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venerdì 20 dicembre 2013

Leggere i gatti

Mi sono sempre piaciuti i gatti: sono intelligenti e non si intrufolano troppo nella vita delle persone con cui convivono; non vanno accuditi che saltuariamente e senza mostrar loro troppo affetto; non hanno padroni; ogni tanto impazziscono e fanno cose assurde; sentono la presenza di 'entità'.

Da anni non convivo con uno di loro ma ho dei ricordi incancellabili di alcuni di questi mammiferi che, in vari periodi, hanno vissuto dove vivevo anche io.

Complice il (brutto) giallo di Giorgio Celli Il gatto del ristorante cinese, appena finito di leggere, mi è venuta voglia di approfondire.

Ecco allora che nella mia 'pila' di letture sul Kindle sono comparsi:

Io sono un gatto di Natsume Soseki
Il gatto di casa - Etologia di un'amicizia di Giorgio Celli
The great cat massacre di Robert Darnton
La vita e le opinioni del gatto Murr di E.T.A. Hoffmann
On cats di Doris Lessing.

Quanto basta per arrivare alla fine delle festività.


venerdì 20 settembre 2013

Letture notturne - 6

Affari di famiglia.

Da mesi, grazie all'avvento della TV digitale, ho abbandonato i soliti canali TV. Stanco di conta favole di economia e di politica che da decenni annaspano nella loro ignoranza per galleggiare sulle spalle di noi tutti; deluso dai talk-show in cui i politici [...omissis...], mi sono rifugiato nella TV di evasione.
I canali 38 (Giallo) o 39 (TopCrime) sono accesi in maniera continuativa e bevo un telefilm giallo dopo un altro, non importa se già visto, senza provare la minima vergogna di questo mio qualunquismo.
Oltre ai due canali sopra detti, spesso sono anche sul 26 (Cielo) dove mi beo degli Svuota cantine, del Boss del fai da te e di Affari di famiglia.

Ed è proprio di Affari di famiglia che sto leggendo in queste notti.


Sì, leggendo, perché Rick Harrison, protagonista  di Pawn Stars con suo padre (the Old Man, il Vecchio), suo figlio Corey (the Big Hoss, lo Smilzo) e il fido e maltrattato Austin Russell (Chumlee), ha di recente scritto, in collaborazione col giornalista Tim Keown, un libro in cui racconta i retroscena dell'attività di famiglia.

Harrison inizia descrivendo l'infanzia difficile costellata da attacchi di epilessia, la scuola abbandonata troppo presto, la droga, gli affari, strampalati ma redditizi, del padre, la sua paternità precoce e un matrimonio subito andato male, il trasferimento della famiglia a Las Vegas e poi si addentra nei dettagli, sia economici che di vita quotidiana, dell'attività commerciale.

Dentro il racconto ci sono i personaggi che vediamo in TV, molti aneddoti della loro vita in un negozio di pegni che sta aperto 24 ore su 24, e poi politici locali, polizia, criminali, pervertiti e varia umanità che frequenta il Gold and Silver, spesso unica fonte possibile di denaro contante per alimentare i propri vizi, qualche capriccio improvviso oppure per pagare lo stipendio ai propri dipendenti.

Con la produzione del reality, uno dei più seguiti in USA, la famiglia Harrison si è trovata all'improvviso nella notorietà e i loro affari si sono incrementati a dismisura: da venti i dipendenti sono aumentati a quarantasette, il magazzino trabocca di merce e tutti, tranne Il Vecchio, vanno in giro per gli USA ospiti in serate pagate profumatamente.
In TV vengono trasmesse solo le trattative di acquisto di oggetti rari o curiosi: la pistola di fine settecento, le stecche da biliardo di un noto campione, una gigantesca collezione di transformer, le foto autografate di noti attori che negli anni '50 e '60 frequentavano Las Vegas; il lavoro maggiore viene svolto però sul prestito temporaneo, oggetti personali ceduti per un breve tempo in cambio di contante e di un rateo di interesse mensile del 10%; per le norme sulla privacy la TV americana non può riprendere queste trattative.

L'umanità che esce fuori dal libro è multiforme e il carattere delle persone in parte ricalca i personaggi che vediamo in TV ma con un indubbio spessore morale.
Quasi una tipica storia americana dunque, un from rags to riches, nel filone dei romanzi ottocenteschi di Horatio Alger, vissuta però apertamente davanti ai mass media.

