domenica 12 agosto 2012

La Cina è vicina

Quando gli Italiani vanno a dormire i Chinesi si svegliano.


Ora locale di Pechino

sabato 11 agosto 2012

Senato made in China

Castelli e la tazza made in China

"Nemmeno al Senato riusciamo a difendere il prodotto italiano. Al negozio di Palazzo Madama si vendono tazze made in China". 

E’ la denuncia del senatore della Lega Nord Roberto Castelli, che ricorda di essere intervenuto in aula in sede di dichiarazione di voto sulla fiducia al decreto Sviluppo proprio tenendo in mano una tazza con il logo del Senato e la confezione con la scritta 'made in China'. 

"I cinesi prosperano e le nostre aziende chiudono. Finchè non capiremo questo, ogni parola spesa sullo sviluppo sarà un’illusione."

Fonte: CoperatorVeritatis

giovedì 9 agosto 2012

Un brivido svedese

Sjöwall e Wahlöö, Roseanna
Dentro ci sono Kafka, l'America e un Fuochista, ma il libro non ha niente a che fare con lo scrittore di Praga: è un giallo nordico (svedese) ante litteram, scritto a quattro mani da una coppia ben affiatata; i due, marito e moglie, ci hanno dato alcuni dei più bei gialli tra il '65 e il '75 dello scorso secolo.
Il racconto si svolge lento e narra i tentativi di risolvere un caso di presunto omicidio che vede coinvolte persone comuni di varie parti del mondo. Senza Internet e senza e-mail i tempi sono lunghi ma solo quanto basta per dare modo al riflessivo e taciturno investigatore, Martin Beck, di costruire ipotesi, vagliare particolari, muoversi avanti e indietro per la Svezia, trascurando sistematicamente la famiglia, una moglie e due ragazzi (la ragazza è una tredicenne che segue i telefilm gialli di Perry Mason e va matta per i Beatles), pur di togliersi il rovello che ogni fatto criminale, irrisolto, fa nascere nella sua mente ipersensibile.
Ottimamente caratterizzate le due 'spalle' del sovrintendente Beck, il grosso, noncurante e gioviale Lennart Kollberg e il metodico e analitico Fredrik Melander, fumatore di pipa dalla memoria stupefacente.
Nella parte finale il libro cambia ritmo, la vicenda si fa parossistica, è tutto un crescendo di tensione e di accadimenti, serrati uno accanto all'altro prima della soluzione finale: una bella prova di come i due autori padroneggiano la struttura della narrazione.
Una buona lettura, da spiaggia se volete, lunga quanto basta e certo non paragonabile ai soliti mattoni prediletti dall'editoria di questi anni (lo Spettro di Jo Nesbø ha più di 600 pagine: meglio, molto meglio leggersi Guerra e Pace o il Tristram Shandy...)

L'edizione che ho letto è quella del 1973, pubblicata da Garzanti per la traduzione di Hilia Brinis; ne esiste una riedizione, del 2005, fatta da Sellerio con diverso traduttore.

domenica 5 agosto 2012

Olimpiadi flashback: Abebe Bikila

Chissà se l'estate del '60 fu calda come quella di adesso; certo, vivendo in luogo di mare, la brezza la sera ci aiutava molto; in quelle notti, di fine agosto prima e di inizio settembre poi, me ne stavo in casa sveglio davanti allo scatolone magico acquistato dai miei proprio in occasione delle Olimpiadi di Roma.

Uno dei pochi ricordi prescolari che ho è quello di me e di mio nonno in cucina, lui su una sedia e io seduto direttamente sul massiccio tavolo di legno col piano in formica celeste-verdino tenuto da una bordatura in alluminio, a guardare affascinati le partite di basket.

Sicuramente di quello sport non capivo niente ma in qualche modo confuso sentivo di essere testimone di un fatto importante: vedevo atleti che scagliavano lontanissimo dei giavellotti, corpulenti individui che roteavano su se stessi per mandare il più lontano possibile un disco o una palla di ferro; uomini e donne che si avvitavano in strani contorcimenti buttandosi dall'alto di un trampolino giù in una vasca d'acqua.

Fra tutti, però indimenticabile, lui: Abebe Bikila, un negro tutt'ossa, sofferente ed emaciato, che correva senza scarpe e si lasciava dietro tutti, nel patimento della maratona; le immagini della memoria sono nebulose e sfocate, ma sono ancora qui dentro, ben presenti.

Olimpiadi di Roma 1960: Abebe Bikila nella maratona
 (clic sull'immagine per un Bikila ancora più grande)
 
Nella Grecia antica chi vinceva alle Olimpiadi aveva diritto a un premio concreto: poteva essere uno strìgile d'oro per detergersi il sudore oppure un intero anno di pranzi gratis; per Bikila fu un aumento di grado, nelle guardie del corpo dell'imperatore etiope Hailé Selassié.

Pensate che oggi qualcuno gareggerebbe se avesse in premio l'ultimo modello di un tablet o 365 buoni pasto di una mensa?

sabato 4 agosto 2012

Libri in bagno

Leggere in bagno

Come hanno detto qualche tempo fa in un telefilm giallo della serie "Shark":

"Ci sono libri anche in bagno: o è una persona molto colta o soffre di stitichezza".

I segnalibri 'Leggere in bagno' li potete scaricare da QUI.

venerdì 3 agosto 2012

Bersani, Vendola e il nome del Partito

Partito della Speranza a Bersani non va bene; io ci ho pensato un po' su e ho coniato per loro il nuovo nome, bello, aggressivo e vincente: 

Partito della Ricrescita Popolare.

Ho progettato anche il nuovo logo, come vedete. L'albero simbolo stavolta è il cipresso.

Partito della Ricrescita Popolare

giovedì 2 agosto 2012

Monti: non abbiamo bisogno di niente

Mendicante

"Noi - ha detto il premier durante un intervento ad un convegno organizzato dalla Confindustria finlandese - non chiediamo e non otteniamo alcun sostegno da nessun meccanismo" europeo. 
[Fonte: ANSA]