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martedì 11 maggio 2021

Il fatto quotidiano

L'11 maggio 1968 l'Unità esce con il titolo di prima pagina a caratteri cubitali:
 


  Il giorno prima, l'Avanti, organo del P.S.I, aveva titolato:

L'articolo del corrispondente de l'Unità a Praga, Silvano Goruppi, è in linea con il titolone del quotidiano comunista:

Le più autorevoli fonti cecoslovacche hanno oggi smentito come false e provocatorie le voci di una pressione militare - tanto più quindi quelle di una minaccia di intervento - da parte della URSS e degli altri paesi socialisti. Fin da questa mattina la CTK, Agenzia di Stampa ufficiale cecoslovacca, ha infatti comunicato: «Nelle regioni meridionali della Polonia si stanno svolgendo normali manovre combinate delle forze del trattato di Varsavia di cui il governo cecoslovacco era stato preventivamente informato. Mettere in relazione questo fatto con voci di una pressione militare contro la Cecoslovacchia viene considerato dei circoli politici del paese come una provocazione.»
In serata l'agenzia CTK ha anche trasmesso una smentita del ministero degli Esteri in cui si afferma che tutte le voci relative a un'azione militare contro la Cecoslovacchia vengono considerate provocazioni.
Anche la notizia di un presunto «drammatico appello» di Radio Praga si è rivelata priva di fondamento. Da noi interpellati questa mattina, i dirigenti di Radio Praga hanno dichiarato che un simile «appello» era stato inventato e mai trasmesso dalle antenne della radio cecloslovacca.
Un commento in cui si poneva in risalto le differenze tra gli avvenimenti ungheresi...

Come qualcuno ricorda, nella notte tra il 20 e il 21 agosto 1968, cento giorni dopo, le truppe corazzate dell’Unione Sovietica, della Polonia, dell’Ungheria, della Repubblica Democratica Tedesca e della Bulgaria fecero il loro ingresso a Praga.

 


martedì 14 marzo 2017

I traditori


«Mi pare che sia inutile dare delle spiegazioni particolari» disse Peppone quando ebbe letto il comunicato. «O con noi o contro di noi. Il Partito è un treno che parte da A per arrivare a B e marcia sulle rotaie della fede e della disciplina che sono tenute insieme dalle traversine della dottrina marxista-leninista-stalinista, sulle quali traversine le rotaie della fede e della disciplina sono avvitate coi bulloni dell'intransigenza.
«Quando uno monta sul treno del Partito sa di dove parte e dove vuol arrivare; però, quando è su, se cambia idea è troppo tardi perché il treno è un direttissimo. La quale, se vuol smontare per mezzo delle dimissioni, cade per via della forza d'inezia del movimento della velocità e risulta espulso.
«Il viaggiatore che cambia idea» disse Peppone per chiarire meglio ancora il concetto «cosa fa restituendo la tessera? Dà le dimissioni da viaggiatore. Ma, quando apre lo sportello per scendere, in realtà non scende ma cade. Viene proiettato fuori dalla velocità del Partito. Quindi è un traditore.»

G. Guareschi, Tutto il mondo piccolo, Vol 2, dal racconto 101, Faccetta Nera, Milano, Rizzoli, 1952

[Via Libriaco]

martedì 31 gennaio 2017

C'erano, una volta



Da Il Male, settimanale politico di satira, anno II, num. 47, 7 Novembre 1979.

martedì 11 marzo 2014

Pòle la donna permettisi di pareggiare con l'òmo?



"Pòle la donna permettisi di pareggiare con l'òmo?... No!" 

Dal film  "Berlinguer ti voglio bene" [1977] di Giuseppe Bertolucci

sabato 2 febbraio 2013

Napolitano e MPS

"... esigenze di chiarezza fortemente sentite dall'opinione pubblica e in particolare dai risparmiatori."

Riportato da la Repubblica

giovedì 18 ottobre 2012

I Veltroniani e Bersani

спасибо товарищ

 Contrordine Compagni!

Il comunicato precedentemente emesso:

"Dobbiamo SUPPORTARE Bersani!"

contiene un errore di stampa e pertanto va letto:

"Dobbiamo SOPPORTARE Bersani!"