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martedì 1 aprile 2025

Tobias Smollett a Siena!

Of Sienna I can say nothing from my own observation, but that we were indifferently lodged in a house that stunk like a privy, and fared wretchedly at supper. The city is large and well built: the inhabitants pique themselves upon their politeness, and the purity of their dialect. Certain it is, some strangers reside in this place on purpose to learn the best pronunciation of the Italian tongue. The Mosaic pavement of their duomo, or cathedral, has been much admired; as well as the history of Aeneas Sylvius [Piccolomini], afterwards pope Pius II, painted on the walls of the [Piccolomini] library, partly by Pietro Perugino, and partly by his pupil Raphael D'Urbino.

cioè:

Di Siena non posso dire nulla, se non che siamo stati alloggiati, senza che ci mostrassero particolare interesse, in una casa che puzzava come una latrina e che abbiamo cenato male. La città è grande e ben costruita: gli abitanti si vantano della loro cortesia e della purezza del loro dialetto. È certo che alcuni stranieri risiedono in questo luogo allo scopo di imparare la migliore pronuncia della lingua italiana. Il pavimento a mosaico del duomo, o cattedrale, è stato molto ammirato, così come la storia di Enea Silvio, poi papa Pio II, dipinta sulle pareti della biblioteca, in parte da Pietro Perugino e in parte dal suo allievo Raffaello d'Urbino.



Tobias Smollett in: Travels Through France And Italy [1766] 


martedì 7 luglio 2020

I Riformisti


Eh! misérables, qui vous croyez si grands, qui jugez l'humanité si petite, qui voulez tout réformer, réformez-vous vous-mêmes, cette tâche vous suffit.

Ah, miserabili, che vi credete così grandi, che giudicate l'umanità così piccola, che volete riformare tutto! Riformate voi stessi, questo è il compito che vi basta.

F. Bastiat, La Loi, 1850. Online su WikiSource.
[via: LaudatorTemporisActi]


venerdì 10 aprile 2015

Gatsby il Grande

Gli Americani ne vanno fieri e non dimenticheranno certo di festeggiarne il centesimo anniversario della pubblicazione, oggi.


martedì 3 giugno 2014

La morte di Kafka


Annunci della morte di Kafka in cecoslovacco e in tedesco.

"Con il più profondo dolore annunciamo che nostro figlio, il Dottore in Legge Franz Kafka, è morto il 3 giugno 1924 nel Kierlin Sanatorium vicino Vienna. L'inumazione avverrà mercoledi pomeriggio, 11 giugno, alle 3:45, nel Cimitero Ebraico di Straschnitz.
Praga, 10 Giugno, 1924.
Hermann e Julie Kafka, a nome della famiglia in lutto.
Si chiede che non si facciano visite di condoglianza."

sabato 8 dicembre 2012

Letture da Regina


"La sovrana lettrice"
Da leggere in poche ore: piacevole, umoristico e originale. Nel racconto, ambientato nella corte inglese, Bennett analizza cosa succede quando, all'improvviso, Sua Maestà Elisabetta II d'Inghilterra scopre la lettura e ne diventa un'assidua frequentatrice.
E' la storia garbata e appassionante dell'iniziazione alla lettura che la Sovrana fa ormai quasi ottantenne, complice un giovane lavapiatti gay[*], dipendente di corte, appassionato di letteratura e conosciuto per caso in una biblioteca circolante che frequenta anche il Palazzo Reale.
L'ironia e lo humor britannico sono diffusi a piene mani; il Prime Minister e i cortigiani tutti non fanno una grande figura e vengono descritti come pozzi d'ignoranza.
Mi dispiace per il titolo: nell'originale è "The uncommon reader", che gioca con l'altro, il più famoso "The common reader" di Virginia Woolf; in italiano il riferimento si perde. Qua e là, avendo letto il libro in originale e poi in italiano, ho trovato alcune frasi tradotte in maniera non troppo puntuale.


[*] Bennett, dichiaratamente gay, fa del giovane lavapiatti un personaggio importante del racconto: il ragazzo consiglia alla regina letture di scrittori gay e la regina stessa ci compare nelle prime pagine mentre chiede al presidente francese informazioni sullo scrittore 'maledetto' Jean Genet. Mentre Elisabetta non mostra il minimo preconcetto, non così si comporta il suo entourage. A livello di pettegolezzo bisogna ricordare che, con due figlie piccole a Palazzo (Elisabetta e Margaret), la Regina Madre fece fequentare la corte da artisti e intellettuali gay, ritenendoli meno 'pericolosi' per le due ragazze. 
 -
Noi di Scrivolo non siamo molto social ma ogni tanto aggiorniamo le nostre pagine su Anobii; potrebbero interessarvi le nostre letture e le pillole di recensioni sui libri che davvero ci hanno colpito.

