Visualizzazione post con etichetta Serial. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Serial. Mostra tutti i post

martedì 5 gennaio 2010

Rai Rewind


Qualche tempo fa si chiamavano repliche. Erano le trasmissioni televisive che ci venivano riproposte nei periodi di 'stanca', d'estate, ad esempio, o nella seconda serata. Il termine non aveva nulla di positivo, anzi: minestre riscaldate che ci venivano ripropinate per avere la possibilità di vendere comunque spazi pubblicitari.
L'ascolto lo facevano e lo fanno le prime visioni, fossero anche non 'assolute' ma semplicemente 'di rete', così che ultimamente si possono vedere in prima visione su Rete 4, ad esempio, filmoni visti e rivisti su altre emittenti.

Poi nacque il termine Rewind e la Rai, rispolverando i suoi disordinati archivi, riscoprì che aveva fatto dei programmi che oggi non saprebbe più come realizzare, e cominciò a riproporli come spettacolo di culto; inchieste giornalistiche e culturali, sceneggiati di gran bravura che si (ri)vedono sì con nostalgia ma anche con l'indicibile godimento di prodotti ben realizzaati.

Da qualche giorno la Rai ha fatto comparire a più riprese uno spot incentrato ancora sulla parola Rewind, legata stavolta al secondo, ma direi anche terzo, passaggio di alcune serie di gialli americani, come se roba vista e rivista negli ultimi due o tre anni fosse diventata, col breve invecchiamento, migliore.

La nostra imbecillità nel sopportare questa scarsissima qualità della programmazione è proprio totale: come tanti 'vecchi caiati' aspettiamo l'ennesimo replica di Senza Traccia o di Cold Case per poterci addormentare davanti alla TV.

Lancerei una proposta: l'abbonamento di quest'anno lo potrei pagare con (foto)copie di euro?

giovedì 17 aprile 2008

L'odissea del volo 33

Pausa pranzo diversa, oggi: dovendo passare un'ora di tempo in un'aula con PC e videoproiettore, perché non mettersi a guardare un filmato? Devo dire che non ci avevo mai pensato!

Leggendo, nei giorni scorsi, Il quarto libro della fantascienza mi ero imbattuto in un racconto di Rod Serling, lo sceneggiatore e produttore della serie americana Twilight Zone (Ai confini della realtà) e mi era tornato in mente il telefilm che ne era stato tratto e che avevo visto nell'infanzia, all'inizio degli anni '60.
Ricordo nettamente l'angoscia in cui erano capaci di farmi piombare quelle storie, improbabili ma possibili, che in meno di mezz'ora narravano situazioni paradossali, assurde, spesso senza una soluzione.
Recuperato con un veloce 'passaparola' il filmato in oggetto, ed altri della stessa serie, lo avevo lasciato nel portatile in attesa dell'occasione propizia per poterlo gustare.

Quando i miei allievi sono usciti per la pausa pranzo, io mi sono piazzato in prima fila, ho collegato il mio PC al sistema di videoproiezione e mi sono guardato il telefilm L'odissea del volo 33.

Il telefilm regge ancora alla prova degli anni, l'ambiente angusto della cabina di pilotaggio è la scenografia dove si alternano le paure e le speranze del personale di volo di un aereo che si trova all'improvviso a fare un 'viaggio nel tempo' da cui non può uscire.
Angosciante il messaggio della voce fuoricampo, nell'originale è dello stesso Serling, nel finale che rimane volutamente 'aperto':
Un aviogetto Global in viaggio da Londra a New York in un pomeriggio qualunque del 1961. Un aereo ormai dichiarato scomparso, ricercato per terra, per mare e per aria da gente angosciata e senza più speranza. Ma voi e io sappiamo dove si trova quel jet, voi e io sappiamo quello che è successo. Perciò se un giorno, in qualsiasi momento sentirete il frastuono delle turbine di un aviogetto che vola al di sopra delle nubi… turbine che sembrano sperdute e disperate … lanciate un razzo in aria, fate qualcosa. Perché quello è il Global 33 che tenta di tornare a casa… dai Confini della Realtà.
---
[Aggiornamento del 08/08/2014]
Il telefilm è stato ritrasmesso poco fa, poco dopo le 20, da RAI 3 che sta rimettendo in onda gli episodi della serie 'culto'.