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sabato 8 marzo 2025

Viva l'Europa (?)


Scrive l'abate Ferdinando Galiani, in una lettera a Denis Diderot dell'agosto del 1776:
 

Dunque, per spingere una nazione al più sublime grado di perfezione, bisogna lasciare il più gran disordine mescolato con l'ordine, la maggior quantità di passioni in contrasto con le ragioni, la maggior quantità d'energia col maggior numero di regole, il maggior numero di leggi col piú di infrazioni, il maggior numero di regole col più di eccezioni.

Se lasciate agire unicamente le passioni, avrete i popoli della Guinea, dell'Africa; se frenate completamente le passioni con i regolamenti, avrete i Cinesi. Guerra eterna tra gli uni; pace perpetua tra gli altri. Nessuna arte, nessuna industria tra i negri. Tutte le arti spinte alla più noiosa perfezione presso gli altri. L'Europa è tra i due e mi pare in miglior stato dell'una e dell'altra.

F. Galiani, Sentenze e motti di spirito, Roma, Salerno Ed., 1991

 

Nota personale:

Quando la prof di lettere ci informò, sarà stato l'inizio di maggio (eravamo vicini alla fine della seconda media) che di lì a pochi giorni, per festeggiare l'Europa, avremmo potuto, se lo volevamo, partecipare allo svolgimento di un tema o a preparare un qualche disegno celebrativo, la classe si trovò unanime nel farle presente che dell'Europa, e del tema, e del disegno, non ci importava proprio nulla. La prof non insistette, accettò la nostra decisione e tutto finì lì. O almeno questo era quanto pensavamo.


Nel giorno della Sacra Ricorrenza del Festeggiamento, senza preavviso, comparve in aula il Signor Preside. Alto, scuro di pelle e di capelli, uno sguardo sempre severo, venne a redarguirci per il nostro scarso (inesistente!) entusiasmo per la Celebrazione: la prof gli aveva riferito che nessuno di noi voleva partecipare all'evento.


Dell'Europa 'politica' non sapevamo nulla: non ne avevamo neppure una cartina in aula ma, lo giuro, io ero in grado di ricordarmi tutte le notiziuole lette sul libro di Geografia: che per esempio la Jugoslavia era il maggior produttore di bauxite (anche se non sapevo che cosa fosse la bauxite!) e potevo dirne anche il peso della quantità estratta. Oltre a questi dettagli, dell'Europa, politica e civile, non sapevamo davvero niente. Ci sorbimmo, silenziosi e attenti, un non breve concione del Signor Preside sull'importanza dei popoli che vivevano da secoli sulla stessa terra, che avevano una storia comune, che non potevano non sentire tra loro un'umana solidarietà e comunanze, e  così via.


Alla fine, convinti dall'Autorità, cambiammo opinione e decidemmo di partecipare alle prove scritte. Dato che la mia fantasia e le mie abilità manuali mi hanno sempre precluso l’esprimermi graficamente, optai ovviamente per lo svolgimento del tema. In quello stesso momento nell'Istituto (una trentina di classi) tutti gli scolari erano chini sui banchi a fare la stessa cosa.


Non ricordo cosa scrissi e la faccenda era così poco importante che nessuno di noi se ne interessò più, finché una mattina, durante la ricreazione, la prof di lettere mi chiamò nel corridoio, mi fece andare vicino allo sguancio di una delle grandi finestre, tanto per essere in un angolo relativamente privato e tranquillo, e con uno sguardo rattristato mi comunicò, con una faccia che preludeva a una brutta notizia, che dopo la correzione dei compiti per la Celebrazione del Giorno dell'Europa, il mio tema era risultato in migliore in assoluto di tutto l'Istituto. Purtroppo, aggiunse con tono dispiaciuto, non avrebbero potuto assegnarmi il premio previsto perché avevo svolto il tema contro l'unione delle nazioni europee!


Devo dire che focalizzai l’attenzione solo sulla prima parte della comunicazione: la buona notizia compiacque la mia vanità e il non aver vinto un premio non mi dispiacque minimamente. 

L'episodio mi è tornato in mente in questi giorni di incapacità europea di affrontare, e risolvere, i problemi come fossimo un solo popolo.

 

venerdì 21 ottobre 2022

Il nuovo Ministero


Scusate, nella confusione dell'annuncio, mi è sfuggito!

Chi ha scelto per il Sovrano Ministero di Economia domestica?


venerdì 15 luglio 2022

🤬Governo🤬

Post-it su copertina di: A. Gramsci, Piove, governo ladro! : satire e polemiche sul costume degli italiani a cura di Antonio A. Santucci, Roma, Editori Riuniti, 1996

 

martedì 20 aprile 2021

Speranza, ultima dea

Dalla presentazione editoriale:

Anni di un’ideologia del libero mercato dimostratasi fallimentare e di scelte sbagliate che hanno messo a repentaglio la nostra salute. Quella stagione è finita e il sacrificio del Paese non andrà sprecato. Perché con le possibilità aperte dalla nuova programmazione europea sarà possibile, per la prima volta da decenni, una riforma radicale della sanità fatta non di tagli, ma di investimenti. Una rivoluzione copernicana capace di portare la sanità davvero vicino al cittadino: semplice, efficiente, integrata. Questo libro spiega perché. E spiega come.