Recensione a cura di fuchs. 

sabato 15 settembre 2012

Gente stupida

Foolish people — when I say “foolish people” in this contemptuous way, I mean people who entertain different opinions to mine. If there is one person I do despise more than another, it is the man who does not think exactly the same on all topics as I do.

Gente stupida - quando dico “gente stupida” in questo modo sprezzante parlo di quelli che hanno opinioni diverse dalle mie. Se c’è una persona che spregio più di tutte è quella che non la pensa su ogni argomento esattamente come me.
Jerome K. Jerome, Idle Thoughts of an Idle Fellow: A Book for an Idle Holiday [1886]. Edizione online su Project Gutenberg. [Via: Libriaco]

giovedì 31 maggio 2012

Il Ministero

...una casta chiusa di piccoli borghesi degenerati e miserabili, sordi e ciechi e insensibili a tutto se non ai loro piccoli bisogni, alla loro omertà, ai loro intrighi talmente meschini e microscopici da riuscire incomprensibili.
Il Ministero è una specie di tempio, dove si adorano e perfezionano i vizi più abbietti, i tre piú desolati peccati mortali: la pigrizia, l'avarizia e l'invidia. Sono i tre vizi propri di quella piccola borghesia incapace, che cerca, insieme, sicurezza e dominio,
- che è pigra perché non sa far nulla, non sa adoperare le mani, e neppure la mente, e qualunque lavoro le è difficile e perciò sgradevole, faticoso, impossibile;
- che è avara perché è povera e pretenziosa;
- che trova nell'invidia il solo compenso alla propria miseria: nell'invidia piú totale, penetrata dappertutto, come un veleno che circoli nel sangue.
Tutto questo è tenuto insieme da un potente spirito di casta, da un legame stretto come quello della camorra e della mafia.
Li vedeste, quegli esseri, seduti sulle loro sedie, davanti alle loro scrivanie, a far nulla, materialmente nulla, neanche a leggere il giornale, per ore e ore, con gli occhi imbambolati, in una specie di estasi d'ozio o forse di mistica compenetrazione con la vuota idea dello Stato.
Vedeste quelle loro facce, terribili, feroci nella loro piattezza.
Sono un muro intonacato, e noi tutti ci battiamo contro, e non riusciamo a buttarlo giú.


da: Carlo Levi, L'Orologio [1950]
Impaginazione ed enfasi sono mie.


via: Libriaco

domenica 27 marzo 2011

Goloso

James Boswell, incisione di F. Holl da un bozzetto di Sir Thomas Lawrence.

Ginevra, 25 dicembre 1764
Mi rivolgo a voi, Signora, come all’amica del forestiero. Ho l’onore di conoscervi come tale per piacevolissima esperienza; poiché ieri, a pranzo, non soltanto mi avete intrattenuto in cordiale e gaia conversazione, ma mi avete fatto servire doppia porzione del dolce che mi piaceva tanto. Forse ricorderete, Signora, che ne avevo espresso molto apertamente il mio apprezzamento: “Je suis attaché à la tourte”. E parlavo con la franchezza con cui dichiaro sempre i miei sentimenti, sia per le grandi che per le piccole cose. Non sarà mai che io rinneghi la mia fede, un amico, un’amante, una torta. [Il grassetto è mio]

Da una lettera di James Boswell a Madame Denis, nipote e concubina di Voltaire, dopo un invito a pranzo nel castello di Ferney. In: J. Boswell, Visita a Rousseau e a Voltaire [1764], Adelphi, 1973

[Via: Libriaco]

domenica 13 marzo 2011

Giuseppe Rovani, La Libia d'oro


Giuseppe Rovani scrisse il seguito del suo Cento Anni, il romanzo La Libia d'Oro, ambientandolo storicamente a partire dal Congresso di Verona del 1822.
Accanto ai Re, agli Imperatori, ai Principi Plenipotenziari, si muovono Carbonari, Filelfi e Società Segrete varie in un romanzone dove anche l'amore fa la sua parte.
Lo abbiamo digitalizzato per recuperarlo dall'oblio e lo riportiamo all'attenzione dei lettori QUI, su Scrivolo.

