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giovedì 8 settembre 2022

Lotto Settembre

 

Nella loro home page online, l'otto settembre i quotidiani il Corriere della Sera e la Repubblica si limitano a scriverlo nella data della pubblicazione; la Repubblica, ad essere precisi, fa un po' di più: l'8 settembre lo cita anche in un richiamo sulla caduta di Sebastopoli.
Quest'ultimo quotidiano online titola: 8 settembre 1885: la caduta di Sebastopoli. Peccato, per loro, che la caduta della città sia avvenuta nel 1855! La scritta è lì da stamani e nessuno si è curato di correggerla...

Ah, la Storia!


 

 Ultima consultazione: 21:42 dell'8 settembre 2022.

sabato 1 agosto 2020

Bologna, Agosto 1980


Copiaincollo un post che ho pubblicato qui nell'agosto del 2007.

Le nostre vacanze di quell'estate 1980 erano finite troppo presto, per colpa mia.
Avevamo parcheggiato il camper (in realtà, un vecchio furgone 238 Fiat riadattato) in un parcheggio sotterraneo piuttosto distante dal Kunsthistorisches Museum di Vienna, mèta della nostra mattina culturale. Il parcheggio andava a fasce orarie e avevamo fatto i nostri conti per spendere il meno possibile. Il Museo risultò però incredibilmente interessante, Durer, Brueghel, Bosch.... Il tempo passò troppo in fretta e quando ci accorgemmo di stare per entrare nella fascia oraria in cui il balzello del parcheggio ci sarebbe costato un bel po' di scellini uscimmo in fretta, più di corsa che a passo veloce; è vero che Orazio aveva inscenato una incredibile pantomima alla biglietteria, mostrando il suo libretto universitario e cercando di far capire, un po' in inglese e un po' in pugliese, che, come studenti, dovevamo avere uno sconto, che poi ci fecero, ma avevamo veramente i soldi contati e il costo della vita a Vienna era ben più alto che in Italia.
Arrivati appena in tempo al parcheggio, mi misi alla guida cercando di arrivare all'uscita prima dello scadere dell'orario. Ahimè, così al coperto, non avevo valutato l'altezza del furgone e, a una curva troppo stretta, feci impuntare il tettino in uno spigolo di cemento sporgente, forse non ben segnalato, producendo un gran di rumore e un notevole 'taglio' nella lamiera: accorsero un paio di sorveglianti, per vedere cosa era successo, passarono una decina di minuti e ovviamente, all'uscita, fummo costretti a pagare per la fascia oraria in cui eravamo rientrati per una manciata di minuti di ritardo.
La cosa più brutta era che il camper, Domenico, il terzo componente del gruppo, lo aveva avuto in prestito da suo cognato, con l'impegno di riportarlo a Firenze entro il 9 o 10 agosto, per consentire a lui e alla famigliola di andarsene in vacanza. Che cosa potevamo fare? Certo non raccontargli l'accaduto, a rischio di problemi familiari per Domenico; decidemmo allora, dopo una serie concitata di telefonate in Italia (non c'erano i cellulari!), di rientrare qualche giorno prima, per consentire a un amico carrozziere, che avevamo rintracciato ancora al lavoro nella sua officina, di porre rimedio al danno in maniera 'invisibile': avremmo usato i soldi risparmiati dall'accorciamento della vacanza per pagare il lavoro.
Fui immediatamente esonerato dalla guida in città e cominciammo il rientro, ormai abbastanza abbattuti per l'incidente e per la brutta chiusura della vacanza, decidendo, per far prima, di guidare anche di notte.
Orazio doveva rientrare a Pisa, con Domenico, per ripartire subito dopo verso la Puglia, dai suoi.
Domenico doveva riportare il camper a Firenze, dopo aver accompagnato me a Follonica.
Visto l'anticipo, Orazio decise di fermarsi qualche giorno da alcuni amici a Bologna, per poi andare da lì in Puglia; i bagagli li aveva con sé e non c'era motivo di ripassare da Pisa.
Il pomeriggio del primo di Agosto, arrivati a Bologna poco dopo le 16:30, parcheggiammo in prossimità della stazione, per accompagnare Orazio a consultare gli orari dei treni e a fare la prenotazione e il biglietto per il suo rientro. La stazione, nonostante il periodo dell'anno, non mi sembrò particolarmente affollata; girellammo un po' per il salone, mentre Orazio era in fila, poi lo accompagnammo poco lontano, dove abitavano i suoi amici. Senza neppure scendere per salutare i suoi nuovi ospiti, riprendemmo la strada verso Follonica: volevamo arrivare a casa dei miei per l'ora di cena.
La cena fu veramente ristoratrice, così come gli abbondanti lavacri, e la mattina dopo, sabato, dormimmo fino a tardi; a tavola, saltata la prima colazione, eravamo famelici.
L'immancabile TV rumoreggiava in sottofondo, ma non la ascoltavamo, presi a rispondere alla curiosità dei miei per la nostra vacanza; a un certo momento però ci accorgemmo che parlavano di Bologna, della stazione, ci voltammo meccanicamente "Eravamo lì ieri pomeriggio..."
Il silenzio fu poi agghiacciante: capimmo cosa era successo. Un incidente? Un attentato?
Muti, un raggrinzire della pelle, ci prese stretti quella commozione ti fa luccicare gli occhi; e un pensiero non detto, negli sguardi tra me e Domenico: chissà, forse andando un po' più piano o non viaggiando di notte, saremmo potuti essere lì anche noi, a quell'ora.

