giovedì 31 luglio 2008

I nostri Eroi

Monica Gasparini, conduttrice del TG5 delle 20, lancia il servizio che riguarda il sindaco di Capo d'Orlando che ha preso a martellate una targa di una piazza dedicata a Garibaldi, dicendo che "... ha preso a picconate la targa dedicata all'eroe Rinascimentale".
Al ritorno in studio, come sovente avviene, nessuna correzione. Non se n'è accorto nessuno?

Inflazione in Zimbabwe

In Zimbabwe entreranno in circolazione dal 1* Agosto le banconote da 10 miliardi di dollari (zimbabwesi), circa tre euro. Per evitare problemi di calcolo, la nuova banconota sarà chiamata zimdollar.

mercoledì 30 luglio 2008

Riconversione industriale

Lo stabilimento dell'Elettrolux di Scandicci tenta la riconversione; l'azienda ha trovato un compratore che sembra garantire la maggior parte dei posti di lavoro.
Dicono al TG Regionale della Toscana, stasera:
"L'Elettrolux si riconverte: verranno realizzati pannelli fotovoltaici ed eolici"
Pannelli eolici? Una nuova tecnologia?

Energia alternativa ....

...od offesa al decoro urbano?

martedì 29 luglio 2008

Niente più emigranti

L'avete notato? Non ci sono quasi più emigranti.
Sto scherzando, dite? Cerco la polemica o la facile battuta?
Niente affatto: si è proprio verificata questa inaspettata e favorevolissima contingenza, che pare invertire il corso degli eventi: gli emigranti da qualche settimana sono scomparsi, sostituiti dai più sommessi e innocui migranti.

Se la parola emigranti nella sua accezione comune indica chi si trasferisce all'estero (fuori dalla sua nazione), in genere in cerca di lavoro e di una condizione economica migliore, migrante indica solo chi si sposta verso nuove sedi, come certi uccelli che ancora si ostinano a cambiar di casa al mutare delle condizioni locali o degli stimoli vitali.
E così si addolcisce il termine, usandolo all'inglese: siamo tutti migranti, allora, quando la mattina passiamo ore e ore su auto o mezzi pubblici per andare a lavorare, siamo simili agli ... extracomunitari (si diceva sino a qualche settimana fa)?
Si modifica il rapporto tra la parola e l'oggetto a cui si riferisce, la parola nasconde la cosa e con questo bel giochetto si risolve il problema. O no?

venerdì 25 luglio 2008

Humanae Vitae

Si parla poco, mi pare, del '68, eppure quaranta anni dovrebbero essere l'età di una piena maturità, punto di riflessione e di riferimento per un rapido sguardo all'indietro.
Il periodo fu vivacissimo, pieno di provocazioni e rotture, si disboscarono sentieri nascosti, ci si voltò a guardare in direzioni diverse da quelle indicate dai cartelli di "senso unico" che ci riempivano la vita.
Quanto alle persone di quel periodo, ora sono giornalisti ubbidienti, bancari, professori universitari, molta di quella gente, cioè, che a guardar bene si agita "credendo di far qualcosa", come diceva Platone.
Credevo che oggi, in occasione del quarantennale, qualche TG ne parlasse; perduti invece, come sempre, dietro calciatori, cantanti, cani, gatti e vacanze al mare, silenzio!
La Chiesa Cattolica pubblicava, venerdì 25 Luglio 1968, nella festa di san Giacomo Apostolo, l'enciclica Humanae vitae che, scritta da Papa Paolo VI, cercava di arginare la spinta sessantottina ad una vita sessuale, e procreativa, priva di quegli scrupoli morali tanto cari alla Chiesa Cattolica. de propagatione humanae prolis recte ordinanda dice la versione latina, ma non il testo italiano.