domenica 27 febbraio 2011

Libia d'oro

Abbiamo cominciato a digitalizzare un libro con un tema molto attuale, La Libia d'oro di Giuseppe Rovani.
Tra qualche giorno lo pubblicheremo su Scrivolo, continuando la nostra iniziativa di recupero dei testi italiani non più ristampati.

giovedì 30 dicembre 2010

Rajberti: La prefazione


Un altro modesto contributo alla letteratura italiana si aggiunge su Scrivolo con la pubblicazione del libricino di Giovanni Rajberti: La prefazione delle mie opere future. Digitalizzato per il piacere di farlo tornare a vivere, è disponibile qui per la lettura o il download.

giovedì 11 novembre 2010

Di un noto ricco

Quid ergo? utrum illum pecunia inpurum effecit an ipse pecuniam inspurcavit? quae sic in quosdam homines quomodo denarius in cloacam cadit.
Cioè:
E dunque? Quale delle due: il denaro lo ha reso ignobile o è lui stesso che ha insozzato il denaro?
I soldi cadono nelle mani di alcuni uomini nello stesso modo in cui finiscono in una fogna.
Lucius Annaeus Seneca, Epistulae morales ad Lucilium (87.16)

via: libriaco

giovedì 7 ottobre 2010

Gli indifferenti

Gli indifferenti è stato il primo libro che ho letto, voglio dire: il primo libro da adulti.
La prof. di italiano, giovanissima, bella, bionda e formosa, ci impose di leggere, in quel primo anno di liceo, qualche opera di Moravia. Un libro di Moravia a dei quattordicenni: la scelta suscitò qualche commento ma solo a letture avvenute perché, salvo una o forse due eccezioni, nessuno in classe sapeva neppure chi fosse questo Moravia.
Io non ero mai entrato in una libreria e quindi chiesi alla mamma di procurarmi l'opera che mi era stata assegnata: per qualche motivo che non ricordo si trattava de Gli Indifferenti.
Il vecchio negozio, forse l'unico che avesse questi libri nel paese, era gestito da una coppia di coniugi molto anziani (o così mi sembravano allora) e la mamma vi si recò ignara di che tipo di libro si trattasse: in casa la lettura era limitata ad un settimanale femminile e ad un quotidiano politico, la domenica, appannaggio solo di mio nonno.
Quando la mamma chiese alla Luigina il volume in oggetto, una figura grande e nera, che si aggirava lenta curiosando fra gli scaffali, si fece avanti interloquendo vivacemente: "Gli indifferenti? Ma che libri compra, signora?" chiese, con tono risentito e con la voce profonda del basso, il parroco di una delle due chiese del paese. Mia mamma, un po' intimidita, gli spiegò che non era per lei, ma per me, giovane studente di liceo. Al che il prete, alto, grande, grosso, la faccia rubizza e i modi decisi, cominciò una dura filippica contro gli insegnanti di oggi che imponevano ai ragazzi delle letture come quelle, senza neanche prepararli. Il sigaro in bocca, si scagliava contro la scuola moderna, gli insegnanti moderni, gli scrittori moderni (beh, era appena passato il '68, ma il libro era stato scritto nel '29!).
Credo che l'imbarazzo di mia mamma fosse molto forte ma, per difendere il suo cucciolo, alla fine portò a casa il libro che dovevo leggere come compito scolastico.
La narrazione, è vero, mi trovò assolutamente impreparato: amanti, tradimenti, un uomo che se la fa con una signora matura e poi tenta di creare un rapporto anche la di lei figlia, il fratello della giovane che subisce le avances dell'amica della madre.... Una storia di sesso che per un ragazzino ingenuo non era sicuramente adatta: mi aprì un mondo e mi fece nascere dei pruriti. Che avesse avuto ragione il buon don Giovanni?
Due anni dopo il monumentale prete (di famiglia piemontese?) nato in Argentina salì in cattedra come nostro nuovo docente di italiano; certo trasgressioni letterarie quell'anno non ce ne furono ma insegnò a quell'arrogante e antipatico contestatore che ero allora l'umorismo, lo sberleffo e l'ironia nella letteratura: è l'unica persona che ho visto ridere di cuore durante la lettura delle novelle del Boccaccio (quelle più castigate, s'intende).
Sesso e risate, gli unici modi per riconciliarsi col mondo?

