Visualizzazione post con etichetta Presidente della Repubblica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Presidente della Repubblica. Mostra tutti i post

lunedì 28 maggio 2018

Un uomo solo al comando



Italia, sono preoccupato: adesso i Presidenti della Repubblica avranno il potere di bocciare qualsiasi governo!

L'Italia non è una repubblica presidenziale, il Presidente è un mero ornamento, lo si mette fuori per fare qualche discorsetto ufficiale e per brindare con un vermouthino, un po' come si espone la bandiera sugli autobus per le feste.

Il Capo di Stato li nomina, il Presidente del Consiglio e i Ministri, non decide questo sì, questo no; la Costituzione non ne parla.
Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questo, i Ministri., dice l'articolo 92.
L'articolo 94 specifica che: Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere. [Delle due Camere, non del Presidente della Repubblica...]
La carta costituzionale lo fa contare così poco, il Capo dello Stato, che gli impone il DOVERE di approvare una qualsiasi legge (anche incostituzionale!) che gli venga presentata la seconda volta per la firma, fosse anche l'uscita dall'Euro o dall'Europa; figuriamoci se i Padri Fondatori gli concedevano il diritto di veto a un governo che si forma su una maggioranza di voti!

Così vanno invece le cose, proni ai dictat di tutti tranne che a quelli degli elettori...
E un nuovo non eletto, un altro unto dal signore (dal signor Presidente) è pronto a prendere la barra di comando.
Voteremo ancora?

[Nota Bene: non ho votato né per Lega né per Movimento a Cinque Stelle]

lunedì 8 agosto 2016

Marcinelle, Belgio. 8 Agosto 1956



Sono figlio di un minatore: le storie di miniera fanno riaffiorare molti ricordi della mia infanzia; anche le sole 'commemorazioni' delle tante disgrazie, seppure lontane nel tempo e nello spazio dalla vita della mia famiglia, nella zona delle Colline Metallifere maremmane, hanno il potere di colpirmi emotivamente.

Nella miniera di carbone Bois du Cazier, a Marcinelle, in Belgio, sessanta anni fa accadeva un disastro terribile.
Riporto di seguito alcuni estratti dal libro di Paolo Di Stefano, La Catastròfa. Marcinelle 8 Agosto 1956, Palermo, Sellerio, 2011.

Verso le otto del mattino l’azzurro cominciò a oscurarsi, nuvole di fumo denso salivano dai pozzi del Bois du Cazier e le donne lasciarono le baracche, presero per mano i bambini ancora assonnati per precipitarsi al cancello della miniera con l’angoscia negli occhi, nel cuore, nelle gambe, nelle mani con cui tenevano le mani dei figli. Sotto i loro piedi le fiamme avevano già attaccato le porte e le armature di legno delle gallerie, ma questo per il momento potevano solo intuirlo. Non potevano sapere che a 975 metri due vagonetti (uno pieno di carbone e l’altro vuoto) male inseriti nell’ascensore in movimento avevano divelto due-tre metri più in alto le condutture dell’olio, i tubi dell’aria compressa e i cavi dell’alta tensione, scatenando il fuoco.
[...]
Marcinelle, Belgio, 8 agosto 1956, la Catastròfa (nell’espressione metà dialetto metà francese) è l’incendio scoppiato a 975 metri sottoterra in una miniera del distretto carbonifero di Charleroi. 262 morti, 136 immigrati italiani, caduti per un banale accidente ma uccisi soprattutto dall’imprevidenza premeditata, dalla mancanza di misure protettive e dalla disorganizzazione.
[...]
Dei 274 lavoratori saliti sulle gabbie per cominciare il turno del mattino nei vari livelli sotterranei, 262 (di cui 136 italiani) non ne sarebbero usciti vivi.
[...]
Non vedono, quel giorno, né mai vedranno, il Presidente del Consiglio Antonio Segni e il Capo dello Stato Giovanni Gronchi. Semplicemente perché le massime autorità italiane hanno deciso di rimanere a Roma.

