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domenica 19 settembre 2010

Il QR Code e la Bibbia

Sul n. 38 di Famiglia Cristiana, in edicola dal 15 settembre, il "QR Code" a pagina 7 vi porta a scoprire la nuova Bibbia della San Paolo e a come accedere ai contenuti multimediali. Leggete di cosa si tratta.

Se volete creare il vostro QR code, potete andare qui.

Se volete leggere i QR code direttamente dal desktop con una video camera, qui c'è una applicazione AIR.
La potete testare su questo codice:

martedì 25 maggio 2010

Morte di un MateMagico

Alcuni libri di Martin GardnerSi annotano, le scomparse degli 'amici'.
Martin Gardner l'ho 'conosciuto' quando, sui banchi del liceo, ho cominciato a costruire i miei primi esaflexagoni, vittima di un curioso articolo su Scientific American. Poi l'ho sempre seguito, sulla rivista e sulle raccolte degli articoli che via via uscivano in formato di libro; ho letto adesso della sua morte, avvenuta sabato scorso, e non ho trovato di meglio, per ricordarlo, che ritrovare alcuni dei suoi stimolanti volumetti.
Così ne parla il New York Times.

lunedì 16 novembre 2009

I Beni Culturali in Freedonia

Giunge voce, ma si tratta sicuramente di notizie false e tendenziose, diffuse ad arte dai governanti di Sylvania per mettere in cattiva luce i propri odiati vicini, che nel Ministero dei Beni Culturali di Freedonia le cose vadano a rotoli.
Sembra che nelle varie sedi provinciali non ci siano più soldi per comprare la carta per l'uso quotidiano (no, neanche quella igienica..), né i toner per le stampanti; si dice che i riscaldamenti d'inverno e i condizionatori d'estate non vengano più accesi, lasciando i dipendenti a lavorare in cappotto e guanti o a 40 gradi di temperatura, secondo la stagione; che in qualche caso siano state addirittura sospese le forniture dell'acqua potabile perché morosi, rendendo per giorni inagibili i servizi igienici; che non siano pagate le bollette dei fornitori e neppure si possano più fare abbonamenti a importanti riviste del settore o acquistare libri, strumenti indispensabili di aggiornamento per studiosi e operatori del settore.
Il primo ministro Rufus T. Firefly tace sull'argomento, ma denuncia il tentativo della confinante nazione di Sylvania di occupare militarmente il Paese.

In Italia, invece, tout va très bien, Madame la Marquise.

Il nostro Ministero dei Beni ed Attività Culturali sponsorizza la rivista Freepress Musei Magazine, "periodico di informazione su musei, mostre, arte, design e costume". La distribuzione, cartacea, è gratuita, e potete trovare il primo numero, in pdf, qui.

mercoledì 5 agosto 2009

Corsa alla Luna

La copertina di Popular Mechanics dell'Agosto del 1959.

Abbiamo parlato molto di corsa alla Luna, in queste ultime settimane.
50 anni fa gli Americani avevano paura di essere battuti dai Russi, che avevano già lanciato i tre Spoutnik, nel '57 e nel '58 e Luna 1, il 2 gennaio del 1959, era passato a poche migliaia di chilometri dal nostro satellite. Proprio nell'Agosto di quell'anno gli Americani avrebbero risposto con i lanci di Explorer 6 e dei Discoverer 5 e 6. A Settembre del '59 i Russi avrebbero sorpreso nuovamente tutti lanciando il Luna 2, che impattò sulla superficie lunare.


lunedì 30 marzo 2009

Sorge e tramonta

Dite pure di me che sono un depravato, ma per anni l'immagine che mi ha eccitato di più è stata quella nella doppia pagina centrale, no, non di Playboy, ma del numero di Gennaio di Sky and Telescope.
Ogni anno la vecchia e autorevole rivista americana, dedicata agli astrofili di tutto il mondo, pubblicava un curioso grafico a clessidra: con un po' di pratica, e sbirciando ogni tanto le istruzioni stampate nelle stesse pagine, era possibile leggere l'ora del sorgere, del tramontare e del passaggio in meridiano del Sole, della Luna (di cui erano indicate anche le fasi) e dei pianeti. Dopo un po' di allenamento bastava un colpo d'occhio e si poteva sapere quali pianeti sarebbero stati visibili al tramonto e all'alba e se la Luna poteva dar fastidio all'osservazione.

