Pregiatissimo Sindaco,
poche parole di ringraziamento da parte mia (e degli abitanti tutti, io credo) di San Miniato che, come forse saprà, è un quartiere della periferia di Siena, da sempre ultimo tra gli ultimi.
Il ringraziamento che le porgiamo, e di cuore, è per l’azzeccatissima scelta di edificare un Monumento in onore del Verde Pubblico, ma in quanto Pubblico, simbolicamente Universale, qui, nel quartiere che abbiamo la fortuna di abitare e che molti studenti frequentano, e di realizzarlo proprio nel bel mezzo del Passaggio Calamandrei, quel frequentatissimo amato percorso di cui, ahimè, anche la Stampa Locale purtroppo non conosce il nome corretto, definendolo alcuni Passeggiata e altri Passeggio.
Il Monumento, quasi a tre quarti del caro vialetto alberatissimo, vicino allo studentato e alle aule universitarie, si erge o meglio, per essere precisi, si stende da parte a parte del camminamento già dallo scorso 28 aprile e immaginerà come la popolazione tutta frema d’impazienza in attesa dell’inaugurazione ufficiale.
I sottili e precari nastri bianche e rossi, messi con ottima intenzione a proteggere il manufatto, onde nessuno lo potesse danneggiare, sono stati quasi subito lacerati per permetterci di vedere, da vicino, il nuovo simbolo del quartiere; studenti, anziani con bastoni e deambulatori, mamme con bambini nei carrozzini, e anche, sì, qualche sfaccendato come me, si sono già così affezionati all’opera da passare intorno al Monumento così tanto spesso, e con piacere, da avere tracciato due bei, simmetrici semicerchi intorno alla struttura, per poterlo vedere da vicino.
C’è chi ne ammira la posizione geometricamente perfetta, così a cavallo del Passaggio, chi invece, più ferrato in dendrologia, lo indica, dalla corteccia rugosa, come la perfetta rappresentazione di un gelso; qualche saggio vecchietto ne ammira le foglie appassite e leggermente accartocciate, e i frutti in formazione, rinsecchiti e morti.
Che poi circoli voce che, nella costruzione del Memoriale, si sia quasi rischiata la morte di una sfortunata cittadina, è una di quelle leggende che vogliono, in qualunque opera eretta dall’Uomo, santificare col sangue una fatica degna di essere ricordata perennemente.
Aspettiamo dunque tutti la fatidica data dell’inaugurazione, con la presenza, si spera, di Sbandieratori e Banda del Palio e con un breve ma toccante discorso pubblico da parte sua (e un’immancabile posa di una targa, come si conviene in queste occasioni) perché questo Simbolo Universale che ricordi la cura che dobbiamo alle piante e il loro Eterno contributo alla nostra Vita, abbia finalmente la risonanza, cittadina ma non solo, che merita.
Un plauso, dunque, a lei e all’Amministrazione tutta, sempre così presenti e attenti a questa zona della Città, in attesa di una sua visita nel nostro civile e operoso quartiere.

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