sabato 1 agosto 2020

Bologna, Agosto 1980


Copiaincollo un post che ho pubblicato qui nell'agosto del 2007.

Le nostre vacanze di quell'estate 1980 erano finite troppo presto, per colpa mia.
Avevamo parcheggiato il camper (in realtà, un vecchio furgone 238 Fiat riadattato) in un parcheggio sotterraneo piuttosto distante dal Kunsthistorisches Museum di Vienna, mèta della nostra mattina culturale. Il parcheggio andava a fasce orarie e avevamo fatto i nostri conti per spendere il meno possibile. Il Museo risultò però incredibilmente interessante, Durer, Brueghel, Bosch.... Il tempo passò troppo in fretta e quando ci accorgemmo di stare per entrare nella fascia oraria in cui il balzello del parcheggio ci sarebbe costato un bel po' di scellini uscimmo in fretta, più di corsa che a passo veloce; è vero che Orazio aveva inscenato una incredibile pantomima alla biglietteria, mostrando il suo libretto universitario e cercando di far capire, un po' in inglese e un po' in pugliese, che, come studenti, dovevamo avere uno sconto, che poi ci fecero, ma avevamo veramente i soldi contati e il costo della vita a Vienna era ben più alto che in Italia.
Arrivati appena in tempo al parcheggio, mi misi alla guida cercando di arrivare all'uscita prima dello scadere dell'orario. Ahimè, così al coperto, non avevo valutato l'altezza del furgone e, a una curva troppo stretta, feci impuntare il tettino in uno spigolo di cemento sporgente, forse non ben segnalato, producendo un gran di rumore e un notevole 'taglio' nella lamiera: accorsero un paio di sorveglianti, per vedere cosa era successo, passarono una decina di minuti e ovviamente, all'uscita, fummo costretti a pagare per la fascia oraria in cui eravamo rientrati per una manciata di minuti di ritardo.
La cosa più brutta era che il camper, Domenico, il terzo componente del gruppo, lo aveva avuto in prestito da suo cognato, con l'impegno di riportarlo a Firenze entro il 9 o 10 agosto, per consentire a lui e alla famigliola di andarsene in vacanza. Che cosa potevamo fare? Certo non raccontargli l'accaduto, a rischio di problemi familiari per Domenico; decidemmo allora, dopo una serie concitata di telefonate in Italia (non c'erano i cellulari!), di rientrare qualche giorno prima, per consentire a un amico carrozziere, che avevamo rintracciato ancora al lavoro nella sua officina, di porre rimedio al danno in maniera 'invisibile': avremmo usato i soldi risparmiati dall'accorciamento della vacanza per pagare il lavoro.
Fui immediatamente esonerato dalla guida in città e cominciammo il rientro, ormai abbastanza abbattuti per l'incidente e per la brutta chiusura della vacanza, decidendo, per far prima, di guidare anche di notte.
Orazio doveva rientrare a Pisa, con Domenico, per ripartire subito dopo verso la Puglia, dai suoi.
Domenico doveva riportare il camper a Firenze, dopo aver accompagnato me a Follonica.
Visto l'anticipo, Orazio decise di fermarsi qualche giorno da alcuni amici a Bologna, per poi andare da lì in Puglia; i bagagli li aveva con sé e non c'era motivo di ripassare da Pisa.
Il pomeriggio del primo di Agosto, arrivati a Bologna poco dopo le 16:30, parcheggiammo in prossimità della stazione, per accompagnare Orazio a consultare gli orari dei treni e a fare la prenotazione e il biglietto per il suo rientro. La stazione, nonostante il periodo dell'anno, non mi sembrò particolarmente affollata; girellammo un po' per il salone, mentre Orazio era in fila, poi lo accompagnammo poco lontano, dove abitavano i suoi amici. Senza neppure scendere per salutare i suoi nuovi ospiti, riprendemmo la strada verso Follonica: volevamo arrivare a casa dei miei per l'ora di cena.
La cena fu veramente ristoratrice, così come gli abbondanti lavacri, e la mattina dopo, sabato, dormimmo fino a tardi; a tavola, saltata la prima colazione, eravamo famelici.
L'immancabile TV rumoreggiava in sottofondo, ma non la ascoltavamo, presi a rispondere alla curiosità dei miei per la nostra vacanza; a un certo momento però ci accorgemmo che parlavano di Bologna, della stazione, ci voltammo meccanicamente "Eravamo lì ieri pomeriggio..."
Il silenzio fu poi agghiacciante: capimmo cosa era successo. Un incidente? Un attentato?
Muti, un raggrinzire della pelle, ci prese stretti quella commozione ti fa luccicare gli occhi; e un pensiero non detto, negli sguardi tra me e Domenico: chissà, forse andando un po' più piano o non viaggiando di notte, saremmo potuti essere lì anche noi, a quell'ora.

