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martedì 19 gennaio 2016

Siena e la Scala: lo spettacolo continua



Dalla nomina di Antonio Calbi a nuovo direttore del Santa Maria della Scala sono passati solo trenta giorni prima che il nominato si dimettesse e si è dovuto cominciare da capo; lo scorso sabato, la nomina di Daniele Pitteri, che è "un operatore culturale di grande professionalità, project manager, curatore e consulente di attività culturali e di eventi".
Se leggete quali sono tutte le sue competenze, QUI,  capirete subito che ancora una volta, in linea con le scelte del Ministro con la Barba (non saprei con quale altra descrizione positiva poterlo indicare...), ci sarà da vederne delle belle: spettacoli e managerialità [non per niente il nostro è docente di comunicazione e marketing della cultura. Sì, avete letto bene, marketing della cultura!!!]. Dal suo Curriculum Vitae si viene a sapere che è laureato in lettere e inoltre ha due PhD, in Media Studies e in Tourism and Special Event Management; competenze specifiche, sulla storia medievale, sulla storia dell'arte, sui 'fondi oro', sull'architettura europea del medioevo, non hanno colpito la mia attenzione e probabilmente non importano.

Io penso che, per attrarre turisti in quegli stanzoni in pieno centro, andrà a finire che ci allestiranno un bell'ostello...

Che Santa Maria della Scala aiuti tutti quelli che credono in Lei!

giovedì 17 dicembre 2015

La 'Scala' sbagliata.



Titola "Repubblica" per un articolo di Tomaso Montanari: Il governo della cultura e la catena di sbagli.
L'articolo inizia così:

Forse la commissione ha sbagliato scala: succede, quando si va di fretta. Forse ha pensato di dover scegliere il soprintendente della Scala di Milano, non il direttore del Santa Maria della Scala di Siena. Solo così si spiega il nome di Antonio Calbi, già direttore del settore Spettacolo del Comune di Milano e ora direttore del Teatro di Roma.

QUI l'articolo.


mercoledì 16 dicembre 2015

Siena: caos al mercato settimanale



   Mi hanno raccontato che stamani, al mercato settimanale eccezionalmente esteso a tutto il giorno, ci sono stati numerosi assembramenti, qualche tafferuglio e, addirittura, l'intervento della Polizia.

   Sembra che tutto sia iniziato quando si sono formati alcuni assembramenti di persone, all'interno delle vie occupate dai venditori coi loro banchetti, che hanno causato il blocco del normale flusso dei danarosi acquirenti del periodo natalizio. Qua e là si sono infatti creati gruppetti di casalinghe per discutere se e come raggiungere "l'obiettivo strategico sul quale un’intera comunità attende risposte chiare e concrete da troppo tempo, il trasferimento della Pinacoteca Nazionale" all'interno della struttura del Santa Maria della Scala. Vedi QUI.

   I pensionati, ben pasciuti e perdigiorno come sempre, ultimi beneficiari di una rendita economica a vita, da parte loro non potevano perdersi la possibilità di spettegolare alle spalle "di quelli che decidono", creando noduli di aggregazione impazziti e insuperabili, che impedivano l'usuale scorrimento dei clienti.

   Tenuti da parte dalla comunità senese, che proprio non vuol saperne di loro, capannelli di venditori abusivi, coi loro borsoni e i tappeti da esposizione vistosamente chiusi, si andavano interrogando, poco distante, tra le vie del mercato e il ghiaino della Piazza della Lizza: perché ancora questo obiettivo strategico non è stato raggiunto? chi rema contro? è un problema razziale, politico, religioso o culturale?

   Badanti non italiche in libera uscita, qualcuna con la sporta già piena ma le più ancora in attesa di fare quegli acquisti per cui avevano lasciato casa di prima mattina, hanno invece occupato le vicine panchine, parlando fitto fitto nel loro oscuro idioma; il passante più attento avrà però sicuramento riconosciuto le parole che ricorrevano più spesso: muzey, Shkala Santa-Mariya.

