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venerdì 12 luglio 2019

Nuovi gadget


L'orologio fitness con ContaPeccati integrato.
Per adesso solo per pochi, ma dicono funzioni da dio!

giovedì 26 ottobre 2017

Hot line gratis per gli statali

Ho appena chiuso la telefonata.

Mia moglie mi ha chiamato dall'ufficio (col suo cellulare...) perché l'aiutassi con un problema che ha sul computer: deve fare un corso online, indicatole dall'Amministrazione, che attribuisce anche un punteggio in non so quale concorso.
Ha chiamato me perché, evidentemente, di assistenza interna od hotline neppure l'ombra e non riusciva a far funzionare il programma.


Dopo un po' di indagini, ho scoperto che la poveretta:
  1. Sul PC, un cassone stravecchio di cui non siamo riusciti a neppure a determinare il modello, ha la versione XP di Windows (rilasciato da Microsoft, lo ricordo per i più giovani, nel 2001, 16 anni fa!)
  2. Per poter lavorare, da anni deve sempre far partire il PC in modalità provvisoria, e così lo deve tenere per tutto il giorno!
Quindi, la sua 'dotazione informatica' non le permette di adempiere alla richiesta dell'Amministrazione; come si arrangi a lavorare produttivamente tutti i giorni richiederebbe un pamphlet.

(Ovviamente, nonostante le sue segnalazioni, nessuno ha mai provveduto a fare alcunché.)

Ma come si fa, in un ufficio statale pubblico, ad avere una simile vergogna???
Come si fa a tenere i propri dipendenti in questo medioevo informatico???
Invece di fare controriforme e tante altre belle manovre distruttive, applaudite da una gran massa di ipovedenti, un giro per rendersi conto della situazioni da barzelletta degli uffici periferici, no?

E io li pago, e anche voi!!!!

lunedì 2 marzo 2015

Livorno e il beacon. E Siena?

Con questa app Oimmei ha vinto l'Apps4Europe Award all'Hack4Pisa 2014.

 

Qui sotto una versione più matura, dedicata a Livorno, visionabile anche sul mini sito dedicato.


Dalla descrizione su YouTube:
Pubblicato il 24 feb 2015
Europeana Beacon combine the power of the Europeana Open Data with the latest cutting edge technology of iBeacons.
Users can walk around the city and have the phone alert them when something worthwhile is nearby, allowing people to discover new places in a new way. Users can read or listen comprensive guides about each landmark they discover, while watching pictures and videos. Engage other people in a scavenger hunt looking for the next clue, or follow the custom paths curators have tailored for them.
As a curator you can have all kind of statistics about how and often each landmark is visited.

E a Siena???

Di cose simili se ne parlava all'inizio degli anni 2000 in Siena Innovazione. (Se ne parlava, appunto...)



Come, cosa sono i beacon? Leggete QUI.

venerdì 4 ottobre 2013

Il giorno in cui la Terra tremò


4 Ottobre 1957
I Russi lanciarono il primo satellite: un brivido di paura attraversò il mondo.

venerdì 19 ottobre 2012

Fratello Illuminato full feed reading

Fratello Illuminato è un blog da non leggere: scrive cose brutte su Siena, i suoi politici, l'Università e il defunto MPS.

Ma se proprio non resistete a guardare la spazzatura che altri accumula sotto i tappeti di casa vostra e volete sapere chi e perché lo fa, beh, allora, è una delle poche letture che causano sì il mal di fegato ma che è imprescindibile.
Dio renda merito ovviamente anche a Il Santo, all'Eretico di Siena, a Il senso della misura, a Il Gavinone, ..., e se Dio non c'è, pazienza, rendetegli merito voi.
Seguire Fratello Illuminato non è però semplice: 
"Lo leggo poco", mi scriveva ieri pomeriggio un amico dopo una mia segnalazione di un post imperdibile, "perché sul feed manda solo un pezzo dell'articolo e mi tocca aprire il sito e, qui in azienda dove lavoro, mi scoccia farlo" (cioè: hanno un controllo piuttosto attento sugli accessi Internet, evidentemente più ferreo di quello di certi ambienti bancari...).

