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martedì 19 ottobre 2010

Astronomia: da Tucson a Follonica

Alla fine dello scorso mese ho fatto un viaggio a distanza all'interno della cupola del Large Binocular Telescope Observatory di Tucson, complice Marco Pedani che mi ha fatto da guida e cameraman in una improvvisata connessione con Skype.
L'ambiente è enorme, la struttura ad alto livello di ingegnerizzazione, il tour, più di un'ora, a dir poco affascinante.


Ho seguito con attenzione, e un po' d'invidia per il compito che svolge, la spiegazione delle funzionalità della strumentazione gestita da un pool di nazioni: U.S.A., Germania e Italia.


La passione di Marco per l'Astronomia è grande: lo ha assalito trenta anni fa e non sembra volerlo abbandonare e stasera, verso le 21, sull'emittente locale TV9 di Grosseto dovrebbe andare in onda una sua lunga intervista, a perorare la causa della costruzione di un osservatorio astronomico amatoriale nel comprensorio di Follonica. Perché, sant'iddio, la Maremma non è solo mare, vino, pecorino e butteri!

L'intervistatore, Simone Paradisi, per i casi della vita, era anche lui un astrofilo, veramente in erba trent'anni fa.


giovedì 14 ottobre 2010

Nubi sull'Osservatorio

Niente da fare, a quanto pare: l'osservatorio degli Astrofili Follonichesi non si farà, almeno non a Montioni, sito boschivo e abbastanza lontano dalle luci di abitati vicini, luogo che già trenta e più anni fa, con un gruppo di amici, avevamo individuato per le nostre attività notturne: ci mettemmo a costruire un Newton-Cassegrain da 25 cm, tirammo su un casottino di ricovero per lo strumento e facemmo, in loco, solo un minimo di attività, quanto basta per organizzare alcune visite guidata a delle scolaresche in occasione del passaggio della cometa Halley.

Anche se il comune di Follonica ha stanziato 120.000 euro per il progetto, l'ente preposto alla gestione della zona non ha dato il suo consenso; si ripiegherà, sembra, nel territorio del vicino comune di Scarlino.



Il progetto di minima lo ha presentato in un intervista l'amico Marco Pedani, Instrument Support Astronomer presso l'LBT Observatory di Tucson, in Arizona, in ferie in queste settimane a Follonica; il servizio era in onda stamani sul canale locale di TV9.

Gli Astrofili si contenterebbero di una piccola cupola in vetro resina in cui alloggiare uno strumento con uno specchio da 36 cm di diametro, da far sorgere in un angolo qualsiasi di quattro metri per quattro di superficie, dice Pedani, battagliero e propositivo nonostante i tre decenni di mancato supporto da parte degli enti locali.


Chissà, la burocrazia e gli enti più o meno utili devono aver paura di quelli che lo fanno di notte.


giovedì 26 marzo 2009

I programmatori lo fanno ...

Se gli Astrofili lo fanno di notte, i programmatori lo fanno...
Un tipico "mug" da una pubblicità degli anni '80.

martedì 3 giugno 2008

A come Astrofili

Quando ho sentito lo speaker che parlava di Associazione Astrofili Follonichesi non ho saputo se credere alle mie orecchie: ho alzato lo sguardo dalla tazza del caffellatte e sono rimasto, incuriosito ed emozionato, a guardare il servizio trasmesso da TV9 di Grosseto.

Il progetto, di cui si fa portavoce Marco Pedani, astronomo follonichese a Tucson, prevede di realizzare, nel Parco di Montioni, lontano dalle luci della costa e di paesi vicini, un osservatorio astronomico, con una spesa prevista di 53.000 euro. La struttura, con tanto di cupola e strumentazione ottica, dovrebbe essere messa a disposizione dei soci e degli appassionati locali.
L'emozione provata non sta solo nella notizia ma nel fatto che già più di venticinque anni fa il progetto era stato tentato. 
Eravamo un gruppetto di fanatici, una dozzina; Marco allora era ancora al Liceo, o forse alle Medie, e studente promettente; Enrico B. faceva osservazioni e foto con un suo piccolo strumento, io, Giacomo M. e Claudio S. (che aveva messo a disposizione il suo primo newtoniano auto costruito) ci perdevamo in disegni e progetti meccanici su come costruire e assemblare un nostro Newton-Cassegrain da 25 cm, con il tubo del telescopio che per anni rimase in casa di Giacomo e che fu ribattezzato, per l'aspetto e l'ingombro, 'lo scaldabagno'.
Riuscimmo ad autofinanziarci, dopo aver fondato l'Associazione con atto notarile (nel 1979?), con mostre fatte nel Palazzo Comunale prima (con le foto forniteci dagli amici del Gruppo Astronomico di Tradate) e nell'ex Casello Idraulico di via Roma (dove montammo il nostro telescopio) durante le affollate estati follonichesi, dove io e Marco V. F. mettemmo su un sistema di automazione di una proiezione di diapositive usando il nostro Sinclair Spectrum; le foto le avevo fatte io, da riviste specializzate, Alessandro P. mi aveva dato una mano con le sequenze di immagini e aveva scritto il testo che io leggevo (con la voce profonda che tanto piaceva alle ragazze....). Io ero poi in prima fila nei corsi di informazione alle scuole medie inferiori e superiori insieme all'altro Alessandro del gruppo, stimolati e coadiuvati da due insegnanti delle medie inferiori, Marcello N. e Dino L.
L'attività, in gran parte organizzativa, andò avanti sino a quando, proprio nel parco di Montioni di cui si sta di nuovo parlando, ripulendo un tratto di terreno, tirammo su una baracca, con un tetto scorrevole, dove ricoverammo il nostro telescopio (si era deciso di abbandonare la struttura a tubo per passare a una a 'giorno' in elegante e leggero alluminio, tutta auto costruita).

Luca L. e Giacomo M. posizionano il telescopio dell'AAF per la mostra (1982?); sul fondo, a destra, il Celestron 8 di Marco Pedani.

Fummo pronti per il passaggio della cometa di Halley (1985-86) e furono fatte anche alcune osservazioni pubbliche; poi come succede, ciascuno andò per la sua strada. Io a Firenze e poi a Siena, persi i contatti con gli amici; alcuni pezzi del telescopio li tenni per anni in un garage, a Follonica, e un'estate rimontai il tutto, per fare solo qualche foto alla Luna.
Alla fine, la pesantissima struttura di metallo fu abbandonata, lo specchio del Newton-Cassegrain forse rimase da Giacomo, le due corone dentate di precisione per gli assi di ascensione retta e declinazione probabilmente sono ancora nella mia cantina.
Ora il progetto, ambizioso, sembra rinascere. Riusciranno i nostri (nuovi) eroi?
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Aggiornamento del 04/06/08
Un articolo pubblicato sull'argomento dal Tirreno.