Perché lo stato italiano aveva organizzato il trasferimento di tanti lavoratori disoccupati in Belgio?

Era stato il Governo italiano, dieci anni prima, il 15 marzo 1946, a firmare un accordo con Bruxelles in cui si definivano «le condizioni relative all’invio di manodopera italiana in Belgio ed alle forniture di carbone». Quali condizioni? «Per ogni scaglione di mille operai italiani che lavoreranno nelle miniere, il Belgio esporterà verso l’Italia: tonn. 2.500 mensili di carbone, se la produzione mensile sarà inferiore a tonn. 1.750.000; tonn. 3.500 mensili, se la produzione sarà compresa tra 1.700.000 e 2.000.000 tonn.; 5.000 mensili, se la produzione sarà superiore a 2.000.000 tonn.». Un cambio-merci: uomini per carbone. Pochi mesi dopo i nostri ministri si sarebbero impegnati a inviare nei cinque bacini petroliferi belgi duemila minatori alla settimana. Senza chiedere nessuna garanzia di sicurezza sul lavoro. Risultato: dal 1946 al 1963 i morti italiani nelle miniere belghe saranno 867.
"Per 43 giorni il fumo non finiva di sortire ancora che si sentiva la puzza dei compagni morti."


domenica 27 luglio 2014

Il latino della domenica - 76


Prete una volta, prete per sempre.

(cioè: è difficile che uno lasci le vecchie abitudini e le idee di cui fu imbevuto.)

mercoledì 23 luglio 2014

Napolitano: state zitti!

(Immagine da: "Il giornalino di Gian Burrasca" di Luigi Bertelli, detto Vamba. Scaricabile da LiberLiber)

Napolitano (Presidente a cui la Costituzione attribuisce meri compiti di RAPPRESENTANZA, e non politici o direttivi, un po' come al tricolore, da esporre per le feste comandate) ordina, imperativo: "Non si agitino spettri di insidie e macchinazione di autoritarismo". (ANSA)

E' strenuo assertore, dunque, di un PENSIERO UNICO, il suo e quello di Renzi (il Non Eletto)? D'altra parte, cosa aspettarsi da un ex stalinista, già iscritto ai Gruppi Universitari Fascisti e ostinato difensore dell'Unione Sovietica quando i carri armati dell'esercito russo invasero l'Ungheria? (Storia)

E Renzi dichiara: "Se non passano le riforme si torna a votare!" (Repubblica)
Che fa, ci minaccia? E con lo strumento principe della democrazia, le elezioni?

Da non credere, altro che l'ombra del Ventennio!

(E l'opposizione non ha neppure un Aventino, visto che non esiste più alcuna opposizione...)

mercoledì 14 agosto 2013

Dopo la Grazia

Fonti bene informate assicurano che, dopo la Grazia, sul cittadino B. scenderà anche lo Spirito Santo.

venerdì 26 aprile 2013

Giorgio Napolitano


Giorgio è Napolitano
quel gran vecchio senza barba
che, se anche non ci garba,
dell'Italia è President.

martedì 16 aprile 2013

L'elezione del Presidente

Anche in casa mia si è fatta una simulazione della votazione per il Presidente della Repubblica.
Il risultato? Ho avuto il 100% dei voti (sì, mi sono votato da me: mica è proibito!)
Dite che avrò anche io buone possibilità di salire al Colle?

martedì 2 aprile 2013

Un Saggio mancato


La riunione dei Saggi

Grandi in questi giorni le discussioni tra Talete di Mileto, Solone di Atene, Chilone di Sparta, Periandro di Corinto, Cleobulo di Lindo, Biante di Priene e Pittaco di Mitilene.

Immagine da "Cronache di Norimberga" [1493]. Tutto il libro si può consultare e scaricare QUI.

venerdì 30 marzo 2007

Consigli al Presidente


"Ma che ci fa il belga (di nascita) Louis Godart, Professore ordinario di Filologia Micenea all'Università Federico II di Napoli, tra i consiglieri del Presidente della Repubblica Napolitano?" si potrebbe chiedere qualcuno...