Così apre l'Unità, il 27 gennaio 2013, citando Mark Twain:
La banca è un posto dove ti prestano l'ombrello quando c'è bel tempo e te lo chiedono indietro quando inizia a piovere.
Anche quest'anno ha luogo la tradizionale «Battaglia del libro» rivolta alla diffusione della cultura fra masse sempre più larghe di cittadini.
In unità di intenti e di azione, enti e organizzazioni culturali e sociali, editori, scrittori, critici, organi di stampa e uomini di cultura hanno condotto e conducono, singolarmente o in comune, una battaglia per superare quella barriera che ancora si oppone tra il libro e milioni di cittadini di ogni ceto. Esistono migliaia e migliaia di potenziali lettori ai quali il libro non arriva per la persistente inadeguatezza dei mezzi tradizionali di diffusione, mentre le esigenze e lo sviluppo della vita moderna richiedono sempre più che il libro venga portato ovunque il cittadino vive e lavora: nelle fabbriche, negli uffici, nelle scuole, nelle case coloniche e in tutti i luoghi ove si svolga una qualsiasi forma di vita associativa: nelle organizzazioni sindacali, cooperative, assistenziali, ricreative, nei partiti.
[...]
A quanti vogliono operare per la difesa e la diffusione della cultura chiediamo di aderire alla «Battaglia del libro 1955» indetta dal Centro popolare del libro. Sarà questo un serio contributo al rinnovamento della nostra cultura, alla democrazia e al raggiungimento di un più alto livello di civiltà nel nostro Paese.
La Presidenza del Centro popolare del libro
NORBERTO BOBBIO, CORRADO DE VITA, TOMMASO FIORE
Un libro nuovo in ogni casa!
Una biblioteca in ogni luogo pubblico!
L’Unità, sabato 28 maggio 1955
L'11 maggio 1968 l'Unità esce con il titolo di prima pagina a caratteri cubitali:
L'articolo del corrispondente de l'Unità a Praga, Silvano Goruppi, è in linea con il titolone del quotidiano comunista:
Le più autorevoli fonti cecoslovacche hanno oggi smentito come false e provocatorie le voci di una pressione militare - tanto più quindi quelle di una minaccia di intervento - da parte della URSS e degli altri paesi socialisti. Fin da questa mattina la CTK, Agenzia di Stampa ufficiale cecoslovacca, ha infatti comunicato: «Nelle regioni meridionali della Polonia si stanno svolgendo normali manovre combinate delle forze del trattato di Varsavia di cui il governo cecoslovacco era stato preventivamente informato. Mettere in relazione questo fatto con voci di una pressione militare contro la Cecoslovacchia viene considerato dei circoli politici del paese come una provocazione.»
In serata l'agenzia CTK ha anche trasmesso una smentita del ministero degli Esteri in cui si afferma che tutte le voci relative a un'azione militare contro la Cecoslovacchia vengono considerate provocazioni.
Anche la notizia di un presunto «drammatico appello» di Radio Praga si è rivelata priva di fondamento. Da noi interpellati questa mattina, i dirigenti di Radio Praga hanno dichiarato che un simile «appello» era stato inventato e mai trasmesso dalle antenne della radio cecloslovacca.
Un commento in cui si poneva in risalto le differenze tra gli avvenimenti ungheresi...
Come qualcuno ricorda, nella notte tra il 20 e il 21 agosto 1968, cento giorni dopo, le truppe corazzate dell’Unione Sovietica, della Polonia, dell’Ungheria, della Repubblica Democratica Tedesca e della Bulgaria fecero il loro ingresso a Praga.