[Titivillus in culpa est ]
La colpa è di Titivillo.
Di lavoro ne aveva davvero tanto da fare, Titivillo.
Anche se di lui si scrive solo a partire dalla fine del XIII secolo, sappiamo dalle cronache che ogni giorno doveva riempire sacchi e sacchi con i mille errori di copiatura che trovava nelle attività dei monaci amanuensi, per poi calarli giù nelle oscure profondità dell'Inferno.
Per i monaci divenne una sorta di demone patrono: pensarono di poter dare a lui la colpa degli errori che commettevano nelle loro scritture, scaricandosene così di dosso la responsabilità. Ingenui (e incolti) non sapevano che "laggiù" ogni errore trovato nel sacco di Titivillo veniva catalogato con il nome del copista ignorante o sbadato che aveva sbagliato ed era archiviato per farne poi 'buon' uso al momento giusto.
A un certo punto Titivillo si deve essere stancato o forse gli amanuensi non erano più così produttivi, e allora si dedicò anche a raccogliere gli errori nei canti dei cori ecclesiastici, nel parlare comune degli uomini di Chiesa etc.; poi scomparve, anche se la stampa a caratteri mobili continuò a produrre errori, refusi ed errate impaginazioni.
Oggi Titivillus lo si trova, un po' beffato, a fare da logo a qualche Editore o a dei gruppi di meritori digitalizzatori di opere del passato.