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lunedì 12 aprile 2021

Gloria al primo cosmonauta

Io c'ero quando è successo e ho ancora un vago ricordo della meraviglia che ci colpì tutti. Achille (seduto) e Giovanni Battista Judica Cordiglia ascoltano la voce di Gagarin da Torre Bert. (Nell'angolo in basso a destra il registratore a bobina Geloso G600) 

 Qui first orbit, il film da vedere e scaricare creato per celebrare i primi 50 anni del volo spaziale umano. Ci sono le immagini originali e l'audio del volo di Gagarin insieme a riprese effettuate da Paolo Nespoli dalla Stazione Spaziale Internazionale per riproporre esattamente il punto di vista del cosmonauta sovietico.

 

Il colloquio telefonico Krusciov-Gagarin
Mosca, 13 Aprile 1961
Ecco il testo integrale del colloquio telefonico tra Krusciov e Gagarin.
Krusciov: Sono molto contento di sentire la vostra voce, caro compagno.
Gagarin: Ho appena ricevuto il vostro telegramma di congratulazioni. Vi ringrazio di tutto cuore. Sono molto felice di aver compiuto questa impresa.
Krusciov: Avete (illeggibile) per la prima volta nella storia un viaggio spaziale. Con questa epica impresa avete glorificato il nostro Paese e avete reso immortale il vostro nome. Come è andato il volo? Come vi sentite?
...
Nota: ma tra compagni non si davano del tu?


sabato 14 dicembre 2013

La Luna è Rossa


Qualche ora fa (alle 21:11 di Pechino), la sonda Chinese Chang'e-3 è allunata senza problemi nella Baia degli Arcobaleni. Tra qualche ora un 'rover' comincerà a scorrazzare sulla polvere lunare.
Notizie dirette dal sito XinhuaNet.
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Aggiornamento: doveva allunare nel Sinus Iridum (come annunciato dalla TV Chinese in lingua inglese ma sembra sia andata un po' più là, nel Mare Imbrium)
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Aggiornamento del 15 dicembre: il rover Yutu, con tanto di bandierina, a giro sulla Luna.


[Immagine: China Space via: UniverseToday]



mercoledì 27 marzo 2013

In volo per Marte

Flight  to Mars / Volo su Marte (1951) 


Flight to Mars: Locandina

Per andare su Marte non ci vuole molto, in meno di dieci giorni si riesce ad arrivare viaggiando senza troppa fretta.
Quattro scienziati e un reporter si imbarcano, trench, cappello in testa e valigie alla mano, su un razzo interplanetario dal tipico aspetto retrò di ogiva a punta aguzza.



La storia non ci racconta nulla della preparazione del velivolo né tanto meno di allenamenti fatti dalla ciurma; si parte la mattina presto, ci si lega all'esile poltroncina della zona di comando o ci si assicura su brandine a castello, con tanto di coperta di lana messa a doppio per attutire la forza di accellerazione, si accendono i razzi e via, verso il pianeta rosso.



Per combattere l'assenza di gravità a bordo c'è un non meglio specificato stabilizzatore magnetico e invece di usare la radio per comunicare con la Terra, si lanciano nello spazio certi razzetti, simili alle bottiglie di naufraghi, con pagine di messaggi.
Il motore, lo si scopre in seguito, è invece a propulsione atomica.

Quando arrivano su Marte (sì, l'"ammartaggio" è un po' brusco e  il motore si danneggia seriamente) i cosmonauti (così vengono chiamati nella versione italiana e saprete che cosmonauti è il nome con cui ci si riferisce ai navigatori spaziali russi, mentre quelli americani si chiamano astronauti e quelli cinesi taiconauti), scendono con i loro vestiti da viaggio (giaccone in pelle e cuffietta di cuoio come gli aviatori della II Guerra Mondiale), respirando con una risibile mascherina di ossigeno; i Marziani che li accolgono, tecnicamente più progrediti, sono invece dentro eleganti scafandri bianchi.



 


I  Marziani, che sono assolutamente umani, respirano ossigeno e vivono in città scavate nel sottosuolo, parlano correntemente l'inglese imparato ascoltando le trasmissioni radio dalla Terra e li aiuteranno (con qualche colpo di scena e le immancabili storie d'amore) a rientrare sul nostro pianeta. Il progetto del nuovo motore che devono approntare viene preparato su un minuscolo tavolo da bar.


Povero, ingenuo e con attori di minima qualità, ha il solo merito di essere un film 'pioniere', girato, sicuramente con poca spesa, nel 1951.