   I proprietari dei banchetti, spazientiti prima, arrabbiati poi e alla fine inferociti per quello che stava accadendo (che rischiava di pregiudicare l'incasso della grassa giornata) e poco interessati al tema culturale, forse perché in molti casi di provenienza extra moenia, hanno deciso di chiamare i Vigili Urbani per sciogliere gli assembramenti e ricondurre la folla all'ordinario flusso consumatorio.
   Ma le casalinghe hanno fatto sentire, sbraitando, le loro ragioni ai Vigili sopraggiunti; i pensionati li hanno coperti di contumelie; le badanti li hanno aspramente apostrofati nel loro idioma, gridando loro "politsiya svyney"; i venditori abusivi hanno reagito con un'aggressione fisica a stento arginata dall'arrivo di ulteriori uomini delle Forze dell'Ordine, accorsi in difesa e aiuto dei colleghi che si trovavano prossimi a una mala parata. Dopo un paio di ore, mi riferiscono, la normalità è stata, fortunatamente, ripristinata.

   L'atmosfera di gioia delle feste, di queste serene, pacifiche e magiche giornate, è però irrimediabilmente avvelenata, non ce lo possiamo nascondere, dal mancato raggiungimento dell'obiettivo strategico che, ne siamo certi, sarà ben presente nel cuore e sulle labbra di tutti gli oranti anche durante la Santa Messa della Notte di Natale.

   Naturalmente, per mia traquillità e per vostra informazione, aggiungo che non ho potuto verificare queste notizie che, come dicevo all'inizio, mi sono state riferite...


Direttore part-time al S. Maria della Scala?



Scrive oggi (15) Anna Bandettini, vicecaporedattore nazionale della Redazione Spettacoli del quotidiano La Repubblica:

Teatro di Roma: Calbi resta
Nel mio post precedente annunciavo che Antonio Calbi, direttore del Teatro di Roma, è stato nominato direttore del Museo alla Scala di Siena. Io aggiungevo che se Calbi avesse accettato la nuova nomina, si apriva il problema di una sua successione a Roma.
Bene, adesso si sta sempre più chiarendo la questione: sembra infatti che Calbi resterà a Roma (sicuramente per un anno) potendo tenere entrambe le cariche. Primo, perchè non sono incompatibili. Secondo, perchè il Museo alla Scala è attualmente in restauro quindi richiede un impegno non gravoso, ma semmai progettuale e a largo raggio. Terzo, Calbi direttore del Teatro di Roma intenderebbe portare a termine la stagione in corso e progettare la prossima proprio per non compromettere l'attività del teatro.
Sarà a quel punto che probabilmente valutando anche le condizioni che si saranno create allora, se per esempio sarà ripristinato il finanziamento al teatro tagliato questa stagione, la scelta si indirizzera verso una delle due istituzioni.  

Andiamo bene!

Nota: le sottolineature sono mie.

lunedì 14 dicembre 2015

Tutto quanto fa spettacolo



In linea con le scelte nazionali del Ministro con la Barba, anche al Santa Maria della Scala di Siena tutto quanto farà spettacolo. Basta leggere il curriculum vitae del neo prescelto direttore, il materano Antonio Calbi (QUI e QUI).

Cosa c'entrino le competenze nel mondo degli 'eventi' e il passaggio della Pinacoteca Nazionale dentro le medioevali mura mi resta però, a causa della mia pochezza intellettuale, piuttosto oscuro.

Per "il trasferimento della Pinacoteca Nazionale, obiettivo strategico sul quale un’intera comunità attende risposte chiare e concrete da troppo tempo", vedi QUI.

martedì 17 novembre 2015

Santa Maria della Scala vendesi

Vendo due composizioni, fatte con i depliant dei molti eventi tenutisi durante gli scorsi anni nelle sale dell'ex Spedale di Santa Maria della Scala di Siena, raccolti in due collage, unici e imperdibili, in cornice di 55cm x 55cm.