mercoledì 8 luglio 2020

Scuola: protocollo sicurezza in classe




Ritorno in classe.
Azzolina: in arrivo specifico protocollo di sicurezza per la riapertura.

martedì 7 luglio 2020

I Riformisti


Eh! misérables, qui vous croyez si grands, qui jugez l'humanité si petite, qui voulez tout réformer, réformez-vous vous-mêmes, cette tâche vous suffit.

Ah, miserabili, che vi credete così grandi, che giudicate l'umanità così piccola, che volete riformare tutto! Riformate voi stessi, questo è il compito che vi basta.

F. Bastiat, La Loi, 1850. Online su WikiSource.
[via: LaudatorTemporisActi]


lunedì 29 giugno 2020

Parole sante

La riunione si sciolse, ma rimanemmo ancora a chiacchierare con gli insegnanti. Si lamentavano dello stipendio troppo scarso, dei programmi pesanti, degli alunni che non avevano voglia di far niente. «Creda a me», diceva il professor Benedetti, «oggi c’è troppa gente che va a scuola. Il guaio è tutto lì».

L. Bianciardi, Il lavoro culturale [1957], I Bianciardini, Stampa Alternativa, Pavona, Iacobelli (s.d.)
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lunedì 22 giugno 2020

A 'pesca' in Tribunale


Se c'è di mezzo il Web non si può essere sicuri in nessun posto, neppure in Tribunale.

È di qualche giorno fa l'affissione nella bacheca delle news del Tribunale di Napoli di questo messaggio della Direzione Generale per i Sistemi Informativi Automatizzati del Ministero della Giustizia.



Non possiamo che essere seriamente preoccupati della dilagante presenza di truffe informatiche e tentativi di acquisizione di informazioni, in maniera fraudolenta oppure velata dietro l'ormai abituale fornitura 'gratuita' di app o di 'servizi' Web.

Il phishing è la modalità di raggiro più semplice; sono gli utenti più ingenui e sprovveduti che abboccano, ma il loro numero, sia tra i privati che nelle aziende, costituisce un campionario non trascurabile.


Non abboccate: proteggetevi dal phishing!

Il phishing è l'atto di inviare e-mail dannose con l'intenzione di ricavare informazioni personali, segreti aziendali o materiale finanziario usando false motivazioni. I tentativi di phishing sono spesso e-mail che chiedono agli utenti di fornire al mittente informazioni sensibili come credenziali di accesso o codici bancari, di fare clic su un link falsificato, di visitare un sito web infetto o di eseguire un'azione esterna contraria alle normali abitudini.

Per questo gli attacchi di phishing sono diventati le sfide alla sicurezza più comuni che le aziende devono affrontare per proteggere le proprie informazioni. E non sono solo le aziende a essere truffate, ma ovviamente anche i privati utenti del Web

Quindi, come prevenire un attacco di phishing?
  • Controllate bene la fonte delle informazioni provenienti dalla posta in arrivo
  • Create procedure interne efficaci che incoraggiano le richieste di dati a essere controllate e ricontrollate
  • Verificate tutti i contenuti dell'e-mail per essere sicuri che siano corretti  la grammatica (eh, sì!), le informazioni del contatto e l'indirizzo di provenienza
  • Non fate MAI clic sui collegamenti provenienti da mittenti sconosciuti
  • Migliorate la sicurezza del vostro computer o smartphone
  • Immettete dati riservati solo in siti Web sicuri
  • Controllate periodicamente i vostri account(e gli estratti conto bancari...)
  • Prestate sempre molta attenzione per non correre rischi
  • Aggiornatevi sulle problematiche delle truffe via Web

[Naturalmente, se volete essere sicuri al 100%, non usate mai queste diavolerie informatiche...]


La bacheca del Tribunale di Napoli: QUI la pagina web, QUI la circolare.