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sabato 20 marzo 2021

Riforme 'culturali'

 Ah, Riforma: che parola portatrice di novità, di miglioramenti, di nuove speranze, che vocabolo sonoro e solare, foriero di cambiamenti e di audaci progetti...

Ce ne sono di così belle, di Riforme, che vale la pena di parlare anche solo di un frammento di queste ciclopiche realizzazioni per vedere, chiaramente, anche la totalità dell'opera immane che si sta compiendo.

Prendiamo un ministero a caso: il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali che fu istituito da Spadolini nel 1974. Non si usavano ancora le sigle ma si sarebbe dovuto chiamare MiBCA

Nel 1998, durante il primo governo Prodi, fu istituito il nuovo Ministero per i Beni e le Attività Culturali (alle quali si andò ad aggiungere la promozione dello sport e di impiantistica sportiva e la promozione delle attività dello spettacolo in tutte le sue espressioni): il MiBAC.

 

 Nel 2013 il governo Letta affidò le competenze del Turismo al Ministero che assunse la denominazione di Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo: il MiBACT.


Nel 2018 sorse una nuova struttura a denominazione di Ministero per i Beni e le Attività Culturali: il MiBAC.

 

 Da pochi giorni la struttura in oggetto è stata ribattezzata Ministero della Cultura.

Abituati all'orribile uso degli acronimi, molti hanno pensato che adesso sarebbe stato abbreviato in MinCul, con gran gioia per chi è avvezzo ai giochi di parole di vario spessore culturale.

Ma dal Ministero, con urgente circolare, hanno informato ufficialmente che l'acronimo sarà: MiC.
 
Grazie a questa nuova Riforma, allora, i dipendenti del Ministero si dovranno affrettare, ancora una volta, a sbianchettare il vecchio nome e a vergarne il nuovo sui moduli e sulle pagine intestate che popolano le loro scrivanie; a rifare le lapidi, le targhe e le targhette, i timbri, i sigilli per ceralacca e quant'altro si usa modernamente negli uffici di tale struttura.

Vi rendete conto di quanti e quali sforzi riformatori sono stati compiuti più e più volte in così pochi anni?

martedì 2 aprile 2019

Il MiBAC e le manifestazioni culturali



Sopra, un esempio di attività culturale online.

[Pagina visitata l'ultima volta il 02/04/2019 alle 22:17.]

mercoledì 4 marzo 2015

Morire in Rete

In rete, lo avrete notato, si annunciano le nascite: quelle che avverranno e quelle che si vorrebbe avvenissero, tanto, chi può controllare o dire niente?
Per quanto riguarda le morti, in genere se ne tace: qualcuno, correttamente, segnala che il suo sito sospende le pubblicazioni e a volte ne dichiara esplicitamente i motivi; qualche altro, dall'oggi al domani, cancella tutto quanto ha pubblicato e torna a nascondersi nel polverone che, solo per non annoiarsi, molti di noi sollevano ogni giorno.

Il MiBACT (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo), per esempio, annunciò la nascita di una pubblicazione "freepress d’arte, design e costume" il 13 Novembre del 2009, "Musei Magazine, una rivista gratuita d’arte patrocinata dal MiBAC".[Al tempo era ancora MiBAC, il Turismo non c'era...]


Nel comunicato stampa si leggeva:
Musei Magazine è la rivista freepress d’arte, design e costume, patrocinata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e distribuita dai musei alle associazioni culturali, dalle librerie ai punti strategici di passaggio e di alta frequentazione, comprendendo enti turistici, cinema, teatri, ristoranti e alberghi di lusso.

La rivista è completamente gratuita e vuole aprire le porte dei musei a tutti i visitatori facendogli conoscere le opportunità da scoprire e invogliandoli a frequentare un luogo di crescita formativa quale è il museo. La testata, pur mantenendo uno spessore culturale grazie ad articoli dettagliati e dotati di ricco materiale iconografico, si rivolge a tutti i lettori, dallo studente alla terza età per mettere a disposizione del cittadino l’intero Patrimonio dei beni culturali. L’intento di aumentare il numero dei visitatori vuole trasformare il museo in una valida alternativa culturale al cinema, alla televisione.

Musei Magazine offre calendari dettagliati delle mostre ed eventi museali organizzati in tutta Italia e fornisce al lettore gli strumenti necessari per una visita completa: guide con cartine, informazioni pratiche con numeri telefonici, indirizzi, mezzi di trasporto, prezzi e servizi utili nei dintorni. Con l’obiettivo di informare su tutte le iniziative del ministero per i Beni e le Attività Culturali, la rivista parla un linguaggio semplice e accattivante per incuriosire anche grazie a reportage, vernissage e interviste a personaggi del mondo della cultura, dell’arte e della moda.

Nel tamburello era indicato anche il sito del periodico a cui fare riferimento: www.museimagazine.com

Della morte della rivista, dopo il sesto numero del dicembre/gennaio 2009/2010,  sulle pagine web del Ministero non c'è traccia: la pubblicazione è scomparsa, il sito (nel tempo mutato in www.museimagazine.it?) è stato cancellato.

La pagina www.museimagazine.it il 18 luglio 2011
 Nella pagina Chi siamo c'era scritto:
Partendo da Milano, Musei Magazine viene distribuita in più di 200 punti, dai musei alle associazioni culturali, dalle biblioteche alle fondazioni, dalle librerie ai punti strategici di passaggio e di alta frequentazione, comprendendo enti turistici, cinema, teatri, ristoranti, alberghi di lusso e locali alla moda. Entro il 2011 Musei Magazine intende raggiungere tutte le città d’arte, come Roma, Firenze, Napoli, Torino, Venezia per riscoprire e valorizzare il patrimonio italiano.
Musei Magazine vuole farsi strumento di crescita con tanti spunti creativi per un nuovo museo tutto da vedere, da valutare, da vivere.
Le ricerche che ho effettuato sulle pagine istituzionali non mi hanno dato alcuna informazione; di annunci sulle attività del Ministro Franceschini c'è invece ovunque grande evidenza.


Nel caos organizzato dei miei backup ho recuperato cinque dei sei numeri della rivista; se volete sfogliarli, li potete scaricare cliccando sulle immagini delle copertine. Se qualcuno avesse il numero cinque...


domenica 19 settembre 2010

Il miracolo di San Gennaro


Napoli: chiusura al pubblico della Biblioteca Nazionale fino a data da stabilirsi per motivi di sicurezza

Per imprevisti lavori – già in corso da parte della Soprintendenza ai Beni Architettonici- legati alla sicurezza dei locali, la Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III di Napoli resterà temporaneamente chiusa al pubblico. Sono pertanto sospese anche tutte le attività di promozione culturale già programmate.
Sarà cura della direzione dare tempestiva notizia della riapertura.

Napoli 17 settembre 2010

fonte dati:
Il Direttore della Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III di Napoli
(dr. Mauro Giancaspro)