalizza il DB di Access e spedisce sul sito web dell'azienda di Andrea i documenti, ciascuno nella pagina privata del relativo cliente.
Qualcosa non funzionava, ma, visto che il tutto è in piedi da oltre un anno, è stato facile verificare che si trattava solo di una anomalia sui nomi dei file.
Andrea controlla che tutto sia a posto poi, prima di salutarmi, mi chiede l'indirizzo di Radio Rai su cui ero 'sintonizzato'.
Eccolo qui.
Qui invece il Quinto Canale della Filodiffusione (Musica classica)

sabato 6 settembre 2008

Al casello

Ho ancora due o tre auto davanti, ma intanto abbasso il vetro del finestrino, faccio entrare un po' d'aria, calda anche se sono solo le otto e trenta. Prendo il biglietto e i soldi, contati per fare prima. Il lettore di CD è ancora acceso, abbasso un po' il volume, forse riesco a sentire la fine della lettura del capitolo prima che sia il mio turno.
"Buon giorno" mi saluta il casellante, prendendo il biglietto e i soldi che gli porgo. "Buongiorno - rispondo - mi dà la ricevuta." Che strano, quando mai un casellante ti saluta? Succede veramente di rado, e di solito si tratta di donne.
Il casellante traffica con la sua macchinetta. "L'ho riconosciuta", mi fa. Non capisco, non parla certo di me. Vede la mia faccia interrogativa e fa un cenno con la testa, come a indicare qualcosa all'interno della mia auto. Una frazione di secondo e capisco, l'autoradio sta mandando la sigla di "Ad alta voce", il capitolo dell'audio libro è finito e sta andando la sigla. "Ma lo mandano in onda ora?", mi fa il casellante. "No - rispondo io - è un CD". "Ah, perché a quest'ora non l'ho mai sentito. Un mio amico mi ha fatto dei CD. Ho finito di sentire Il deserto dei Tartari di Buzzati." "Io sto ascoltando Il fu Mattia Pascal di Pirandello " gli rispondo.
La gente, dietro, intanto aspetta.
"Meglio della solita musica alla radio" faccio io. "Altro che!" mi risponde lui.
"Buona giornata!".
"Buona giornata a lei!"
Parto, la giornata mi si fa rosea.
Ehi, ma non mi ha dato la ricevuta, ce ne siamo dimenticati!
Accidenti, ora dovrò rimetterci un po' di soldi di tasca mia, non avrò il rimborso.

mercoledì 16 aprile 2008

Ascoltando la radio

Ormai ascolto la radio solo quando sono in auto e mi sposto per lavoro; succede sempre più di rado, ultimamente, e quindi altrettanto rari sono i momenti dedicati all'ascolto.
A casa abbiamo sempre la TV accesa, anzi, molto spesso, le TV accese: passando da una stanza all'altra si può assistere qui ad un programma trasmesso da LA7, lì ad uno della BBC World; è una vecchia abitudine ("Il suono della TV riempie la casa e ti fa sentire meno solo", dice mia moglie) che si è accentuata da qualche anno e che è diventata praticamente una necessità, vista la villana rumorosità dei vari vicini di casa di questo condominio costruito badando a spender poco e a fare appartamenti di bassa qualità (ma, s'intende, venduti a prezzi assolutamente inimmaginabili).
Qualche rarissima volta riesco a rientrare poco dopo le 18; in casa non c'è in genere ancora nessuno e allora, nello 'studio', accendo la radio e mi sintonizzo o su Rete Toscana Classica oppure su Radio 2 o Radio 3 della RAI.

Sere fa ero comodamente seduto ad ascoltare Cirri e Solibello, ghignando di qualche loro battuta, quando ha fatto capolino mia moglie. Non l'avevo sentita rientrare, ho allungato la mano per trovare il telecomando ed abbassare il volume, prevenendo la sua protesta. (Ma com'è che, da quarant'anni, non posso ascoltare la radio o la musica a tutto volume, come andrebbero ascoltate?)

E' stata ferma una decina di secondi, ascoltando un po' di Caterpillar, poi mi ha fulminato con un'occhiata ironica, dicendomi: "Ma cosa fai, ascolti Per Voi Anziani ?" e ha chiuso, uscendo, la porta.

Purtroppo la battuta la può capire solo chi, come me, ragazzetto appassionato di musica rock, si ascoltava il pomeriggio la trasmissione radio cult dei primi anni '70, Per voi Giovani, per l'appunto, dove passavano le anteprime degli LP dei gruppi Americani e Inglesi più quotati, ed anche di qualche raro Italiano (registravo spesso la trasmissione con il Geloso, per poterla riascoltare con calma e a volume un po' più alto....)

E da Per voi giovani di Carlo Massarini, Richard Benson, Raffaele Cascone, Mario Luzzatto Fegiz, Fiorella Gentile, Mariù Safier (che ora ogni tanto legge in TV le notizie di CCISS, Viaggiare informati....) a Caterpillar il passo è lungo!