Papa Paolo VI

Si occupa, l'enciclica, del "gravissimo dovere di trasmettere la vita umana".
Non si potevano nascondere il rapido sviluppo demografico e le nuove condizioni di vita e di lavoro; la Chiesa si accorge addirittura del modo di considerare la donna e del suo nuovo ruolo nella società!
E siccome "la legge naturale è espressione della volontà di Dio, l’adempimento ... di essa è ... necessario alla salvezza eterna degli uomini" e spetta logicamente al magistero della Chiesa interpretare la legge morale naturale.
"Il matrimonio e l’amore coniugale sono ordinati per loro natura alla procreazione ed educazione della prole. I figli infatti sono il preziosissimo dono del matrimonio e contribuiscono moltissimo al bene degli stessi genitori", vi si dice, citando (ma, i riferimenti e le note sono presenti solo nel testo latino e non in quello italiano) la Gaudium et spes. [Il grassetto è mio.]
"Nel compito di trasmettere la vita, essi non sono quindi liberi di procedere a proprio arbitrio .... devono conformare il loro agire all’intenzione creatrice di Dio".
In definitiva, "la Chiesa insegna che qualsiasi atto matrimoniale deve rimanere aperto alla trasmissione della vita."
"E' assolutamente da escludere, come via lecita per la regolazione delle nascite, l’interruzione diretta del processo generativo già iniziato, e soprattutto l’aborto diretto, anche se procurato per ragioni terapeutiche. È parimenti da condannare, come il magistero della Chiesa ha più volte dichiarato, la sterilizzazione diretta, sia perpetua che temporanea, tanto dell’uomo che della donna."
"La Chiesa insegna essere allora lecito tener conto dei ritmi naturali immanenti alle funzioni generative per l’uso del matrimonio nei soli periodi infecondi e così regolare la natalità senza offendere minimamente i principi morali"

E poi anche una piccola perla: "ognuno
ami la sua moglie come se stesso e la moglie rispetti il proprio marito" [il grassetto è mio]

Val la pena di leggere le poco meno di seimila parole, dieci paginette.

Qui il testo italiano, qui invece quello latino.

Biblioteca del Popolo

Ing. A. Marino, Applicazioni Algebriche (Ed. Sonzogno - Luglio 1929)

mercoledì 23 luglio 2008

Vacanze a Parigi

23 Luglio 1981: "...per noi la metropolitana non ha più segreti. Maria Luisa, Silvia, Susy"
Ah, les femmes...

Svolazzino trovato in E. Zola, "Il ventre di Parigi"

martedì 22 luglio 2008

(S)fondo quercia

Zeppe e incastri

Penso che l'editore del famoso settimanale di parole crociate e giochi di parole dovrebbe valutare con benevolenza la pubblicità, gratuita, che da tempo gli vado facendo durante i miei corsi di formazione.
Quando tengo un corso di Excel, infatti, dico sempre ai miei allievi che per essere produttivi col programma bisogna avere due doti: una mentalità matematica ed una spiccata capacità nel risolvere i vari giochi proposti dalla 'Settimana Enigmistica'.
Qualcuno la prende come una battuta, per consolare magari chi ha difficoltà in qualche esercizio, ma io sono seriamente convinto che sciarade, zeppe, incastri, cruciverba a schema libero e quant'altro ancora servano ad affrontare, con fantasia e creatività, tutta una serie di problemi da risolvere con Excel.
Sostengo, insomma, la pedante affermazione che una volta veniva fatta nella forma: "Latino e Greco non servono a niente, ma ti insegnano a ragionare".
In prima liceo, nascosto all'ultimo banco, avevo davanti a me una ragazzina spigliata e vivace, Susy (sic) che mi introdusse ai piaceri de La Settimana Enigmistica: tutte le settimane ne portava in classe una copia e ci sfidavamo, manco a dirlo, a chi riusciva a risolvere per primo 'Il quesito della Susi'. Siamo stati tra i più brillanti in matematica per tutto il quinquennio.
Con il capocentro dei S.I. di una azienda di servizi ricordavamo gli anni delle superiori: "Io durante le ore di matematica ero sempre distratto " mi diceva " col mio compagno di banco stavamo ore sulla 'Settimana Enigmistica'".
Due o tre anni fa avevo bisogno di integrare il mio gruppetto di docenti e feci qualche colloquio, tra i candidati, una ricercatrice universitaria; parlando di hobby venne fuori la sua passione per la nota rivista; finimmo col parlare di Lezioni di Enigmistica di Stefano Bartezzaghi, che lei aveva letto e che io avevo appena iniziato. Non ebbi dubbi nel decidere che era lei la persona che faceva al caso mio.

lunedì 21 luglio 2008

Firefox 3.0.1

Non sono molto contento di Firefox 3.0 (su Win XP): questa versione ha sicuramente peggiorato la mia vita di navigatore medio; insondabili blocchi del programma, un gran lavorare di swap su disco e poi la navigazione riprende. Crash non ne ho avuti, è vero, ma passare dalla versione 2.x alla 3.0 mi ha tolto l'uso di diversi componenti aggiuntivi.
Ieri ho poi fatto la sciocchezza di aggiornare alla 3.0.1: peggio ancora, ed altra messe di componenti aggiuntivi messi fuori gioco.
A qualcosa ho posto rimedio grazie alla Nightly Tester Tool 2.0.2, (suggerimento letto sui commenti ad un post su Lifehacker) ma il disagio permane: non riesco neanche più a fare il log-in su Scribd...