A chi li acquista in coppia, cederò, con uno sconto del 50%, un terzo mini-collage (25cm x 25cm) e regalerò una decina di bigliettini di auguri per le Festività Natalizie, personalizzati e autografati, che negli anni ho ricevuto dall'Ente, alcune borsine-shopper di tessuto, di cui una mai usata, e numeri sparsi de "Il Giornale del Santa Maria della Scala".


Gli oggetti, colorati coriandoli delle attività culturali cittadine, sono adatti ad Assessori alla Cultura, Professori Universitari, Studiosi di Antropologia, Sedi di Partiti Politici, a chiunque voglia insomma un documento, a futura memoria, delle attività che, svolte dalla ex Fondazione Museale, sono costate a noi cittadini centinaia e centinaia di milioni di lire (e poi centinaia e centinaia di migliaia di euro).

Estremo monito a mai più occuparsi della cultura, monito a cui la Città sembra comunque naturaliter voler ubbidire.

venerdì 30 gennaio 2015

Ma che Politica, che Cultura...


Invece di leggere o ascoltare tante parole, diamo stamani un'occhiata a pochi numeri, quelli delle "Rilevazioni Visitatori e Introiti di Musei, Monumenti e Aree Archeologiche Statali" che possiamo trovare, aggiornati sino al 2013, sul sito delle statistiche dei Beni Culturali.

Ho riepilogato i dati delle presenze e degli incassi della Pinacoteca Nazionale di Siena in due semplici grafici, di immediata leggibilità; i numeri riportati sono relativi al quinquennio 2009-2013. I dati del 2014 non sono stati ancora pubblicati.


Un'occhiata al grafico per vedere l'andamento del passato quinquennio non fa male:


Se guardiamo gli introiti, quello del 2013 è di €42.894, cioè all'incirca il costo aziendale annuo di DUE DIPENDENTI sottopagati. (I soli addetti alla vigilanza della Pinacoteca mi risulta che siano invece TRENTACINQUE, per motivi di controllo e tutela, sono addirittura inferiori a quelli che, a parer mio, sarebbero necessari. Vedi ad es. QUI)


Per confrontare la tendenza, sotto c'è il grafico dei dati cumulativi della Toscana, compresi, beninteso, quelli in discesa di Siena.


Difficile pensare che lo stesso contenuto museale, trasportato nello scatolone del Santa Maria della Scala, possa rendere economicamente qualcosa a qualcuno.

Cultura e Affari sono però, per me, due termini inconciliabili, due mondi che non possono miscelarsi e che sarebbe giusto che continuassero a vivere esistenze intercomunicanti solo per caso.

sabato 8 febbraio 2014

S. Maria della Scala: il gedankenexperiment



Dall'articolo introduttivo del primo numero de "Il giornale di Santa Maria della Scala", Marzo 2000 [Inizio dell'anno millenario, secondo il calendario senese] ovvero: come fare cultura in maniera moderna oggi in Italia.

