FU TURISMO ? (1979), Isaia Mabellini (detto Sarenco)
Poco fa, al MART di Rovereto (TN)
Il nuovo giornale del Santa Maria della Scala ritengo che potrà svolgere non soltanto la funzione di un normale bollettino di informazione sulle attività di un centro culturale, pur grande e affascinante come il Santa Maria della Scala.L’entità e la qualità del recupero di questo antico e immenso edificio senese, l’originalità del suo assetto economico, il tasso di innovazione immesso nella sua configurazione tecnica lo rendono a buon diritto una occasione importante per discutere di problemi vasti e generali che coinvolgono le istituzioni culturali pubbliche e private del nostro Paese, gli indirizzi di economia della cultura, gli orientamenti progettuali, le occasioni di lavoro intellettuale, così depresse nella pur vivacissima Italia di oggi. In altre parole: l’Istituzione potrà usare questo strumento, come è ovvio, per rendere note le attività temporanee e lo stato di avanzamento del riassetto di questo millenario monumento artistico; ma il giornale potrà anche costituire un prodotto “esemplare” di quel che in tedesco si chiama gedankexperiment, un esperimento intellettuale, che consentirà paragoni e applicazioni ad altri casi analoghi, italiani e stranieri.Questo primo numero, d'altronde, sembra già tracciarne la strada. Il lettore potrà trovare indicazioni sul restauro degli edifici, sulle scoperte artistiche impreviste che il recupero dell’antico offre quasi inevitabilmente in questo scrigno di tesori artistici che è l’Italia, sul restauro delle opere d’arte, sulla qualità dei programmi culturali di accompagnamento all'impianto museale che si rendono necessari per la divulgazione di un patrimonio poco conosciuto, sulle attività economiche collaterali, sulle iniziative commerciali che producono indotto professionale, e così via.Il recupero del Santa Maria della Scala, in conclusione, si dimostrerà a poco a poco un pretesto, sia pure interessato, per mettere a punto una rete di relazioni vasta e articolata su come fare cultura in maniera moderna oggi in Italia.Pierluigi PicciniSindaco di Siena
In questa tempera su tavola, Francesco di Giorgio Martini rappresenta Siena sotto la protezione della Madonna in occasione di una serie di terremoti.
L'immagine de "La Donna velata" di Raffaello resa barbuta è stata utilizzata per pubblicizzare l'iniziativa di ieri del MiBAC (il Ministero per i Beni e le Attività Culturali) che ha celebrato la Festa dell’8 marzo offrendo a tutte le donne l’ingresso gratuito in tutti i luoghi d’arte statali (musei, aree archeologiche, biblioteche ed archivi).

Sorge questa città sul pendio di un poggio bislungo, composto di travertino, da tre parti isolato, alle cui radici occidentali si allarga un vasto e fertile piano, frastagliato da piccoli colli e valli di dolce declivio, e che si riuniscono tutte in distanza per formare una grande pianura lambita dal mare.
Viste sorprendenti, varie e molteplici si presentano da questa città, la cui posizione dal Targioni Tozzetti fu assomigliata a quella dell'antica Fiesole.
Spingendo avanti lo sguardo, si scorgono i poggi di Gavorrano e di Scarlino, il golfo di Follonica, l'antico Porto Traiano dei Romani, poi lontana sull'orizzonte, mollemente adagiata nel mare, si disegna l'isola dell'Elba, e più vicino il golfo di Piombino col suo promontorio; quindi i monti di Campiglia e di Monterotondo, e quelli vicini di Montarsenti e del Romitorio al nord; di Gerfalco, di Montieri e di Prata ad est, e infine quelli di Tatti e Roccastrada, e più qua, più là paesi e castelli diruti, e piani e poggì verdeggianti per viti ed ulivi o per folte boscaglie.

Il clima sano contribuisce a mantener laboriosa la sua popolazione, una popolazione onesta, leale, rifuggente dal furto e dal delitto di sangue, di potente spirito di associazione e di filantropia, e tutta cuore, di un cuore generoso che si accende di subito entusiasmo per ogni causa alta ed umana.
I rapporti fra le varie classi sono intimi, di una vera familiarità fratellevole, per quanto la maggioranza del popolo, di idee repubblicane, abbia un'indole piuttosto battagliera.





Prendendo come occasione il prossimo quinto centenario dall'uscita di Morias Enkomion (Μωρίας Εγκώμιον) o, detto in latino: Stultitiae Laus (l'Elogio della Follia) di Desiderio Erasmo, il museo Boijmans Van Beuningen di Rotterdam, la sua città natale, dedica al grande personaggio una mostra dove saranno esposti, da oggi al prossimo 8 febbraio 2009, anche alcuni dei più famosi quadri che lo ritraggono, eseguiti da Quinten Massys, Hans Holbein il Giovane e da Albrecht Dürer, oltre all'ultimo ritrovamento, andato recentemente all'asta a Parigi e proveniente dalla bottega di Hans Holbein il Giovane o realizzato dal maestro stesso.
Cosa c'entri con la cultura della Libia e con l'arte musliman in generale la classicità greca e romana non mi è dato sapere. Tuttavia, già dalla primavera del 2007 il governo italiano aveva deciso di 'restituire' al governo di Gheddafi questa bella Venere di Cirene che le truppe italiane scoprirono, nel 1913, nella città già insediamento greco e poi romano.