Graphic Time Table of the Heavens for the Year 1979

Ai piaceri dell'Astronomia mi aveva introdotto un libretto della collana pocket della Longanesi,
Astronomia pratica di Wolfgang Schroeder, volume che mi è stato compagno per alcune estati, nei primi anni del liceo, e che con i suoi grafici (che addirittura sono arrivato a poter emendare dai pochi errori) e con le sue tabelle mi ha aperto al fascino del cielo, della matematica ed anche della programmazione.
Quel libricino l'ho prestato e non mi è stato mai restituito (so benissimo chi ce l'ha, e lui adesso fa davvero l'astronomo) ma qualche anno fa sono riuscito a reperirne la prima versione, cartonata, priva però, ahimè, delle mie note e correzioni, ma prezioso pro-memoria dei miei primi anni di adolescente.

La cartina di Sky & Telescope è via via migliorata graficamente ed ogni anno l'ho staccata dalla rivista per appenderla nello 'studio' in una cornice a giorno. Poi, all'improvviso, gli americani hanno deciso di cambiare l'orario di riferimento del grafico, passando dall'usuale Universal Time (l'orario di Greenwich, per capirsi) a una qualche loro zona standard, rendendo di difficile comprensione il tutto, a causa della differenza di molte ore con il nostro fuso orario.

Skygazer's Almanac 2002

Per un paio di anni ho fatto a meno del grafico, tanto più che il mio interesse per l'astronomia è stato sempre da 'scrivania' più che da telescopio; ma quella mappa, a cui ero abituato da anni, mi mancava...
Poi mi è venuta un'idea: avrei potuto cercare di farla io. Ma come?
Per le formule astronomiche, anche se non di altissima precisione, ci potevo arrivare: copiando qua e là tra le applicazioni su web, qualche foglio Excel , le formule, a cui molti fanno riferimento, dei manualetti di Duffett-Smith, qualche copia-incolla dai printout dell'USNO etc., insomma, procurarsi i dati non è un problema. Ma per il grafico?
Qui mi si è accesa la lampadina: perché non usare Excel e i suoi grafici predefiniti? Detto fatto, ho creato 18 serie diverse, che ho tracciato su un grafico unico, a rappresentare sorgere e tramontare di Sole, Luna e Pianeti (ho anche realizzato un sistema per vedere le fasi di Luna Piena e Luna Nuova...)
Il tutto è ancora in 'beta': non tutti i dati sono frutto di calcolo, ma vengono da copia-incolla di tabulati reperiti su Internet e poi sono rielaborati da me per adeguarli alla rappresentazione grafica voluta. Spero di poter dedicare un po' di tempo a rendere automatico e dinamico il tutto, ma, per ora, la qualità del grafico, che è di nuovo appeso accanto alla mia scrivania, mi soddisfa abbastanza.



P.S.
Il fascino della cartina di S&T ha colpito, e lo afferma esplicitamente, anche il curatore delle pagine di Astronomia del sito ucraino dell'Università di Kiev, che ogni anno realizza un grafico a colori, sullo stile di quello della rivista americana, calcolato però per la latitudine di Kiev (50°27'00"N).
[Inutile ricordare, credo, che dall'Ucraina, oltre al gas, vengono anche Gogol e Scerbanenco...]


Alcuni riferimenti:
Peter Duffett-Smith, Practical Astronomy with your Calculator
Peter Duffett-Smith, Astronomy with your Personal Computer
Jean Meuus, Astronomia con il computer
Jean Meuus, Mathematical Astronomy morsels
Oliver Montenbruck, Astronomy on the Personal Computer
Java Script Ephemeris
Alcune pagine di Keith Burnett, qui e anche qui.

domenica 22 marzo 2009

venerdì 26 dicembre 2008

Morte di un Magazine

Il numero di Gennaio 2009 di PC Magazine.

Dopo ventisette anni di onorato servizio muore la versione cartacea di PC Magazine, il noto mensile americano di informatica: l'ho saputo leggendo il comunicato che apre il numero di Gennaio 2009 della rivista, a firma dell'Editor-in-Chief Lance Ulanoff.
Non posso dire che questo mi faccia piacere, la mia prima copia risale all' '87 o forse è antecedente e l'ho comprato e letto tutte le volte che mi è stato possibile reperirlo, anche se qui a Siena avere una libreria che ti faccia arrivare puntualmente e ti metta da parte riviste straniere, secondo la mia esperienza, risulta essere cosa difficilissima e della più alta inaffidabilità.

L'Editore ci dice che ci sono molti vantaggi nel passare alla versione elettronica:
  • arriva in posta elettronica
  • è portabile (sai lo sforzo)
  • avrà la stessa impaginazione del formato cartaceo e sarà sfogliabile
  • è interattiva, con link alle anteprime dei prodotti, slideshow e filmati direttamente dai PC Labs
  • sarà possibile effettuare ricerche sui contenuti
  • se ne potranno comunque stampare quante copie se ne vorranno (grazie!)
  • sarà un prodotto verde, meno carta, meno inchiostro e meno energia usati nel produrlo.
Sul sito di PCMagazine il documento.
Qui come dovrebbe diventare il magazine.