Il nuovo giornale del Santa Maria della Scala ritengo che potrà svolgere non soltanto la funzione di un normale bollettino di informazione sulle attività di un centro culturale, pur grande e affascinante come il Santa Maria della Scala.
L’entità e la qualità del recupero di questo antico e immenso edificio senese, l’originalità del suo assetto economico, il tasso di innovazione immesso nella sua configurazione tecnica lo rendono a buon diritto una occasione importante per discutere di problemi vasti e generali che coinvolgono le istituzioni culturali pubbliche e private del nostro Paese, gli indirizzi di economia della cultura, gli orientamenti progettuali, le occasioni di lavoro intellettuale, così depresse nella pur vivacissima Italia di oggi. In altre parole: l’Istituzione potrà usare questo strumento, come è ovvio, per rendere note le attività temporanee e lo stato di avanzamento del riassetto di questo millenario monumento artistico; ma il giornale potrà anche costituire un prodotto “esemplare” di quel che in tedesco si chiama gedankexperiment, un esperimento intellettuale, che consentirà paragoni e applicazioni ad altri casi analoghi, italiani e stranieri.
Questo primo numero, d'altronde, sembra già tracciarne la strada. Il lettore potrà trovare indicazioni sul restauro degli edifici, sulle scoperte artistiche impreviste che il recupero dell’antico offre quasi inevitabilmente in questo scrigno di tesori artistici che è l’Italia, sul restauro delle opere d’arte, sulla qualità dei programmi culturali di accompagnamento all'impianto museale che si rendono necessari per la divulgazione di un patrimonio poco conosciuto, sulle attività economiche collaterali, sulle iniziative commerciali che producono indotto professionale, e così via.
Il recupero del Santa Maria della Scala, in conclusione, si dimostrerà a poco a poco un pretesto, sia pure interessato, per mettere a punto una rete di relazioni vasta e articolata su come fare cultura in maniera moderna oggi in Italia.

Pierluigi Piccini
Sindaco di Siena

martedì 2 ottobre 2012

Siena: gli Statuti de lo Spedale

Fu Cesare Brandi il primo a parlare di un Museo da creare sull'Acropoli di Siena, ufficialmente nel lontano anno 76 del secolo scorso; l'idea si sparse, montò l'orgoglio, il medesimo che aveva spinto la città nel medioevo a pensare il progetto di un duomo gigantesco, di cui però rimane solo un monito all'incompiutezza. Lo stesso Brandi suggerì, dieci anni dopo la sua prima idea, di fare addirittura un 'Beaubourg' di questo voluminoso complesso che si stava cominciando a smantellare delle sue funzioni sanitarie.

Negli anni '70 ricordo di esser stato a visitare mia nonna nell'affollato salone femminile dove c'erano due o tre file di letti: un vero accampamento non molto dissimile, immagino, da come il Pellegrinaio si presentava nel Medioevo: tranquillità e vita privata inesistenti e un vero ammasso di povere malate.


Il Pellegrinaio come sala di degenza femminile (1973)
[Image credits: da D. Gallavotti Cavallero, A. Brogi - "Lo Spedale Grande di Siena", Firenze, La Casa Usher, 1987]

Nel 1986 Italo Calvino ci fece l'ultimo viaggio, anche lui dalle maremme.

Documentandomi sul passato dello Spedale, ché dell'attuale periodo mi par meglio tacere per pietà, mi sono imbattuto nella famosa pubblicazione
degli Statuti che regolavano le attività che si svolgevano nella pia e caritatevole istituzione, pubblicazione curata da Luciano Banchi, degnissimo studioso e sindaco lui sì veramente stimato.

Uso, da qualche anno, a digitalizzare libri fuori dai diritti d'autore per metterli nel pubblico dominio a disposizione di tutti [le immagini dei volumi realizzati sono nella GIF animata nella colonna qui a destra], ho pensato di riportare alla luce quel vecchio testo: "STATUTI VOLGARI DE LO SPEDALE DI SANTA MARIA VERGINE DI SIENA SCRITTI L’ANNO MCCCV, E ORA PER LA PRIMA VOLTA PUBBLICATI DA LUCIANO BANCHI", Siena, I. Gati Editore, 1864.

"[...] l’importanza storica da un canto, e dall’altro la soavità della scrittura appartenente all’esordire dell’aureo trecento tanto raccomandano di per sè questo volume, che il parlarne sarebbe soverchio", diceva l'Editore nel suo "Avvertimento" in apertura del libro.