Un documento ben cotto

Durante i miei corsi di formazione, quale che sia l'argomento informatico che tratto, cerco sempre di instillare nei miei allievi il dubbio che i loro dati possono andare persi da un momento all'altro.
Sottolineo l'importanza di fare copie dei file su cui lavorano, usando sistematicamente salvataggi su cartelle condivise di rete, che di notte sono automaticamente duplicate dai sistemi di backup presenti in qualsiasi azienda che si rispetti; ma è un'abitudine, questa, che nelle grandi aziende hanno praticamente già tutti.
Nelle aziende medio-piccole c'è tuttavia ancora la tendenza a tenere 'per sé' gran parte delle elaborazioni o dei dati su cui si lavora, fidandosi della lunga vita dell'hard disk del proprio PC, e solo pochissimi comprendono l'importanza di masterizzare periodicamente un CD o un DVD con il proprio lavoro.
Sembra che questo tipo di supporto ottico, noto alla stragrande maggioranza degli utenti di informatica perché può servire a registrare file audio MP3 o film posseduti più o meno legalmente, continui ad essere uno sconosciuto mezzo per effettuare copie dei dati.
In aula si finisce poi col parlare di leggi che consentono la tenuta dei dati, anche fiscali, su supporti elettronici, delle pennine USB che non mancano ormai quasi più a nessuno, ma a tutti sfugge una cosa fondamentale: la vita media del supporto.
Insomma, in teoria, ma anche in pratica, i supporti che usiamo non sono eterni. Si pensa che la vita media di un CD sia di 10 anni, di un DVD di 30, ancora più lunga per la tecnologia Blu-Ray , 5 anni per le chiavette USB. E come si possono allora affidare dati importanti a oggetti dalla vita così relativamente breve? (Se avete qualche arcaico programma su un floppy disk da 5" e 1/4, ammesso che riusciate ancora a trovare un lettore, probabilmente non sarà più leggibile...).
Quando racconto di queste limitazioni, vedo qualche faccia preoccupata. "E se ho dei dati importanti su un vecchio CD...?"
"L'unico sistema è farne una copia, e così di seguito, durante l'arco della vita media del supporto..."
"Ma l'archiviazione elettronica dei documenti?".
Alzo le spalle: "Non lo so. Se la legge mette un obbligo temporale relativamente breve per la conservazione dei dati, siamo comunque a posto"
"E allora che si dovrebbe fare?"
"Mah..., voi che suggerite?"
Qualcuno azzarda: "La carta...I documenti sulla carta si mantengono per secoli".
Ecco, ci siamo arrivati. La carta, ma certo non quella comune, acida, che dopo qualche decennio si distrugge; quella speciale o magari si dovrebbe tornare alla carta fatta con gli stracci... è quella che si mantiene più a lungo. Le Bibbie di Gutenberg, tanto per parlar di carta stampata, hanno 600 anni.
Io ascolto un po', poi scuoto la testa.
"Come, neanche la carta?".
"Eh no, se volete veramente che un documento si conservi per millenni, o lo scolpite nella roccia, oppure.... lo scrivete su tavolette di creta e poi le fate cuocere. Vi ricordate della scrittura cuneiforme in Mesopotamia?"

domenica 20 luglio 2008

Acqua potabile


A Siena sarà vietato lavare le imbarcazioni con acqua potabile sino al 30 settembre.

Particolari disposizioni anche per i possessori di (...omissis...) orti, giardini (...omissis...) che dovranno dimostrare, qualora richiesto dagli agenti della polizia municipale, la non potabilità dell'acqua utilizzata con appositi documenti.

Qui la fonte.

Mi sono perso

sabato 19 luglio 2008

Asiatici uniti

ya zhou ren min tuan jie qi lai, ba mei guo qing lue zhe cong ya zhou gan chu qu
cioè:
Che tutti gli Asiatici si uniscano per cacciare l'aggressore USA dall'Asia.

