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giovedì 7 giugno 2012

Garibaldi su Amazon

Garibaldi a Cala MartinaQuando mi capitò per le mani il libriccino di un mio conterraneo che narrava la fuga di Garibaldi, attraverso la Toscana fino all'imbarco dal golfo di Follonica per Genova e poi per l'America, lo lessi con attenzione e curiosità.
Tante volte, da bimbetto, ero passato davanti alla gran lapide che, di fronte a un parchetto quasi in riva al mare, ricorda il passaggio del più amato degli italiani e l'aiuto che aveva ricevuto dagli scarlinesi, dai massetani e dai follonichesi; ora potevo leggere, dalla 'voce' del figlio di uno dei soccorritori, Guelfo Guelfi, le vicende avventurose di questa traversata verso la libertà.
Finita la lettura, di cui parlo in dettaglio in questo post, pensai di scannerizzare il libro e pubblicarlo su Scribd per il semplice piacere di offrirlo a qualche altro curioso di storia patria e di Garibaldi.
Inaspettatamente fui contattato da LiberLiber e da Progetto Gutenberg: subito acconsentii a che le due istituzioni facessero uso della mia scannerizzazione, per trascriverla e poi rendere il documento di pubblico dominio sui rispettivi siti.

Questa piccola vicenda dette il via ad una mia modesta attività di digitalizzazione di libri ormai fuori dai diritti d'autore; adesso collaboro con LiberLiber e ho alle spalle una decina di 'prodotti' che, presentati in anteprima nell'area download di Scrivolo, finiscono, dopo una vigile e meticolosa attività di controllo e revisione da parte di volontari, sulle pagine web che tutti possono visitare e da dove sono liberamente scaricabili.
[I titoli che ho 'prodotto' li vedete nella gif animata nella colonna di destra].

Guelfo Guelfi su AmazonPoche sere fa, cercando nella biblioteca di libri che Amazon offre agli utenti del Kindle, curiosando nella sezione 'gratuiti' mi sono imbattuto, di nuovo, nel libro di Guelfo Guelfi. L'ho scaricato e, devo dire, sfogliandolo ci sono rimasto davvero male.

Quando si parla di Pubblico Dominio si è portati a pensare a qualcosa che sia di tutti e di cui si possa fare l'uso che più ci piace; Amazon ridistribuisce testi che si possono già trovare sulla Rete, non ne trae alcun vantaggio economico diretto (non li vende), ha sicuramente fatto un po' di lavoro nel convertire i documenti nel formato azw, usa la sua infrastruttura per mandarmi gratuitamete i libri, tramite whispernet, sul mio Kindle, però almeno aggiungere due righe al testo dicendo da dove lo ha preso sarebbe più che dovuto!
I volontari di LiberLiber, di Gutenberg e di altre iniziative private passano ore, a volte centinaia di ore, nello scannerizzare, digitalizzare e fare 'proofreading' dei documenti che poi, per il solo loro piacere, regalano a tutti noi. Non sarebbe male che l'aziendona americana riconoscesse questo lavoro, sia pure con un semplice rigo di ringraziamento e con un link ai loro generosi e altruisti 'fornitori'.


P.S.
Navigando mi sono imbattuto in una polemica, vecchia di un paio di anni e ripresa dal Washington Post, ma di natura un po' più complicata, che riguarda la pubblicazione a pagamento, da parte di Amazon, di alcuni testi presentati sulle pagine web di Gutenberg. Sembra addirittura che un testo non faccia in tempo ad apparirvi, che Amazon ne prepara una sua versione, più o meno free.

I particolari QUI e QUI.