La lettura è divertente e istruttiva e la storia prende immediatamente; l'aver visto in TV i personaggi ovviamente aiuta molto.
Il motivo più importante per cui sto leggendo il libro è quello di affrontare una delle mie periodiche letture in lingua inglese; trattandosi di uno stile narrativo molto discorsivo non sono molti i casi in cui consulto il vocabolario inglese del Kindle; certo ogni tanto mi imbatto in americanismi di cui devo andare per forza a vedere il significato.
Di questo passo non finirò di leggerlo che tra tre o quattro notti; l'esercizio di lettura vale comunque la pena.



giovedì 28 marzo 2013

Kindle Fire HD: aggiornamento software

Grandi novità nell'ultimo aggiornamento software del Kindle Fire HD di Amazon:

1) finalmente posso modificare il linguaggio d'uso anche in Chinese semplificato
2) il dispositivo è in grado di predeterminare il tempo necessario alla lettura in base alla velocità di scorrimento delle pagine. Il mio KFHD deve conoscermi ancora poco bene: aperto il libro mi ha segnalato che l'avrei finito di leggere in un minuto...



Nota: un messaggio al boot che il dispositivo si sta aggiornando non sarebbe il caso di aggiungerlo? (magari con l'opzione di NON effettuare l'aggiornamento stesso).

sabato 29 dicembre 2012

Leggere digitale

Da quando sono passato al Kindle Touch faccio gran parte delle mie letture su un e-book reader; per i PDF e i fumetti (eh, sì...) meglio certamente un tablet più grande (ne ho uno che è una vera ciofeca ma per l'unico scopo per cui lo uso va bene). Ora che ho anche un Kindle Fire HD (regalo di Natale) è difficile che in casa entri qualcosa che sia cartaceo (se si escludono i testi su cui studia mia moglie).
Mi mancano i libri di carta? Certamente no, ce ne saranno tre o quattromila qui in giro, molti mai aperti, da cui pescare a piene mani ma da una statistica sull'anno che sta per finire, di quaranta titoli che ho letto solo sette sono stati 'dispositivi di carta'.
Un e-book reader è più semplice da usare ed è sempre a portata di mano, notte e giorno, e con migliaia di titoli a disposizione da acquistare o da scaricare.
Qualcuno potrebbe giustamente anche far notare che un aiuto al consumo della lettura digitale lo dà il costo dei libri cartacei, obiettivamente enorme per degli oggetti da usare una volta e poi mettere via a prendere polvere; ben vengano, allora, l'auto-pubblicazione e la pirateria?


L'evoluzione della lettura
Come lettore da vecchia data (la mia maestra alle elementari era preoccupata dal fatto che dopo i primi tre mesi di scuola avessi già letto tutti i [pochi] libri che di anno in anno si ereditavano dalla classe che ci precedeva) ho un vero e proprio amore per la carta stampata (e per la rilegatura, per la stampa, per i segnalibri, insomma: per tutto quello che è 'libresco') e dovrei aver avuto difficoltà ad adeguarmi ad un diverso sistema di lettura. Non è stato così: il passaggio è avvenuto in modo repentino e assolutamente indolore.
Mi sembra improprio, come fanno molti lettori 'classici', legare la lettura al supporto fisico che contiene il testo: siamo esseri corporei e quindi la 'fisicità' è importante ma la lettura è un passo oltre la fisicità: la lettura è nella nostra mente, nella percezione che ci creiamo di quello che leggiamo, nelle strutture e nei collegamenti che fa nascere il nostro cervello. Quando leggiamo, siamo soli: siamo noi e l'astrazione che magicamente si proietta nei nostri pensieri.
L'e-book reader, allora, non è un oggetto ma un 'luogo', un po' come una biblioteca: sempre  le stesse procedure d'accesso, le stesse stanze, gli stessi scaffali, gli stessi tavoli di lettura, (molto spesso gli stessi lettori...) ma ogni volta la nostra mente dialoga con fatti, personaggi, storie ed emozioni diverse: solo nel momento in cui ci astraiamo allora leggiamo veramente.
Quando leggiamo qualcosa, specie se è un romanzo, non sperimentiamo più l'universo che ci circonda, entriamo in uno spazio-tempo diverso e un e-book reader ci aiuta ad arrivare più rapidamente al vero livello della lettura, il livello astratto.
Se domani per leggere basterà un chip impiantato sotto la pelle, sperimenteremo forse qualcosa di diverso dalla lettura? Non credo.

giovedì 13 settembre 2012

Letti & Riletti Estate 2012

Come è andato il mese di ferie per quanto riguarda le letture?
Rispetto al programma che mi ero fatto (con un numero di titoli molto maggiore di quanti ne avrei potuti leggere, tanto per darmi poi la possibilità di fare una scelta 'in corsa') ho inserito libri la cui lettura mi si è imposta al solito casualmente, seguendo collegamenti molto deboli creati per lo più da altre letture.