Manifesto della metà degli anni settanta, dal sito maopost.com

venerdì 18 luglio 2008

Cos'è un cittadino

Spesso le parole vengono usate con un significato ambiguo.
"Non si sono ancora trovate, in Francia, le tracce del cittadino napoletano scomparso..." dice il conduttore del TG2, stasera.
Ma il Regno di Napoli non era stato ceduto (da Garibaldi a Vittorio Emanuele II) al Regno d'Italia nel 1860?

Cittadino, nell'accezione comune, è: "Chi partecipa dei diritti e dei doveri sanciti dalla legge di uno stato", dice il Devoto-Oli.

La crisi economica continua


Le singole immagini, tratte dall'arazzo di Bayeux, sono assemblate dal sito "Historic Tale Constrvction cit".

giovedì 17 luglio 2008

Privacy - 1


Questa è una denuncia che faccio al Garante della Privacy (ma non dovrebbe poi essere, visto che siamo in Italia, il Garante della Riservatezza o Garante della Vita Privata?)

Da decenni noi tutti siamo subissati di telefonate, sulle nostre linee casalinghe, di aziende che cercano di venderci qualcosa; la maggior parte di queste telefonate proviene dagli stessi gestori della telefonia. Più volte, negli anni, abbiamo visto, in rubriche TV tipo Mi manda Rai Tre, portare davanti a tutti casi particolarmente sgradevoli: contratti di forniture sottoscritti verbalmente, costi nascosti che compaiono all'improvviso e altre amenità del genere. Ultimamente vanno di moda offerte di prodotti enologici e richieste di contattare urgentemente un numero, tipo 899...
Non ho mai letto con attenzione il contratto che ho con Telecom (anni fa lo pubblicavano sulle pagine dell'elenco telefonico) e non so se quanto detto corrisponde al servizio che ho sottoscritto, ma suppongo di sì.
Bene, visto che NESSUNO difende la mia vita privata, per evitare scocciature, da un quindicennio ho installata una segreteria telefonica sulla mia linea di casa: chiunque mi telefoni viene invitato a registrare un suo messaggio; per scelta abbiamo cioè deciso di NON RISPONDERE MAI direttamente al telefono. Così facendo, visto che abbiamo lasciato attivo l'altoparlante della segreteria, possiamo decidere se rispondere, prendendo la linea, o lasciare che la segreteria faccia il suo lavoro.
L'adozione di questa linea di difesa garantisce alla mia famiglia una vita più tranquilla e l'impossibilità, anche involontaria, di sottoscrivere od acquistare alcunché.
L'atteggiamento di mia moglie e mio verso il telefono è un po' anomalo, continuiamo a considerarlo un inutile strumento di tortura più che un modo per essere connessi col mondo, per cui questa modalità di utilizzo non ci pesa minimamente.

Veniamo però all'oggetto della denuncia.

Saltuariamente uso una connessione ISP, sulla linea Telecom. Perché io stia usando ancora questo mezzo arcaico di comunicazione è cosa lunga e merita un post a sé stante.

Quando, come in questi giorni, utilizzo un accesso Internet, succede una cosa 'strana'.
Le chiamate che ricevo (chiaramente provenienti da un call-center, come si sente in qualche registrazione) diventano frequentissime, anche più di una all'ora, come ad esempio è successo oggi, a partire dal momento in cui termino la mia connessione ad internet e fino alle nove di sera.
Quindi, c'è poco da fare, qualcuno (e forse più di uno...) controlla le telefonate che facciamo e, appena individua una chiamata verso un ISP (ho provato ad utilizzare più ISP per avere conferma che non si trattava di una casualità), ecco gli avvoltoi che cominciano a rotearci intorno, con gli artigli pronti a ghermirci.
Ma dirò di più.
Alcune settimane fa sono stato ospite in casa di mia mamma, in un altro comune; avendo bisogno di controllare la posta elettronica (sì, il PC portatile l'ho sempre con me...) mi sono connesso da casa sua usando il modem.
La sera dopo, tornato a casa mia, ho ricevuto da mia mamma una telefonata con cui si lamentava delle numerose chiamate telefoniche che aveva ricevuto, e a cui aveva risposto, che le proponevano dei vantaggiosissimi contratti per l'utilizzo di Internet. Con una di queste persone, particolarmente assillante, aveva anche litigato, perché mia mamma diceva che in casa sua nessuno usava internet e la sua interlocutrice, villanamente aggressiva, sosteneva, gridando, che non era vero, e che lei lo sapeva bene......

Dunque, signor Garante della Riservatezza, che mi dice di tutto questo?