E così, tagliando le spese per la stampa e la distribuzione, continueranno a tenere in vita un contenitore editoriale che spero continui ad essere di buona qualità.

Da gutenberghiano, la scomparsa del supporto documentale cartaceo mi mette in difficoltà, non c'è niente da fare. Lo studio e l'apprendimento, per me, sono legati necessariamente alla pagina stampata, al contatto fisico, alla memorizzazione di macchie, pieghe, spessori ed altre fisicità del genere, alla memoria fotografica; se è vero che da qualche anno alcune riviste, ed anche PC Magazine, le leggo in formato PDF, tuttavia non nego la difficoltà che provo nella lettura elettronica e, se mi guardo intorno, anche persone che hanno venti o trenta anni meno di me fanno grande uso della carta su cui riversano la documentazione elettronica che leggono o studiano. Ci sarà da far passare ancora una generazione perché la e-lettura diventi uno standard di apprendimento consolidato?


Il numero del 24 Novembre 1987 di PC Magazine. L'Editor-in-Chief era Bill Machrone.

lunedì 15 settembre 2008

Byte

Nel settembre del 1975 usciva il primo numero della rivista di informatica più quotata, informata e stimolante che abbia mai letto.
Ne ho ancora diverse annate che conservo gelosamente e saltuariamente rileggo qualche vecchio numero: veramente un ottimo prodotto editoriale.

sabato 5 aprile 2008

Magomatico

Quando, qualche anno fa, mi era capitato di leggere un libro scritto a più mani per celebrare Martin Gardner avevo pensato che fosse un Gedenkschrift e non un Festschrift, cioè uno scritto 'in memoria di' e non 'in onore di'.
Scopro adesso, sfogliando il numero 12 del magazine
Make
(Novembre 2007), che Gardner è ancora vivo e brillante, all'età di 93 anni suonati.
Gli articoli che scriveva per la rubrica Mathematical Games di Scientific American (dal 1956 al 1981) erano intriganti: si passava da rompicapi a labirinti, da problemi topologici a divertenti costruzioni di modellini di carta (penso agli esaflexagoni...) per arrivare a simulare il gioco della vita, impostando semplici e rigorose regole di duplicazione, sopravvivenza e morte alle 'celle' di uno
schermo di un computer.
La rubrica fu molto seguita e gli articoli furono raccolti in libri di successo (in Italia li pubblicò Sansoni), che di
quando in quando mi capita di riaprire.
L'interesse di Gardner per la magia (preso a pretesto per l'articolo-intervista fatto da un professore emerito di Fisica dell'università di Lock Haven) è solo quello di un uomo dall'intelletto acuto che vuol sempre rendersi conto di quanto lo circonda, e spiegarsi le cause dei fenomeni, anche i più strani, che accadono.
In queste riflessioni su Make, sparse e purtroppo non abbastanza lunghe, fanno capolino un paio di nomi: quello di Carl Sagan, apprezzato per la sua natura di scrittore molto critico di vari aspetti della scienza, e quello dell'oggi ignorato Hugo Gernsback, editore di Electrical Experimenter dal 1911 (divenuto poi Science and Invention) e di un gran numero di periodici scientifici e di narrativa di fantascienza, Amazing Stories primo fra tutti, nonché lui stesso scrittore di fantascienza. I cultori del ramo sanno che è da Gernsback che prende il nome il prestigioso premio Hugo.
Gardner cita Gernsback perché, giovanissimo, dalla lettura delle sue riviste ebbe gli stimoli per interessarsi di scienza e di matematica.
E non viene passato sotto silenzio neppure l'amore di Gardner per i libri di Lewis Carroll: è nota una sua edizione critica, piena di interessanti commenti, di Alice.

sabato 10 novembre 2007

E' l'ora de L'Espresso


La mia statistica dice che circa il 7% delle pagine dell'ultimo numero del settimanale L'Espresso è dedicato alla pubblicità, a piena pagina, di orologi da polso (uno solo femminile).
17 paginone a colori per questi oggetti del desiderio.
C'è qualcosa che non funziona in me? Da anni non porto più al polso un orologio: sarà per l'overdose che ne ho a casa?

giovedì 11 ottobre 2007

New economy

Splendori e miserie nell'editoria dell'era digitale: c'è chi sale, prepotentemente, e chi scende, affondando.