Ecco l'elenco:


TitoloGenereAnnoFinito il
C. Pavese,

La luna e i falò 
 Letteratura 

1950   26/08/12 
E. Némirovsky,


David Golder 
Letteratura

192519/08/12
L. Sciascia,

  Todo modo 
Letteratura

197418/08/12
D. Pennac,
Il paradiso degli orchi 
Letteratura

198516/08/12
G. Pontiggia,

La morte in banca 
Letteratura

195914/08/12
E. Nesi,

Storia della mia gente 
Saggio

201010/08/12
Sjöwall e Wahlöö,

Roseanna 
Giallo

196508/08/12
H. de Balzac,

Il curato di Tours 
Letteratura

183305/08/12
P. Davies,

Al paese dei libri 
Letteratura

201003/08/12
R. Vacca,

Dio e il computer 
Giallo

198929/07/12



Sul fronte del giallo, mediocre Dio e il computer di Vacca e invece molto ben scritto quello di Sjöwall e Wahlöö, Roseanna; dei coniugi svedesi ho pendenti altre letture di romanzi scritti nella metà degli anni sessanta.


La luna e i falò di Pavese è il suo ultimo libro, pieno di nostalgia e di ricordi dell’infanzia ma anche dell’atmosfera di un’America molto letta e tradotta e mai vista, con una scrittura che non mi ha mai convinto. Molti non saranno d’accordo ma è un libro, sia pure migliore di altri suoi, mediocre. 


Sciascia invece asciutto e colto, come lo ricordavo quando lo lessi decenni fa; gli anni non hanno assolutamente invecchiato la storia di Todo Modo né, soprattutto, i personaggi. Non me la sono sentita di inserirlo tra i ‘gialli’. 


La morte in banca di Pontiggia ha avuto un commento tranchant da parte di mia moglie, che mi ha scoperto a leggerlo: “Un minore”. E' il suo primo libro, una storia semplice semplice il 'romanzo breve' iniziale e autobiografico, sulla vita di un giovanissimo bancario appena assunto, e una raccolta di altrettanto mediocri e quasi banali racconti, scritti decenni dopo. Sono rimasto perplesso, forse gli darò un’altra chance ma certo niente a che vedere con Donnarumma all’assalto, di Ottieri, (entrambi libri del 1959) letto qualche mese fa: lì c’è la produzione, la fabbrica, la psicologia dei personaggi e soprattutto dello scrittore, l’economia del tempo e la visione industriale e culturale di Olivetti.


La Storia della mia gente di Nesi è forse più un saggio che un romanzo; dentro ci sono la storia della sua famiglia, l’imprenditoria pratese, gli onnivori cinesi che ormai hanno preso possesso di gran parte del mercato. Ben scritto, con analisi chiare e sofferte.


Il titolo di Davies, Al paese dei libri, diario di un bibliofilo ritrasferitosi pro tempore in Inghilterra, patria d’origine, dagli USA, poteva essere un racconto curioso, frizzante, pieno di citazioni colte e insolite di chi, per alcuni mesi, si è trovato a vivere in un paesino dove è  pervasivo il business del libro (remainder). Invece si è rilevato il libro più noioso dell’estate e sicuramente nella top ten dei più soporiferi che ho incontrato. Non so davvero perché ho continuato a leggerlo invece di piantarlo lì dopo poche decine di pagine: errore imperdonabile.


Balzac non si smentisce in questo vero gioiellino di narrazione in cui un Curato di Tours, un pover’uomo anziano, semplice, con gusti banalissimi e nessuna mira sociale o economica, si vede stravolgere gli ultimi anni di una vita modesta e tranquilla da beghe inizialmente di pochissimo conto ma che montano come panna avviluppandolo sino a una totale rovina.