La signora Woolf

Lo confesso, senza vergogna. Inopinatamente è scattato qualcosa tra me e la signora Woolf, la signora Virginia Woolf.
Sarà il suo tenerissimo volto di ventenne della foto che ho stampato in formato A4 e che ho appeso di fronte alla scrivania, nello 'studio'; sarà il suo manifesto sulla condizione femminile, dove reclama per le donne Una stanza tutta per sé, e che ho letto qualche mese fa, saranno i suoi saggi sugli scrittori contemporanei, da cui ho piluccato le pagine su Sterne e Conrad, tra le altre; sarà per il fatto che per decenni l'ho volutamente ignorata ed ora me ne faccio una colpa; sarà insomma per tutti questi motivi, che sono stato colpito.
Ma ci sono anche, come in tutti gli amori, il mistero della donna, lo scoprire piano piano consonanze e pensieri nascosti, il venire a conoscere la sua vita di orfana e la sua fragilità psicologica.

Ho i suoi libri sparsi in giro e per molte notti il mio ultimo pensiero, prima di addormentarmi, sarà per lei.

mercoledì 16 luglio 2008

L'Isola del Tesoro

Mi sono ricordato, qualche giorno fa, di portare a M. alcuni CD di audiolibri.
Mi aveva chiesto, da tempo, se ne avessi qualcuno e, alla mia risposta che avevo scaricato dal sito de Il Terzo anello di Radio Rai alcuni titoli, si era mostrato interessato. "Li ascolterei volentieri, quando sono in macchina in qualche viaggio più lungo", mi aveva detto.
Mentre li copiava, uno dietro l'altro, già pensando a come riversarli sul TomTom, se ne è uscito con un "Ah, l' Isola del Tesoro!. L'ho letta da piccolo" ed ha interrotto le copie per sentire se l'incipit lo riportava ai ricordi dell'infanzia. Abbiamo ascoltato qualche minuto insieme, e "Sì, va bene, è letto col tono giusto" ha commentato. "Io invece non l'ho mai letta, mi sembra di aver visto uno sceneggiato TV, ricordo qualche nome, ma non ti saprei neppure riassumere la storia".
Naturalmente questo ha fatto scattare il meccanismo: visto che la settimana successiva sarei stato, tutti i giorni, due o tre ore in macchina, ecco trovato cosa fare: sarà anche un libro per l'infanzia, ma è un classico da non perdere.
Che c'è di meglio, nel surriscaldato percorso automobilistico, specie lungo i pochi chilometri di autostrada in cui si sa a che ora si entra ma non se e quando si esce, di sentir risuonare il canto dei pirati "Quindici uomini, quindici uomini, sulla cassa del morto" e sentire la Hispaniola che viene governata verso l'isola del capitano Flint, e ascoltare dello sprovveduto cavalier Trelawney che ingaggia una ciurma dove, sì, c'è l'ottimo capitano Smollett, ma anche il temibile Long John Silver e tutta una accozzaglia di avanzi di filibusta?
Sotto il sole caldo, le avventure del giovane Jim Hawkins, del saggio dottor Livesey e dei personaggi tutti mi hanno tenuto piacevole compagnia nella lettura, mai monotona, di Piero Baldini.

L'uomo qualunque

martedì 15 luglio 2008

Cosa c'è nella pennina?

Qualche settimana fa mia moglie ha comprato una pennina USB da 1 Gb, una di quelle con funzionalità di radio, registratore e gestione di MP3 (la Dikom è un'azienda coreana, ma sulla scatola c'è scritto Made in China...); le è costata poco meno di 10 euro, 15 volte meno di una, con le stesse caratteristiche ma con metà della capacità, acquistata tre anni fa. L'oggetto è ingombrante, con una interfaccia non particolarmente intuitiva, ma per quel prezzo non ci si può lamentare.

Oggi mi ha chiesto di installarle un qualche software che le permettesse di convertire i file audio dai CD in MP3, per farsi la sua 'compilation' di brani, pregandomi di trovare qualcosa che fosse un po' meno lento di quello che le avevo installato, sul portatile che aveva prima di questo, e che aveva imparato rapidamente ad usare. Si è lamentata della macchinosità del software precedente e della sua lentezza: l'ho rincuorata dicendole che il nuovo portatile avrebbe brillantemente superato il problema della velocità; per quello che riguarda il software, invece, il concetto di 'macchinoso' è molto soggettivo e dipende da quanto uno è 'computer savvy'. Conoscendola, ho pensato al software più semplice che conosco, una versione non recente di dBPowerAMP Music Converter, che ho usato, qualche volta, senza problemi.

