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martedì 15 settembre 2015

Siena: primi da morire

Nessuno fa qualcosa solo per partecipare: si scende in campo, si lotta, si combatte, ci si scontra per essere i Primi.
Quanto godimento si prova quando si scopre che Primi lo siamo davvero, e quanto si gusta ancor di più il non aver fatto nulla per partecipare ed essere semplicemente accomunati nel primato di altri all'interno di un intero collettivo: la Nostra Squadra è prima...; la Nostra Città è prima ...; la Nostra Università è prima....

Su questi ambìti podi si sale festosi e trionfanti, coperti del sudore (proprio o, più spesso, degli altri) e ci si bea, guardando, giù sotto, la massa estesa e informe di chi su quel podio non è salito: NOI SIAMO I PRIMI.

Bene, uno dei (tanti!) primati che la provincia di Siena ha nella Regione, e che è indiscutibile e nessuno le può togliere, è quello dei suicidi: non in numeri assoluti ma, contentiamoci, in percentuale su centomila abitanti.
Non è una notizia da poco; anche se nelle pagine dell'ISTAT non si trovano dati dopo il 2010 (chissà perché), quelli che ci sono dovrebbero bastare per riflettere su questa Provincia Felix.


venerdì 14 agosto 2015

Noi Italiani ignoranti


Dice l'ISTAT (nelle pagine di Noi Italia 2015):

Oltre il 40 per cento della popolazione italiana adulta ha al massimo il diploma di scuola media [scuola media inferiore]

Il livello di istruzione della popolazione adulta (25-64 anni) rappresenta una buona proxy [= un buon indicatore, l'avessero scritto in italiano] delle conoscenze e delle competenze associabili al capitale umano di ciascun paese. Bassi livelli di istruzione espongono le persone adulte a una minore inclusione nel mercato del lavoro e riducono le probabilità di accesso ai programmi di formazione continua nel corso della vita.
In Italia, nel 2013, il 42,2 per cento della popolazione tra i 25 e i 64 anni di età ha conseguito come titolo di studio più elevato la licenza di scuola media (denominata "scuola secondaria di primo grado" nella "riforma Moratti", varata con la Legge n. 53 del 2003).


E prosegue commentando:

Nella graduatoria dell'Unione europea l'Italia continua ad occupare la quarta peggiore posizione, dopo Spagna, Malta e Portogallo, e mostra un valore ben al di sopra della media Ue28 (24,8 per cento). Gli scarti tra paesi sono comunque elevati, andando da circa il 60 per cento di popolazione meno istruita per Portogallo e Malta a poco meno del 7 per cento in Lituania. Più in generale, molti paesi dell'Est Europa si distinguono per bassi valori dell'indicatore, segnalando quindi un grado di istruzione mediamente più elevato, mentre valori più alti si rilevano nei paesi dell'area mediterranea.


La posizione della Toscana all'interno di questa 'classifica' è modesta:




giovedì 29 gennaio 2015

Sono forte, anzi: fortissimo

Lo sappiamo: da sempre gli Italiani leggono poco, anzi: pochissimo e l'ISTAT puntualmente, e invano, lo ricorda con i suoi brutti numeri.
(L'Istituto di Statistica, inspiegabilmente, considera fra i lettori anche i bambini da 6 anni in su: si vede che leggono più della media e servono ad alzare le percentuali!)


Dalle pagine ISTAT:
Quasi una famiglia su dieci (9,8%) non ha alcun libro in casa; il 63,5% ne ha al massimo 100.
Nel 2014, oltre 23 milioni 750 mila persone di 6 anni e più dichiarano di aver letto almeno un libro nei 12 mesi precedenti l'intervista, per motivi non strettamente scolastici o professionali. Rispetto al 2013, la quota di lettori di libri è scesa dal 43% al 41,4%.
I "lettori forti", cioè le persone che leggono in media almeno un libro al mese, sono il 14,3% dei lettori, una categoria sostanzialmente stabile nel tempo.
QUI un bel grafico interattivo.

Percentuali di lettori di almeno un libro.

Da tutto ciò deduco che, con i miei cinquanta libri letti annualmente, sono un lettore forte, anzi: fortissimo!

venerdì 23 agosto 2013

L'inflazione alla COOP

L'ISTAT, sul suo sito, ci comunica (non ci sono ancora i dati di agosto):


Evviva! Solo 1,2% l'anno!!!!

Per puro caso ho trovato, in un paio di pantaloni che evidentemente non sono passati per la lavanderia, uno scontrino di acquisto proprio dell'Agosto del 2012.
Lo scontrino è quello del supermercato COOP della catena Centro Italia; considerando solo le voci presenti relative a prodotti a marchio COOP, ho confrontato i prezzi con quelli di uno scontrino di oggi. Nell'ultima colonna c'è la percentuale di aumento rispetto all'agosto del 2012.


Servono commenti?

giovedì 13 maggio 2010

Il lettore

Non so se vi siate mai chiesti cosa sia il 'lettore'. Se non lo sapete, o avete qualche dubbio, potete rivolgervi a G**gle, il famoso motore di ricerca.
Digitate 'lettore' e vedrete che, se fate una ricerca per immagini perché a leggere non siete più tanto abituati ma i disegnini li interpretate bene, verrà fuori una paginata in cui la maggior parte dei risultati è costituita da 'dispositivi elettronici di lettura' [15 dispositivi elettronici a fronte di 5 umani che leggono].
La cosa non cambia molto se cercate 'reader', in inglese: stessa percentuale di incidenza.

Google: il 'lettore'E' ovvio che questo è un modo stupido di fare una ricerca, ma ci indica chiaramente come il significato primario della parola, decontestualizzato, è profondamente cambiato. Si tratta sempre però di una statistica del tutto casalinga.

Se volete far le cose come si deve, allora, potreste pensare di rivolgervi all'ISTAT, che le statistiche le fa di mestiere e da anni.
Secondo l'ISTAT è un lettore: "la persona di 6 anni e più che ha letto almeno un libro per motivi non strettamente scolastici o professionali nei 12 mesi precedenti l'intervista."
Pensate a come cambiano le cose: ai miei tempi le persone di 6 anni si chiamavano, se non ricordo male, ah, sì, si chiamavano (non inorridite!), si chiamavano bambini.
Ve lo immaginate l'intervistatore ISTAT che, proprio nel suo primo giorno di scuola, intervista il bambino la persona di 6 anni e gli chiede: "Durante lo scorso anno, quanti libri hai letto, se si escludono quelli per motivi scolastici o professionali?"
Che avrà balbettato il malcapitato? Avrà avuto il coraggio di confessare che le sue pruriginose letture dell'anno precedente hanno riguardato qualche bel tomo introduttivo ai Sistemi Stocastici, vecchi volumi dei nonni sui Formalisti Russi, due o tre manualetti 'For Dummies' sulla Semeiotica o sulla Estetica della Trasgressione in Dante ed avrà anche ammesso di aver dato un'occhiata all'introvabile "I Misteri di Udolfo", ma in lingua originale?

Vi state chiedendo, come faccio io, quali siano i criteri con cui l'ISTAT raccoglie e analizza i suoi dati, dati che sono sulla bocca di tutti i lettori (ma guarda, eccone degli altri!) dei telegiornali?