Anche a me crea gli stessi problemi: è una vera seccatura. Ci sono due o tre post al giorno, spesso passa oltre mezz'ora da quando compare il feed nel reader a quando il sito viene aggiornato (perché? mistero fitto) e si deve passare da un feed reader al sito più di una volta se si vogliono seguire i fatti di casa nostra.
Vista la mia mentalità 'problem solving oriented', una rapida ricerca su Internet mi ha dato in pochi minuti la soluzione a questo fastidio, una soluzione almeno parziale, perché si basa sull'installazione di alcuni software: Google Chrome, Google Reader e una estensione per Google Chrome.
Dato però che Chrome è proprio il browser che uso e Google Reader il mio aggregatore di feed preferito, mi è bastato installare l'estensione per aver risolto il problema.
Si chiude Google Reader, si apre Chrome, si segue questo link e si fa l'installazione.


Riaprendo Google Reader ci si accorge che le cose sono cambiate.
Prima di tutto, accanto alla linguetta Feed seedings ne compare una nuova, Super settings, con opzioni per personalizzare l'estensione appena installata, inoltre il feed ha a sua volta tre linguette:

Feed, per vedere il post nella forma di default (come prima, insomma):


Link, per vederlo come vedrei la pagina web del sito, ma senza uscire da Google Reader:


Readable, per una visualizzazione che facilita la lettura del post, come fa Readability.


Mi spiace se Fratello Illuminato ha, per motivi suoi, deciso di usare questa modalità di rilascio degli RSS e io gli sto rovinando la scelta; seguendo però le mie indicazioni la lettura dei suoi post risulterà meno problematica.

Credits:
Come dicevo sopra, di mio c'è solo la ricerca sul web. Il post che racconta tutto, e che ho seguito pedestremente, è su MakeUseOf.

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Aggiornamento delle 9:54.
L'amico G., di PecoreNere, insoddisfatto del mio suggerimento perché non vuole abbandonare il suo beneamato Firefox, letto il mio post ha trovato la soluzione anche per il suo browser. La trovate QUI.
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Aggiornamento delle 15:00
Il sito Fratello Illuminato ha cominciato a mandare feeds in https, vanificando le funzionalità descritte in questo post e in quello di PecoreNere.
Forse non vogliono che li si legga.... ne prendiamo atto.
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Aggiornamento delle 20:30
Il sito manda di nuovo i feed in formato normale e le funzionalità sopra descritte sono tornate usufruibili.
 



mercoledì 17 ottobre 2012

Abuso di smart phone

Ne parlavano due colleghi, l'altra mattina in ufficio, di questo nuovo utilizzo degli smart-phone.
Ne trovo qui una conferma.


Smart phone in bagno

[Image credits: SystemComic]

venerdì 5 ottobre 2012

Le 9 caratteristiche fondamentali di un cellulare

Cellulare per bambini

  1. La sveglia: una suoneria 'efficace' e l'orario da poter rimettere agevolmente.
  2. Il blocco della tastiera: facile da usare, per evitare l'attivazione assolutamente non voluta di chiamate alla suocera.
  3. Il dittafono: semplice per poter registrare le telefonate in corso (utilissimo nel caso di chiamate a call center o a uffici pubblici...) e le conversazioni importanti col 'capo' per poterlo poi ricattare.
  4. La video camera: banale da usare, per prendere foto della lista della spesa, dei messaggi d'errore del computer e, soprattutto, di dove si è parcheggiata l'automobile.
  5. Il laccetto: per evitare che il telefonino cada per terra in continuazione quando si gioca facendo finta di mandare messaggini a raffica.
  6. Il lettore di e-book: per attenuare il tedio durante la guida in autostrada.
  7. Il lettore MP3: di buona qualità per ascoltare musica e podcast seduti nell'ultima fila durante i corsi di formazione.
  8. La radio FM con un'ottima ricezione: per seguire Rete Toscana Classica.
  9. La funzione 'torcia': per andare a letto senza accendere la luce, evitando così di svegliare la moglie.
Tutte le altre caratteristiche sono sciocchezze assolutamente futili.



