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martedì 25 febbraio 2020

Futuro prossimo


FU TURISMO ? (1979), Isaia Mabellini (detto Sarenco)
Poco fa, al MART di Rovereto (TN)

sabato 8 febbraio 2014

S. Maria della Scala: il gedankenexperiment



Dall'articolo introduttivo del primo numero de "Il giornale di Santa Maria della Scala", Marzo 2000 [Inizio dell'anno millenario, secondo il calendario senese] ovvero: come fare cultura in maniera moderna oggi in Italia.

Il nuovo giornale del Santa Maria della Scala ritengo che potrà svolgere non soltanto la funzione di un normale bollettino di informazione sulle attività di un centro culturale, pur grande e affascinante come il Santa Maria della Scala.
L’entità e la qualità del recupero di questo antico e immenso edificio senese, l’originalità del suo assetto economico, il tasso di innovazione immesso nella sua configurazione tecnica lo rendono a buon diritto una occasione importante per discutere di problemi vasti e generali che coinvolgono le istituzioni culturali pubbliche e private del nostro Paese, gli indirizzi di economia della cultura, gli orientamenti progettuali, le occasioni di lavoro intellettuale, così depresse nella pur vivacissima Italia di oggi. In altre parole: l’Istituzione potrà usare questo strumento, come è ovvio, per rendere note le attività temporanee e lo stato di avanzamento del riassetto di questo millenario monumento artistico; ma il giornale potrà anche costituire un prodotto “esemplare” di quel che in tedesco si chiama gedankexperiment, un esperimento intellettuale, che consentirà paragoni e applicazioni ad altri casi analoghi, italiani e stranieri.
Questo primo numero, d'altronde, sembra già tracciarne la strada. Il lettore potrà trovare indicazioni sul restauro degli edifici, sulle scoperte artistiche impreviste che il recupero dell’antico offre quasi inevitabilmente in questo scrigno di tesori artistici che è l’Italia, sul restauro delle opere d’arte, sulla qualità dei programmi culturali di accompagnamento all'impianto museale che si rendono necessari per la divulgazione di un patrimonio poco conosciuto, sulle attività economiche collaterali, sulle iniziative commerciali che producono indotto professionale, e così via.
Il recupero del Santa Maria della Scala, in conclusione, si dimostrerà a poco a poco un pretesto, sia pure interessato, per mettere a punto una rete di relazioni vasta e articolata su come fare cultura in maniera moderna oggi in Italia.

Pierluigi Piccini
Sindaco di Siena

mercoledì 30 maggio 2012

Siena al tempo del terremoto

Francesco di Giorgio, Al tenpo de TremuotiIn questa tempera su tavola, Francesco di Giorgio Martini rappresenta Siena sotto la protezione della Madonna in occasione di una serie di terremoti.
La copertina della 'biccherna', poco più piccola di un A5, porta la data "a dì primo di gennaio 1466"; per i meno informati val la pena di ricordare che si trattava in realtà del 1467, vista l'abitudine che si aveva allora di contare gli anni a partire dall'incarnazione di Cristo, il 25 di marzo, e non dal primo di gennaio.

Sono documentati una scossa il 22 Agosto 1467 alle ore 20 (Imx=5-6, MwDef=4.51) e una il 3 settembre (Imx=5-6, MwDef=4.93). Qui la fonte dei dati sismici.


sabato 10 dicembre 2011

lunedì 11 luglio 2011

martedì 31 maggio 2011

martedì 22 marzo 2011

Le bellezze della Libia

Non dimenticate, vi prego, le forme callipigie della Venere di Cirene che il nostro presidente del consiglio ha donato, in segno di riconciliazione(?) a Gheddafi due anni e mezzo fa (vedi il post).

La Venere di Cirene
Sarebbe bene che qualcuno si ricordasse di riprenderla prima che scompaia, nei venti di guerra, per ricomparire poi, forse, in qualche salone del Museo del Louvre...

mercoledì 9 marzo 2011

Donna barbuta...

L'immagine de "La Donna velata" di Raffaello resa barbuta è stata utilizzata per pubblicizzare l'iniziativa di ieri del MiBAC (il Ministero per i Beni e le Attività Culturali) che ha celebrato la Festa dell’8 marzo offrendo a tutte le donne l’ingresso gratuito in tutti i luoghi d’arte statali (musei, aree archeologiche, biblioteche ed archivi).