Effetti speciali? Un paio di sciami di meteoriti incontrati durante il viaggio e un denso fumo che esce dagli ugelli del razzo a propulsione nucleare quando danno 'tutta potenza'.


Frasi celebri?
Alla partenza:  

- E' un conforto lasciarsi dietro qualcuno, qualcuno a cui si è dato la vita o la conoscenza.
Su Marte:
- Li inviterò ad una partita di bridge.
- Bridge? Se lei glielo insegna la odieranno in eterno.


- I solitari sono noiosi, sia i giochi che le persone.



Nota 1: il film è in Cinecolor ma io l'ho visto ieri sera in questo scadentissimo bianco e nero. 

Nota 2: QUI qualche locandina e alcuni fotogrammi del film.

Clic sull'immagine per una locandina più grande.

giovedì 1 gennaio 2009

Judica Cordiglia

Dei fratelli Judica Cordiglia ho cominciato a sentir parlare da bambino: ero vagamente cosciente che si trattasse di persone che, in qualche strana maniera, 'sentissero' suoni provenienti dallo spazio; era l'epoca dei primissimi lanci spaziali dei russi e degli americani e i due riuscivano a captare prima i segnali dei satelliti e poi le conversazioni nelle capsule spaziali sovietiche che, talvolta, non si aveva nessuna evidenza ufficiale fossero state realmente lanciate.
Ho anche memoria, incerta, di un qualche fumetto (sarà stato su Il Corriere dei Piccoli ?) in cui due personaggi, ispirati ai fratelli, asserivano di registrare delle voci dallo spazio che poi, alla prova dei fatti, risultavano la registrazione di una lite tra un padrone di casa e un inquilino (ricordo addirittura un pezzetto di uno dei versi-didascalia: "Tu..Tu.. imbroglione / Ma è la voce del padrone").
In questi anni recenti me li ha riportati alla memoria ogni tanto Francesco, collega appassionato di astronautica e curioso cultore degli eventi spaziali che accadevano decenni prima che lui nascesse; è stato proprio Francesco che mi ha segnalato, mesi fa, un film/documentario che doveva andare in onda sul canale francese Arté, e che poi non fu trasmesso; una serie di circostanze mi ha ora permesso di venire in possesso di una copia del film: I pirati dello Spazio.

Il documentario è un ben dosato mix tra le interviste ai due personaggi e la riproposta di pezzi storici della TV e della radio degli anni sessanta e settanta, integrato con spezzoni di filmati e foto amatoriali e familiari con cui i fratelli documentavano l'attività scientifica svolta per decenni, a margine della scienza 'ufficiale'.
Non mancano le interviste fatte loro da Ruggero Orlando, in occasione della loro visita, ufficiale, alla NASA, o da Emilio Fede, allora alla RAI. C'è poi una mole impressionante di bobine di registrazione dei suoni dallo spazio e alcuni brani ci vengono fatti ascoltare riprodotti da un vecchio Geloso: dal primo bip-bip dello Sputnik alle voci di Gagarin e di Glenn, passando da quelle, mai ufficializzate, di astronauti sovietici morti durante le prime missioni umane, per arrivare alla fine della loro attività, con la missione sulla Luna di Apollo 11, trasmessa dalla radio svizzera italiana con Judica Cordiglia consiglieri tecnici e commentatori.
Con il mutare della situazione, anche politica, molte delle attività spaziali vennero fatte da allora alla luce del sole e trasmesse molto spesso in diretta video: oggi la NASA ha addirittura un suo canale TV per coprire le attività spaziali, e Twitter è stato uno strumento con cui il Phoenix Mars Lander ha tenuto aggiornati migliaia di curiosi sulle attività che stava svolgendo, così che basta una connessione Internet per sapere cosa succede 'là fuori' senza più il bisogno di complicate attrezzature elettroniche o antenne da radioastronomi.
L'attività svolta, prima nella loro soffitta e poi sulle colline torinesi, a Torre Bert, risulta impressionante anche nella brevità del racconto filmato, che è sicuramente imperdibile per farsi un'idea del lavoro dei due geniali ed appassionati 'dilettanti'.

Achille e Giovanni Battista Judica CordigliaUn'immagine dei fratelli Achille e Giovanni Battista Judica Cordiglia tratta da una delle dispense de L'Uomo e lo spazio pubblicate, nel 1965, dalla Fratelli Fabbri Editore. L' opera, in 40 fascicoli settimanali e 40 dischi, aveva come direttore responsabile Gian Battista Judica Cordiglia.