[Image credits: AmberDusik]

martedì 13 settembre 2011

China Inside

Ierisera un amico di un collega ha portato in ufficio un PC portatile, un Sony Vaio. "Gli potete dare un'occhiata? ogni tanto si spenge, da solo, senza alcun motivo."
Io e l'amico Simone ci siamo scambiati un'occhiata d'intesa: o ha un bel virus oppure l'elettronica non si raffredda più e il PC va in protezione.
Tolto di mezzo il primo dubbio, il secondo è risultato essere vincente: appoggiato sui bocchettoni del condizionatore il PC ha infatti funzionato spettacolarmente bene per delle ore. Il test che Simone ha fatto sulle temperature dei 'core' del processore ha evidenziato che al superare dei 50° il PC si spengeva.
Questa sera, poco prima di uscire da lavoro, per spezzare la monotonia della giornata, abbiamo deciso di smontarlo per vedere il comportamento della ventola di raffreddamento, non senza prima aver recuperato da Internet un filmato sui dettagli del disassemblaggio (non è il nostro lavoro e coi portatili non c'è mai da sapere). Una volta messa a nudo la mother board, abbiamo visto che effettivamente la ventola di raffreddamento non riesce a ruotare; domani, con lubrificante e grasso termico da rimettere in loco dopo lo smontaggio, riassembleremo il tutto, con la speranza che il portatile torni a funzionare.
Io ho preso qualche foto: Simone forse ha pensato che lo facessi per esser poi certo di saperlo rimontare come si deve, io invece l'ho fatto per la mia passione per le chineserie.



Capite a cosa alludo, vero?

sabato 19 marzo 2011

Addio 4 Novembre

E' per un puro caso che qualche giorno fa ho ascoltato alla TV il Ministro Brunetta, sì, quello della Pubblica Amministrazione e Innovazione(!) che, a tre anni dalla sua nomina, fa ancora lavorare i dipendenti dello Stato con Windows 95 e senza posta elettronica perché senza connessione ad Internet (vedi il post). Il Ministro rispondeva ad una interpellanza parlamentare, che sull'italico suolo ci ostiniamo chiamare "quescion taim" perché ci fa più arditi, tennologici e moderni, e, lo ammetto, non avevo capito chiaramente il senso della richiesta del parlamentare che rivolgeva la domanda.
Dunque: il 17 marzo è stata festa nazionale ma perderemo il 4 novembre; parlandone con alcuni colleghi li ho trovati assolutamente ignoranti in materia.

In sostanza: per quest’anno ai dipendenti non sarà riconosciuta la festività soppressa del 4 novembre per evitare un aggravio di spesa sia alla finanza pubblica sia a quella aziendale privata.

Che questa decisione sia giovevole alla nostra economia!

Di seguito il testo del decreto legge (vi risparmio note e circolari aggiuntive): per un evento così improvviso e inaspettato come quello del 17 Marzo che si è saputo dovesse accadere solo 150 anni fa, c'è da comprendere e giustificare la burocrazia che, nel passarsi ordini e contrordini, circolari e note esplicative a chiarimento delle circolari emanate, rischia di non riuscire neppure più a rintracciare sé stessa.