Pennac, mai letto prima e, a dirla tutta, sempre evitato, mi ha stupito per l’originalità della narrazione e la particolare ambientazione che ha dato al suo primo romanzo, che, volendo, è anche un giallo. Il paradiso degli orchi è divertente, poco da dire, per la lingua, i personaggi, la famiglia del protagonista un po’ fuori sesto e la storia che ha un briciolo di follia. Forse mi duole ammetterlo ma è davvero un buon scrittore contemporaneo.
Sono rimasto così gradevolmente sorpreso dal libro che sono andato a leggermi, qualche giorno fa, il suo Come un romanzo, un volumetto che è uno scanzonato ma quanto mai veritiero saggio sul piacere della lettura.
{Suggerimento: leggete assolutamente Il paradiso delle signore, di Zola, libro a cui strizza l’occhio  Pennac, almeno per il titolo e l’ambientazione. Sempre di supermercati si tratta ma con altre storie...}


Dopo poche pagine ho pensato: no, non può averlo scritto una donna. Della Némirovsky avevo letto qualche tempo fa I cani e i lupi, un pregevole romanzo dove scrittura, personaggi e tinte hanno davvero molto in comune con quelli dei grandi scrittori russi dell’800, visti e narrati con gli occhi di una donna. Ma in David Golder ha una scrittura decisamente virile, l’ambientazione è quella del grande e impietoso mondo degli affari, pieno di mantenuti e mantenute, ricchi ebrei che fanno presto a diventare molto poveri, avidità e sfrenata voglia di ‘avere’ che prendono il posto dei sentimenti e dei desideri comuni nel cuore di tutti i personaggi. Golder è un duro e spietato ma anche un infelice e sfruttato uomo d’affari che nella vita non ha altro scopo che il far soldi, non per sé bensì per la moglie, per il di lei ‘cicisbeo’, per la (sua?) figlia.
David Golder esce nel 1929, Il grande Gatsby nel 1925; Fitzgerald aveva 29 anni, la Némirovsky 26.

Una nota: sono rimasto turbato dalle descrizioni delle scene degli attacchi di angina pectoris di David Golder: solo un medico con buona esperienza o un vero malato di cuore potevano renderne tutte le sfumature, fisiche e psicologiche, con tanta umana maestria.

Un'altra nota: ho letto solo due libri in "cartaceo": quello di Pennac e quello di Pavese, gli altri con il Kindle. 


lunedì 30 luglio 2012

Letture estive

Letture estive
Un collega, a cui ho scritto una e-mail per incaricarlo di un piccolo lavoro che, per dimenticanza o svogliatezza, non ho portato a termine nei giorni scorsi, complice forse la scusa delle imminenti ferie, mi risponde:

"... E buone ferie, eh!! Spero tu abbia buoni libri da leggere, magari con un Kindle. :-)"

Gli riscrivo dicendo che ha proprio indovinato, che sto riempiendo il Kindle...

Considerando che non leggo pressoché nulla di letteratura contemporanea, libri scritti cioè negli ultimi venti o trenta anni, e che in genere, in questo settore, preferisco autori non più viventi, (con le dovute, casuali, eccezioni), la lista di lettura per i prossimi giorni è quella che segue, anche se so benissimo quanto poco mi attenga alle mie stesse regole; vedremo al rientro in Agosto come saranno andate veramente le cose.

Georges Simenon, La finestra dei Rouet
Georges Lefebre, L'ottantanove
Georges Perec, La vita, istruzioni per l'uso (ma quanti Georges!)
Roberto Vacca, Dio e il computer
Indro Montanelli, Storia d'Italia vol. 9, 1943-1948
Friedrich Durrenmat, Racconti
Fernando Pessoa, Il libro dell'inquetudine di Bernardo Soares
Amedeo Balbi, La musica del Big Bang
Irène Némirovsky, David Golden
Irène Némirovsky, Suite francese
Sjöwall e Wahlöö, Roseanna e L'uomo che andò in fumo (gialli svedesi della metà degli anni sessanta, prima che la passione per gli scrittori nordici diventasse una mania)

e poi, in inglese:
H. G. Wells, The invisible man (il tema ricorre e non finisce qui)
David Crystal, The story of English in 100 words
Dorothy L. Sayers, Murder must advertise

giovedì 7 giugno 2012

Garibaldi su Amazon

Garibaldi a Cala MartinaQuando mi capitò per le mani il libriccino di un mio conterraneo che narrava la fuga di Garibaldi, attraverso la Toscana fino all'imbarco dal golfo di Follonica per Genova e poi per l'America, lo lessi con attenzione e curiosità.
Tante volte, da bimbetto, ero passato davanti alla gran lapide che, di fronte a un parchetto quasi in riva al mare, ricorda il passaggio del più amato degli italiani e l'aiuto che aveva ricevuto dagli scarlinesi, dai massetani e dai follonichesi; ora potevo leggere, dalla 'voce' del figlio di uno dei soccorritori, Guelfo Guelfi, le vicende avventurose di questa traversata verso la libertà.
Finita la lettura, di cui parlo in dettaglio in questo post, pensai di scannerizzare il libro e pubblicarlo su Scribd per il semplice piacere di offrirlo a qualche altro curioso di storia patria e di Garibaldi.
Inaspettatamente fui contattato da LiberLiber e da Progetto Gutenberg: subito acconsentii a che le due istituzioni facessero uso della mia scannerizzazione, per trascriverla e poi rendere il documento di pubblico dominio sui rispettivi siti.