mercoledì 3 giugno 2015

Garibaldi NON è stato qui

Ogni tanto, come è successo proprio in questi giorni, vedo arrivare nuovi lettori su un vecchio post dedicato a Garibaldi: per la precisione, un post sulla fuga di Garibaldi che, dopo la caduta delle Repubblica Romana e prima di navigare per la  Liguria e poi verso le Americhe, attraversa tutta la Toscana, da Prato alla piana di Scarlino e a Cala Martina.

Ieri pomeriggio ero a Follonica, dove l'Amministrazione Comunale ha eretto, otto anni fa, un monumento/lapide per ricordare la partenza dell'Eroe dei Due Mondi dalle placide acque del golfo.

Ora, che chiunque sia venuto in contatto con Garibaldi abbia sentito la necessità di farlo sapere, con piccoli musei o lapidi su facciate di vecchie case, lo posso capire e lo apprezzo.
Che a Massa Marittima agli inizi del 1900 un busto dell'eroe fosse messo proprio in piazza del Duomo, con le spalle sdegnosamente rivolte all'edificio sacro, mi sembra un segno di quei tempi in cui i repubblicani mangiapreti non perdevano occasione per mettersi contro il clero.

Massa Marittima: il monumento a Garibaldi nella sua collocazione originaria.

Ma che si arrivi addirittura a fare un monumento a Garibaldi in un luogo dove non è mai stato, e soprattutto senza neppure citare nella scritta che la partenza del Generale avvenne dalla poco lontana Cala Martina (che non è nel territorio del comune di Follonica ma in quello, confinante, di Scarlino), be', mi è sempre sembrato ridicolo: è una lapide, insomma, per ricordare che "Garibaldi NON È MAI stato qui"?


GIUSEPPE GARIBALDI
DA QUESTO GOLFO, CADUTA LA REPUBBLICA ROMANA, TRANSFUGA AIUTATO DAI GARIBALDINI DELL'ALTA MAREMMA TROVÒ LA VIA DELLA LIBERTÀ
1849-2007

venerdì 23 gennaio 2015

lunedì 3 novembre 2014

sabato 2 agosto 2014

L'Estate del '14

L'Estate era più meravigliosa che mai e prometteva di diventarlo ancora di più, e tutti noi guardavamo il mondo senza alcuna preoccupazione. Ricordo, nell'ultimo giorno a Baden, di aver camminato con un amico per le colline ricoperte di viti e che un vecchio vignaiolo ci disse:
"È da tanto che non abbiamo avuto un'estate così. Se il tempo si mantiene il vino di quest'anno sarà senza paragoni. La gente si ricorderà per sempre dell'estate del 1914!"

S. Zweig, da Die Welt von Gestern. Erinnerungen eines Europäers (1944).

La traduzione (dalla versione inglese) è mia.
Per non dimenticare la Grande Guerra.
 

martedì 15 luglio 2014

1913 - Come eravamo

(un clic sull'immagine per visualizzarla a grandezza naturale)

La cartina dell'Italia allegata a: cap. Luigi Torricelli, Il Manuale per l'istruzione teorica del Soldato di Fanteria, Caserta, Salvatore Marino ed., 1913. cm. 13,5x18, pp. 80 con cartina d'Italia f.t.

Il manuale, pubblicato su Scribd, lo potete scaricare in PDF anche da questo LINK.

Per non dimenticare la Grande Guerra.