Forse è perché l'immagine sulla locandina risulta così sgradevole ed irritante che alcuni dei luoghi destinati all'iniziativa si sono ben guardati dall'esporla?

mercoledì 7 luglio 2010

Magica Italia


Fotogramma dello spot di Magic Italy.

Avete qualcosa da dire sullo spot dove il dottor Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri Italiani 'lavora' come speaker?
Io una sola: perché diamine tra le immagini del Bel Paese hanno inserito quella della copia del David di Michelangelo realizzata cento anni fa da Luigi Arrighetti, che è in Piazza della Signoria a Firenze, invece di quella dell'originale che si trova nella Galleria dell'Accademia, sempre a Firenze?
Insipienza, cafonaggine o inno alla bravura degli abitanti della piana fiorentina a produrre 'falsi' firmati?

martedì 8 giugno 2010

Massa Marittima del Petrocchi

Sorge questa città sul pendio di un poggio bislungo, composto di travertino, da tre parti isolato, alle cui radici occidentali si allarga un vasto e fertile piano, frastagliato da piccoli colli e valli di dolce declivio, e che si riuniscono tutte in distanza per formare una grande pianura lambita dal mare.
Viste sorprendenti, varie e molteplici si presentano da questa città, la cui posizione dal Targioni Tozzetti fu assomigliata a quella dell'antica Fiesole.
Spingendo avanti lo sguardo, si scorgono i poggi di Gavorrano e di Scarlino, il golfo di Follonica, l'antico Porto Traiano dei Romani, poi lontana sull'orizzonte, mollemente adagiata nel mare, si disegna l'isola dell'Elba, e più vicino il golfo di Piombino col suo promontorio; quindi i monti di Campiglia e di Monterotondo, e quelli vicini di Montarsenti e del Romitorio al nord; di Gerfalco, di Montieri e di Prata ad est, e infine quelli di Tatti e Roccastrada, e più qua, più là paesi e castelli diruti, e piani e poggì verdeggianti per viti ed ulivi o per folte boscaglie.


A Massa Marittima ho trascorso le due o tre più noiose estati della mia vita da bambino.
Allontanato, di pochi chilometri, dalla cittadina di mare dove vivevo nel resto dell'anno, consumavo in una casa di vecchi zii, con l'unica presenza strettamente familiare di mia nonna, mattine, pomeriggi e serate senza le distrazioni tipiche di un bambino di otto o nove anni: non c'erano amichetti con cui giocare, né radio o televisione, né giornalini o giocattoli, solo degli adulti, che passavano la giornata a lavorare duramente in un terreno, disteso lungo una piaggia fuori le mura medievali, che sfruttavano sapientemente come orto e frutteto.
Ricordo solo, a rompere la monotonia di quei giorni, le passeggiate fatte nel pomeriggio o ancor più spesso nel fresco del dopocena, risalendo per certe stradine e scalette impervie, fin su in Città Vecchia o in Borgo e, qualche rara volta, in Poggio, a far visita alle famiglie dei numerosi fratelli e sorelle di mia nonna.

Il Petrocchi, che a Massa Marittima ha dedicato, un secolo e più fa, un volume di trattazione storica e artistica, dice dei massetani:

Il clima sano contribuisce a mantener laboriosa la sua popolazione, una popolazione onesta, leale, rifuggente dal furto e dal delitto di sangue, di potente spirito di associazione e di filantropia, e tutta cuore, di un cuore generoso che si accende di subito entusiasmo per ogni causa alta ed umana.
I rapporti fra le varie classi sono intimi, di una vera familiarità fratellevole, per quanto la maggioranza del popolo, di idee repubblicane, abbia un'indole piuttosto battagliera.


E ritrovo, in queste vecchie parole fuori moda, i caratteri della mia famiglia, dei miei genitori e dei miei nonni, che lì nacquero.

Per questo legame, lasco e lontano, che mi lega alla città, ho deciso, ripulendolo dalle imperfezioni della scannerizzazione messa on-line da archive.org, di pubblicare appunto il "Massa Marittima, Arte e Storia" del dr. Luigi Petrocchi, un volume che ancor oggi costituisce un riferimento importante per storici e studiosi dell'arte della cittadina grossetana.

mercoledì 9 dicembre 2009

L'invenzione di Babbo Natale


Anche nella sua ultima uscita pubblica, ieri, Benedetto XVI non ha potuto esimersi dal calcare il rosso camauro. Siamo proprio sicuri che Babbo Natale l'abbia inventato la Coca Cola?