Dopo aver connesso la chiavetta alla porta USB del suo portatile, si è aperta una finestra che mi ha informato che da quel momento era disponibile un software, AMT, che avrebbe consentito, tramite il trascinamento delle tracce audio da un CD, di convertire automaticamente i brani in file MP3 con tre diverse qualità di conversione. La cosa funziona con la massima semplicità (la conversione avviene 'on the fly', durante l'operazione di copia) e ho spiegato alla consorte l'uso veramente immediato dell'interfaccia del programma.

Fin qui, direte, che c'è di strano? Assolutamente nulla, credo. Nell'aprire, però, la partizione della chiavetta dedicata alla memorizzazione dei dati, ho avuto una sorpresa: oltre a due brani musicali di esempio, c'era anche un file di testo, intitolato: Surely you are joking; l'ho aperto: contiene tutto il testo, in inglese, del libro del noto fisico Richard P. Feynman, a cui ho avuto modo di far riferimento qualche tempo fa.

E questo, me lo concederete, è un po' strano.

lunedì 14 luglio 2008

Maria Fernanda Ciccòlo

Da qualche mese non vedevo più, in TV, la signora Ciccòlo: presentava, spesso, il TG Regionale della Toscana.
Una signora dall'aspetto elegante, i modi signorili ed una voce eccezionale, la più bella voce e la migliore pronuncia che sia mai passata in TV, ed in radio, visto che partecipava anche alle varie edizioni del radiofonico Gazzettino Toscano.


Ho pensato che, dato che la vedo e la sento da decenni, fosse arrivata all'età della pensione, chiudendo i rapporti con la RAI. Da qualche sera ho ritrovata, nel TG di Italia 7, la sua bella presenza e la sua splendida voce.

domenica 13 luglio 2008

Perdita di memorie

Excel a tutto schermo

Spesso devo visualizzare un foglio di lavoro di Excel (2003) a tutto schermo; la cosa si ottiene facilmente: basta, infatti, dal menù Visualizza scegliere la voce Schermo intero.

In questo modo, però, scompaiono tutte le barre degli strumenti ed anche la barra della formula, utilissima per visualizzare quanto scritto nelle celle; rimane, flottante, la barra Schermo intero con l'unico tasto Chiudi schermo intero che permette di ritornare alla visualizzazione normale.

Se si vuole che la Barra della formula sia visibile quando siamo 'A tutto schermo", mentre si è in visualizzazione a schermo intero si deve:
  • Dal menù Strumenti selezionare Opzioni.
  • Nella finestra che si apre attivare la scheda Visualizza.
  • Mettere il segno di spunta alla voce Barra della formula.
Confermando con OK, tutte le volte che si passa dalla visualizzazione normale a quella a tutto schermo, in quest'ultima modalità verrà sempre visualizzata la barra della formula.

Se si vogliono visualizzare altre barre degli strumenti, ad esempio quelle che abbiamo creato personalizzandole con icone di nostro uso frequente, si procede semplicemente così, sempre partendo dalla modalità di visualizzazione a tutto schermo:
  • Dal menù Visualizza si sceglie la voce Barre degli strumenti. Excel visualizzerà il sotto menù con l'elenco delle barre disponibili.
  • Si seleziona la Barra che si vorrà visualizzare in modalità A tutto schermo.
  • Si ripete il passaggio precedente per tutte le barre che si vogliono selezionare.
Terminate le selezioni, le barre prescelte saranno sempre visibili una volta che si passi dalla 'Visualizzazione Normale' a quella 'A tutto schermo'.

venerdì 11 luglio 2008

giovedì 10 luglio 2008

martedì 8 luglio 2008

Colazione al mare

Piazza Armerina, mosaico romano.

Come imparai a fischiare

G. mi dice che il suo post su 'Imparare a Fischiare' ha ricevuto un incredibile numero di hit e che anche adesso, dopo mesi e mesi dalla pubblicazione, c'è qualcuno che va a leggerlo.
Sperando anche io di avere lo stesso successo, ho deciso di raccontare come e quando ho imparato a fischiare.