Indice della pubblicazione
Regolamento di disciplina militare, pag. 7
Regolamento sull'Uniforme, pag. 22
Regolamento sulle licenze, pag. 27
Regolamento sull'igiene, pag. 32
Codice penale, pag. 37
Regolamento di servizio interno, pag. 41
Regolamento per Servizio Territoriale, pag. 48
Servizio di sicurezza in Campagna, pag. 55
Regolamento sulle armi e sul Tiro, pag. 57
Precetti per l'esecuzione e disciplina del fuoco, pag. 64
Formazione del R. Esercito, pag. 66
Buon Contegno, pag. 69
Affardellamento dello zaino, pag. 71
Tabelle:
Assegno giornaliero del soldato
Indennità del soldato
Durata e prezzo degli oggetti nuovi di corredo del soldato
Designazione degli oggetti

venerdì 4 ottobre 2013

Il giorno in cui la Terra tremò


4 Ottobre 1957
I Russi lanciarono il primo satellite: un brivido di paura attraversò il mondo.

domenica 27 gennaio 2013

MPS: un po' di storia...

... ad uso de' ragazzi.

"Nella seconda metà del secolo XIV tra le istituzioni cittadine senesi si ha per la prima volta notizia di una Cassa pubblica denominata Monte del Comune, Sale e Paschi. Quella però da cui discende per vita ininterrotta l'attuale, non ha con essa di comune che l'identità parziale del nome. In quel tempo infatti, trovandosi il Comune di Siena oberato di debiti, fu deciso di regolarne la graduale estinzione colle rendite pubbliche che si desumevano dalla dogana del sale e dai paschi o pascoli di Maremma, alle quali venne dato il nome di Monte. E dalla successiva riunione del Monte dei debiti e dei due ora accennati, nacque l'Istituto che merita aver ricordato solo per stabilire come fino da antichissima epoca in Siena, come altrove, l'appellativo di Monte si usasse per designare una pubblica cassa. [...]"

da: N. Bengozzi, Il Monte dei Paschi di Siena (1625-1921), 1922, Firenze, R. Bemporad.

Il testo, poco meno di 40 pagine, è scaricabile da Scribd.

venerdì 7 dicembre 2012

Banchieri senesi: fra li compagni palesi et li ladri occulti

Siena, Biccherna: Il pagamento dei salariati del comune. (1400)
Informatissimo, curioso e, me lo consenta, anche divertente, il saggio di Sergio Tognetti sui banchieri senesi del '400 nel quale mi sono imbattuto poco fa per pura serendipità.
Questa la pagina del Dipartimento di Storia dell'Università di Siena con il link al testo.

Di seguito il brano da cui trae origine il titolo («Fra li compagni palesi et li ladri occulti» Banchieri senesi del Quattrocento, Estratto da “Nuova Rivista Storica” , LXXXVIII (2004), pp. 27 - 102)
"[Achille Petrucci] era certamente un uomo dotato non solo di una notevole  cultura, ma  anche di uno straordinario caustico sarcasmo. Nella lira del 1478, probabilmente per ottenere una tassazione più lieve del dovuto, sottoscrisse, in una grafia estremamente curata ed elegante, una delle più pittoresche ed enfatiche dichiarazioni fiscali quattrocentesche che mi sia capitato di leggere."

Traffichi non ho più di alcuna ragione perché li mei compagni mi hanno ditrafficato et anco le preste e maxime Francesco Bertini e figli et con loro non posso havere achordo alcuno. Dicono dovere avere da me et continue già due anni ho havuti et ho al presente più richiami adosso per li facti loro, pur stimo havere qualche ragione et actione contra loro et contra li figli di Nello Cinughi et Bonaventura di Checho Colombini et contra altri mei debitori, ma poca stima se ne può fare. In prima ho havuto già anni XII et ancora ho uno grave incarico de la lira vechia presente, perché fui troppo iniustamente gravato, perché la lira nostra soleva essere da le £. 2000 in 4000 et ad un tracto fui balzato ad £. 9100, non so stimare per quale ragione.

