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venerdì 1 agosto 2008

Kalendae Augustae

La Chiesa Ortodossa festeggia oggi la Processione del venerabile Legno della Croce.
È una consuetudine bizantina, quando a Costantinopoli il 31 di Luglio veniva prelevata, dal tesoro imperiale, la reliquia della scheggia della croce di Cristo e veniva esposta, per l'adorazione, sull'altare della grande chiesa di Santa Sofia (Hagia Sophia).
Dal 1 Agosto fino alla Dormizione della Madre di Dio (Theotokos) la reliquia veniva portata in processione per le strade e le piazze della città, a protezione di malattie e pestilenze.

lunedì 27 agosto 2007

Santa Monica

Oggi la Chiesa Cattolica festeggia Santa Monica (332-387).
Davvero una santa donna, Monica.
Una fede incrollabile, la sua, che l'aiutò a sopportare una vita di lotte.
Aveva sposato un uomo che si rivelò violento, traditore e che oltre tutto era pagano e refrattario ai tentativi della moglie di convertirlo.
Aveva un figlio, Agostino, di grande intelligenza ma anche dissoluto, amante dei piaceri della carne, vanitoso, arrivista, manicheo, che lei cercava di seguire da vicino con tutto il suo affetto di madre per riportarlo sulla retta via.
Nella fanciullezza Monica, di ottima famiglia, era anche diventata alcolizzata; beveva di nascosto e solo l'offesa di 'beona' che le rivolse un giorno la serva più anziana, quella tanto cara che aveva portato a cavalluccio l'amato padre di Monica, bambino, solo quell'offesa l'aveva fatta reagire e le aveva impedito di cadere nel più basso alcolismo.
Questa donna aveva una fede incrollabile, frequentava quotidianamente le cerimonie religiose, passava ore in preghiera e si dedicava a numerose opere di bene.
Una donna intelligente che rimase letteralmente alle costole del figlio per decenni, per cercare di farlo diventare un uomo diverso; un figlio che, per staccarsi da lei l'aveva addirittura abbandonata a terra quando si era imbarcato, di nascosto, in Africa per venire in Italia, dove sperava in una brillante carriera nell'amministrazione imperiale. Ma lei, senza perdersi d'animo, lo avrebbe raggiunto più tardi a Milano.
Una donna così intelligente che suo figlio, ed i suoi amici e discepoli, ammettevano nel loro cenacolo a discettare di filosofia, ed i cui interventi annotavano con cura.
Alla fine, per Monica, due vittorie: la conversione del marito Patrizio e il battesimo del figlio Agostino (e del di lui figlio illegittimo, Adeodato), nella Pasqua del 387, per mano del santo vescovo di Milano, Ambrogio.
Paga per i risultati che la sua fede in Dio le aveva concesso, morì ad Ostia, poco prima di imbarcarsi per tornare in Africa.
Parte delle sue reliquie riposano ad Arrouaise, in Francia, parte nella chiesa di S. Agostino, a Roma.

martedì 17 aprile 2007

Sante reliquie

Parlava stasera a cena, mia moglie, di santi. Il discorso, lungo, è partito dai protomartiri francescani, passando per il non ancora santo Antonio da Padova, per arrivare a S. Francesco d'Assisi (1182-1226).
Nel 1818, all'inizio della Restaurazione - mi ha raccontato - la Chiesa aveva ripreso ad interessarsi di S. Francesco e ci si era accorti che, dopo una prolungata serie di opere per proteggerne il corpo dai furti, la muratura completa ordinata da papa Sisto V (1476) e altri interventi di cementificazione della zona attorno alla sepoltura, si era persa traccia dei resti del Santo, da sempre presenti nella chiesa stessa. Pio VII aveva ordinato di effettuare degli scavi, tra le aggiunte e i consolidamenti, per rintracciare la bara (o meglio, il sarcofago). Per una cinquantina di giorni, narrano le cronache, i lavori erano andati avanti in gran segreto e di notte, per arrivare poi al ritrovamento l'8 dicembre.

Per accertarsi di aver rinvenuto proprio le reliquie del Santo, il sarcofago era stato aperto alla presenza di numerosi testimoni. Tra la meraviglia degli astanti, il corpo si era presentato con le fattezze ben riconoscibili del piccolo frate (fu misurato: un metro e mezzo). Come si sente raccontare in casi simili, in poche ore, a contatto con l'aria, gran parte del corpo si era polverizzato, lasciando al posto del Santo la sola tunica a ricoprirne il cranio, qualche costola e il bacino. La chiesa autorizzò il prelievo soltanto delle polveri come reliquie, provvedendo poi a far richiudere il tutto. Nella bara, dicono i testimoni, c'erano anche le pantofole di lana e feltro, fatte da S. Chiara, qualche anello, pochi spiccioli, dei grani di rosario ed un corno lavorato, dono del Sultano d'Egitto, (Francesco, per un paio di mesi in Terrasanta nel 1219, aveva avuto modo d'incontrare al-Kamil). Il santo avrebbe poi usato il corno da caccia, in avorio e argento, per farne un 'richiamo' per i fedeli in occasione delle sue prediche.

Per rimanere in tema ho raccontato anche io la mia storia di 'reliquie':
La mia notizia non è dell'Ottocento, ma è stata pubblicata recentemente da Nature
L'autorevole fonte riferisce che i resti di Giovanna d'Arco (1412-1431), proclamata santa da Papa Benedetto XV nel 1920, sono stati sottoposti ad una serie di analisi, tra cui un curioso esame 'olfattivo' che ha visto come analisti due celebri 'nasi' francesi, due esperti cioè che lavorano in aziende che producono profumi e per le quali selezionano le nuove fragranze che vengono create.
L'esame olfattivo, a cui i resti sono stati sottoposti senza specificare di quale tipo di oggetto si trattasse, ha dato uno strano risultato: odore di gesso bruciato e di vaniglia, difficilmente compatibile con le cause della morte. Giovanna d'Arco, lo sappiamo, è stata bruciata, e per ben tre volte, perché alcune pa
rti del suo corpo non ne volevano sapere di essere distrutte dal fuoco (si gridò al miracolo); l'odore di vaniglia invece è tipico di una normale decomposizione.
Esami con il carbonio 14 e con lo spettrometria di massa hanno dato una indicazione che ha fornito agli studiosi una risposta precisa: quelle che venivano ritenute le reliquie della Pulzella d'Orleans non erano altro che i resti di una mummia egizia del 3° o 6° secolo avanti Cristo, e di un gatto imbalsamato insieme alla mummia.