domenica 20 febbraio 2011

Chianti: i cloni del Gallo Nero

"Il Gallo Nero è lo storico simbolo del Chianti, adottato come marchio per il vino Chianti Classico dal consorzio che ne raggruppa i produttori" dice WikiPedia.

Dal sito del Consorzio Chianti Classico apprendiamo che:

Le “capitali” del Chianti sono le città di Firenze e Siena e le sue terre si estendono proprio a cavallo tra le due province: si tratta di 70.000 ettari che comprendono per intero i comuni di Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti, Greve in Chianti, Radda in Chianti e in parte quelli di Barberino Val d’Elsa, Castelnuovo Berardenga, Poggibonsi, San Casciano in Val di Pesa e Tavarnelle Val di Pesa. La zona viticola del Chianti è stata delimitata nel 1932 da un decreto ministeriale e da allora i confini sono rimasti invariati. Il decreto definiva la zona di produzione del vino Chianti Classico come la “zona di origine più antica”, conferendole un attestato di primogenitura e riconoscendole, così, una peculiare unicità territoriale. Già da allora, l’attuale territorio del Chianti è stato quindi riconosciuto come zona di produzione originaria per il vino Chianti Classico, che per distinguersi dai vini Chianti nati in seguito e prodotti in zone diverse dal territorio del Chianti ha dovuto fregiarsi dell’appellativo “Classico”. Classico significa quindi “il primo”, “l’originale”.

Da qualche giorno sta rimbalzando su siti web specilizzati, sulla stampa e, ovviamente, sulle TV locali, la notizia che "Il Gallo Nero sta operando con forza contro i falsi cloni".


Ora, dice il Devoto-Oli (ed. 2009), che il clone è:

... per estens. Copia identica; fig., copia fedele, ma del tutto priva di originalità e di autonomia
dunque, il clone è una copia, un duplicato, un oggetto fatto a immagine e somiglianza di un originale, di un qualcosa che risulta così peculiare e pregevole da meritare il tentativo di imitazione.

Ma allora cosa sono i 'falsi cloni' di cui parla la stampa specializzata? Dei falsi 'falsi', cioè degli originali?

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