R. Speranza, Perché guariremo, Milano, Feltrinelli, 2020
"Ideologia di libero mercato" che ovviamente ho voluto e implementato io, come a tutti è noto.

sabato 17 aprile 2021

Draghi e il Recovery Fund

 

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi che fa la punta alla penna d'oca mentre lavora alla scrittura del documento per il Recovery Fund.
 

martedì 13 aprile 2021

L'importante è farci soffrire

 

Un uomo politico è grande in misura della sua forza di previsione: un partito politico è forte in misura del numero di uomini di tal forza di cui dispone.

In Italia i partiti di governo non possono disporre di nessuno di tali uomini: nessuno che sia grande, nessuno che sia almeno mediocre. Uno dei caratteri italiani, e forse quello che è più malefico per l’efficienza della vita pubblica del nostro paese, è la mancanza di fantasia drammatica. Sembra una affermazione letterariamente paradossale, e in verità è una osservazione profondamente realistica. Ogni provvedimento è un’anticipazione della realtà, è una previsione implicita. Il provvedimento è tanto più utile quanto più esso aderisce alla realtà. E perché ciò avvenga è necessario che il lavorìo preparatorio sia completo, che nel lavorio preparatorio non si sia trascurata alcuna ipotesi, e delle infinite ipotesi possibili si siano scartate quelle che non resistono alla prova della rappresentazione drammatica.

Orbene: le autorità italiane, quelle governative, quelle provinciali, quelle cittadine, non hanno finora decretato un provvedimento che non sia stato tardivo, non hanno ponzato un provvedimento che non abbia avuto bisogno di essere modificato, di essere prima o poi cassato, perché, invece di provvedere, veniva a far rincrudire il malessere. Non sono riuscite ad armonizzare la realtà, perché sono state incapaci di armonizzare prima, nel pensiero, gli elementi della realtà stessa. Esse ignorano la realtà, ignorano l’Italia in quanto è costituita di uomini che vivono, lavorando, soffrendo, morendo. Sono dei dilettanti: non hanno alcuna simpatia per gli uomini. Sono retori pieni di sentimentalismo, non uomini che sentono concretamente. Obbligano a soffrire inutilmente nel tempo stesso che sciolgono degli inni alati alla virtù, alla forza di sacrificio del cittadino italiano.

A. Gramsci, Odio gli indifferenti [3 aprile 1917], Milano, Chiarelettere, 2011, ebook

sabato 20 marzo 2021

Riforme 'culturali'

 Ah, Riforma: che parola portatrice di novità, di miglioramenti, di nuove speranze, che vocabolo sonoro e solare, foriero di cambiamenti e di audaci progetti...

Ce ne sono di così belle, di Riforme, che vale la pena di parlare anche solo di un frammento di queste ciclopiche realizzazioni per vedere, chiaramente, anche la totalità dell'opera immane che si sta compiendo.

Prendiamo un ministero a caso: il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali che fu istituito da Spadolini nel 1974. Non si usavano ancora le sigle ma si sarebbe dovuto chiamare MiBCA

Nel 1998, durante il primo governo Prodi, fu istituito il nuovo Ministero per i Beni e le Attività Culturali (alle quali si andò ad aggiungere la promozione dello sport e di impiantistica sportiva e la promozione delle attività dello spettacolo in tutte le sue espressioni): il MiBAC.

 

 Nel 2013 il governo Letta affidò le competenze del Turismo al Ministero che assunse la denominazione di Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo: il MiBACT.


Nel 2018 sorse una nuova struttura a denominazione di Ministero per i Beni e le Attività Culturali: il MiBAC.

 

 Da pochi giorni la struttura in oggetto è stata ribattezzata Ministero della Cultura.

Abituati all'orribile uso degli acronimi, molti hanno pensato che adesso sarebbe stato abbreviato in MinCul, con gran gioia per chi è avvezzo ai giochi di parole di vario spessore culturale.

Ma dal Ministero, con urgente circolare, hanno informato ufficialmente che l'acronimo sarà: MiC.
 
Grazie a questa nuova Riforma, allora, i dipendenti del Ministero si dovranno affrettare, ancora una volta, a sbianchettare il vecchio nome e a vergarne il nuovo sui moduli e sulle pagine intestate che popolano le loro scrivanie; a rifare le lapidi, le targhe e le targhette, i timbri, i sigilli per ceralacca e quant'altro si usa modernamente negli uffici di tale struttura.

Vi rendete conto di quanti e quali sforzi riformatori sono stati compiuti più e più volte in così pochi anni?

lunedì 14 dicembre 2020

La Primula Rossa del vaccino


 Il vaccino Primula Rossa

Che ci sia, ciascun lo dice.
Dove sia, nessun lo sa! 

 

giovedì 10 dicembre 2020

sabato 31 ottobre 2020

Non sanno quello che fanno

 

Sbagliano; hanno sbagliato; non sanno quello che fanno.

Perché dovremmo perdonarli?

 

lunedì 2 marzo 2020

Bloccato il virus!

Il governo, dopo una lunga riunione non stop, ha risolto definitivamente il problema del Corona Virus: in tutta Italia saranno affissi cartelli di divieto di accesso, progettati ad hoc.

Basterà qualche vigile urbano in più e il problema è risolto!