Spero che don Giovanni Brusa, che in classe avevamo soprannominato 'il vecchio', continui ancora a ridere di gusto, lassù, insieme al suo Capo.

mercoledì 8 settembre 2010

Italo Calvino e Siena

A Cuba, anche con questo post: lì infatti nacque Italo Calvino, scrittore che non è mai stato capace di darmi qualcosa se non nei felici raccontini di Marcovaldo.
Venticinque anni fa era al mare, a Castiglione della Pescaia, nella pineta di Roccamare, per essere precisi, quando si sentì male. Fu portato d'urgenza a Siena e nell'
Ospedale Santa Maria della Scala, una grande struttura medievale che continuava, in quel 1985, a assolvere al suo compito a mille e più anni dalla fondazione, tra il 18 ed il 19 Settembre, Italo Calvino morì.
Qui un articolo dell'epoca su Repubblica.


L'assessorato alla cultura di Siena, la Direzione Cultura e Grandi eventi e il Complesso Museale Santa Maria della Scala organizzano adesso una tre giorni di incontri, mostre e spettacoli che avranno luogo anche al Santa Maria della Scala, trasformato negli anni in un monumento a se stesso e in una centralissima sede museale.
A me, lo devo dire francamente, la cosa ha dato fastidio: approfittare della casualità della morte di un artista in un luogo per creare una manifestazione pubblica mi sembra quantomeno inopportuno. Trovarsi poi, magari durante un bel rinfreschino, a camminare con bibita e tartine per le sale dove, per mille anni, ci sono stati dolore, sofferenza e morte e dove una vita si è chiusa, nell'incoscienza, forse, nel dolore dei familiari e degli amici, in quell'atto così privato che ciascuno di noi vorrebbe affrontare lucidamente e nella più profonda e silenziosa concentrazione interiore, ecco, lo sento come una stridentissima stonatura.

venerdì 28 maggio 2010

Enti Inutili

L'ippopotamo e il pensatore
(da: Tragedie in due battute di Achille Campanile)

Personaggi:

IL PENSATORE

LA FEMMINA DELL'IPPOPOTAMO

La scena si svolge in un luogo dove possano incontrarsi un pensatore e la femmina d'un ippopotamo; che so io, in un salone d'albergo, alle foci del Nilo, o in simili posti. All'alzarsi del sipario IL PENSATORE pensa ad alta voce.

IL PENSATORE: (pensando) L'ippopotamo è un animale completamente inutile nel creato.

LA FEMMINA DELL'IPPOPOTAMO: Lo dice lei!

(sipario)

lunedì 17 maggio 2010

I Politici e i Militari

L'uomo contemplatore, mollemente sdraiato in una camera ben riparata, lancia le sue invettive contro il soldato che passa le notti d'inverno sul margine di un fiume, e veglia silenzioso in armi per la sicurezza della patria.
Luc de Clapiers, marchese di Vauvenargues (1715- 1747)

sabato 20 febbraio 2010

L'orribile pericolo della lettura

Voltaire, De l'horrible danger de la lecture (1765), trovato, per serendipità, su Google Books, in in Voltaire, "Mélanges philosophiques, littéraires, historiques ...", Volume 2. (pag.449 e segg.)
In formato testo, disponibile invece qui.

In un francese facile da leggere, poche pagine, godibilissime:

... per l'edificazione dei Fedeli, e per il bene delle loro anime, vietiamo loro di leggere qualsiasi libro, sotto la pena della dannazione eterna. E perché non li prenda la tentazione diabolica di istruirsi, vietiamo a padri e madri d'insegnare a leggere ai propri figli. E per prevenire ogni tipo di violazione alla nostra ordinanza, proibiamo loro espressamente di pensare, sotto la stessa pena; ingiungiamo a tutti i veri credenti di denunciare alla nostra Ufficialità chiunque avrà pronunciato quattro frasi legate insieme da cui si possa inferire un senso chiaro e netto.....

[la traduzione è mia]

____

Aggiornamento del 25.02.10:
Mia moglie dice che sono un pessimo conoscitore della nostra biblioteca e che questo scritto arguto si trova in: "Voltaire, Un diavolo alla finestra, Archinto ed., 1999", libriccino che mi ha subito scovato quando le ho parlato della cosa e che io ovviamente ho letto immediatamente.



giovedì 3 settembre 2009

Gerry Scotti, il Milionario e il Principe

Domanda di letteratura, stasera, a Il Milionario di Gerry Scotti:
A Lorenzo il Magnifico è la sentita dedica con cui inizia:
a) Il Principe
b) La Divina Commedia
c) Il Decamerone
d) Il Milione
Facendo ricorso ai ricordi scolastici, valutando date e periodi, verrebbe quasi, quasi da rispondere Il Principe, e così ha fatto il concorrente, vedendosi confermare la risposta dalla regia.

