Come il Bartleby di Melville: "I prefer not to".
Scusate, nella confusione dell'annuncio, mi è sfuggito!
Chi ha scelto per il Sovrano Ministero di Economia domestica?
Il nucleare degli altri e il nostro: il divario ormai è incolmabile.
Come si vede, l'Italia è rimasta indietro rispetto ai principali paesi europei. Eppure l'energia nucleare è l'unica risorsa che possa risolvere a medio termine il nostro problema energetico.
Agip Nucleare è pronta a svolgere il suo compito, provvedendo a tutto il ciclo di produzione del combustibile nucleare. Non solo, ma ha esteso le sue attività anche al campo delle risorse complementari: solare, eolica, biomasse, conservazione e risparmio dell'energia.
No, quanto sopra non fa parte di una delle interviste rilasciate ieri dal Ministro per lo Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, o dal presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi: è il testo di questa pubblicità dell'Agip del 1981.
Sotto, i dati della produzione di energia dal nucleare, in percentuale di quella prodotta complessivamente, per ciascun paese. Dati del 1981, tratti dalla pubblicità Agip; dati del 2020 tratti da Il Sole - 24 ore (qui), dove non diversamente accreditato.
Francia dal 23,0% al 66,6%
Svezia dal 21,7% al 30%
Belgio dal 21,0% al 38,74%
Svizzera dal 16,7% al 37,9% (nel 2014, fonte Wikipedia)
Gran Bretagna dal 14,5% all'11,78% (nel 2011, fonte Wikipedia)
Germania dal 9,8% all'11,3%
Finlandia dal 9,1% al 33,9%
Olanda dal 6,7% al 3,3%
Spagna dal 6,0% al 22,15
Italia dal 2,6% allo 0%
Jacopo Bulgarini d'Elci. Dal Giornale di Vicenza.
L'annuncio ufficiale QUI.
{Chissà se è a conoscenza del fatto che lo 'incardineranno' nell'ufficio.}
Un amico abita amministrativamente in un comune diviso fisicamente dal territorio di quello Siena solo dall'attraversamento di una via. Ieri e oggi si votava, in (quasi) tutti i comuni della provincia di Siena, compreso il suo, e in alcuni, vicini, di quella di Arezzo, per nominare il sostituto del deputato Padoan che si è dimesso. Molto bassa l'affluenza alle urne, il 36% degli aventi diritto.
Nel tardo pomeriggio c'è stato questo scambio di SMS con l'amico che lamentava i pochi votanti:
Il fatto è clamoroso ed è sotto gli occhi di tutti: il povero Arcidiacono Sallustio Bandini, col viso in fiamme per la rabbia, si è silenziosamente allontanato nottetempo dalla piazza Salimbeni di Siena, per rifugiarsi, vergognoso, in un poderino di quella desolata Maremma per cui egli tanto fece e la quale tanto restituì, per secoli e a quali interessi!, a Siena.
Dopo quello che potrebbe aver fatto il suo Capo di Gabinetto, il Presidente della regione Toscana si è fatto sentire subito con durezza: lo ha preso da una parte e gliene ha dette quattro: "Cattivo! Cattivo! Cattivo! Cattivo!" poi, forse confondendo i ruoli istituzionali, pensandosi Preside, lo ha sospeso.
Il Presidente del Consiglio Mario Draghi che fa la punta alla penna d'oca mentre lavora alla scrittura del documento per il Recovery Fund.
Un uomo politico è grande in misura della sua forza di previsione: un partito politico è forte in misura del numero di uomini di tal forza di cui dispone.
In Italia i partiti di governo non possono disporre di nessuno di tali uomini: nessuno che sia grande, nessuno che sia almeno mediocre. Uno dei caratteri italiani, e forse quello che è più malefico per l’efficienza della vita pubblica del nostro paese, è la mancanza di fantasia drammatica. Sembra una affermazione letterariamente paradossale, e in verità è una osservazione profondamente realistica. Ogni provvedimento è un’anticipazione della realtà, è una previsione implicita. Il provvedimento è tanto più utile quanto più esso aderisce alla realtà. E perché ciò avvenga è necessario che il lavorìo preparatorio sia completo, che nel lavorio preparatorio non si sia trascurata alcuna ipotesi, e delle infinite ipotesi possibili si siano scartate quelle che non resistono alla prova della rappresentazione drammatica.
Orbene: le autorità italiane, quelle governative, quelle provinciali, quelle cittadine, non hanno finora decretato un provvedimento che non sia stato tardivo, non hanno ponzato un provvedimento che non abbia avuto bisogno di essere modificato, di essere prima o poi cassato, perché, invece di provvedere, veniva a far rincrudire il malessere. Non sono riuscite ad armonizzare la realtà, perché sono state incapaci di armonizzare prima, nel pensiero, gli elementi della realtà stessa. Esse ignorano la realtà, ignorano l’Italia in quanto è costituita di uomini che vivono, lavorando, soffrendo, morendo. Sono dei dilettanti: non hanno alcuna simpatia per gli uomini. Sono retori pieni di sentimentalismo, non uomini che sentono concretamente. Obbligano a soffrire inutilmente nel tempo stesso che sciolgono degli inni alati alla virtù, alla forza di sacrificio del cittadino italiano.
A. Gramsci, Odio gli indifferenti [3 aprile 1917], Milano, Chiarelettere, 2011, ebook