DECRETO-LEGGE 22 febbraio 2011, n. 5 - Disposizioni per la festa nazionale del 17 marzo 2011. (11G0045) (GU n. 44 del 23-2-2011 )

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Visto l'articolo 7-bis del decreto-legge 30 aprile 2010, n. 64,
convertito, con modificazioni, dalla legge 29 giugno 2010, n. 100,
che ha dichiarato festa nazionale il giorno 17 marzo 2011, ricorrenza
del 150° anniversario della proclamazione dell'Unita' d'Italia;
Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di assicurare la
dovuta solennità e la massima partecipazione dei cittadini dichiaran-
do il 17 marzo 2011 giorno festivo a tutti gli effetti civili, senza
peraltro che ne derivino nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica
e a carico delle imprese private;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 18 febbraio 2011;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei
Ministri della difesa e dell'istruzione, dell'università e della
ricerca;

EMANA
il seguente decreto-legge:
Art. 1
1. Limitatamente all'anno 2011, il giorno 17 marzo e' considerato
giorno festivo ai sensi degli articoli 2 e 4 della legge 27 maggio
1949, n. 260.
2. Al fine di evitare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza
pubblica e delle imprese private, derivanti da quanto disposto nel
comma 1, per il solo anno 2011 gli effetti economici e gli istituti
giuridici e contrattuali previsti per la festività soppressa del 4
novembre non si applicano a tale ricorrenza ma, in sostituzione, alla
festa nazionale per il 150° anniversario dell'Unita' d'Italia
proclamata per il 17 marzo 2011.
3. Dall'attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o
maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Art. 2
1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione
in legge.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addì 22 febbraio 2011
NAPOLITANO

Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri

La Russa, Ministro della difesa

Gelmini, Ministro dell'istruzione,
dell'università e della ricerca

venerdì 2 luglio 2010

Windows 95 è vivo e lotta insieme a noi

Sono stato in un ufficio statale, stamani, e non posso non documentare le splendide condizioni di lavoro che vi ho trovato.
  • La dotazione: un magnifico PC Compaq Deskpro di una dozzina di anni fa con un eccellente e stabile sistema operativo: Windows 95.
  • L'ambiente: 32 gradi di temperatura e 72% di umidità, senza condizionatori né sistemi di ventilazione.
Il ministro Brunetta, sapete, quello spiritosissimo che ama le comparsate in TV e le vignette contro di lui, li fa lavorare così, e senza internet, senza intranet, senza rete locale.
Ma sarà solo un caso isolato, vero signor ministro della Pubblica Amministrazione e Innovazione?
Chissà perché ai poveracci che lavorano lì dentro, invece, sembra la norma...

giovedì 11 dicembre 2008

Quale crisi?

Ho da anni continui problemi con la rete telefonica domestica ed il mio uso di Internet è praticamente impossibile, nonostante una decina di chiamate a Telecom e gli interventi, assolutamente inutili, degli omini con la Panda rossa.
Ho pensato di aggirare il problema cercando di capire se con un cellulare meno antiquato del mio potevo almeno avere la possibilità di controllare la posta elettronica e ieri, mercoledì, pomeriggio libero, mi sono recato in un negozio di una nota catena di consumer electronics nella speranza di trovare una soluzione.
Pensavo che le giornate di pioggia continua che si stanno susseguendo e il fatto di essere a metà settimana, in un orario non di punta, mi facilitasse.
Invece...
Prima difficoltà, il parcheggio: già pieno, alle quattro e mezzo del pomeriggio. Mah, ho pensato, non saranno mica andati tutti nel negozio di elettronica.
Una volta dentro, il mio ottimismo è morto: al banco della telefonia c'era la fila: avevano addirittura messo un distributore di 'numerini' per gestire la coda. Tempo di attesa per essere serviti, circa trenta minuti.
Essendo un tipo assai impaziente, me ne sono andato via subito, maledicendo la 'crisi'.
O forse i clienti in attesa erano tutti avvocati, ingegneri, muratori e idraulici?