Ma... c'è un ma!

Lorenzo il Magnifico morì nel 1492 (si ricorda bene, è l'anno della scoperta dell'America) ma Il Principe è stato pubblicato nel 1513.

Cos'è che non va?

E' facile: l'ignoranza di chi ha posto la domanda, gravissimo difetto per una trasmissione di quiz.

Chiunque abbia, infatti, Il Principe di Machiavelli a portata di mano (e chi non ne ha una copia sul proprio comodino?), leggerà, è vero, nella pagina dedicatoria iniziale:

NICOLAUS MACLAVELLUS AD MAGNIFICUM LAVRENTIUM MEDICEM

e cioè: Niccolò Machiavelli al magnifico Lorenzo dei Medici, là dove il 'magnifico' è un comune aggettivo che non si può lesinare a nessun nobile protettore.

Machiavelli però si rivolge a Lorenzo, duca di Urbino, figlio di Piero, e nipote del Magnifico, nato lo stesso anno della morte del più importante, famoso e Magnifico nonno Lorenzo!

giovedì 16 aprile 2009

Sul terremoto



Poème sur le désastre de Lisbonne de François-Marie Arouet, dit Voltaire

Ô malheureux mortels ! ô terre déplorable !

Ô de tous les mortels assemblage effroyable !
D'inutiles douteurs éternel entretien !
Philosophes trompés, qui criez : Tout est bien ;
Accourez, contemplez ces ruines affreuses,
Ces débris, ces lambeaux, ces cendres malheureuses,
Ces femmes, ces enfants, l’un sur l’autre entassés,
Sous ces marbres rompus ces membres dispersés;
Cent mille infortunés que la terre dévore,
Qui, sanglants, déchirés, et palpitants encore,
Enterrés sous leurs toits, terminent sans recours
Dans l’horreur des tourments leurs lamentables jours !
Aux cris demi-formés de leurs voix expirantes,
Au spectacle effrayant de leurs cendres fumantes,
Direz-vous: « C'est l’effet des éternelles lois
Qui d'un Dieu libre et bon nécessitent le choix »?
Direz-vous, en voyant cet amas de victimes :
« Dieu s'est vengé, leur mort est le prix de leurs crimes »?
Quel crime, quelle faute ont commis ces enfants
Sur le sein maternel écrasés et sanglants ?
Lisbonne, qui n'est plus, eut-elle plus de vices
Que Londres, que Paris, plongés dans les délices?
Lisbonne est abîmée, et l’on danse à Paris.
Tranquilles spectateurs, intrépides esprits,
De vos frères mourants contemplant les naufrages,
Vous recherchez en paix les causes des orages :
Mais du sort ennemi quand vous sentez les coups,
Devenus plus humains, vous pleurez comme nous.
Croyez-moi, quand la terre entrouvre ses abîmes,
Ma plainte est innocente et mes cris légitimes.
....

Poveri umani! e povera terra nostra!
Terribile coacervo di disastri!
Consolatori ognor d'inutili dolori!
Filosofi che osate gridare tutto è bene,
venite a contemplar queste rovine orrende:
muri a pezzi, carni a brandelli e ceneri.
Donne e infanti ammucchiati uno sull' altro
sotto pezzi di pietre, membra sparse;
centomila feriti che la terra divora,
straziati e insanguinati ma ancor palpitanti,
sepolti dai lor tetti, perdono senza soccorsi,
tra atroci tormenti, le lor misere vite.
Ai lamenti smorzati di voci moribonde,
alla vista pietosa di ceneri fumanti,
direte : è questo l’effetto delle leggi eterne
che a un Dio libero e buono non lasciano la scelta?
Direte, vedendo questi mucchi di vittime:
fu questo il prezzo che Dio fece pagar pei lor peccati?
Quali peccati ? Qual colpa han commesso questi infanti
schiacciati e insanguinati sul materno seno?
La Lisbona che fu conobbe maggior vizi
di Parigi e di Londra, immerse nei piaceri?
Lisbona è distrutta e a Parigi si balla.
Tranquilli spettatori, spiriti intrepidi,
dei fratelli morenti assistendo al naufragio
voi ricercate in pace le cause dei disastri;
ma se avvertite i colpi avversi del destino,
divenite più umani e come noi piangete.
Credetemi, allorquando la terra c’inghiotte negli abissi
innocente è il lamento e legittimo il grido
....