Avrò avuto poco più di tre anni, sicuramente meno di tre anni e mezzo, e, come era obbligatorio, mi fu fatta la vaccinazione antivaiolosa che al tempo veniva praticata tramite alcune incisioni, sulla parte alta del braccio sinistro, che col tempo sarebbero diventate due vistosi 'bolli' sulla carne.
C'era stata qualche resistenza da parte dei miei genitori nel farmi fare il vaccino, perché mio babbo sapeva che nella sua famiglia c'era una qualche allergia che a lui, che la vaccinazione l'aveva fatta da militare durante il CAR, aveva causato una febbre altissima e prolungata e un vistoso gonfiore al braccio, durati oltre un mese. La preoccupazione dei miei era che, se ci fosse stata una reazione analoga in me, così piccolo, forse avrei corso dei rischi molto, molto seri.
Il nostro medico li convinse (e non potevano, d'altra parte, fare diversamente) e mi ricordo addirittura quando mi fece, con un bisturi, i taglietti sul braccio.
Ovviamente la reazione allergica scattò subito: poche ore e mi trovai con un bel febbrone. Come andò avanti la cosa non lo ricordo bene ma la febbre alta durò diversi giorni e, oltre alla preoccupazione, i miei dovevano anche trovare un modo per tenermi sveglio e occupato (e no, non avevamo ancora la TV davanti alla quale potevo essere parcheggiato) e allora a mio babbo venne un'idea.
Eravamo stati, io e lui, qualche settimana prima, a vedere un film che in quegli anni ebbe grandissimo successo, Il ponte sul fiume Kwai, un film di guerra.

Era la storia della costruzione di una ferrovia in Birmania, della prigionia in un campo di concentramento di un inglesissimo Alec Guinness e della distruzione, finale, di un ponte che, se fosse rimasto in piedi, avrebbe consentito il rifornimento e l'invio rapido delle truppe giapponesi a combattere contro gli inglesi.
C'era una marcetta, da banda militare, con un motivetto ossessivo, che veniva fischiettata, in modo un po' strafottente, da un gruppo di prigionieri britannici all'ingresso del campo di prigionia giapponese: si trattava di una marcetta del 1916, riadattata proprio per il film: la Marcia del Colonnello Bogey. La marcia diventava, poi, la colonna sonora del film.
L'idea di mio babbo fu, dunque, di passare alcune ore con me, al ritorno dal lavoro, per insegnarmi a fischiettare il motivetto.
Non so quanto tempo ci abbia perso, ma per me (e penso anche per mia mamma e i miei nonni) la cosa diventò un'ossessione: quando c'era mio babbo ripetevo il motivo con lui e per il resto della giornata mi stancavo a provare e riprovare da solo.
Alla fine, però, superai la noia del lungo periodo di febbre, mi rimisi completamente e imparai a fischiettare.
Ancora oggi, se atteggio le labbra al fischio e zufolo qualche nota della marcetta, il tempo torna indietro, dolce, a quei giorni dorati.

lunedì 7 luglio 2008

Consoliamoci

Il manifesto del film, 1956.

Corsi di aggiornamento

Insegnanti delle scuole superiori della Contea di Suffolk, N.Y., mentre prendono parte ad un corso di aggiornamento di sei settimane al Long Island Graduate Center del Polythecnic Institute di Brooklyn.
Il programma consiste nell'addestrare i partecipanti all'uso di terminali di un computer in time-sharing per insegnare fisica, biologia, chimica, matematica e scienze sociali nelle scuole locali nell'autunno del 1968.

Foto del Polythecnic Institute di Brooklyn, dal National Science Foundation Annual Report (1968).

venerdì 4 luglio 2008

Un piatto di lenticchie

La Lens esculenta è una pianta antica, la si coltiva dalla preistoria: i suoi semi hanno un 'gradevole sapore e un alto valore nutritivo'.
Si pensa comunemente che l'espressione 'piatto di lenticchie' indichi qualche cosa, di basso valore, che si riceve o si dà, in cambio di un bene più importante.
Dico 'comunemente' perché non ne condivido l'uso.
Tutto nasce, come si sa, dal fatto che Esaù, figlio di Isacco (Genesi, 25,29-34), cedette il privilegio della primogenitura al fratello Giacobbe appunto per un piatto di lenticchie:

29Una volta Giacobbe aveva cotto una minestra di lenticchie; Esaù arrivò dalla campagna ed era sfinito. 30Disse a Giacobbe: "Lasciami mangiare un po' di questa minestra rossa, perché io sono sfinito" - Per questo fu chiamato Edom -. 31Giacobbe disse: "Vendimi subito la tua primogenitura". 32Rispose Esaù: "Ecco sto morendo: a che mi serve allora la primogenitura?". 33Giacobbe allora disse: "Giuramelo subito". Quegli lo giurò e vendette la primogenitura a Giacobbe. 34Giacobbe diede ad Esaù il pane e la minestra di lenticchie; questi mangiò e bevve, poi si alzò e se ne andò. A tal punto Esaù aveva disprezzato la primogenitura.