Time Inc. ha pubblicato l'ultimo numero di Business 2.0, un mensile interessante ed attento a molti risvolti della nuova economia, che usciva da sette anni. Sebbene vantasse oltre 600 mila abbonati, la diminuzione delle entrate pubblicitarie ha causato la scelta drastica della chiusura. Una decina di redattori passeranno in Fortune.
Prima del titolo di copertina, con ironia, hanno stampato: "Un pezzo per i collezionisti: il nostro ultimo numero!"
[Dal numero di Ottobre]

Altra sorte sta toccando invece a The Economist, che fino a venticinque anni fa non vendeva più di 70 mila copie la settimana: adesso è onnipresente nel mondo digitale con oltre 1.2 milioni di copie vendute.
[Via: Petrona]

martedì 28 agosto 2007

Scientific American

Martedì 28 Agosto 1845, esce il primo numero di Scientific American.

Dalla presentazione di Rufus Porter:
Ciascun numero sarà illustrato con incisioni originali, da due a cinque, molte delle quali artistiche, ed esplicative di Nuove Invenzioni, Principi Scientifici e Lavori Curiosi, e conterrà, oltre alle notizie più interessanti di fatti accaduti, informazioni generali lo sviluppo della Meccanica ed altri Progressi Scientifici; Invenzioni e Miglioramenti Americani e Stranieri; Cataloghi di Brevetti Americani; Saggi Scientifici atti a illustrare i principi delle scienze della Meccanica, della Chimica e dell'Architettura; informazioni ed istruzioni utili in varie Arti e Commerci; Esperimenti Curiosi; Varie dell'Ingegno, della Musica e della Poesia.
La rivista, la prima del suo genere in America, viene fornita su abbonamento annuale, del costo di 2$.

Dalla prima pagina, tra gli altri articoli:
Filtro per locomotive: si descrive un filtro che, depurando il fumo di una locomotiva, ne ricicla l'aria calda per riutilizzarla nella camera di combustione.
Pozzo in fiamme: un pozzo di 30 metri, scavato nell'Ohio, forse per la presenza di gas nel sottosuolo, ha preso fuoco e sta ancora bruciando.
Un cavallo sensibile: un cavallo, staccato momentaneamente dal suo tiro, è scomparso all'improvviso. Il suo padrone l'ha ritrovato un po' pù tardi dal maniscalco dove, sembra, l'animale si fosse recato di sua iniziativa per un problema, poi risolto, alla ferratura.
A pagina due, tra gli altri articoli:
Il primo principio della Meccanica: illustrato con esempi discorsivi
Il Telegrafo di Morse: dopo vari mesi di test nel collegamento tra Washington e Baltimora, sembra evidente che il sistema verrà allargato a tutto il Paese. Mentre si rimanda ad un numero successivo la spiegazione dei principi di funzionamento, si mette in evidenza come i Commercianti del West potranno usare questo mezzo per effettuare i propri ordinativi di merci, invece di sopportare il lento avanzare della ferrovia.
Nuova macchina per Dagherrotipi: grazie ad una lastra ricurva e allo spostamento, con un meccanismo ad orologeria, dell'obiettivo della macchina, M. Martiner ha realizzato un dispositivo in grado di dagherrotipizzare interi panorami, con un'ampiezza di 150°.
In ultima pagina:
L'annuncio, in grande evidenza, del libro "The pictorial History of the American Revolution", un libro 'in ottavo' tra le quattrocento e le cinquecento pagine, illustrato con molte centinaia di incisioni, dell'editore Robert Sears
Segnalazioni librarie
Pubblicità di Cappelli Estivi, Dagherrotipi e materiali per, Diamanti e orologi d'oro
Ricerca di: Agenti, finanziamenti per iniziative commerciali

lunedì 13 agosto 2007

La penna dello Spazio

Qualcun altro si è ricordato, in questi giorni, della Fisher Space Pen.
Scientific American pubblica, nel suo numero di Agosto che sto sfogliando proprio adesso, un articolo dedicato al piccolo oggetto di culto, nella rubrica Fact or Fiction?.
S.A. riporta (ma lo si può leggere anche sul sito del produttore) che Paul Fisher racconta che, per una dimenticanza sul suolo lunare del kit degli attrezzi, fu solo usando a mo' di leva la 'sua' penna che gli astronauti di Apollo 11 riuscirono ad azionare l'interruttore di accensione dei razzi del LEM che stava sulla Luna e a ricongiungersi felicemente alla navicella Apollo che orbitava con Collins a bordo. 


[Aggiornamento del 19/01/13: QUI la struttura della penna per la richiesta di brevetto]