Sono poche pagine e si leggono con facilità: dentro c'è la favella di Siena, antica e pur così simile all'attuale.
Il legislatore medioevale (siamo nel 1305) si preoccupava di stabilire regole e ordinamenti che ponessero freno alla disonestà diffusa dell'animale uomo che, evidentemente, si manifestava financo in un ambiente nato come somma espressione della solidarietà urbana verso i poveri, i malati e i figli di nessuno.
In tanti articoli dello Statuto si legge del doppio controllo di un frate sull'altro, di un incaricato del magazzino sul suo omologo, dell'obbligo di tenere doppie chiavi per evitare il potere discrezionale di uno solo, dei libri, in doppia copia, con tutte le scritture delle acquisizioni e delle spese dello Spedale (che dovevano essere di pubblico dominio!) da leggere periodicamente di fronte al Rettore e al Capitolo dei frati.

... e non si dovevano portare regali a nessuno, all'interno dell'Ospedale, e non si poteva starsene in cucina, e non era consentito mangiare alcunché fuori dai luoghi
deputati e dagli orari stabiliti...

E' una lettura interessante che può far nascere molte riflessioni; il testo si può liberamente scaricare da QUI, da Scrivolo, il sito che ospita periodicamente racconti miei e di alcuni amici. Il documento è presente nei formati pdf, epub e mobi: lo potrete dunque leggere anche sul telefonino o sul tablet, in treno o in autobus. Le conversioni nei formati epub e mobi sono state fatte automaticamente con Calibre e quindi non sono proprio perfette.

La qualità dell'edizione digitalizzata è abbastanza buona, ho cercato di emendarla da tutti gli errori dell'OCR e da quelli che qua e là ho introdotto io; c'è sicuramente da fare una seconda opera di revisione ma terminata la fatica di riportarla in vita mi premeva di metterla a disposizione di tutti ancora 'calda di stampa'.

Commenti e segnalazioni d'errori sono più che ben accetti.
 

Nota: Nessuna biblioteca della Città candidata a Capitale Europea della Cultura 2019 ospita una qualche edizione del libro del Banchi, come potete verificare facendo una ricerca su SBN.
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Aggiornamento alla nota: Vedi  i commenti.

mercoledì 19 settembre 2012

Scambisti a Siena

La noia, lo sapete, fa venire cattivi pensieri e sembra che in queste ultime sere io sia proprio affetto da questa ineffabile sensazione tra l'inquietudine e lo scontento.

Leggevo poco fa, con un minimo di curiosità, la notizia su cui ero piombato seguendo il link di uno dei tanti blog che seguo con Google Reader: la descrizione di una piccolissima biblioteca di un distretto rurale americano che, per le sue dimensioni minime, l'autonomia energetica e l'attività quasi febbrile dei suoi bibliotecari, è balzata agli onori della cronaca addirittura nella conferenza ONU sullo Sviluppo Sostenibile, tenutasi a Rio de Janeiro nel giugno scorso [QUI].


Finita la lettura sono andato sulla Home Page del sito, per vedere se c'era qualche altro post interessante.
Ne ho trovato uno sulle "Little Free Libraries". Quando ho visto l'immagine di apertura [QUI], una specie di casetta per uccellini piena di libri, si è accesa la lampadina.


Sull'unica cabina telefonica presente nel mio quartiere è stato affisso un cartello che segnala che la postazione verrà smantellata quanto prima, salvo segnalazioni in senso contrario ad un numero telefonico di Telecom.
La cabina è davanti all'ingresso di un palazzo, al limite di un parcheggio: una zona cioè sempre presidiata.
Potrebbe essere una bella idea 'social' farsela donare dalla Telecom e trasformarla in una micro biblioteca dove chiunque possa prendere o lasciare dei libri. Si potrebbe tentare di creare un gruppo di 'scambisti' che operino volontariamente per mandar avanti l'iniziativa, un logo da stampare e incollare sui volumi, un gruppo Facebook, un sito Internet, ...
Sono poi andato a sfogliare la Rete e sembra che, qua e là nel mondo, la cosa sia già stata fatta.
Questa sì che sarebbe una piccola grande iniziativa per il roboante progetto "Siena capitale europea della Cultura", altro che il 'Beaubourg' sull'Acropoli di brandiana memoria!


Cabina telefonica mini biblioteca
[Image credits: DannyKelly]