La nota che c'è nella mia Bibbia riporta intanto che le lenticchie fossero un piatto molto gustoso e fra i più graditi dagli ebrei.
La mia personale esperienza culinaria, per quanto modesta, mi dice poi che aggiungere la giusta quantità di lenticchie, ad esempio ad una minestra di verdure, permette di esaltarne i sapori e dare un gusto che trasforma la più classica e anodina delle pietanze della mamma in una crema degna di un gourmet.

Non riesco proprio a considerare 'un piatto di lenticchie' una cosa di basso valore, e neanche lo fa la Banca, che lo ritiene degno premio per i suoi importanti investitori.

giovedì 3 luglio 2008

Il Palio di Siena al TG2

"Siena è in festa per la vittoria della contrada dell'Istrice con Trecciolino montato da Luigi Bruschelli", dice il conduttore del TG2 delle 20:30 di ieri sera.

Il cavallo dell'Istrice è Ga' del Menhir e Trecciolino è il soprannome del fantino, al secolo Luigi Bruschelli!

Ma tant'è, una notizia vale l'altra, non ci si mette più neppure a controllarle.

martedì 1 luglio 2008

Prego, sorrida

Mahmud Ahmedinejad e signora.
Qui l'articolo.

[Via: The J-Walk Blog]

Zio Tibia

Nel mio girovagare tra i blog (girivagare non privo di mete, si badi!), seguo da un po' GoldenAgeComicBookStories che ripesca vecchi fumetti, americani, qualche rara volta arrivati in Italia.
Giorni fa questo post riportava un'immagine, quella di Creepy, che mi era familiare.
Ma sì, Creepy è proprio lo Zio Tibia!
La Mondadori pubblicò nel 1969-1970, nella collana Oscar, Le spiacevoli notte di Zio Tibia e Zio Tibia colpisce ancora (che ho letto), raccolte di 24 storie a fumetti, origianariamente comparse sull'americana "Creepy", rivista che nacque alla metà degli anni '60.
Le storie di terrore o fantasy non mi sono mai piaciute e comprai i volumetti forse attratto più da quanto diceva il retro di copertina (storie tratte da A. Bierce, E.A. Poe, B. Stoker, H.P. Lovecraft) che per un vero interesse al genere. Le tavole erano disegnate bene, ma troppo piccole e con pagine stampate talvolta con poco inchiostro; le storie erano adatte a far compagnia al panino della merenda e poi, cosa volete per seicento lire...
"Creeps" sono i brividi e "Creepy" vuol dire: che fa venire i brividi, raccapricciante; la traduzione in "Zio Tibia" fu azzeccata; qualche anno più tardi uscì un terzo volumetto, Mezzanotte con Zio Tibia.
Il genere, poi, ispirò anche alcuni film (Romero, quello di La notte dei morti viventi (1968) e di Zombi (1978), creatore di un genere, diresse un famoso film horror a episodi intitolato Creepshow, nell'82)

Data la mia quasi maniacale attenzione nella conservazione dei libri (conservazione nel senso: non li butto mai), sono certo di averli da qualche parte, in cantina, dove ho relegato quei libri che mi vergogno di possedere (no, niente di moralmente compromettente) ma di cui ugualmente mi vergognerei di disfarmi [che figura ci farei a portare a vendere Non è terrestre di Peter Kolosimo e roba simile (avevo quattordici anni, ho smesso quasi subito!) ]
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Dopo una mezz'ora di ricerche, impedito dall'affastellamento di barattoli di vernici, scatole di floppy disk, scarpe da inverno, alcune amache (ma che ce ne faremo?), una bicicletta, gli addobbi di natale, vecchi numeri di Byte, un compressore, numerosi scatoloni dal contenuto ignoto, sono riuscito a trovare soltanto "Zio Tibia colpisce ancora", sequel del primo volume, e mi sono dato per vinto, rientrando in casa contento del trofeo recuperato.


Il Davinotti riporta alcuni commenti alle pubblicazioni; qui informazioni sulla rivista Creepy, i suoi disegnatori, i precedenti, le copertine...

La spiaggia


Una vecchia cartolina di Follonica, trovata in rete.