La Santa Sede ha le prove del diritto di primogenitura: già Benedetto XIV, il famoso cardinale Lambertini, in questo dipinto di Pierre Subleyras sfoggia, nel 1735, il vestito rosso e bianco del più famoso Babbo dell'ultimo secolo.



E qui Giulio II, nel celebre ritratto di Raffaello del 1512, ha persino una bella barba bianca.

lunedì 16 novembre 2009

I Beni Culturali in Freedonia

Giunge voce, ma si tratta sicuramente di notizie false e tendenziose, diffuse ad arte dai governanti di Sylvania per mettere in cattiva luce i propri odiati vicini, che nel Ministero dei Beni Culturali di Freedonia le cose vadano a rotoli.
Sembra che nelle varie sedi provinciali non ci siano più soldi per comprare la carta per l'uso quotidiano (no, neanche quella igienica..), né i toner per le stampanti; si dice che i riscaldamenti d'inverno e i condizionatori d'estate non vengano più accesi, lasciando i dipendenti a lavorare in cappotto e guanti o a 40 gradi di temperatura, secondo la stagione; che in qualche caso siano state addirittura sospese le forniture dell'acqua potabile perché morosi, rendendo per giorni inagibili i servizi igienici; che non siano pagate le bollette dei fornitori e neppure si possano più fare abbonamenti a importanti riviste del settore o acquistare libri, strumenti indispensabili di aggiornamento per studiosi e operatori del settore.
Il primo ministro Rufus T. Firefly tace sull'argomento, ma denuncia il tentativo della confinante nazione di Sylvania di occupare militarmente il Paese.

In Italia, invece, tout va très bien, Madame la Marquise.

Il nostro Ministero dei Beni ed Attività Culturali sponsorizza la rivista Freepress Musei Magazine, "periodico di informazione su musei, mostre, arte, design e costume". La distribuzione, cartacea, è gratuita, e potete trovare il primo numero, in pdf, qui.

venerdì 16 ottobre 2009

Pinax su Scrivolo


Scrivolo diventa anche galleria di immagini, una galleria a modo nostro, s'intende.

Da oggi, un paio di volte alla settimana, vedremo come gli artisti hanno guardato al mondo dei libri e dei lettori, due mondi che ci appartengono e in cui ci muoviamo a nostro agio. Cercheremo cose viste di rado e aggiungeremo qualche nostro commento, non da esperti di cose d'arte, ma da curiosi; qualche volta le nostre parole saranno un po' sopra le righe.


Volete tenerci compagnia?

mercoledì 15 luglio 2009

Il fascino delle parole


Un'immagine inusuale per questo blog, ma come non essere colpiti da questa performance che il graphic designer James Victore ha realizzato, scrivendo l'incipit del racconto "Morality" di Stephen King sul corpo di Bar Refaeli (in ebraico בר רפאלי‎)?

Nel numero in edicola di Esquire; il 'discorso' viene poi ripreso da pag. 77.

sabato 8 novembre 2008

Elogio della follia

Prendendo come occasione il prossimo quinto centenario dall'uscita di Morias Enkomion (Μωρίας Εγκώμιον) o, detto in latino: Stultitiae Laus (l'Elogio della Follia) di Desiderio Erasmo, il museo Boijmans Van Beuningen di Rotterdam, la sua città natale, dedica al grande personaggio una mostra dove saranno esposti, da oggi al prossimo 8 febbraio 2009, anche alcuni dei più famosi quadri che lo ritraggono, eseguiti da Quinten Massys, Hans Holbein il Giovane e da Albrecht Dürer, oltre all'ultimo ritrovamento, andato recentemente all'asta a Parigi e proveniente dalla bottega di Hans Holbein il Giovane o realizzato dal maestro stesso.

domenica 21 settembre 2008

Arte libica

Cosa c'entri con la cultura della Libia e con l'arte musliman in generale la classicità greca e romana non mi è dato sapere. Tuttavia, già dalla primavera del 2007 il governo italiano aveva deciso di 'restituire' al governo di Gheddafi questa bella Venere di Cirene che le truppe italiane scoprirono, nel 1913, nella città già insediamento greco e poi romano.
D'altra parte, come resistere alle cortesi insistenze di chi, pacificamente, ti ha anche lanciato un paio di missili contro?
E così, a rinsaldare i vincoli di amicizia tra i due popoli, ecco che il nostro presidente del consiglio ha portato, nel suo ultimo viaggio, il pacco dono con la dea callipigia. Un bene notificato e, per quanto ne so, inalienabile.


