domenica 10 maggio 2026

Siena: Passaggio Calamandrei

sindaco@comune.siena.it

Pregiatissimo Sindaco,

poche parole di ringraziamento da parte mia (e degli abitanti tutti, io credo) di San Miniato che, come forse saprà, è un quartiere della periferia di Siena, da sempre ultimo tra gli ultimi.

    Il ringraziamento che le porgiamo, e di cuore, è per l’azzeccatissima scelta di edificare un Monumento in onore del Verde Pubblico, ma in quanto Pubblico, simbolicamente Universale, qui, nel quartiere che abbiamo la fortuna di abitare e che molti studenti frequentano, e di realizzarlo proprio nel bel mezzo del Passaggio Calamandrei, quel frequentatissimo amato percorso di cui, ahimè, anche la Stampa Locale purtroppo non conosce il nome corretto, definendolo alcuni Passeggiata e altri Passeggio.

    Il Monumento, quasi a tre quarti del caro vialetto alberatissimo, vicino allo studentato e alle aule universitarie, si erge o meglio, per essere precisi, si stende da parte a parte del camminamento già dallo scorso 28 aprile e immaginerà come la popolazione tutta frema d’impazienza in attesa dell’inaugurazione ufficiale.

    I sottili e precari nastri bianche e rossi, messi con ottima intenzione a proteggere il manufatto, onde nessuno lo potesse danneggiare, sono stati quasi subito lacerati per permetterci di vedere, da vicino, il nuovo simbolo del quartiere; studenti, anziani con bastoni e deambulatori, mamme con bambini nei carrozzini, e anche, sì, qualche sfaccendato come me, si sono già così affezionati all’opera da passare intorno al Monumento così tanto spesso, e con piacere, da avere tracciato due bei, simmetrici semicerchi intorno alla struttura, per poterlo vedere da vicino.

    C’è chi ne ammira la posizione geometricamente perfetta, così a cavallo del Passaggio, chi invece, più ferrato in dendrologia, lo indica, dalla corteccia rugosa, come la perfetta rappresentazione di un gelso; qualche saggio vecchietto ne ammira le foglie appassite e leggermente accartocciate, e i frutti in formazione, rinsecchiti e morti.

    Che poi circoli voce che, nella costruzione del Memoriale, si sia quasi rischiata la morte di una sfortunata cittadina, è una di quelle leggende che vogliono, in qualunque opera eretta dall’Uomo, santificare col sangue una fatica degna di essere ricordata perennemente.

    Aspettiamo dunque tutti la fatidica data dell’inaugurazione, con la presenza, si spera, di Sbandieratori e Banda del Palio e con un breve ma toccante discorso pubblico da parte sua (e un’immancabile posa di una targa, come si conviene in queste occasioni) perché questo Simbolo Universale che ricordi la cura che dobbiamo alle piante e il loro Eterno contributo alla nostra Vita, abbia finalmente la risonanza, cittadina ma non solo, che merita.

    Un plauso, dunque, a lei e all’Amministrazione tutta, sempre così presenti e attenti a questa zona della Città, in attesa di una sua visita nel nostro civile e operoso quartiere.



domenica 3 maggio 2026

giovedì 30 aprile 2026

sabato 25 aprile 2026

Antifascismo a Roma

Immagine realizzata in collaborazione con Google Gemini; testo di Gino Patroni.

 G. Patroni, Ed è subito pera e altri epigrammi, Pistoia, Metilene Ed., 2024

 

domenica 19 aprile 2026

Il latino della domenica - 686


 Ciò che ti manca prendilo (in prestito) da te stesso.

[Catone citato da Seneca nel De beneficiis

venerdì 17 aprile 2026

Il nuovo libro!


Immagine generata in collaborazione con Copilot di Microsoft. (Mi sembra che questo tipo di cose le sappia fare. Per quanto riguarda il resto, invece...). 

Dopo una notte passata a combattere con l'IA 🤬, ho deciso di raccontare la mia esperienza in un instant book.

domenica 12 aprile 2026

Il latino della domenica - 685


Alzati, Prega, Lavora

 Da una incisione di George Roland Halkett (1882), modificata aggiungendo il cartiglio.

Non c'è nessun dio quassù

 

Foto: Yuri Gagarin con la moglie Valentina e le figlie Galya e Lena (1° marzo 1965). Dal sito Ria.Ru

Il mio sguardo cadde sul quadrante del cronometro: le lancette segnavano le nove e sette minuti, tempo di Mosca. Udii un sibilo, poi un rombo sempre più alto, sentii che il missile gigante vibrava da cima a fondo violentemente e che lentamente, molto lentamente, si staccava dalla rampa di lancio. Il rumore, per la verità, non era molto più assordante di quello che si deve sopportare nella carlinga di un aereo a reazione, ma qui si traduceva in risonanze musicali e timbri così particolari che nessun compositore avrebbe potuto riprodurli né con l’impiego di strumenti musicali né con la voce umana. I potenti motori del missile sembravano inventare una musica del futuro forse ancora più commovente e più bella delle più grandi opere del passato. Poi cominciarono a farsi sentire i sovraccarichi. Una forza irresistibile mi appiattiva contro la poltrona, inclinata con un certo angolo per ridurre il peso enorme che mi schiacciava. Ma anche così, m’era impossibile muovere un braccio o una gamba. Sapevo che questo stato non sarebbe durato a lungo, che sarebbe finito nel momento in cui, acquistando ancora velocità, il razzo avrebbe collocato in orbita la nave cosmica.

 

I particolari del lancio della Vostok 1, il 12 Aprile 1961, come descritti da:

Y. Gagarin [Дорога к космос (Doroga k kosmos) letteralmente: La via per lo Spazio, 1961], Non c'è nessun dio quassù, Roma, Red Star Press, 2013

P.S.: Che emozione, dopo 54 anni, rivedere un ammaraggio "come dio comanda", quello della capsula Orion della missione Artemis II, l'11 aprile (ore 02:07:50, quelle della videata sotto).

 




domenica 5 aprile 2026

La sorpresa nell'uovo

llustrazione: Rielaborazione e attualizzazione 'robotica' della copertina della rivista mensile yugoslava Galaksija del marzo 1981. Ho utilizzato Google Gemini che però non può gestire immagini di minori per cui sono dovuto intervenire inserendo, "alla vecchia maniera'', il disegno originale del neonato.

 

Il latino della domenica - 684


Se il mondo vuole essere ingannato, che lo sia.

 

domenica 29 marzo 2026

Il latino della domenica - 683

Chi ha un solo occhio, trai ciechi è un re.

 Eustace Tilley, caricatura di un dandy, simbolo grafico del settimanale The New Yorker.