lunedì 21 luglio 2008

Un documento ben cotto

Durante i miei corsi di formazione, quale che sia l'argomento informatico che tratto, cerco sempre di instillare nei miei allievi il dubbio che i loro dati possono andare persi da un momento all'altro.
Sottolineo l'importanza di fare copie dei file su cui lavorano, usando sistematicamente salvataggi su cartelle condivise di rete, che di notte sono automaticamente duplicate dai sistemi di backup presenti in qualsiasi azienda che si rispetti; ma è un'abitudine, questa, che nelle grandi aziende hanno praticamente già tutti.
Nelle aziende medio-piccole c'è tuttavia ancora la tendenza a tenere 'per sé' gran parte delle elaborazioni o dei dati su cui si lavora, fidandosi della lunga vita dell'hard disk del proprio PC, e solo pochissimi comprendono l'importanza di masterizzare periodicamente un CD o un DVD con il proprio lavoro.
Sembra che questo tipo di supporto ottico, noto alla stragrande maggioranza degli utenti di informatica perché può servire a registrare file audio MP3 o film posseduti più o meno legalmente, continui ad essere uno sconosciuto mezzo per effettuare copie dei dati.
In aula si finisce poi col parlare di leggi che consentono la tenuta dei dati, anche fiscali, su supporti elettronici, delle pennine USB che non mancano ormai quasi più a nessuno, ma a tutti sfugge una cosa fondamentale: la vita media del supporto.
Insomma, in teoria, ma anche in pratica, i supporti che usiamo non sono eterni. Si pensa che la vita media di un CD sia di 10 anni, di un DVD di 30, ancora più lunga per la tecnologia Blu-Ray , 5 anni per le chiavette USB. E come si possono allora affidare dati importanti a oggetti dalla vita così relativamente breve? (Se avete qualche arcaico programma su un floppy disk da 5" e 1/4, ammesso che riusciate ancora a trovare un lettore, probabilmente non sarà più leggibile...).
Quando racconto di queste limitazioni, vedo qualche faccia preoccupata. "E se ho dei dati importanti su un vecchio CD...?"
"L'unico sistema è farne una copia, e così di seguito, durante l'arco della vita media del supporto..."
"Ma l'archiviazione elettronica dei documenti?".
Alzo le spalle: "Non lo so. Se la legge mette un obbligo temporale relativamente breve per la conservazione dei dati, siamo comunque a posto"
"E allora che si dovrebbe fare?"
"Mah..., voi che suggerite?"
Qualcuno azzarda: "La carta...I documenti sulla carta si mantengono per secoli".
Ecco, ci siamo arrivati. La carta, ma certo non quella comune, acida, che dopo qualche decennio si distrugge; quella speciale o magari si dovrebbe tornare alla carta fatta con gli stracci... è quella che si mantiene più a lungo. Le Bibbie di Gutenberg, tanto per parlar di carta stampata, hanno 600 anni.
Io ascolto un po', poi scuoto la testa.
"Come, neanche la carta?".
"Eh no, se volete veramente che un documento si conservi per millenni, o lo scolpite nella roccia, oppure.... lo scrivete su tavolette di creta e poi le fate cuocere. Vi ricordate della scrittura cuneiforme in Mesopotamia?"

giovedì 17 luglio 2008

Privacy - 1


Questa è una denuncia che faccio al Garante della Privacy (ma non dovrebbe poi essere, visto che siamo in Italia, il Garante della Riservatezza o Garante della Vita Privata?)

Da decenni noi tutti siamo subissati di telefonate, sulle nostre linee casalinghe, di aziende che cercano di venderci qualcosa; la maggior parte di queste telefonate proviene dagli stessi gestori della telefonia. Più volte, negli anni, abbiamo visto, in rubriche TV tipo Mi manda Rai Tre, portare davanti a tutti casi particolarmente sgradevoli: contratti di forniture sottoscritti verbalmente, costi nascosti che compaiono all'improvviso e altre amenità del genere. Ultimamente vanno di moda offerte di prodotti enologici e richieste di contattare urgentemente un numero, tipo 899...
Non ho mai letto con attenzione il contratto che ho con Telecom (anni fa lo pubblicavano sulle pagine dell'elenco telefonico) e non so se quanto detto corrisponde al servizio che ho sottoscritto, ma suppongo di sì.
Bene, visto che NESSUNO difende la mia vita privata, per evitare scocciature, da un quindicennio ho installata una segreteria telefonica sulla mia linea di casa: chiunque mi telefoni viene invitato a registrare un suo messaggio; per scelta abbiamo cioè deciso di NON RISPONDERE MAI direttamente al telefono. Così facendo, visto che abbiamo lasciato attivo l'altoparlante della segreteria, possiamo decidere se rispondere, prendendo la linea, o lasciare che la segreteria faccia il suo lavoro.
L'adozione di questa linea di difesa garantisce alla mia famiglia una vita più tranquilla e l'impossibilità, anche involontaria, di sottoscrivere od acquistare alcunché.
L'atteggiamento di mia moglie e mio verso il telefono è un po' anomalo, continuiamo a considerarlo un inutile strumento di tortura più che un modo per essere connessi col mondo, per cui questa modalità di utilizzo non ci pesa minimamente.