Per analogia come non ricordare il regalo che Mussolini voleva fare a Hitler, in visita in Italia, nel maggio di settanta anni fa: la copia in marmo, romana, del Discobolo di Mirone?
La statua, ritrovata. nel 1781 nella Villa Palombara, appartenente alla Signora Marchesa Barbara Savelli Palombara Massimo, era un'opera notificata, sia pure in possesso del principe Lancellotti. Ci furono molte opinioni contrarie a questo dono e alla fine del suo viaggio Hitler acquistò la statua dal principe Lancellotti per cinque milioni di lire.
Durante la 'gita' culturale a Roma e a Firenze, il regime affiancò al Fuhrer una guida d'eccezione, il senese Ranuccio Bianchi Bandinelli, della famiglia dei conti Bianchi Bandinelli Paparoni, il quale, oltre ad essere archeologo e storico di chiarissima fama, era di madre tedesca e conosceva perfettamente la lingua perché allevato, dopo la morte prematura della mamma, dalla nonna materna, dama di compagnia della regina Margherita.
E' un caso che, nelle settimane passate, abbia avuto tra le mani Roma, l'arte nel centro del potere, opera classica del 1969 del Bandinell, scritta per la serie di volumi sulla storia universale dell'arte progettata da André Malraux.


La statua del discobolo fu restituita all'Italia nel 1948, per l'opera infaticabile di recupero del patrimonio artistico italiano scomparso durante la seconda guerra mondiale portata avanti da Rodolfo Siviero; Siviero si occupò, fino alla sua morte nell'83, di recuperare opere d'arte comunque scomparse dall'Italia.
Nell'84 ho visto una storica mostra, a Firenze, che ricordava il lavoro e le opere recuperate; è possibile ancora reperire il catalogo: L'opera ritrovata. Omaggio a Rodolfo Siviero. Firenze, Palazzo Vecchio, dal 29/6/1984, ad es. da Firenze Libri.
Qui il sito del Museo Casa Siviero a Firenze.

A chiusura, un mio modesto consiglio.
Perché non bombardare Los Angeles, in prossimità del Paul Getty Museum?
Forse si potrebbe così convincere l'Istituzione a restituire gran parte dei beni in mostra e non solo i quaranta che, dopo lunga trattativa e con una certa dilazione temporale, ha deciso di farci riavere.
(E nulla dirò dei reperti etruschi dei musei Russi o dei trafugamenti dell'esercito napoleonico.)

domenica 30 marzo 2008

Mise en abyme

Image Credits: skytopia

"Sai cosa è una 'mise en abyme' ?" mi ha chiesto all'improvviso mia moglie.
Ci ho pensato un attimo, poi le ho risposto: "Hai presente L'aereo più pazzo del mondo? Ti ricordi quella scena in cui il controllore di volo viene ripreso in piedi, dietro la scrivania, e alle sue spalle ha una foto di se stesso in piedi, dietro la scrivania, con alle spalle una foto di se stesso in piedi dietro la scrivania ...". Sarei andato avanti ancora se non mi avesse bloccato con un "Sì, l'ho capito che lo sai!", anche se l'esempio che le avevo fatto non era certo molto accademico.
"Come quando, insomma, prendi uno specchietto e lo fai riflettere in uno specchio. C'è da perdersi in quella fuga di immagini che riflettono se stesse come in un corridoio senza fine. Non l'hai mai fatto da bambina?".
Mi ha guardato interdetta, proferendo un deciso "No!" quasi a voler prendere le distanze da chissà quali mie perversioni infantili.

"Propriamente, è il ripetere parte di un'opera all'interno dell'opera stessa: in pittura pensa a Las Meninas, dove si vede il riflesso di Filippo IV e della regina Marianna che Velazquez sta dipingendo in una grande tela, dipinto nel quadro stesso".
"Ma in realtà, il re e la regina nel quadro non ci sono, c'è solo il loro riflesso... Nei Coniugi Arnolfini, invece - ho aggiunto io, per non perdere punti - riflessi nello specchio si vedono van Eyck e gli Arnolfini".
"Sai che in letteratura il primo a parlarne fu André Gide, alla fine dell'800: usò il metodo ne I Falsari, dove narra di uno scrittore che racconta ai suoi amici di voler scrivere un libro.... L'hai letto, no?"
"Beh, veramente, no."
Sguardo di disapprovazione. "Se avessi saputo che non lo avevi letto, non ti avrei sposato"
A questo punto ho lasciato cadere il discorso, preferendo evitare la provocazione....