domenica 2 settembre 2007

Garibaldi è stato qui

L'unico che ebbe danni da tutta la faccenda, e non prebende e pensioni, che si sprecarono, fu il povero Paolo Azzarini. Il trasporto clandestino di Giuseppe Garibaldi e del capitano Leggero col suo peschereccio da Cala Martina, in quel di Scarlino, a Cavo nell'Elba e poi a Portovenere, gli costò 10 anni di esilio, "finché durò la dominazione lorenese, e solamente in contrabbando si avvicinò una volta a Capoliveri per imbarcare il vecchio padre ed il resto della sua famiglia, che dové trasportare sul suolo ospitale della Liguria".
In cambio ne ebbe uno di quei tanti bigliettini autografi di ringraziamento che il generale lasciava ai suoi benefattori, quando non aveva con sé denaro od oggetti personali (regalò una penna od anche, una volta, un fischietto) da lasciare in segno di stima. E' pur vero che la sua sola presenza 'santificava' i luoghi dove era stato ospite: come reliquie furono conservati ad es. il sigaro che non fumò a Palazzo Guelfi, nella piana di Scarlino, o il bicchiere in cui bevve ed il pentolino dove gli furono cotte le uova dalla Giuseppa Bonfante, poco fuori Poggibonsi.
La fuga di Garibaldi, con la caduta della Repubblica di Roma, fu lunga e rocambolesca: uscito dalla città il 2 Luglio con 3000 uomini, pensò prima di dirigersi al nord, facendo comunque sbandare gran parte del suo esercito, per dirigersi poi a Cesenatico con soli duecento dei suoi, con cui tentò, via mare, di arrivare a Venezia; ma il mare era pattugliato dalla flotta austriaca e dovette riparare a terra: nella fattoria "Le Mandriole" il 4 Agosto gli morì la compagna Anita, incinta di sei mesi.
Attraversò poi l'Appennino col fido capitano Leggero, perdendosi durante un temporale, ritrovandosi nei monti della Calvana per arrivare al Molino di Cerbaia il 26 Agosto.
In vettura poi si diresse verso la
Maremma, meno sorvegliata dalla 'sbirraglia lorenese' anche per la presenza della malaria, facendo tappa a Poggibonsi a casa della Bonfante; cambiando cavalli a Colle di Val d'Elsa, poi verso Saline di Volterra e Pomarance, per arrivare a Bagno a Morbo alle 11 di sera, percorrendo, in un sol giorno, una bella parte di Toscana, sempre aiutato da patrioti fidati e disposti a tutto per dargli una mano.
Da Bagno a Morbo Girolamo Martini trovò con difficoltà modo di far accompagnare i fuggitivi: su consiglio di Michele Bicocchi furono rintracciati Cammillo Serafini di San Dalmazio, che li avrebbe ospitati a casa sua, e Angiolo Guelfi di Scarlino che li avrebbe aiutati ad arrivare in Maremma.
A
Casa Serafini si fermarono, per organizzare le cose, dal 28 Agosto al 1° Settembre.

Il Guelfi consigliò la fuga in Liguria, facendo prima tappa nella sua casa nella piana di Scarlino.
La zona era però abbastanza pericolosa: Serafini partì all'alba del 29 Agosto verso Massa Marittima, per cercare aiuti per organizzare il trasporto: cercò i fratelli Lapini e il follonichese Pietro Gaggioli, detto Giccamo.
I fuggitivi ripresero il viaggio il primo settembre, verso Castelnuovo, arrivando poi nella piana di Massa Marittima. Giccamo intanto era andato a Piombino e poi all'Elba per rintracciare Paolo Azzarini e convincerlo a fargli usare il suo peschereccio per la bisogna; il tutto sviando i rilasci di permessi ufficiali, necessari per gli spostamenti, perché noto e stimato fornitori di braci per i carceri elbani di Portolongone e Portoferraio.
La partenza era fissata la mattina del 2 Settembre, a Cala Martina, ritenuta attracco sicuro; il generale ed il capitano Leggero ebbero modo di riposarsi un po' e di mangiare una zuppa a Casa Guelfi (noi della zona lo chiamiamo Palazzo Guelfi, è una costruzione quadrata, proprio accanto alla 'vecchia' strada Aurelia, in prossimità del bivio per Scarlino).


Dormite poche ore, alle quattro del mattino Garibaldi fu svegliato (c'è qui un curioso episodio: un giovane ungherese, disertore dell'esercito austriaco aveva trovato riparo da qualche mese nelle campagne maremmane; nonostante la gran segretezza dei movimenti dei patrioti, era evidentemente venuto a sapere della presenza di Garibaldi e della sua fuga e si era presentato, senza saper parlare una parola di italiano, a chiedere, a gesti più che altro, di essere portato anche lui in salvo. Visti i rischi del viaggio e le ristrettezze in cui si sarebbero trovati tutti per la piccolezza del peschereccio dell'Azzarini fu però lasciato a terra).
Presero a piedi, come fossero un gruppo di cacciatori che si dirigevano ad una battuta, e raggiunsero, passando per la piana di Scarlino, la strada della Collacchia per poi, attraverso un'ardua discesa, arrivare sul mare, a Cala Martina.
Si noti che all'epoca c'erano nella zona torri di guardia armate di cannoni e truppe di cavalleggeri in pattuglia (i Cavalleggeri Guardiacoste) e quindi gli ultimi tratti della fuga furono particolarmente rischiosi.
Il peschereccio arrivò verso le 10 ed il generale poté prendere il largo, era il 2 Settembre 1849. Il 7 Settembre sarebbe partito da Genova per New York.
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Le notizie sono state riprese dal libriccino che Guelfo Guelfi scrisse e pubblicò 35 anni dopo i fatti, per onorare il padre e per raccogliere fondi per la costruzione di un monumento a Garibaldi a Cala Martina.


Le foto di Casa Serafini e di Casa Guelfi sono tratte dal sito: 1849: da Roma a New York - I luoghi di Garibaldi.

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Aggiornamento del 22/04/08

Il libro di Guelfo Guelfi, che ho scannerizzato, si può scaricare da Scribd, qui. Basta selezionare Download e poi cliccare su PDF.

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Aggiornamento del 13/01/09

Il libro si può scaricare anche dal sito di
LiberLiber.

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Aggiornamento del giugno 2012

E poi del libro si è impossessata Amazon. Vedi QUI.