Veniamo però all'oggetto della denuncia.

Saltuariamente uso una connessione ISP, sulla linea Telecom. Perché io stia usando ancora questo mezzo arcaico di comunicazione è cosa lunga e merita un post a sé stante.

Quando, come in questi giorni, utilizzo un accesso Internet, succede una cosa 'strana'.
Le chiamate che ricevo (chiaramente provenienti da un call-center, come si sente in qualche registrazione) diventano frequentissime, anche più di una all'ora, come ad esempio è successo oggi, a partire dal momento in cui termino la mia connessione ad internet e fino alle nove di sera.
Quindi, c'è poco da fare, qualcuno (e forse più di uno...) controlla le telefonate che facciamo e, appena individua una chiamata verso un ISP (ho provato ad utilizzare più ISP per avere conferma che non si trattava di una casualità), ecco gli avvoltoi che cominciano a rotearci intorno, con gli artigli pronti a ghermirci.
Ma dirò di più.
Alcune settimane fa sono stato ospite in casa di mia mamma, in un altro comune; avendo bisogno di controllare la posta elettronica (sì, il PC portatile l'ho sempre con me...) mi sono connesso da casa sua usando il modem.
La sera dopo, tornato a casa mia, ho ricevuto da mia mamma una telefonata con cui si lamentava delle numerose chiamate telefoniche che aveva ricevuto, e a cui aveva risposto, che le proponevano dei vantaggiosissimi contratti per l'utilizzo di Internet. Con una di queste persone, particolarmente assillante, aveva anche litigato, perché mia mamma diceva che in casa sua nessuno usava internet e la sua interlocutrice, villanamente aggressiva, sosteneva, gridando, che non era vero, e che lei lo sapeva bene......

Dunque, signor Garante della Riservatezza, che mi dice di tutto questo?

martedì 15 luglio 2008

Cosa c'è nella pennina?

Qualche settimana fa mia moglie ha comprato una pennina USB da 1 Gb, una di quelle con funzionalità di radio, registratore e gestione di MP3 (la Dikom è un'azienda coreana, ma sulla scatola c'è scritto Made in China...); le è costata poco meno di 10 euro, 15 volte meno di una, con le stesse caratteristiche ma con metà della capacità, acquistata tre anni fa. L'oggetto è ingombrante, con una interfaccia non particolarmente intuitiva, ma per quel prezzo non ci si può lamentare.

Oggi mi ha chiesto di installarle un qualche software che le permettesse di convertire i file audio dai CD in MP3, per farsi la sua 'compilation' di brani, pregandomi di trovare qualcosa che fosse un po' meno lento di quello che le avevo installato, sul portatile che aveva prima di questo, e che aveva imparato rapidamente ad usare. Si è lamentata della macchinosità del software precedente e della sua lentezza: l'ho rincuorata dicendole che il nuovo portatile avrebbe brillantemente superato il problema della velocità; per quello che riguarda il software, invece, il concetto di 'macchinoso' è molto soggettivo e dipende da quanto uno è 'computer savvy'. Conoscendola, ho pensato al software più semplice che conosco, una versione non recente di dBPowerAMP Music Converter, che ho usato, qualche volta, senza problemi.