Questa piccola vicenda dette il via ad una mia modesta attività di digitalizzazione di libri ormai fuori dai diritti d'autore; adesso collaboro con LiberLiber e ho alle spalle una decina di 'prodotti' che, presentati in anteprima nell'area download di Scrivolo, finiscono, dopo una vigile e meticolosa attività di controllo e revisione da parte di volontari, sulle pagine web che tutti possono visitare e da dove sono liberamente scaricabili.
[I titoli che ho 'prodotto' li vedete nella gif animata nella colonna di destra].

Guelfo Guelfi su AmazonPoche sere fa, cercando nella biblioteca di libri che Amazon offre agli utenti del Kindle, curiosando nella sezione 'gratuiti' mi sono imbattuto, di nuovo, nel libro di Guelfo Guelfi. L'ho scaricato e, devo dire, sfogliandolo ci sono rimasto davvero male.

Quando si parla di Pubblico Dominio si è portati a pensare a qualcosa che sia di tutti e di cui si possa fare l'uso che più ci piace; Amazon ridistribuisce testi che si possono già trovare sulla Rete, non ne trae alcun vantaggio economico diretto (non li vende), ha sicuramente fatto un po' di lavoro nel convertire i documenti nel formato azw, usa la sua infrastruttura per mandarmi gratuitamete i libri, tramite whispernet, sul mio Kindle, però almeno aggiungere due righe al testo dicendo da dove lo ha preso sarebbe più che dovuto!
I volontari di LiberLiber, di Gutenberg e di altre iniziative private passano ore, a volte centinaia di ore, nello scannerizzare, digitalizzare e fare 'proofreading' dei documenti che poi, per il solo loro piacere, regalano a tutti noi. Non sarebbe male che l'aziendona americana riconoscesse questo lavoro, sia pure con un semplice rigo di ringraziamento e con un link ai loro generosi e altruisti 'fornitori'.


P.S.
Navigando mi sono imbattuto in una polemica, vecchia di un paio di anni e ripresa dal Washington Post, ma di natura un po' più complicata, che riguarda la pubblicazione a pagamento, da parte di Amazon, di alcuni testi presentati sulle pagine web di Gutenberg. Sembra addirittura che un testo non faccia in tempo ad apparirvi, che Amazon ne prepara una sua versione, più o meno free.

I particolari QUI e QUI.

sabato 26 maggio 2012

Kindle Touch alla prova


Da qualche giorno sono proprietario di un Kindle Touch; se volete una recensione completa delle sue caratteristiche, in rete ne potete trovare molte; qui racconto solo qualche mia impressione d'uso.
Tanto per cominciare, l'ho installato in inglese per avere il vocabolario pronto per la consultazione quando leggo libri in lingua: basta toccare una parola e si apre la definizione compatta e si può avere anche quella estesa; molto comodo.
La funzionalità 'touch' non è dovuta ad uno video capacitivo ma ad un semplice reticolo di trasmettitori e ricevitori infrarossi che costituiscono lo 'sbalzo' della cornice che racchiude lo schermo. Per questo motivo si può interagire con il dispositivo non solo con le dita ma anche con un qualsiasi oggetto che interrompa, appunto, il cammino dei raggi invisibili. Vista la piccolezza della tastiera che si materializza quando si vogliono digitare delle note o inserire un indirizzo web nel browser, io uso un comune lapis, dal lato della gomma, ovviamente.
L'uso del 'touch' è impegnativo, proprio perché basta arrivare vicini alla superficie, anche senza toccarla, per innescare il più comune e fastidioso dei difetti che ho riscontrato: l'avanzamento veloce di più pagine del testo. Anche 'toccare' in prossimità del bordo superiore, per selezionare ad esempio una parola da ricercare nel vocabolario o per aggiungere una nota, porta spesso all'attivazione di una barra di menù piuttosto che all'evidenziazione della parola.

martedì 28 settembre 2010

Il Monte Argentario sul Kindle



Da maremmano l'ho notato a colpo d'occhio: ci sono due frame, nella presentazione ufficiale del Kindle 3 di Amazon, in cui si vede Porto Santo Stefano, comune sul promontorio dell'Argentario.

Questa l'immagine originale del Porto Vecchio, su Wikipedia.