Non mi pare che la vita mia et li portamenti mei sieno stati tali in Sena che meriti questa sopra soma. Dio perdoni ad chi ne furo auctori se vuole che ne portano grave incarico a la conscientia et anime loro o vivi o morti che sieno. Io lo ho portato a l’anima e al corpo, perché mai poi che hebbi questa dishonesta graveza non ho havuta la mia quiete del animo, né quel gaudio et contento di questo reggimento che havevo prima. È ben vero che in quel tempo mi trovavo havere due compagnie in due banchi, cioè con Nello Cinughi et Bonaventura Colombini e compagni et con Ugho Berti e Francesco Bertini e compagni di f. 2000; et dei ne le mie scripte di havervi come era lo vero per mei capitali f. 1000 di £. 4 per f. per una; et perché per li altri cittadini comunamente si nascondono una parte de’ loro capitali non fui creduto et fui allirato per opinione come havete inteso, perché li bugiardi son cagione che ad chi dice el vero non si crede come scripse sancto Hieronymo mendaces faciunt ut vera dicentibus non credatur.

Hora ad ciascuno può essere noto che li mei banchi so’ spacciati e adnichilati et andati in fumo come la archimia et non ho possuto trarne de’ capitali se non certe decte intrighate et dipente et ancho quelle non posso havere tutte, per modo che, in fra li compagni palesi et li ladri occulti che mi robbono hora so’ tre anni grossamente et hora li danni de la guerra et le preste paghate, so’ rimasto disfacto et privato di ogni migl[i]oramento di robba che Dio mi haveva data et più non posso supplire né resistere a li bisogni che occorrono e maxime a le preste. Né mai più poi che fui grande mi trovai senza alcuno denaio et che peggio e con debito se non al presente; et chi non lo crede lo possi provare lui e in ogni modo sarà ogni dì più chiaro e noto ad ciascuno.

A le Signorie Vostre mi raccomando et quelle pregho che mi reduchino al mio debito et conveniente peso et in qualche parte mi restorino del passato. 

domenica 26 agosto 2012

sabato 25 agosto 2012

Neil in cielo

Neil Armstrong

'Next time you walk outside on clear night and see the moon smiling down at you, think of Neil and give him a wink.'

The Armstrong family according to NBC News.

lunedì 11 giugno 2012

90 anni di Comunisti Cinesi

Le idee marxiste iniziarono a diffondersi ampiamente in Cina dopo il Movimento del 4 Maggio del 1919. Nel giugno del 1920 fu inviato in Cina il funzionario del Komintern Grigori Voitinsky che incontrò Li Dazhao e altri riformatori; fu lui a finanziare il Corpo della Gioventù Socialista. Il Partito Comunista Cinese fu fondato inizialmente da Chen Duxiu e Li Dazhao nei territori della concessione francese di Shangai nel 1921 come raggruppamento informale e società di studi. Esistevano già dei gruppi informali nel 1920 sia in Cina che oltremare ma l'inizio ufficiale fu il 1° Congresso tenuto a Shangai, nel luglio del 1921, a cui intervennero 53 persone; in questa occasione fu adottato il nome formale e unitario Zhongguó Gòngchan Dang (Partito Comunista Cinese), abbandonando i vari nomi dei precedenti gruppi comunisti. I principali attori furono Li Dazhao, Chen Duxiu, Chen Gongbo, Tan Pingshan, Zhang Guotao, He Mengxiong, Lou Zhanglong e Deng Zhongxia. Mao Zedong era presente al primo congresso come uno dei due delegati di un gruppo comunista di Hunan.

Domani, 1° Luglio, il 90° anniversario della fondazione.

 

mercoledì 30 novembre 2011

Pena di morte in Toscana

Bandiera Granducato di ToscanaSi festeggia oggi, in Toscana, l'anniversario della legge con cui il granduca Pietro Leopoldo abolì la pena di morte nel Granducato; era il 1786.
Qui il proemio e l'articolo LI della legge.

Per carità di patria (Granducale) non vogliamo però far sapere che 4 anni più tardi, prima di lasciare la Toscana al figlio Ferdinando III e diventare Imperatore del Sacro Romano Impero, lo stesso Pietro Leopoldo la pena di morte la reintrodusse...

venerdì 4 novembre 2011

4 Novembre 2011

Medaglie Grande GuerraChe fine faranno queste medaglie di mio nonno? Andranno su un banchetto di un rigattiere? Chi si ricorderà di un fante che ha combattuto cento anni fa? E dei seicentomila e più italiani che sono morti?

venerdì 10 giugno 2011

Una lapide per Cesare Battisti

Chissà se anche a Sermoneta faranno lo stesso sulla casa del purtroppo omonimo.

[Image credits: Autore:Ciaetto. Foto scattata a Trento in Piazza Duomo. L'immagine riprende la targa affissa alla memoria di Cesare Battisti sulla casa paterna.]