Dopo aver connesso la chiavetta alla porta USB del suo portatile, si è aperta una finestra che mi ha informato che da quel momento era disponibile un software, AMT, che avrebbe consentito, tramite il trascinamento delle tracce audio da un CD, di convertire automaticamente i brani in file MP3 con tre diverse qualità di conversione. La cosa funziona con la massima semplicità (la conversione avviene 'on the fly', durante l'operazione di copia) e ho spiegato alla consorte l'uso veramente immediato dell'interfaccia del programma.

Fin qui, direte, che c'è di strano? Assolutamente nulla, credo. Nell'aprire, però, la partizione della chiavetta dedicata alla memorizzazione dei dati, ho avuto una sorpresa: oltre a due brani musicali di esempio, c'era anche un file di testo, intitolato: Surely you are joking; l'ho aperto: contiene tutto il testo, in inglese, del libro del noto fisico Richard P. Feynman, a cui ho avuto modo di far riferimento qualche tempo fa.

E questo, me lo concederete, è un po' strano.

mercoledì 4 giugno 2008

Allarme nucleare

La foto è tratta dal sito Dark Roasted Blend, l'editing è mio.

Scrivere

Scrivere, scrivere a mano, è ormai cosa desueta e che rischia di essere definita una perversione (cioè una modificazione psicopatologica delle tendenze istintive, dice il Devoto-Oli). Qua e là alcune persone mature ancora usano penna o matita o pennarelli con inchiostro in gel, ma in età più giovani e produttive l'uso della tastiera (del PC, del portatile, del telefonino o di quant' altro) ha preso il posto del calamo e dell'inchiostro.
Noto la difficoltà, diffusissima, di prendere appunti durante i corsi di formazione, e molti dei miei allievi sono soliti usare una casella di testo in Excel per commentare esercizi ed esempi o per copiare formule e scrivere osservazioni. Chi scrive usando una delle penna biro che sono a disposizione lo fa per lo più con un carattere stampatello o simulando l'Arial, la scrittura corsiva non la usa quasi più nessuno, anche perché metterebbe a rischio la comprensione di quanto ha scritto. Nessuno ha più nella borsetta o nella tasca della giacca una penna: mi sento osservato come un fenomeno da baraccone quando, all'occorrenza, tiro fuori dalla tasca interna della mia giacca un portapenne rigonfio, con stilografica, biro blu, penna feltro rossa, lapis e, talvolta, evidenziatore (gomma e appunta lapis di solito li porto in borsa, con qualche penna e lapis di riserva...)
Eppure il bel corsivo era un gran pregio e, se si escludono gli esercizi di stile, puramente calligrafici, era anche facilmente leggibile. Si guardino, di seguito, due splendidi corsivi, uno di un letterato (dal manoscritto originale dell'Infinito di Leopardi), l'altro di un astronomo (da una lettera di ringraziamenti dell'astronomo Barnaba Oriani dell'Osservatorio di Brera).



Il segno vergato su carta continua ad affascinarmi: ho numerosi blocchi note, di carta con peso e struttura diversi, che uso per appunti, schemi di corsi, progetti di programmi, bozze di post, minute di lettere ufficiali; mi resta difficile usare il PC come deposito di pensieri e di appunti sparsi, e mi piace molto scribacchiare, con un qualche lapis dalla mina morbida, su fogli bianchi o quadrettati (e mai a righe), pronti a soddisfare l'incompiutezza dei miei pensieri, adatti alle cancellazioni e ai ripensamenti (altro che le revisioni di Word!), alla tracciatura di frecce e rimandi, talvolta ad operazioni di collage per l'inserimento di bocconi di altri fogli con appunti, disegni, ritagli di giornale e post-it.
Uso io stesso, e trovo notevolmente utili, Tiddliwiki di Jeremy Ruston, per le bozze dei miei post, ed anche OneNote della Microsoft, KeyNote di Marek Jedlinski ed EverNote della EverNote Corporation, ma niente pareggia il piacere della scrittura, a mano libera, sulla carta.